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L’immorale stadio del Cagliari

Posted on 30 Luglio 202530 Luglio 2025 By Paolo Maninchedda 31 commenti su L’immorale stadio del Cagliari

Breve riepilogo: lo stadio del Cagliari è un’opera cui la Regione Sardegna e il Comune di Cagliari hanno destinato rispettivamente 50 e 10 milioni di finanziamento a fondo perduto; se ne avvantaggerà il Cagliari Calcio di Tommaso Giulini che realizzerà e gestirà l’opera.
Il costo dell’intervento, comprensivo di un hotel di 126 stanze (dove è difficile giocare a calcio) e 2000 mq di area congressi, di una Spa di 4000 metri quadri (altro luogo di notevole latitanza sportiva, dove i ricchi si lessano a vapore i penduli sorseggiando prosecco) e di un Bar gestito dal privato, era di 187 milioni.

Ieri in Consiglio comunale a Cagliari è andato in scena l’imbarazzo, soprattutto dopo l’intervento del consigliere Giuseppe Farris. Si sono capite alcune cose: dopo la valutazione d’impatto ambientale, risultata positiva ma con prescrizioni, e dopo la decisione di portare la capienza a 30.000 spettatori, i costi sono lievitati e lo stadio verrebbe a costare 209 milioni più qualcos’altro dovuto al lievitare delle materie prime.
Non solo: sebbene sia stato venduto come fatto subito, lo stadio non può essere evidentemente edificato in un giorno (questo dettaglio viene trascurato dalle urgenze retoriche della politica), per cui anche i cinquanta milioni stanziati dalla Regione comincerebbero a servire dal 2028. “Che fretta c’era?” avrebbe detto Loretta Goggi, ma la fretta c’era, perché i piani finanziari si fanno oggi per domani e le banche hanno logiche diverse da quelle delle istituzioni: Giulini aveva fretta. Tant’è che una Regione seduta immoralmente su 3,3 miliardi di euro di cassa non spesa (la cassa si è gonfiata ulteriormente durante la gestione Todde rispetto a quella Solinas, dimostrando che l’incapacità di spesa è equamente divisa, come l’ignoranza, tra Destra e Sinistra, ma anche questa distinzione va rivista, perché non c’è niente di più a Destra della Sinistra arrogante e prepotente), una Regione che ha incrementato in un anno i suoi debiti fuori bilancio del 1000% per un po’ di fatture Igea dimenticate nel corso dei secoli, una Regione siffatta non si vergogna certo di ipotecare oggi per dopodomani 50 milioni di euro: un milione in più o in meno di impegnato e non speso non cambia la vita a nessuno (secondo loro).

E dunque ieri si è capito che, tra le tante altre cose in itinere e in discussione (alcune prescrizioni non mi paiono semplicissime da realizzare) ci sono una quarantina di milioni da trovare.
Il sindaco Zedda ha indicato, in replica, la fonte finanziaria cui attingere: i 300 milioni che il Governo deve ripartire tra gli stadi che ambiscono a ospitare gli europei nel 2032. Posso sbagliarmi, ma io sono certissimo che intorno a questa mensa prima o poi si assiderà una procura italiana: mi sembra di rivedere il film – con, in questo caso, Abodi che tuona per procedure semplificate e d’urgenza – del G7 a La Maddalena (e tutti sappiamo come andò a finire. In Italia dove si grida alla semplificazione alligna sempre il favore e il lobbismo). Quindi, se mancano 40 milioni, sembra dire Zedda, cerchiamo di lavorare a prenderne quanto meno una parte dal Governo.

