L’Europa commissaria Berlusconi e incorona Tremonti

28 maggio 2010 07:202 commentiViews: 7

134da il Sussidiario.net
giovedì 27 maggio 2010

Non stiamo affrontando una congiuntura difficile, dice il ministro Tremonti, siamo a un “tornante della storia”. Parole forti che hanno dovuto convincere, seppur con grande fatica, Silvio Berlusconi e che gli italiani dovranno accettare assieme ai “sacrifici temporanei” a cui saranno chiamati. Si apre perciò una fase nuova, che interroga le forze politiche e inverte i ruoli del passato. Chi ha sempre predicato ottimismo sarà costretto a correggere il tiro, chi ha sempre sventolato la bandiera del rigore e della sobrietà non potrà sottrarsi tanto facilmente al prezzo politico che un gesto di responsabilità porta con sé. Massimo Franco analizza con IlSussidiario.net la nuova fase della politica italiana che si apre in queste ore.

La definizione della Manovra ha contrapposto l’ottimismo berlusconiano al rigore di Giulio Tremonti. Cosa ha significato questo scontro per la maggioranza?

Tremonti si candida sempre più al ruolo di “guardiano dei conti” per conto dell’Europa, una sorta di Commissario europeo inviato in Italia per controllare che le cose vengano fatte bene. Berlusconi invece ha un problema diverso: il premier ha legato la propria immagine, e la sua cultura politica, all’idea delle “vacche grasse” o comunque alla promessa che il tempo delle “vacche magre” non sarebbe venuto. La fase che si apre oggi è opposta alla sua psicologia e per questo ne soffre profondamente.

Cambierà il rapporto con il suo elettorato di riferimento?

Dovrà vincere una difficile scommessa: far capire agli italiani che la nuova fase non è legata alle colpe del Governo, ma a una congiuntura molto dura. I suoi elettori sono pronti ad accettare “Silvio l’avaro” dopo anni di “Silvio il generoso”? Dipenderà molto da chi verrà toccato dai tagli. Per ora si respira una grande diffidenza.

Se la stagione dell’ottimismo è da archiviare, se ne apre una nuova all’insegna della neonata leadership di Giulio Tremonti?

A questo non credo molto. La leadership di Tremonti entrerebbe in gioco soltanto nel momento in cui Berlusconi appoggiasse l’ipotesi di un governo tecnico.

Ma a questo appuntamento la maggioranza si presenterà unita o sfilacciata?

Non credo che ci sarà unità, la divisione è nell’aria. La Lega esalta Tremonti, la Padania scrive con grande enfasi “Varata la manovra che salva il Paese”. Un atteggiamento che non aiuta il ministro e che esaspera i malumori che da tempo attraversano il centrodestra.
In area finiana infatti c’è chi scalpita, mentre è da registrare il dissenso dei governatori e dei sindaci penalizzati. Se quelli del Carroccio rimarranno allineati, già da queste ore si registra l’insoddisfazione del Sindaco Gianni Alemanno e della neo-presidente del Lazio, Renata Polverini. Forse è solo l’inizio…

Da parte del neonato “Partito della Nazione” di Casini bisogna aspettarsi l’appoggio incondizionato del provvedimento?

Già dal nome scelto, l’operazione di Casini mi sembra l’archiviazione del “neo-centrisimo”. È un soggetto adatto a gestire questa fase di transizione, che tradisce però il suo lento riavvicinamento al centro-destra. L’atteggiamento verso la Manovra è di apertura, con la speranza che la maggioranza abbandoni lo schema dell’asse del Nord per cambiare.

Per il Partito Democratico invece cosa c’è in gioco? Se da un lato Visco gongola per il rilancio di alcune sue vecchie proposte, dall’altro rimane la tentazione di cavalcare la cosiddetta “macelleria sociale”, con i democratici pungolati da Vendola e Di Pietro…

Il centrosinistra difficilmente riuscirà ad avere un atteggiamento diverso da quello che ha tenuto in queste ore. Bersani è evidentemente condizionato da Di Pietro, ma anche dalla confusione del centrodestra. Difficile pretendere dall’opposizione una convergenza fino a quando persisterà questo stato di caos. Le speranze di Napolitano rischiano in pratica di rimanere deluse ancora una volta.

