L’inceneritore di Macomer e la cricca di Migaleddu

23 marzo 2011 14:0725 commentiViews: 156

101Si sta facendo un gran baccano per nulla sull’inceneritore di Macomer. L’unica cosa certa e decisa, su cui tutti noi ci siamo schierati è affermare che l’attuale inceneritore è un gravissimo e serissimo problema. O si pone rimedio o si chiude. Sul futuro inceneritore, il dibattito è aperto anche sulla sua esistenza, perché se si  riuscirà a prescinderne, noi ne saremo veramente felici. Ma nulla è stato deciso e ciò che si deciderà va deciso secondo percorsi democratici e partecipativi, che riguardano il Marghine, ma anche la Sardegna, perché la matrice della decisione è il Piano Regionale dei Rifiuti approvato nella scorsa legislatura.

Mettiamo in fila i dati certi.

1. L’emergenza sanitaria è oggi, non domani. Questo i Comuni del Marghine hanno sempre detto. Macomer non può continuare a bruciare con questo impianto. O si chiude o si cambia. Questo è stato il problema posto nell’agenda politica regionale da due anni. In molti non intendono confrontarsi col problema di oggi per discutere di quello di domani. Ma il problema sanitario-industriale di domani è 100 volte inferiore a quello di oggi. E chi ha dimostrato che questo problema esiste è stata l’attuale amministrazione comunale di Macomer che ha chiesto e ottenuto l’installazione della centralina sulla qualità e quantità delle polveri a Macomer; l’Arpas sta installando quella mobile a Borore. Per cui la scelta politica di oggi è dire che così, con questo impianto vecchio, non si può andare avanti. Questo hanno detto e dicono i sindaci di Macomer, Borore ecc.
2. Sul futuro, la discussione è apertissima ed è giusto discutere. Ben vengano le discussioni (civili). Più se ne fanno, meglio è. Più sono dialettiche e educate, meglio è. Le decisioni saranno prese democraticamente da tutti i soggetti coinvolti e riguarderanno tutta la Sardegna. Dal 1 aprile non si potrà più conferire tal quale in discarica. Le discariche di Sassari, Ozieri e Villacidro sono a livelli di prossima saturazione. Occorrerà prendere una decisione. Le risorse stanziate per rifare l’inceneritore di Macomer significano solo che Macomer non vuole continuare a bruciare nelle condizioni attuali, perché sono dannose: o si cambia l’impianto o si chiude. Se per il futuro si scegliesse di bruciare solo a Cagliari, o a Cagliari e Porto Torres, noi ne saremmo felicissimi perché questa era già la nostra ipotesi nel 2007.
3. C’è qualche furbacchione che sta speculando sul dibattito sul futuro (perché l’emergenza sanitaria attuale fa paura e non se ne parla) e che vuole far sì che a Macomer non solo si spenga l’inceneritore, ma si spenga anche il sistema di riuso e riciclo che in questi due anni è stato attivato, in modo da chiudere la piattaforma della valorizzazione manuale del rifiuto, impedire la nascita dell’impianto di riciclo, impedire il centro per il Pet legato a Ottana, e far morire l’impianto per il compost. C’è qualche furbacchione del Centro Sardegna che vorrebbe che il Marghine, dopo aver sopportato 15 anni di fumi, adesso perdesse i vantaggi economici del riuso pulito dei rifiuti, perdesse reddito e lavoro per la parte pulita del ciclo dei rifiuti (carta, vetro, Pet ecc) a favore di qualche altra città della Sardegna.
4. Oggi Vincenzo Migaleddu dichiara al giornale:  «Dietro scelte importanti come quella della realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo esistono spesso ingerenze esterne al territorio come infiltrazione del malaffare – afferma Migaleddu -. La cricca in Sardegna sottende operazioni poco chiare e il mio intendimento è stato solo quello di mettere in guardia gli amministratori del territorio».
Ma guarda un po!
Certo che dietro i rifiuti ci sono spesso interessi privati poco nobili! Infatti sono stato io a chiedere che  la Regione intervenisse a Macomer, se proprio un’attività di incenerimento deve continuare a esistere (e non è assolutamente detto sia necessario che debba esistere),  mettendo interamente i capitali necessari senza attivare alcun project financing con alcun privato per la realizzazione e la gestione del progetto. Quale migliore garanzia di un finanziamento e di una gestione consortile tutta pubblica contro le cricche? Se si vanno a leggere le poste di bilancio, si scopre che gli stanziamenti provengono da fondi per la valorizzazione della differenziata e dunque sono suscettibili di essere orientati verso l’obiettivo del riuso, non solo e necessariamente o esclusivamente verso l’incenerimento. Di quali cricche, dunque, ciancia Migaleddu?
Forse parla di alcuni esponenti della cricca che vorrebbe portare via da Macomer la gestione della parte pulita del ciclo, gli stessi che sono stati protagonisti di gestioni contestate e contestabili del ciclo dei rifiuti in altre città e che erano presenti alla riunione a cui ha partecipato Migaleddu? Io, certamente, non li frequento.
Io certamente non frequento chi vuole portare la carta, il cartone, il vetro, il Pet verso altre destinazioni e impedire che il territorio di Macomer che ha subito la servitù ambientale dell’inceneritore venga oggi premiato dai vantaggi economici che derivano dal riciclo e dal riuso. Come pure io non frequento i soggetti che hanno gli appalti di raccolta dei piccoli comuni e sono presenti nelle amministrazioni che bandiscono quegli appalti. Io non li frequento proprio, né faccio convegni con loro.
Egregio dottore, c’è una cricca che teme che dal letame nascano i fior, e cioè che a Macomer, dove si è pagato un prezzo altissimo per l’incenerimento, possa oggi svilupparsi una piattaforma del riciclo completa e integrata, non necessariamente con emissioni, che dia lavoro, reddito e sviluppo. Questa cricca esiste, è politica ed è affaristica, ma certamnete non frequenta né l’amministrazione comunale di Macomer né quella di Borore, né certamente me.