Ora a me sorge spontanea una domanda: ma è così difficile ipotizzare che gli incrementi di costo siano a carico di Giulini?
Il cuore politico di quest’opera è l’inginocchiamento infantile delle istituzioni a questo imprenditore privato, il quale, bisogna dirlo, conosce la psicologia del borghese arricchito cagliaritano. Se solo si leggono le storie delle famiglie cagliaritane in epoca sabauda, si scopre che il modello è sempre lo stesso: emergere con le professioni, usare le professioni per compiacere il potere, ottenere ricchezza e prestigio da quest’opera di mediazione per iscriversi infine nella borghesia di rendita, quella che aborre il lavoro e che vive dell’accumulato. Il borghese cagliaritano ignobile cerca un padrone da servire per diventare un padrone.
Giulini conosce questa psicologia.
Fattura da tempo milioni di euro all’anno dalle sue attività industriali nell’Isola, conosce i suoi polli.
Gli è bastato alimentare la vanità altrui giocando da fermo: in fin dei conti, i grandi promoter dello stadio non sono stati i suoi soci in affari, ma gli amministratori pubblici, abbacinati dal suo favore e dal calcolo fuorviante del tifo per il Cagliari tradotto in consenso politico, dal sogno del consenso politico tradotto in permanenza al potere, la permanenza al potere in prestigio e affari, gli affari in rendite, le rendite in celebrato parassitismo. Bingo!
Zedda e Macciotta, Todde e Portas (Portas chi? Ah sì, l’assessore allo Sport… de Sinistra) si sono spinti talmente avanti che oggi non osano neanche dire la cosa più ovvia: gli incrementi di costo, caro Giulini, te li paghi tu.
Giulini sta fermo, intanato, e con lo stesso sforzo finanziario previsto originariamente, prenderà possesso di una struttura che costerà e varrà un terzo in più del preventivato. Non è una Sinistra di governo, è un inginocchiatoio indecoroso, ma al popolo piace così. Viva il popolo!

Amministrazione, Cagliari, Politica, Vetrina

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Comments (31) on “L’immorale stadio del Cagliari”

  1. ste ha detto:
    1 Agosto 2025 alle 12:58

    c’è un sacco di gente che non è favorevole alla demolizione del vecchio Sant’Elia, perchè bene pubblico di assoluto valore architettonico ed utile se convertito in centro commerciale utilizzabile 7/7 a tema sport spettacolo (ad esempio potrebbero entrarci Decatlon, Boxoffice, etc) chiudendone le volumetrie con un cladding in vetro , ma soprattutto la città avrebbe finalmente un arena grandi eventi degna di questo nome, con un grande parco sportivo circostante

    il Cagliari Calcio potrebbe realizzare in maniera più snella il nuovo stadio altrove, in periferia dove è molto più consono all’utilizzo, senza congestionare il traffico cittadino, ma a quanto pare il vero obbiettivo non è lo stadio ma l’hotel privato a due passi dal Poetto

  2. Mike ha detto:
    1 Agosto 2025 alle 10:32

    Ben detto Professore, è assurdo che si foraggino con soldi pubblici progetti privati di questo tipo, con tutte le problematiche in corso per finanziare altrimenti progetti per far decollare la produttività delle imprese della Sardegna. Tempo fa’ la società Juventus ebbe a costruire lo stadio senza spendere un solo centesimo dei soldi pubblici; allo stesso modo anche il Presidente Cellino voleva fare altrettanto, ovvero costruire uno stadio degno della società Cagliari calcio. Cellino si scontro’ con i no del comune di Cagliari e l’allora sindaco Zedda, finché non se ne fece niente e Cellino mollò il progetto stadio e a seguire anche la società Cagliari calcio. Ora il comune di Cagliari, stesso sindaco di allora, regala 10 milioni in aggiunta ai 50 milioni della RAS. Piccolo preambolo, il comune di Cagliari ha ricevuto dalla regione Sardegna un pacco di milioni per sopperire ai problemi dei rifiuti perché non riesce a coprire le spese (epperò aumenta la tari) ma al contempo (miracolooooo) trova i soldi da regalare a Giulini! È qui la questione non condivisibile a prescindere da capodisotto o capodisopra o capidellacippa. P s. Dubito fortemente che bastino 200 milioni per fare lo stadio. Ad maiora.

  3. Paolo Maninchedda ha detto:
    31 Luglio 2025 alle 16:32

    Egregio Giadod, se davvero mi hai frequentato, hai imparato poco, perché ti nascondi dietro l’anonimato. Il problema della società cagliaritana non è un problema di campanile, posto che personalmente sono un vero apolide sardo (padre gallurese, nonna corsa, altro nonno e mamma sassaresi, altra nonna friulana, io non so cosa sia il campanilismo), ma una questione, ben nota agli storici, molto complessa di riverberi su tutta la Sardegna del rapporto privilegiato della città col potere.

  4. Giadod ha detto:
    31 Luglio 2025 alle 15:15

    Leggendo i vari commenti noto con sincero dispiacere che il vero problema risulta essere sempre l’atavico e becero campanilismo fra i sardi di una parte e quelli di un’altra… se questo progetto (quasi tutti parlano dei contenuti negativi ma nessuno di quelli positivi) fosse stato presentato a Sassari il Dr Maninchedda avrebbe parlato di “immoralità?”. E lo dice uno che con i voti ha sostenuto Il Dr Paolo quando era in regione. Una terra con tutte le caratteristiche per essere una piccola NAZIONE e che invece non riesce ad essere unita neanche per l’ordinaria amministrazione come farebbero delle galline in un pollaio.

