Lettera aperta di un allevatore sardo: “Siamo l’alibi di chi mangia sui nostri problemi”.

22 ottobre 2012 07:057 commentiViews: 66

Riceviamo e pubblichiamo. Il testo è pervenuto alla mail del sito. Non possiamo verificare se il nome sia vero o di fantasia. Pubblichiamo perché il contenuto della lettera ci sembra quanto meno sincero.
di Michele Porcu

Buongiorno Onorevole.

Mi permetta di esprimere un mio giudizio sul sistema agricolo sardo e sui pagamenti:
Più che giudizio un grido di dolore.
Sono uno dei Giovani che hanno deciso di utilizzare la norma del PSR sul primo insediamento in agricoltura, studiavo all’università ma ho sempre avuto la passione per la campagna e cosi ho deciso di rilevare l’azienda che era dei mie genitori e riorganizzarla con l’aiuto di qualche contributo per renderla efficiente.
Ci creda.. me ne sono amaramente pentito.
Ho avuto a che fare con funzionari talmente ottusi che Dio me ne scampi; talmente lenti e inefficienti che meglio non parlarne.
Bisognava rincorrerli al bar ( oltre ad invitar loro regolarmente il caffè ); mi creda, è stata un esperienza poco gratificante.
I pagamenti poi!! Quelli sono arrivati quando già avevo due anni di contributi pagati e quando già ero operativo da due anni ( se non ci fosse stato l’aiuto dei miei sarei già fallito prima di iniziare).
Ora sto lottando con una 121… che Dio me la mandi buona..
Potevo dar retta a mio cugino.
Pure lui ha fatto il primo insediamento, con la differenza che Lui il era all’università e lì è rimasto. Ha presentato la domanda ed è stato finanziato, pure lui dopo due anni, ma in azienda continuava e continua ad andare il padre (tanto i controlli chi li ha mai fatti?), non sanno fare i pagamenti figurati le verifiche.
La burocrazia onorevole ci amazza..
Ci demoralizza e non ci fa andare avanti, ci fa prigionieri di noi stessi.
Poi ci sono i pagamenti Agea.
Lei ogni tanto ne parla vedo.
Un’altra presa per il culo fenomenale. Quando c’era Prato si sono inventanti, per far bella figura, i pagamenti automatici, cioè hanno pagato le pratiche a sistema senza istruirle e con l’opzione che l’istruttoria andava fatta dopo ( è successo un BORDELLO!!).
Ora questi che vogliono fare?
Sa cosa penso in merito? Che sono come gli altri, né più e né meno.
Si sono venduti platealmente l’apertura degli uffici AGEA provinciali come la panacea che risolveva tutti i mali e invece?
Mi chiedo: cosa hanno risolto? NULLA !!
Le pratiche stanno sempre lì.. NON PAGATE!!!
Però una cosa la fanno.. sul sito di Sardegna Agricoltura ogni settimana compaiono gli elenchi di liquidazione. ( Peccato che soldi agli operatori non ne arrivino). Io personalmente attendo da tre mesi. Indicano un link su SIAN per vedere i pagamenti e il LINK è inattivo da 5 mesi perché non in regola con le norme sulla privacy.
Onorevole mi chiedo : Ma questi dove vivono?
Mi chiederei pure quanto prendono questi DIRIGENTI cosi bravi, mha!
Potestà ZERO!! Vanno a Roma, si fanno un giretto una stretta di mano e a casa con un pacca sulle spalle.
In tutto questo sa chi ci sguazza?
Torniamo a Bomba..
Le associazioni di Categoria. Coldiretti in testa.
Pure quest’anno si sono divise in 4 circa 1.300.000, euro da parte della Regione, per assistenza ai soci, come se l’assistenza la facessero gratis.
È di ieri la notizia che protestano perché i pagamenti sono in ritardo e si rischia di perdere 50 milioni di euro. Niente di più falso. Lo sanno pure loro che basta pubblicare quei famosi elenchi di liquidazione e trasmetterli ad AGEA per rispettare l’N+2 e cioè il disimpegno automatico ( se poi AGEA non paga chi se ne frega!!). Loro pensano che noi non sappiamo queste cose e dimenticano che ormai c’è una generazione di pastori che sa leggere e scrivere.
Nel mentre cercano di accreditare una loro struttura finanziaria ( tipo Agrifidi) per anticipare loro ai loro soci la PAC e il PSR. Avete capito bene, è come se si stessero facendo una banca in casa anche con i capitali derivati dal cinquantennale intervento pubblico a loro favore; e se ci fidiamo diventerà pure la banca della Prossima OPR Regionale ( Organismo Pagatore), basta solo che Cherchi e Capellacci vogliano e che Catania per decreto faccia la OPR Regionali.
La domanda che mi pongo di questi tempi è:
Quanto prendono all’anno i dirigenti delle associazioni agricole? È vero che un direttore ragionale Coldiretti prende mediamente 200.000 euro l’anno? Ma se così fosse, perché la Regione deve dare i soldi alle associazioni di categoria? Io sono stanco di essere il pretesto, in quanto allevatore, della vita comoda di associazioni, funzionari e dirigenti che non mi danno nulla in termini di assitenza, competenza e rappresentanza. Loro esistono in quanto parlano a mio nome, e non solo esistono, ma succhiano anche una marea di risorse pubbliche. Qui sta finendo come in Africa: fatto 100 l’insieme dei capitali destinati ad aiutare le popolazioni bisognose, più del 60% viene destinato a pagare chi lavora nelle organizzazioni umanitarie. I pastori sardi sono il grande pretesto per la vita comoda di chi vive sulle chiacchiere relative ai loro problemi.
E Lei onorevole? Ho l’impressione che ne abbia le tasche piene. Una mia compaesana studia Lingue a Cagliari, giovedì scorso mi ha detto che Lei ha ripreso a fare lezione. Capisco tutto, ma mollare adesso sarebbe per noi un tradimento. Che fine ha fatto il suo accesso agli atti su Saremar? È vero che l’ha fatto anche ai sensi del 328 del Codice Penale? Sono curioso perché, sa, io e molti miei colleghi vogliamo sapere se e perché la Regione ha aiutato alcune Op e altre no. Vogliamo sapere, poi sappiamo cosa fare.
Saluti e tenga duro.