25 Commenti

  • Franco Cappai

    Parole ,parole, parole………fatti…… non pervenuti.
    Sono molto sincero nell’affermare che la delusione rispetto a questo argomento è tanta e non può che lasciarmi sgomento.
    In questi anni ( almeno una decina) e lo dico con cognizione di causa, si è fatto un gran s/parlare , spesso in maniera molto inutile e ideologica ( perché ancora non è stato deciso un bel niente), dello smaltimento dei rifiuti che riguarda il nostro territorio.
    In prossimità delle turnate elettorali, vediamo spuntare come i funghi tutti coloro che, per avere visibilità a tutti i costi, in qualche modo si inventano e diventano improvvisamente tecnici/scienziati del settore.
    E’ veramente penoso assistere a questa farsa, le amministrazioni, alle quali noi cittadini abbiamo dato un mandato preciso per decidere , stanno ancora lì a cincischiare su un problema che ci vede esposti da tempo e che continuano a rimandare negli anni per allontanarlo.
    L’argomento è sicuramente un bel cavallo di battaglia (elettorale) , e ben se ne guardano i nostri signori politici dal metterci di prima persona la propria faccia, e sì, ne pregiudicherebbe la possibilità di essere rieletti ma tant’è , che prima o poi ci dovranno comunque sbattere il naso, e allora si che sentiranno da vicino la puzza (come da tanti anni sentiamo noi, che nell’impianto ci lavoriamo davvero).
    I rifiuti sono in aumento, non spariscono nel nulla e molto probabilmente fintanto che non ce li ritroveremo sotto casa , il problema potrebbe sembrare degli altri….. non è così , il problema è il nostro e anche molto serio e come tale, siamo noi ( con i nostri amministratori) a doverlo risolvere e in tempi molto brevi.
    Le notizie relative allo smaltimento dei rifiuti in Sardegna non sono certo molto confortanti, vedi la situazione che si sta’ venendo a creare nel Medio Campidano, la Regione Sardegna, obbliga le amministrazioni di quei territori a smaltire i propri rifiuti urbani a Macchiareddu ( nell’inceneritore di Cagliari), perché, dove venivano smaltiti sinora, con costi gia’ di per sé molto esosi (a Villacidro ), è strapieno e non li puo’ piu’ accogliere, discorso che vale indistintamente per tutte le discariche esistenti in Sardegna .
    Gli amministratori Campidanesi rispondono in modo molto deciso ( e lo faranno anche con manifestazioni ) che non sono d’accordo a causa dell’aumento dei costi che questo spostamento comporterebbe, e quindi si andrà all’ennesima infinita discussione di come e di dove si dovranno smaltire questi rifiuti.
    Spesso ci riempiamo la bocca della bella parola “differenziata”, e non lo dico con ironia perché ci credo fortemente, ma andatevi a fare dei giri nelle nostre campagne per le strade di penetrazione agraria, e vi renderete conto di persona dove siano i reali aumenti in percentuale di questa benedetta raccolta, magari fosse vera !
    La cultura non è barattabile o si ha o non si ha, il sistema Sardo, è ancora molto lontano dalla capacità di insegnare le regole per una comunità organizzata e fattiva, ognuno pensa per se e alle proprie comodità (del bene pubblico non gliene può fregar di meno) e vale la pena ricordare l’atteggiamento :
    Not In My Back Yard, (purchè non nel mio cortile),
    quindi pur di liberarmi del rifiuto che io stesso produco , è molto più semplice sbarazzarmene nelle campagne o pensare di portarlo il più lontano possibile dai miei occhi tanto, saranno gli altri a raccoglierlo.
    Non penso sia questo il miglior metodo per la soluzione del problema, pensiamoci bene e proviamo e essere più pratici e realisti ( la politica del non fare non ha mai portato benefici ). Prendiamo subito una ferma decisione su cosa fare, immediatamente, non abbiamo altro tempo.
    Buon lavoro a tutti
    Franco Cappai Borore