  5. Antonello ha detto:
    31 Luglio 2025 alle 13:39

    La lettura psicologica è da manuale. Rendita parassitaria, servilismo,. Rimpiango, e mi piange il cuore dirlo, i democristiani e i comunisti dell’epoca eroica degli ideali. Questi sono meno dei nani da giardino.

  6. Antonio ha detto:
    31 Luglio 2025 alle 11:44

    signor James le scrive che 85% degli eletti sono Nuoresi e sassaresi non è proprio cosi gli eletti sono in base alla popolazione residente e se non sbaglio il sud Sardegna è il più popolato quindi in consiglio ci sono più Sudisti che Nordisti e le vagonate di soldi vanno sempre in base agli abitanti se poi ci sono più pastori nel Sassarese e Nuorese non è una colpa voi avete avuto vagonate di soldi per Macchareddu, Sarroch e Portovesme per non parlare delle Miniere la politica è Cagliari centrica infatti è tutto a Cagliari iniziando dagli Ospedali e servizi pubblici

  7. ALBI ha detto:
    31 Luglio 2025 alle 07:56

    Io inoltre mi domando: e la viabilità?
    Attraverso quali strade si raggiungerebbe lo stadio da 30000 posti?
    L’asse mediano sistematicamente bloccato da tamponamenti e incidenti?
    Oppure via Roma? O magari viale Poetto…..
    Una riflessione: chiunque entri nello stadio di Cagliari si accorgerà dalla parlata e dagli accenti che la maggior parte dei presenti non è cagliaritana….Gli stadi moderni nelle città moderne si costruiscono in aree facilmente raggiungibili ed evaquabili e non davanti al mare

  8. angelo ha detto:
    31 Luglio 2025 alle 00:55

    sto rimuginando sui cinquanta milioni regalandi dalla Regione all’imprenditore Giulini all’indomani della riunione fra dirigenti della mia società sportiva giovanile per quantificare la quota a carico delle famiglie per la prossima stagione (interminabili discussioni per capire se aumentarla o meno, per constatare che non si riesce a trovare sponsor, che i costi invece, quelli si, continuano ad aumentare).
    penso che la regione sardegna, se stanziasse cinquanta milioni a favore della pratica sportiva di bimbi/e e adolescenti (135.000 in Sardegna) pagherebbe la quota a tutti i giovani praticanti, anzi, avanzerebbe qualcosa, visto che non tutti i ragazzi praticano sport (purtroppo)
    niente manfrine, elenchi nominativi con dati incrociabili, attività certificata delle federazioni, famiglie meno abbienti incluse nell’attività a dispetto del disagio economico
    poi mi sveglio e realizzo che anche quest’anno farò l’antipatico e dovrò chiedere alle famiglie i contribuire all’attività dei bambini
    a meno di riuscire a fare conoscenza con qualche consigliere regionale…..

  9. Francesco porcu ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 23:35

    Caro Paolo grazie del tuo lavoro di vera informazione lasciali perdere quelli che ti criticano perché dicono di essere borghesi e professionisti si attorcigliano semplicemente dietro ragionamenti che nemmeno loro riuscirebbero a spiegare

  10. Pietrino Chia ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 21:42

    Comunque se non viene costruito lo stadio Cagliari perde un’occasione per gli europei