Il rischio di un’ennesima manovrina da Prima Repubblica, costosa in termini di immagine, ma incapace di risolvere davvero i problemi è ancora presente?
Il rischio c’è e la preoccupazione è giusta, ma questa volta siamo davvero all’ultima chiamata. L’Unione Europea ha fatto capire che non si può più scherzare col fuoco.

Da ultimo, un commento alla legge sulle intercettazioni. Il Governo riuscirà, secondo lei, a trovare un equilibrio accettabile tra libertà d’informazione, privacy e strumenti adeguati per indagare?

Devo dire che la legge è nata male. Per sanare lo squilibrio determinato dai gravi abusi che ci sono stati, si rischia di crearne degli altri. In questo momento non so cosa augurarmi, anche se ho l’impressione che il Governo abbia capito che andava incontro a una forzatura e sarà costretto a qualche passo indietro.

(Carlo Melato)
COMMENTI
27/05/2010 – Padrone o due di coppe? (spadon gino)
Fa sorridere la storia dei malumori berlusconiani davanti alla stretta tremontiana. E’ chiaro a tutti che si tratta di un risibile gioco delle parti che prevede tre tappe canoniche. Prima di tutto Berlusconi affiderà al fido Gianni Letta il compito di annunciare l’arrivo di tempi duri (aveva ragione Montanelli quando sosteneva che mai Berlusconi li avrebbe annunciati di persona e in prima istanza). In secondo luogo egli se la prenderà con chi (nel caso specifico Tremonti), per eccesso di rigore, gli impedisce di apparire come sempre il padre buono e sollecito. Infine, obtorto collo, egli ammetterà che il guaio esiste, ma che del guaio sono responsabili coloro che lo hanno preceduto e segnatamente i mai abbastanza vituperati comunisti che hanno governato il paese per decenni. C’è da domandarsi davanti a tale insulsa e indecente manfrina se il ruolo di Berlusconi nel Consiglio dei ministri sia quello del capo responsabile oppure quello del due di coppe…. quando va a denari (Gino Spadon)

2 Commenti

  • Nel mentre in Sardegna con la deliberazione regionale n. 20/22 del 19.5.2010 sono stati elargiti 300.000 Euro per il premio Rodolfo Valentino in Costa Smeralda. Scopo tutto sommato meritorio e somma infinitesimale in confronto alla mostruosità del debito pubblico italiano e del profondo rosso di bilancio regionale. Il fatto è che non era il momento. Questa regalia smeraldina mi ricorda un fumetto letto su un Topolino degli anni ’80 (qualche volta insegna di più una parodia disneyana che un programma politico). Il sindaco di Paperopoli, nonostante, le casse desolatamente vuote, insisteva nel voler finanziare “la sagra dell’uovo sbattuto”. Alla fine ottiene il via libera, ma la vicenda del fumetto metterà in mostra l’insensata e irresponsabile scelta del primo cittadino paperopolese nonostante altre priorità.

    Con 300.000 Euro cosa si puo’ fare? Mica tanto e nemmemo poco. In ogni caso e’ una somma che equivale a:

    Un anno di CIG per 50 dipendenti ex Leger

    Una quota a fondo perduto pari a 20% del costo di 95 impianti fotovoltaici da 4 kw l’uno (Poco? Intanto innescano il moltiplicatore economico per gli installatori e 20 anni di corrente gratis per chi li mette)

    1 Ecografo di ultima generazione ed un anno di stipendio per un tecnico Asl (con liste d’attesa ridotte)

    10 missioni all’estero da 3 giorni l’una con uno staff di 15 persone per promuovere con 8 stand i prodotti agroalimentari della Sardegna Centrale.

    Basta cosi?

  • Prodi durante il il proprio governo ed in campagna elettorale aveva prospettato sacrifici al fine di risanare i conti.
    Berlusconi, al contrario, in campagna ed al governo ha fatto, fino ad ora, populismo ed ottimismo circa la politica del fare.
    Purtroppo, e la Marcegaglia lo ha dimostrato snocciolando i dati dei 700.000 posti persi e del ritorno indietro della economia attiva di ben 100 trimestri, la sbandierata politica del fare non ha dato i suoi frutti. Magari l’Europa guardasse con occhio benevolo alle singole realtà locali regionali e lavorasse sui FAS vigilando sulla mediazione dello Stato.
    La scure romana colpirà ancora una volta realtà isolate ed isolane con pochi elettori e quindi con poco potere contrattuale. Almeno fino a quando non verrà votata all’unanimità la mozione indipendentista.

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