  • Sebastiano Saiu

    Se le cose son ben fatte nel rispetto della legalità e con amore verso il rispetto della salute e della natura io credo che possa coesistere anche un giusto guadagno ovvero un equilibrio che possa accontentare tutti operatori ecologici compresi non solo politici e poi credo che sia anche giusto che si esprimano pareri anche dai ruminanti senza nessuna collacazione nella toponomastica politica anche se coloro dovrebbero avere il buon equilibrio di non ergersi a tuttologici in materia di salute e rispetto ambientale.

  • Franco Cappai

    Riflessioni di emergenza occupazionale !!!

    3. C’è qualche furbacchione che sta speculando sul dibattito sul futuro (perché l’emergenza sanitaria attuale fa paura e non se ne parla) e che vuole far sì che a Macomer non solo si spenga l’inceneritore, ma si spenga anche il sistema di riuso e riciclo che in questi due anni è stato attivato, in modo da chiudere la piattaforma della valorizzazione manuale del rifiuto, impedire la nascita dell’impianto di riciclo, impedire il centro per il Pet legato a Ottana, e far morire l’impianto per il compost. C’è qualche furbacchione del Centro Sardegna che vorrebbe che il Marghine, dopo aver sopportato 15 anni di fumi, adesso perdesse i vantaggi economici del riuso pulito dei rifiuti, perdesse reddito e lavoro per la parte pulita del ciclo dei rifiuti (carta, vetro, Pet ecc) a favore di qualche altra città della Sardegna.
    da Paolo Maninchedda Sardegna e Libertà.(24marzo 2011)

    Se avevamo dei dubbi su chi fossero coloro che stavano speculando sul futuro del nostro Impianto di Macomer e non solo per ragioni puramente ecologiche, eccovi la risposta chiara e netta…….
    IVO CARBONI docet:
    La Provincia di Nuoro per bocca del Presidente della Commissione Ambiente, Ivo Carboni è finalmente uscita dall’anonimato dichiarando in modo molto deciso che vuole chiudere l’Impianto di Macomer per favorire la solita CRICCA di Nuoro penalizzando, come d’altronde ha sempre fatto il territorio del Marghine.

    Colleghi operai della Tossilo S.p.A……..
    svegliamoci dal torpore prima che sia troppo tardi.
    L’impianto è nostro e abbiamo il diritto/dovere di difendere con tutti i mezzi i nostri posti di lavoro.
    Il Segretario della Uiltrasporti Provinciale
    Settore di Igiene Ambientale
    Franco Cappai

  • Federico Castori

    errata corrige: Carboni ex assessore all’ambiente oggi è all’urbanistica

  • Federico Castori

    Leggendo l’intervento del consigliere Carboni sulle pagine de “la nuova” si capiscono chiaramente le intenzioni di questa gente.
    Alla dismissione graduale dell’incenerimento eravamo arrivati anche noi!
    Mentre ci si scalda nel discutere cosa fare dopo, nessuno dice che fare oggi con un impianto che per la prima volta in 17 anni è al minimo in quanto ad emissioni dannose ma è comunque un impianto che non dà affidabilità per il futuro.
    Ci si vorrebbe lasciare con i postumi da due impianti di incenerimento e due discariche per scippare la parte “pulita” del rifiuto che dovrebbe andare a Nuoro o a Siniscola. Questo non accadrà! Tossilo per anni ha trattato solo il rifiuto indifferenziato e l’umido, oggi si candida a gestire l’intero ciclo del rifiuto per valorizzare il PET (bottiglie di plastica), la carta, il RAEE (rifiuto da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e quant’altro possa essere separato e riutilizzato.
    Se il piano dei rifiuti (elaborato e approvato nel periodo della prima giunta Deriu) va cambiato, deve essere fatto unicamente per permettere che Tossilo possa ampliare e moltiplicare le piattaforme di raccolta e valorizzazione per essere risarcita dalla presa di responsabilità di questi ultimi vent’anni. Oggi il comune, unico in provincia, che non ha attivato la raccolta differenziata, che porta a smaltimento 7000 tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati e che ha al suo passivo più di un milione di euro da pagare proprio alla Tossilo s.p.a. per lo smaltimento dei rifiuti, vorrebbe dare a noi tutto il suo rifiuto (per il quale quest’anno deve pagare circa 35.000 euro di penalità) tal quale per ricevere in cambio quello separato dai comuni più virtuosi diventando i novelli alchimisti che vorrebbero trasformare il piombo in oro.
    Per quanto riguarda l’entità della tariffa dei rifiuti, il consigliere Carboni che è anche assessore all’ambiente del Comune di Nuoro, non può scaricare a noi i problemi di casa propria; ma è bene che si sappia che gli aumenti della Tarsu sono dovuti, laddove i Comuni suddividono unicamente i costi derivanti dalla raccolta e non anche le perdite delle società che la gestiscono, ai trasporti che si è costretti a fare alla discarica di Ozieri perché l’amministrazione provinciale (assessore all’ambiente Rocco Calentano compagno di partito di Ivo Carboni e, secondo le cronache, probabile prossimo candidato a Sindaco nel comune di Siniscola) non ha indicato una discarica nel territorio della provincia. Questa non decisione costa alla comunità più di due milioni di euro.
    Che il Consigliere Carboni, presidente della commissione ambiente in provincia, si dedichi assieme all’assessore Ponzio Corosu a che la provincia si esprima su discarica e smaltimento del residuo indifferenziato e non al disossamento di Macomer.