  11. James ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 19:54

    Non è una questione politica di dx o sx. Questa è semplicemente la conseguenza di una politica Sarda ottusa invidiosa ed incapace.
    La classe Borghesia Cagliaritana non centra niente.
    La classe politica della Regione Sardegna è sempre stata composta per l’85% da nuoresi e sassaresi che sin dagli anni ’50 hanno ottenuto dal Governo vagonate di soldi indirizzati alla causa dei pastori e della “nobile” provincia sassarese.
    Chiedere a Flaminio Piccoli, Giulio Andreotti, Ciriaco De mita ecc… lasciamo quindi in pace i cagliaritani che non hanno mai beccato una lira se non dopo essersi addossati il peso di una intera isola.
    Oggi per via della solita categoria politica regionale (marcata ancora NU ed SS), si sta compromettendo un progetto che deve essere solo per Cagliari dei cagliaritani e della città di Cagliari…
    Dimentichiamoci per un attimo gli annosi problemi dell’isola che non si vogliono (pur potendoli) sanare.!!!
    Il calcio dopotutto è industria che da lavoro a migliaia di persone (giornali, televisioni, alberghi, viaggi, associazioni benefiche e di Sport, merchandising ecc..ecc). Diamo atto a Giuliani di averci provato… alle “quote pastori” ci penseremo in un secondo momento.
    Le colpe dopotutto di aver permesso a D’alema di sequestrare il pecorino Sardo e farlo diventare romano sono da imputare esclusivamente alla politica regionale di matrice nuorese… gli errori del passato sono stati giganteschi ed unidirezionali.
    Oggi un impeto di orgoglio (nuovo stadio), ci impone di non rimanere indietro e realizzare il “progetto”, di non essere sempre gli ultimi e rivendicare la commiserazione altrui.
    Salvo poi pentirsi e vendere la nostra meravigliosa terra sottratta come si è fatto nel passato (costa Smeralda docet…)
    Forza Cagliari..orgoglio di un intera isola

  12. G.Conca ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 17:26

    Il Cagliari Calcio è una SPA , società privata, Giulini un imprenditore, quindi rischia del suo…………metta i suoi soldi se vuole lo stadio. Al massimo la Regione ed il comune possono dare le concessioni in breve tempo e cercare di agevolare l’iter burocratico (rispettando le regole)………. questo perché a molti Sardi che pagano le tasse ed hanno altri bisogni del Cagliari Calcio non importa una mazza……. oppure i fantomatici tifosi acquistino quote di capitale…….

  13. Claudio Crastus ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 16:36

    Mi chiedo ma ha senso pretendere che Giulini finanzi di tasca sua una struttura sapendo che questa struttura non è e non sarà mai sua…..i proprietari di terreno e struttura (stadio) sono è saranno sempre di proprietà di regione comune o mi sbaglio? quindi ha più senso che siano loro ad aprire il portafoglio…..

  14. Paolo Maninchedda ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 16:26

    Grazie. Tuttavia io li ho incontrati nel 2017 e non ne ho un buon ricordo.

  15. Enzo ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 15:57

    Gentile professore.
    Intanto grazie per la sua replica. Mi permetta di aggiungere alcuni dettagli e riflessioni che per non appesantire il predecente intervento ho rimandato esattamente nella speranza di poter approfondire il discorso.
    —
    Intanto, il progetto votato dai tifosi e scelto fra tre candidature è del 2017 e avviato a iter qualche mese più tardi. L’intervento di RAS e Comune di Cagliari è del 2019, quando lei aveva concluso il suo incarico essendoci una nuova giunta successiva alle elezioni regionali. La dico in modo garbato. Il Cagliari calcio di fare un impianto a norma Uefa livello 1, non era minimante interessato tant’è che ha mandato avanti quel progetto iniziale. Cosa può averlo indotto allora ad assecondare quella che lei descrive comportamento di responsabilità istituzionale: il fatto magari che l’iter burocratico stante la legge 147/2013 del governo Renzi metteva in capo alle istituzioni locali i binari dove sarebbe transitato l’iter burocratico?
    —
    Può sembrare malizioso, ma forse un cincinino di preoccupazione deve esserci stato. Mi creda, ho letteralmente supplicato Giulini (allora ci parlavo spesso…) di non mettersi nelle mani dei politici e della politica. Non mi ha mai dato retta per acquisti e cessioni (e se n’è pentito spesso), non mi ha dato retta allora e leggere l’ammissione di errore al riguardo fatta qualche mese fa, non mi ha rallegrato. Fatto sta che quel progetto buttato a favore di uno più ampio costava di più. E costava di più per l’indicazione dei due soggetti pubblici.
    —
    Ma se mi permette di approfittare della sua cortesia, pongo un dilemma connesso all’argomento che, se vuole, potremo ulteriormente sviscerare. Il manufatto Sant’Elia è un bene immobile del Comune di Cagliari: ha per caso un valore iscritto a bilancio? Chiedo perché considerato che negli anni l’immobile ha perso appeal, diciamo così, quel valore se a bilancio è ancora lo stesso? E se per caso è lo stesso, possibile che la Corte dei Conti non abbia niente da dire?
    —
    Sono domande alle quali onestamente non ho la possibilità di dare risposta. Ma aiutano a capire che il proponente (a oggi è un consorzio fra Cagliari calcio, Sportium e altri soggetti) dovrebbe pagare per intero un’opera che non potrà mai patrimonializzare perché di proprietà del Comune di Cagliari. E la dovrebbe pagare in modo pesantemente salato causa quel cambio di scena del 2019.
    —
    Sinteticamente, gli altri stadi interessati. Torino è della Juventus (perché a Cagliari non hanno mai voluto fare come a Torino?). Il Meazza è del comune di Milano, dove Inter e Milan non ci vogliono mettere un soldo e premono per costruirsi lo stadio altrove. Roma è del Coni (Roma e Lazio pagano un affitto sontuoso e pure loro vogliono andare via). Napoli è del Comune e anche De Laurentiis se lo vuole costruire altrove. A Firenze sta pagando la ristrutturazione in corso il Comune.
    —
    Domanda delle cento pistole: perché il Cagliari non si fa uno stadio tutto suo e se lo paga per intero? Credo basterebbe proporglielo. Ma il Comune l’osso non lo vuol mollare mi sa.
    —
    Grazie ancora e scusi per la lunghezza.