 

 

 

 

 

7 Commenti

  • Barbaricino

    Caro Michele, la Tua lettera di dolore non è altro che pura realtà, mai come ora servono i saggi e i capaci!! Nelle nostre comunità in passato, dove fame, carestie e frequenti faide erano consuetudine, nel governare le poche risorse, veniva dato mandato agli abili e balentes del paese, non esistevano le varie burocrazie, e gli aiuti di oggi, ma i “saggi” permettevano di razionare il poco che si aveva, oggi purtroppo siamo governati da incapaci e poltroni, che, se verrebero tolti dal loro ruolo (spesso conquistato grazie ad essere il lecchino di altri incapaci) non camperebbero un solo giorno, eppure son bravi a dare consigli. Non mi sento di dare colpa a dei semplici impiegati spesso comandati da gnavi, in questa situazione anche chi è motivato sta combattendo contro gli inetti, non cè peggior cosa che avere voglia di fare e non poter fare, come Tu dimostri di averne, Ti posso solo dire tieni duro, noi resisteremo perchè la volontà e tanta e ci permetterà di superare anche questa crisi di identità, e dove l’uomo conta per quello che ha e non per quello che è.

  • Leggo l’articolo, poi i commenti, sono un pastore ho sempre sostenuto che il primo insediamento venisse erogato nn x il titolo di studio ma x il lavoro che svolgeva effettivamente, purtroppo un PSR fatto da laureati x accomodare loro stessi, nn è un caso che oggi vi son in Sardegna oltre 3000 aziende fasulle, vedette, prima x la progettazione la percentuale di un tecnico era del 6% ora sul nuovo PSR e del 12%, più volte mi sono lamentato con le associazioni agricole… in primis Coldiretti mai hanno tenuto conto della forza lavoro, chi investe, chi rischia, chi mette tutte le sue risorse in questo lavoro viveste tagliato fuori dai tavoli dicisionali, se si vuole salvare il settore agricolo , cioè una delle due attività che in Sardegna può dare lavoro e soddisfazioni (l’altra e il turismo) 1) investire in ricerca : abbiamo bravi ragazzi laureati in economie e commercio, formarli in realtà attive da anni che sono il fiore all’occhiello dall’agrolimentare italiano, 2) aggregazione dei pastori con centri di stoccaggio latte; l’industriale nn compra dal pastore ma dalla centrale, il prezzo deve essere mese x mese xche le rese sono molto diverse, a gennaio più fare il 20% a aprile il 16%, la creazione di 5o 6 centrali latte farebbe associate in un unica op farebbe in
    Modo che nn sia il prezzo del formaggio a fare il prezzo del latte, ma il prezzo del latte a stabilire che sotto tale cifra il formaggio di pecora nn si può vendere.
    Ultima cosa nn x importanza i sindacati che facciano il loro lavoro da sindacato nn da mediatori lucrando nel lavoro del pastore… ormai nn ci fregate più! se siamo in queste pietose condizioni, molto di tutto ciò e solo colpa vostra!