  • Franco Cappai

    Il pensiero della domenica:

    Ambientalismo ideologico

    L’«attivista ambientalista» dedica la maggior parte delle sue energie al successo della causa. Il problema è costituito dal credito che viene accordato a varie «certezze» prive di fondamento scientifico adeguato. Lo vediamo a proposito di questioni quali il surriscaldamento del pianeta, il riciclo dei rifiuti e altre tematiche ecologiche, dove accade con una certa frequenza che affermazioni semplicistiche siano sottoscritte senza essere state seriamente vagliate.( Vedi le raccolta di firme fatte sottoscrivere da ragazzi di 10/14 anni ai quali non si spiega compiutamente il problema, proponendoli soltanto la scelta emotiva del si o del no).

    L’idealismo (l’aspirazione a un mondo migliore) dei giovani. Nel mondo occidentale odierno sembra essere al servizio di istanze ecologiche come quella del riciclaggio e dello smaltimento dei rifiuti, di dubbia efficacia anche nel merito e spesso inculcate da insegnanti benintenzionati ma viziati da pregiudizi ideologici. Non bisogna essere troppo sentimentali riguardo all’idealismo giovanile nemmeno in questo caso. In una città dell’ovest, qualche anno fa un celebre scrittore di fantascienza americano, propugnatore di posizioni molto decise in materia di inquinamento, tenne un discorso a una grande assemblea di studenti.
    Tra l’ovazione generale, disse che ogni individuo poteva dare il suo reale contributo («bravo, bravissimo, è vero!»).
    «Perciò, disse, alzatevi tutti in piedi buttate via tutti i vostri telefonini e strappate la vostra patente» ( a questo punto nell’assemblea cadde un silenzio tombale).

    Si predica spesso molto bene ma si razzola malissimo.

    Buona domenica a tutti

  • Franco Cappai

    Con molta franchezza caro Bobor, non stò barattando proprio un bel niente, forse non hai capito il mio pensiero, non la metto esclusivamente sul piano del lavoro e delle famiglie che da questo campano, per essere molto chiari, voglio ribadire un concetto che in altre occasioni ho avuto modo di rimarcare, alla salute ci teniamo soprattutto noi operai che ogni giorno siamo a diretto contatto con l’impianto e dovremmo essere anche i primi a subirne le eventuali conseguenze negative ( qualora ci fossero).
    Già da decine di anni veniamo sottoposti a controlli sanitari che grazie a Dio hanno finora escluso correlazioni con il tipo di attività che stiamo svolgendo, ed è nostro primario interesse sapere che nell’ attività che svolgiamo, non corriamo nessun rischio diretto.
    Vorrei anche ricordare ai vari interlocutori che non è corretto strumentalizzare le varie forme di malattie del nostro territorio, non possono essere obbligatoriamente affiancate alla nostra attività, perché questo è fare del terrorismo sociale.
    A titolo di informazione, nella mia famiglia ho avuto nei diversi anni vari lutti, mia madre e diversi parenti che purtroppo sono morti di cancro, mamma nel 1982 e gli altri parenti molti anni prima, in quegli anni non esisteva nemmeno il progetto del nostro impianto, spiegatemi voi a chi devo attribuire quelle morti ….. se non a fattori genetici e di familiarità che spesso come per esorcizzarli vogliamo allontanare, sovente, mettendo in campo la più grande disinformazione possibile per creare confusione e allarmismi ingiustificati.
    Buon lavoro a tutti.
    Fortza Paris
    Franco Cappai Borore