  16. Paolo Maninchedda ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 15:35

    Gentile Enzo,
    grazie per le preziose informazioni, ma c’è un piccolo dettaglio, io nel 2017 ero Assessore ai Lavori Pubblici e ho ricevuto una delegazione del Cagliari Calcio, tra cui Giulini. Ebbene, non direi proprio che si trattava di assentire o dissentire da un progetto totalmente sulla finanza privata, ma non vado oltre.
    Quanto al fatto che siano stati RAS e Comune a negare in prima istanza per esigere uno stadio più avanzato, mi pare un comportamento di responsabilità istituzionale e non di colpa.
    Quanto alla constatazione che altrove gli stadi si facciano con risorse interamente pubbliche, sarebbe interessante il confronto dei progetti, degli usi e delle concessioni.
    Io resto della mia idea: per fare strade, porti, ospedali ecc., se si usano aree pubbliche, lo Stato mette l’area, il privato mette i soldi e si rifà con la concessione. Troppo semplice?

  17. Massimo Rocchitta ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 14:12

    Gentile Paolo
    forse bisogna rassegnarsi..
    Im Sardegna, quando qualcuno fa una critica doverosa in nome del bene pubblico, c’è qualcuno che, nonostante l’evidenza, scambia la legittima critica (difesa dalla Costituzione Italiana) per insulto, con effetti a volte sorprendenti di alti vertici regionali che spendono un sacco di soldi per tutelare il proprio IO ipertrofico e poi perdono in giudizio.
    Grazie per le interessanti informazioni e valutazioni, nella speranza che i cittadini “aprano gli occhi”.
    Cordiali saluti
    Massimo Rocchitta
    PS
    Tifoso del Cagliari dal 1966…

  18. Antonio ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 14:05

    bravo Prof. se il Cagliari Calcio vuole lo stadio che se lo costruisca con soldi suoi non con i soldi dei contribuenti, abbiamo una sanità allo sfascio e spendono 200 milioni per lo stadio , si è dimenticato che devo spendere 2,3 milioni di euro da dare ad una società per il controllo della documentazione , ricordiamoci anche degli stipendi dei giocatori