  • Paolo Maninchedda

    Egregio sig. Moro, le frittate si girano per cuocerle meglio, non per ribaltare le responsabilità di alcuni su altri. È stato Migaleddu a formulare accuse generiche e pretestuose sullo stanziamento regionale per lo smaltimento dei rifiuti a Macomer. Stanziamento che non prevede, e ne vado orgoglioso, alcuna partecipazione privata. Quindi l’onere della prova è prima di tutto un dovere di Migaleddu, non mio. Io avevo di Migaleddu il suo stesso giudizio, adesso non più. Per il resto, io ho rilevato nelle presenze dell’assemblea qualche conflitto di interesse: alcuni territoriali, cioè di altre città del Nuorese che vorrebbero togliere a Macomer, dopo anni che ci facciamo carico di bruciare il secco di 78 comuni, il diritto di guadagnare dal riuso e dal riciclo; altri imprenditoriali, sia diretti, cioè con la volontà di inserire i privati nella gestione dei rifiuti di Macomer, sia indiretti, di aziende cioè vincitrici di appalti di raccolta in Comuni limitrofi, hanno interessi precipui nella racoclta e nel trasporto dei rifiuti. E siccome sono un uomo libero, non tema che a breve, su un quotidiano che uscirà a Macomer, metterò in evidenza queste contraddizioni. Intanto, se ha voglia e tempo, analizzi il ruolo riservato a Macoemr nel Piano provinciale dei rifiuti. Analizzi il ruolo di Nuoro e Siniscola nel sistema dei rifiuti provinciali. Si faccia un po’ di rassegna stampa sulle posizioni di maggioranze e opposizioni su questi argomenti. Poi se crede vada a chiedere l’illuminazione a san Vincenzo.

  • Sì vabbè Franco, a Macomer e dintorni c’è troppa gente che in questi anni ci ha rimesso la salute e purtroppo anche la vita e non è accettabile dire che questo è solo ideologia. Penso francamente che non si possa barattare la salute col lavoro, se una attività è nociva va allontanata e non c’è “tengo famiglia” che tenga.

  • Quinto Moro

    Non sono il difensore di nessuno se non della salute mia, dei miei figli e dei miei nipoti (scusate se è poco). E questo che mi spinge ad intervenire su questo delicatissimo argomento per confutare alcune affermazioni. Intanto, sarebbe opportuno che ciascuno “conservi” la memoria storica delle cose già accadute e che spesso un pò tutti “fingiamo” di dimenticare. Il dr. Migaleddu, non so di quali colpe si è macchiato e se così è risponderà nelle sedi opportune. Sicuramente non è accusabile di “mancata coerenza” sugli argomenti delicati, come quelli che riguardano la salute di tutti noi. E’ da anni che mette a disposizione di tutti le sue competenze/conoscenze e gli è riconosciuto da tutti il “disinteresse” di natura economica che lo muove. Ora,apprendo dall’on. Maninchedda che in realtà ha la “sua cricca” e che quindi i suoi interventi mirano a favorirla screditando le altre (cricche). Sono certo che, come me, tantissimi sardi, sig. Maninchedda, vorrebbero conoscere i nomi ed i cognomi dei componenti di questa cricca politica ed affaristica di cui Lei scrive e di quei “furbacchioni” che dietro i rifiuti hanno spesso interessi privati poco nobili. Altrimenti anche Lei rilascia generiche e qualunquistiche affermazioni che lasciano il tempo che trovano.

  • Franco Cappai

    Piero,
    concordo, la ragione non puo’ stare solo da una parte e normalmente le persone sagge non si lasciano trasportare dai soliti slanci ideologici spesso strumentalizzandoli, ma nell’interesse di tutti fanno le migliori scelte.
    Senza per questo mettere a repentaglio una delle poche se non l’ultima realta’ industriale rimasta nel nostro territorio che con la sua filiera puo’ garantire ulteriori opportunità di lavoro a tantissime famiglie.
    E poi…… non lamentiamoci noi fautori della nostra stessa miseria.
    Fortza paris
    Franco Cappai Borore

  • piero atzori

    Io credo che le esigenze di tutela della salute rappresentate dal Dr Migaleddu debbano trovare una sintesi con gli aspetti economici rappresentati da Paolo Maninchedda. C’è assoluto bisogno di opportunità di lavoro nella tutela della salute. Una sintesi è necessaria per non darla vinta alle cricche esterne e ai loro manutengoli.

  • Marco M. C.

    Caro Franco,
    loro non vedono cio’ che vediamo noi,
    loro non sanno ciò che sappiamo noi.
    Per loro l’impianto è un qualcosa sulla carta, dove lavorano gli omini e dove nulla accade di interessante.
    Non sanno nulla di abbancamenti, percolazioni, pozzi spia… nulla!
    E decidono sulla pelle di tutti…
    Speravo in una PSd’Az completo di una Area Tecnica di confronto…

  • Stefano De Candia

    Scusate… sarà banale ma chi ambisce ad avere posizioni di governo di un territorio, come noi sardisti dovremmo avere, non può basarsi solo sull’esistente o su quello che hanno fatto chi ci ha preceduto, si chiami Soru, Cappellacci, Mario Melis ecc.
    Io penso che il sistema dei rifiuti sia una problema ed una oppurtunità e come tutte le potenziali opportunità deve essere programmata e studiata al meglio per non farla rimanere solo un problema.
    I rifiuti e il “ciclo del riciclo”, al pari dell’acqua e delle cure agli anziani, saranno il business dei prossimi decenni e parlarne nei termini che ho visto in questa discussione denota totale mancanza di programmazione e progettazione del futuro.
    Bisogna avere un’idea e capire quanto costa realizzarla ed è fondamentale che questa idea preveda il rispetto della salute pubblica e il ritorno economico dell’investimento, queste cose non sono fantascienza e ci vuole solo la volontà politica di prendere decisioni non autoreferenziali, fatte da soggetti spesso collusi con voti di scambio dovuti alla mercificazione della fame di posti di lavoro.
    Io personalmente credo che se continueremo a ragionare in termini di campanili continueremo a fare buchi nell’acqua e a non risolvere nulla di nulla.
    Il sistema del ciclo e del ricioclo dei rifiuti dovrebbe essere su base territoriale regionale e dovrebbe corrispondere a criteri di convenienza economica e sanitaria in primis e poi capire dove produrrebbe più o meno ricaduta occupazionale o dove ci sarebbe più o meno bisogno perchè ragionando in questo modo si creerebbe l’ennesimo danno alle tasche della collettività.
    Io sono convinto che il ciclo dei rifiuti dovrebbe essere connesso con la produzione di energia e quindi alla situazione di Porto Torres ad esempio dove avrei invitato l’Eni a mantenere la promessa di andarsene obbligandola a bonificare i 15kmq, no non mi sono sbagliato 150000000 mq!!!, dell’area industriale e poi avrei riqualificato l’area facendone la più grande centrale solare d’Europa… i rifiuti e il riciclo sarebbero un altro tassello di un progetto più ampio per la Sardegna che noi sardisti dovremmo incominciare a prospettare e a pretendere di vedere realizzato a prescindere dalle cricche di qualsiasi parte politica o non politica.
    Purtroppo continuo a vedere estenuanti tatticismi e logiche lontane anni luce dai bisogni della Sardegna in nome di briciole di identitarismo sterile.
    Io sono per dire chi siamo noi così da obbligare gli altri a diri chi sono e cosa fanno loro, la confusione di ideali è dannosa solo per chi li ha non certo per chi non ha nulla.
    FORTZA PARIS

  • Franco Cappai

    Solita mentalità Italiana (Sarda): Chentu concasa………
    Oggetto: Smaltimento dei Rifiuti.
    Soluzioni Italiane (Sarde) del non fare.
    Soffiando sul fuoco fatuo dei referendum i sostenitori del non fare ripropongono il proprio volto inaffidabile, la propria dirigenza esposta al vento non degli umori popolari (che già sarebbe grave), ma degli estremisti fra i propri gregari. Sospendendo le scelte e, di fatto, ritardando il già drammatico ritardo, le amministrazioni si dimostrano al di sotto del proprio compito. Si preferisce la via falso realista e ideologista di chi crede d’esser furbo, (solo loro conoscono a fondo il problema, noi che ci lavoriamo non capiamo niente!!) cercando di far leva sull’emotività popolare mandando a questi informazioni non corrette e creando allarmismi non giustificati puntando a conservare i residui consensi popolari, la ricetta sicura per perderli…… di nuovo..Meritatamente.
    E si, perché se non parlassero degli “untori”, di cosa si potrebbero occupare??
    Mentre noi poveri lavoratori incapaci, continuiamo a prenderci cura con molta professionalità dei rifiuti che anche loro ogni giorno producono, con la speranza che queste indecisioni non ci portino a perdere il lavoro, che molte di queste persone non vorrebbero mai fare.

    E poi….. saremo costretti a venire da voi pseudoambientalisti a chiedervi come fare per campare le nostre famiglie.
    Perchè per farla breve voi…… non volete fare niente… voi…. il nostro impianto lo volete solo chiudere fregandovene altamente di quelli che spesso SOLO ideologicamente volete sostenere I LAVORATORI.
    Buon lavoro a tutti.
    Franco Cappai Borore

  • Antonello M.