  19. Enzo ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 12:55

    Come al solito. Ogni volta che si parla di questa vicenda, chi lancia strali – nel senso figurato e lecito del termine, sia chiaro – omette un paio di dettagli invece fondamentali. Il professore titolare della pagina fa giustamente la sua parte. Io che conosco bene la vicenda – conosco pure genesi dello Stadium a Torino, se può servire – i dettagli omessi invece li rimetto in pista.
    —
    Insomma, il presidente e imprenditore Tommaso Giulini (premessa: con lui ho interrotto da anni i rapporti dato che gli rimprovero diverse cose) perché dovrebbe essere avvantaggiato dai finanziamenti pubblici? Perché quando ha presentato il primo dei suoi progetti nel 2017 (scelto fra tre e votato dai tifosi) e mandato a iter “è stato fermato da Ras e Comune di Cagliari” perché non essendo un progetto rispondente ai criteri di fascia 1 dell’Uefa non sarebbe servito per portare a Cagliari gli europei del 2032.
    —
    Dunque, e sia chiaro: se non è andato avanti un progetto che costava 70 milioni tutti a carico del proponente, la responsabilità unica è di Regione e Comune. Vale qualcosa tale responsabilità professore, oppure no? Vale qualcosa il dettaglio che rifare un progetto, ingrandendo il manufatto e mettendoci dentro le prescrizioni Uefa costava di fatto già diverse decine di milioni rispetto ai 70 iniziali?
    —
    Ecco, quando si omette questo dettaglio si parte zoppi. Se rifare tutto, rifarlo più in grande fosse stata una scelta di Giulini, sarei dalla sua parte professore. Purtroppo, così non è.
    —
    Ma c’è un altro dettaglio. Essendo noi comunque parte del medesimo stato (gradita o meno possa essere la condizione), dovremmo comunque buttare un occhio per capire cosa accade altrove. Facendolo, si scoprirebbe facilmente che tutti gli stadi nei quali si metterà mano per ristrutturarli in vista di Euro 2032, non vedranno un solo centesimo dai club che ci giocano. Al Meazza pagherà il comune di Milano, al Franchi sta già provvedendo quello di Firenze, a Napoli pochi giorni fa De Laurentiis ha ribadito che non ci pensa neppure se lo pregano in cinese a mettere soldi nel San Paolo-Maradona. E a Roma la competenza è del Coni. Il risultato? I lavori saranno pagati “INTERAMENTE” con i denari pubblici. Dunque, anche dalle tasse che paga lei, che pago io, che pagano tutti. Non so se questo possa valere qualcosa da rivendicare al governo romano, ma qui c’è chi paga due terzi della spesa. Altrove, no. Soltanto che qui a Cagliari si intingono i pennini nel curaro perché RAS e Comune che sono alla radice dei costi aumentati, pagano una parte. Neanche tutto.
    —
    Porgo rispettosi e cordiali saluti.

  20. Marcello, perenne abbonato in curva sud. ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 11:42

    Siamo occupati per lo stadio e abbiamo una rete idrica regionale che “perde” la metà dell’acqua.

  21. Ginick ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 11:33

    2° P.S.
    Nell indicare la cifra sono stato tratto in inganno da quanto riportato da wikipedia
    Ad ulteriori controlli ho verificato che la somma spesa per la ristrutturazione complessiva dello stadio,,incluse tutte le parti accessorie è stata non di 1 ma di 10 milioni di €!!!
    Chiedo scusa per l’ errore.

  22. Paolo Maninchedda ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 11:20

    Caro Antonello, quali insulti? Io ho diritto di essere avversario della borghesia parassitaria e rendista tipicamente cagliaritana, così come ho piacere di stimare e frequentare la borghesia produttiva. Rispondo a te per rispondere anche al signor Murtas: mai personalizzare le cose. Essere professionisti e borghesi, io lo sono, non significa aderire a quella degenerazione dello spirito liberale e libertario originario della borghesia europea, per privilegiare invece l’occupazione delle funzioni e delle risorse pubbliche e trasformarle in rendite personali grazie al proprio sistema di relazioni. Cagliari ha una lunga storia in tal senso, con la solita e ripetuta commistione di interesse privato e pubblico che oggi trova nella Camera di Commercio la sua massima espressione. Capisco che chi si sente borghese possa sentirsi colpito, ma solo se è persona abituata a semplificare. Mai stato avversario di chi lavora seriamente, anzi! Invece sono un acerrimo avversario della sicumera del sig. Murtas, quello che taccia gli altri dello scrivere cazzate perché non coincidenti col suo placido vivere da tifoso. C’è chi crede che una concessione pubblica (e l’area dello Stadio lo è) dovrebbe avvenire senza costi per lo Stato, e io sono tra questi. E chi, invece, sostiene che lo Stato non solo deve concedere al privato l’area, ma deve anche dargli soldi per edificare l’opera e se per caso il costo dei materiali sale o se la sostenibilità ambientale comporta costi aggiuntivi, debba essere sempre lo Stato a sostenerli. Cazzata per cazzata, signor Murtas, la mia è meno onerosa della sua.

  23. Ginick ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 11:15

    P.S.
    Solo ora mi sono accorto che ho omesso di rammentare agli amministratori regionali e comunali di Cagliari, ai tifosi e al popolo sardo che la ristrutturazione dello stadio di Bari avvenuta tra il 2020 e 2023, su progetto di Renzo Piano, venne a costare la .stratosferica somma di ……1 milione e 300 000 € !!!