    Paolo, una volta lessi un tuo pensiero dove la discussione era impuntata sulla impossibilità monetaria di poter realizzare una Radio, in quanto per la sua accensione si arrivava a spendere una cifra intorno ad 1.000.000 di €. Di fronte a cifre di questa portata e comprensibile che qualsiasi partito o movimento rimuova l’idea. Il discorso cambierebbe se questo progetto fosse prospettato a tutto il panorama indipendentistico Sardo. Con una semplice calcolatrice moltiplicando es. 100.000 indip. x 20€ si arriva alla stupefacente cifra di 2.000.000 (2 milioni di euro). Supponendo sempre i fatidici 100.000, (ma a nostro avviso siamo molti di più), quotandoci sempre su un fondo comune, se invece di 20€ ne mettessimo 100€ X 100.000 indipendentisti, arriveremo alla cifra di 10.000.000€ (dieci milioni di euro) e si potrebbe pensare anche ad una televisione. Penso che i cervelli pensanti non ci manchino per la sua probabile realizzazione e finalmente si leverebbe un’altra voce per uscire dal regime di omologazione e narcotizzazione della massa ignara che un’altro futuro è possibile.

  • Ciò che mette d’accordo tutti è che inceneritori non ne vorrebbe nessuno. C’è Casteddu, mandiamo la..

  • Maria Luisa

    Il problema dello smaltimento dei rifiuti è un problema serio e complesso che non può essere affrontato con l’enfasi della folla, ma è un problema e va affrontato.
    A nessuno piace vivere con un inceneritore sotto il cuscino men che meno a chi ci convive da 15 anni com’è anche vero che non ci si può far prendere dall’isteria o dalle facili soluzioni che poi tali (soluzioni) non sono.
    Qualche tempo fa c’è stata una visita a Tergu con molti amministratori del Margine tra cui il Sindaco di Macomer. In quell’occasione venne accusato di essere l’unico ad avere perplessità su tale impianto. Oggi gli amministratori dell’impianto di Tergu non vengono invitati alle conferenze sui rifiuti, perché? Perché Tergu non viene più percepita come una alternativa. A Tergu non si chiude il ciclo del rifiuto. A Tergu si sceglie il tipo di rifiuto ma non si trova soluzione per l’indifferenziato cioè per quella parte di rifiuto che va in discarica o all’inceneritore.
    Cosa sarebbe successo se si fosse deciso sul furor del popolo?
    Per la verità io ho qualche dubbio anche sull’impianto di Vedelago. Non sono d’accordo con il Sindaco di Macomer quando dice che essendo quella una srl non và presa in considerazione ma a Vedelago c’è un permesso della provincia di Treviso per il trattamento di 200 tonnellate l’anno di rifiuto indifferenziato; a Tossilo, mi dicono, che 200 tonnellate ne entrano ogni giorno!
    Una cosa è certa: delegittimare gli amministratori del territorio attaccandoli sulla persona o aleggiando interessi di chissà che genere non giova a nessuno, ne alla qualità della soluzione da adottare ne a chi, come me, sente profondamente il problema e che vuole che la decisione adottata sia libera da schemi di bandiera e la più coscienziosa possibile.

  • Non capisco – oppure comprendo fin troppo bene – dove si voglia arrivare con le autorizzazioni a costruire ed esercire impianti di incenerimento a biomasse in una terra come la Sardegna dove biomasse non ce ne sono e dove costerebbe troppo produrle.
    Forse una regìa che prevede la loro commutazione in inceneritori RSU in mano al privato?
    Forse il tutto è talmente chiaro da apparire banale.
    In ogni caso, passando alla filiera corta, il circuito del riutilizzo non può non prevedere l’impianto di compostaggio ma può fare a meno dell’inceneritore.

  • No, guardate, smettiamola con le chiacchiere. Tergu non è un’alternativa. Si sceglie i rifiuti. Tratta pochissimo indifferenziato e non chiude mai il ciclo. Perdite economiche garantite e bisogno che ci sia sempre qualcuno a fianco con una discarica o con un inceneritore.

  • Veroambientalista

    Caro Paolo,
    io penso che tutte le persona di buon senso vorrebbero un ciclo dei rifiuti che non contempli inceneritori.
    Io penso che tutte le persone di buon senso vorrebbero un mondo con pochi rifiuti, nessun inceneritore e nessuna discarica.
    Io penso che tutte le persone di buon senso sanno che tutte queste condizioni al momento non sono attuabili.
    Io penso che tutte le persone di buon senso, in qualsiasi modo la pensino, dovrebbero sedersi e confrontare le proprie idee e le proprie soluzioni.
    Come dici tu,ben vengano le discussioni (civili) se dialettiche e educate, discussioni che sicuramente non hanno preso questa piega sabato scorso nel dibattito di Macomer a cui per un pò ho partecipato.
    Certe persone di educazione e di civiltà non sanno proprio cosa sia il significato.
    Non permettere a qualcuno (vedi dott.Succu) di poter dire la sua, inveendo gratuitamente e maleducatamente è il segnale gravissimo che con la scusa dell’inceneritore si vuole colpire altro ed altri.
    Io (come molti altri) ad un certo punto abbiamo abbandonato la sala, nonostante ci si volesse confrontare, nonostante fossimo aperti a recepire eventualmente soluzioni e proposte differenti dalle nostre.
    Con grosso disappunto dico che spesso il mio odiato Berlusconi ha ragione a regire in determinati modi con questi maleducati e incivili “furbetti” integralisti.