  24. Ginick ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 10:34

    Egr.Prof,
    Questo matrimonio non s’ha da fare nè oggi , nè mai! Nel romanzo che Manzoni potrebbe riscrivere in questo XXI sec. di democrazia imperante, il don Rodrigo di turno dovrebbe essere il popolo che impone al novello don Abbondio , Regione e Comune, di non farsi fregate in suo nome da un “bauscia” lombardo
    Che un popolo di un’ intera regione formata da 1.500.000 abitanti debba soggiacere al capriccio sportivo di 30.000 di essi per uno stadio che la FIGC vuole pronto per FORSE giocarci gli europei nel 2032 e che il…..mecenate (si fà per dire) Giulini usa per celare i suoi affari ben lontani da quelli sbandierati agli ….ingenui tifosi della squadra di calcio a cui ogni anno propina loro, senza alcuna seria programmazione che possa far dire a qualunque persona segua il mondo del pallone: sì, va bene tutto , ma nel 2032 ci sarà anche il Cagliari in serie A!!
    L’ unica certezza potrebbe essere la presenza dell’hotel, della spa,, del centro commerciale ecc…. e gli spalti vuoti per il naufragio della squadra nelle categorie inferiori! E così mentre città come Bari hanno ristrutturato il loro stadio eliminando la pista d’atletica,modificando le tribune ecc.., tanto da soprannominarlo
    l’ Astronave, risparmiando una….. astronave di quattrini ( non sarà questa la vera ragione del nomignolo dato al San Nicola?), noi spendaccioni. lo vogliamo nuovo in nome di Gigi Riva ( sant’ Elia ha il quartiere e il capo prospiciente a suo nome, e sembra anche troppo per le poche attenzioni che ad entrambi dedica). Inoltre, siamo meglio di Napoli che ha dedicato il suo stadio ad un argentino da un glorioso passato solo nei campi di calcio, non certo esempio di vita e modello per i giovani ,come lo fu. Il nostro inimitabile campione divenuto grande quì e quì per sempre rimasto!
    Peccato,le cose si sarebbero potute fare meglio, a meno che non si svegli il gigante buono che anima lo spirito del popolo di Sardegna e ponga termine a questa ignobile farsa che puzza sempre più man mano procede!
    Buona giornata.

  25. Luigi ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 09:37

    Immancabile la citazione ai Savoia eterni colpevoli dello stato di sudditanza dei sardi o di certi sardi:
    1) manco fossero passati 80 anni dalla loro uscita di scena;
    2) come se quasi 5 secoli di strozzinaggio catalano-aragonese fossero invece stati acqua fresca, limpida e rigenerante.
    Per il resto tutto abbastanza condivisibile.

  26. Massimo ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 09:21

    Tutto slittato al 2028 vi dovete solo vergognare noi l’abbiamo capito tutti in che mani siamo e nn lo vedremo mai

  27. Antonello Gregorini ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 09:01

    Caro Paolo, ogni volta che leggo i tuoi strali contro la borghesia cagliaritana, io, cagliaritano di nascita, ma accudiddu di provenienza del nuorese, non ricco ma di impronta borghese, privo di rendite ma con 47 anni di lavoro libero professionale sulle spalle, rifletto sulle ragioni di questo risentimento, vaglio fra le mie conoscenze borghesi e ripercorro la storia della città.
    “Cagliari è una città fenicia”, scriveva il compianto Paolo Fadda, in positivo, per rimarcare il carattere mercantile della città e dei suoi abitanti. Di là dalle discussioni sulla reale e consistente presenza fenicia in Sardegna, dopo attenta analisi analisi storica, si può affermare che Fadda avesse ragione: Cagliari è sempre stata la capitale dell’Isola, terra di occupazioni millenarie, quindi la città degli occupanti.
    Tuttavia, Cagliari è stata sempre la città della nobiltà sarda, degli artigiani, dei pescatori, dei marittimi e finanche degli agricoltori, se si vuole estendere la sua influenza al ricco e fertile territorio del contado.
    Il rapporto fra queste classi benestanti e l’interno non è mai stato puramente parassita ma sempre simbiotico. Questo è vero soprattutto per l’ultimo secolo nel quale la città si è espansa a dismisura inglobando parte del contado e assorbendo una moltitudine di varie provenienze, sarde e continentali.
    A Cagliari comandano le famiglie? E’ una generalizzazione, vera per una piccola parte.
    La faccio breve, Paolo.
    Questa città, da noi amata, non merita questo risentimento e la tua esecrazione. Merita certamente di essere difesa dai parassitismi della politica e delle borghesia delle rendite e delle speculazioni, soprattutto immobiliari, ma non per questo va insultata.
    Sullo stadio del Cagliari.
    Agli esordi dell’associazione Urban Center, nel 2007, un primo studio sulle aree di Sant’Elia, coadiuvato da un gruppo di giovani studenti di varie discipline e da maturi professionisti, portò a concludere che la destinazione ideale di quella aree fosse la cittadella universitaria, con trasferimento del decrepito Sant’Elia in zone più marginali, da riqualificare, baricentriche rispetto alla Città Metropolitana. Per esempio Su Stangioni e San Lorenzo.
    Cagliari e bellissima, ma invecchia, caccia i suoi giovani. Per contrasto di questa neghittosa tendenza la pianificazione strategica dovrebbe orientarsi a dare spazio, opportunità e assistenza ai giovani e al loro benessere. Invece la maggior parte dei figli nostri sono fuori, disterraus.
    Io avrei visto bene il futuro di Cagliari come la “città del benessere”, ospitale per un turismo dall’offerta articolata, ma anche universitaria e della conoscenza. Una città che sviluppasse il triangolo universitario fra Castello, viale Fra Ignazio, Ingegneria e Magistero e offrisse alloggio e intrattenimento sul vasto lungomare. Mercantile quanto basta e aperta verso l’interno e l’esterno, filtro di favore per lo sviluppo dell’intera Sardegna.
    In tutto questo lo stadio non è centrale.
    Invece è vent’anni e più che ci arrovelliamo su questo tema e infine abbiamo programmato la cessione dell’area di maggior pregio a un imprenditore che non conosco ma non simpatico, non foss’altro perché con le sue lucrose attività ha inquinato una bella fetta della piana, senza mai pagarne i danni.

  28. Antonio Murtas ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 08:58

    Mamma mia, ma questo signore che firma l’articolo ma in che mondo vive? Periodo, Sabaudo, borghesia cagliaritana ect, ect. Sono un signore, sardo cagliaritano, non borghese (sic), lavoratore in pensione, tifiso o del Cagliari,gjunte regionali ne ho viste tante, di destra e sinistra. Mi chiedo cosa c’entra Giulini, se i costi sono lievitati di ulteriori 40 milioni? L’aumento è dovuto ad una richiesta della lega per ampliamento nunero spettatori. Lo pagherà la lega calcio, che sta per finanziare altri i stadi da firenze, Milano, Bologna e soprattutto Roma. Si informi prima di dire caz….

  29. Salvagnin Tiziano ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 08:58

    Il calcio, Iddio ce ne scampi, Oppio del popolo e oramai vero Cancro della Società.
    Il Panem et Circenses dei giorni nostri.
    Fonte di spese settimanali che Noi tutti dobbiamo pagare sull’Altare dell’ignoranza Crassa e dei Cori Buzzurri e sguaiati

  30. Mario Pudhu ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 08:43

    Eh, Paulu «al popolo piace così»?!
    Prima de totu cali o ita pópulu? E aundi est su pópulu sardu? Funt prus connotus Sos Mamutones! Cali pópulu e ita genti?
    Sardus iscallaus in totu is forrus de is politicantis sardignoli imbusticaus avatu de is cambaradas italianas coment’e pedidoris, acotzistas e aprofitadoris elemusinantis po is fansistas e afàrius personalis prus chi no de guvernu po genti disastrada in isperdimentu.
    E ite lampu nd’ischit sa zente e prus pagu ndhe cumprendhet de totu sos imbóligos, improdhos, camorras, trassas, trampas e trogas de sos politicantes (e no solu)? Bae e cumprendhebilis sa pulìtiga!!! Sa cosa crara est su votu chi cherent.
    It’est un’istàdiu sa zente za l’ischit. Ma si li piaghent sas partidas ischit e cumprendhet si “su” Cagliari est binchindhe o perdindhe e mancari faghet sa ‘cronaca’ e ti la contat puru. E totu s’àteru… chi se ne frega.

  31. Renato Orrù ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 08:23

    … pertanto i Tifosi del Cagliari che vanno a vedere le partite allo stadio (o in TV ) PAGANO un biglietto ( o l’abbonamento ) per andare a vedere una partita ogni 15 gg seduti in un seggiolino che di fatto è già di loro proprietà …. e se vogliono una birra PAGANO . Poi mi dicono cone faccio a tifare per il Barcellona ….. Eh, chiedere ai tifosi del Barca , quelli che sono ProQuota proprietari di Stadio e Squadra … A volte vorrei che non fossero mai andati via ….

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