  • Davide Corda

    L’ alternativa esiste: pulita, produttiva e vicina a noi. E’ solo questione di volontà politica, vedere per credere:

    http://www.ventirighe.it/index.php?option=com_seyret&Itemid=533&task=videodirectlink&id=243

  • Paolo Maninchedda

    Caro Antonio, capisco che tu voglia capire quello che ti pare e che ti costi fatica capire più di una cosa, ma vorrei aggiornarti. Io non sono e non mi sento in contrapposizione con Soru, anzi. Semplicemente ho un’idea della libertà, della democrazia e dello sviluppo diversa da lui e non per questo necessariamente migliore (questo relativismo è proprio ciò che manca ed è mancato ai sanfedisti soriani). Se mi chiedi oggi se la mia visione è la stessa di Cappellacci ti dico di no, come sanno anche le pietre. Se mi chiedi se oggi è matura un’alternativa politica in cui io mi possa riconoscere, ti dico di no. Se mi chiedi se sto parlando con qualcuno per costruire un’alternativa di cambiamentio, ti dico di sì, con tanti, da destra a sinistra a ProGres (che a me sta molto simpatico, perché sono puliti e cercano di capire prima di parlare), nella sinistra con molti uomini che hanno rapporti politici con Soru. Il Piano regionale dei rifiuti è oggettivamente approvato nella scorsa legislatura e prevede alcune cose, tra cui Macomer. Non è nel mio potere riscriverlo, ma da lì si deve partire. La partita dell’uso della quota del secco è un problema regionale, non locale. Terzo: la mia volontà, forse ti fa male sentirtelo dire per il fideismo con cui conduci le battaglie politiche, è esattamente il contrario di ciò che pensi. Io vorrei che Macomer non bruciasse più. Io vorrei le macchine elettriche. Io vorrei le piste ciclabili. Io vorrei che tutte le fonti di combustione venissero ridotte, perché è lo sviluppismo che ci sta ammazzando, non questa o quella emissione. Ma soprattutto non voglio che a Macomer si bruci come si brucia ora (senz ail sacrificio dei tecnici e degli operai, le emissioni sarebbero drammatiche). Di contro, voglio che Macomer sia un luogo del riciclo; voglio che Macomer non venga scippata della possibilità di diventare un polo pubblico, interamente pubblico, del riuso e del riciclo. Per il resto, io so questo: che ho concorso e non poco a salvare il polo energetico di Ottana e a salvare l’unico pezzo residuo della chimica che, guarda a caso, può essere utile affinché le bottiglie di Pet della Sardegna non vadano a far ricco qualche altro. Io sono orgoglioso di aver indennizzato Macomer e Ottana con alberi e stipendi per gli operai. Per gli alberi, nella scorsa legislatura, sono stato sbeffeggiato da chi oggi ha le crisi mistiche ambientali. Ultimo aspetto: io sono per prendere decisioni tutti insieme, ma, nel frattempo, trattenere le risorse all’interno della Sardegna e non sempre a Cagliari.

  • Antonio Mameli

    Caro Paolo, mi sembra di capire una sola cosa: se il termovalorizzatore lo vuole fare soru a ottana è male, se lo vuole fare cappellacci a macomer è bene. ” perché la matrice della decisione è il Piano Regionale dei Rifiuti approvato nella scorsa legislatura”. Giusto! Valeva la pena fare tutto quel casino per lasciare incancrenire un problema gia evidente allora?

  • Quando si parla di salute si dovrebbe avere il buon gusto di guardare e pensare oltre la propria bandiera; lo dico per quelli che si scoprono oggi ambientalisti duri e puri dopo che magari in un passato anche recente hanno fatto o avallato scelte poi rivelatesi dannose; vanno bene i convegni ed i dibattiti, va bene prospettare soluzioni compatibili con la salute e l’ambiente, quel che non va bene, è anzi molto vile, è cercare di trascinare nella posizione dell’antagonista chi si trova ad affrontare il problema attuale, sì che gli si possa dare addosso e bollarlo col marchio dell’infamia antiambientalista, con buona pace dell’onestà intellettuale.
    quanto alle cricche, “pecunia non olet”, quindi ovunque ci sia possibilità di far soldi, sia cogli inceneritori che col recupero dei rifiuti, ci saranno, pronte ad anteporre l’interesse privato al bene pubblico, sia esso la salute che lo sviluppo, una molteplicità di “cricche”: a tenerle a bada servono l’attenzione dei cittadini, l’informazione e le azioni della politica.
    la tutela della salute e dell’ambiente non è di destra e non è di sinistra, ma in Sardegna è sicuramente sardista

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