    Saluti a tutti
    Saluti

  • Capitan Marc

    Sino a quando si andrà al voto per chiamata dal signore di turno e non per coscienza e con valutazione delle competenze questa è la minestra che dobbiamo mangiare e che ci prepariamo con le nostre mani. Sono sardista dall’eta’ di 18 anni e anche noi non riusciamo a fare pulizia in casa nostra.
    Forza paolo forza paris

  • Fortunato Ladu

    Mi viene da citare la poesia di Giacomo Leopardi quando rivolto al passero solitario diceva “Ahi quanto la tua vita al mio…..”. Stiamo cadendo come mosche, le banche vogliono indietro i loro soldi prestati al 13 per cento e settecento milioni di euro giaciono inutilizzati in regione. Del psr 2007/13 che dovrebbero lenire i produttori agricoli e i pastori sono stati spesi meno del 40 per cento. Ancora ci sono da pagare migliaia di pratiche fino al 2011 e del 2012 non è stata toccata nessuna pratica. Di chi è la colpa? Boh a noi poco importa, purtroppo è il risultato che ci fà male perchè invece di avere i soldi in tasca abbiamo le banche alle costole. Non c’è rimedio dobbiamo entrare nella stanza dei bottoni e far sì che le cose cambino. Ormai ogni speranza è persa

  • Non Servono..
    Se prendiamo ad esempio l’articolo sulla burocrazia e lo adoperiamo per analizzare il mondo Agricolo ci rendiamo conto che altro non sono che la stessa minestra.
    L’ARGEA non serve a nulla cosi com’è, io non credo che si tratti solamente di dirigenti, quelli vanno e vengono a seconda del vento politico. si accreditano,durano qualche mese o qualche anno e poi scompaiono nel cono d’ombra da cui sono tornati.

    Se andiamo a vedere i nomi di costoro, notiamo che si sono solamente riciclati, Esce Ibba ed entra Onorato; ora uscirà onorato ed entrerà ???? ( Meglio non anticipare che poi magari ci azzecco).
    Con Prato Ibba non ha fatto praticamente nulla di rilevante ( a parte non far decollare ARGEA come OPR) Con Cherchi Onorato non lascerà certamente il segno come uno che ha fatto qualcosa di rilevante.

    Parliamo di guide?

    Meglio lasciar perdere…

    Prato aveva uno staff di inetti ma lui sopperiva con la parlantina e con gli appoggi altolocati che gli paravano il di dietro.

    Cherchi è in bilico un giorno si e l’altro pure e come staff ha un grupppo che non possiamo definirli neppure ( ausiliari ).

    Hanno creato un mostro con lew linee attuattive della legge 15 che solo la lmetà basta. ( e finirà molto male mi sa)

    Alcuni dicono che qualche associazione di categoria scrive, loro ricevono per posta, mettono il capello e Cherchi Firmi.. ( speriamo sia solo Fantasia di chi lo dice).

    Onorevole e i GAL???

    Quanti soldi hanno impegnato in questi due anni??

    Mi dicono ZERO!!!

    Però una cosa l’hanno Fatta! riunioni!!!!!!!!

    Sicuramente pure i compensi ai vari tecnici e amministratori sono stati regolamete liquidati. ( altro capitolo da approfondire)

    e poi???

    Poi se vuole per rimanere dalle sue parti – a Macomer.

    Polo indiscusso del settore Lattiero caseario sin dalla nascita. che rimane?

    Rimane un Consorzio Latte sull’orlo del fallimento perche amministrato, prima da Baroni e oggi da incapaci, un polo deserto per la miopia di questi nostri imprenditori “PRENDITORI” di risorse publbiche senza che nessuno paghi dazio per questi fallimenti.

    Non sono riusciti manco a lavorare il formaggio dell’Ultimo Bando AGEA.

    Parliamo dei consorzi di Tutela?

    Meglio lasciar perdere questo tasto..

    Praticamente non ho ancora capito ( e non credo di essere il solo ) che cosa facciano per rendersi utili.

    Ogni cosa che fanno ne combinano una ( e non pagano per gli errori)
    Vada a vedere cosa hanno combinato sull’educazione alimentare.
    Chieda loro quanti controlli hanno fatto nel 2012 o nel 2011, dove e a chi? Sul loro sito dovrebberò pubblicare i risultati o no?

    Quanto costano questi alla collettività? Chiediamolo..

    Poi possiamo parlare dell’organismo di controllo del pecorino romano.

    Io che pure sto attento non saprei che dire..

    potrei solo chiedere, “e l’ho gia chiesto varie volte ” Dove hanno sede? quanti sono? hanno un piano di controlli? BHO!!!

    Le associazioni di categoria??

    LATITANO!! si fanno solo i comodi porci loro e si fanno pagare profumatamente per qualunque cosa loro facciano.
    Cosi faciendo, fanno soldi, coi soldi creano i consorzi fidi; coi consorzi fidi si accreditano e fanno la banca, con la Banca ci fanno “IL SERVIZIO COMPLETO”

    Tragica vero.. mi sono fatto prendere la mano, scusatemi per gli errori/orrori.

    Conclusione..

    Solo una..
    Non arrendiamoci, studiamoli bene, mappiamoli e capendo i loro punti deboli cambiamo le cose ( IN MEGLIO SPERO)

    Per fare questo però serve il suo impegno, il nostro credo e la voglia di cambiare questo mondo MARCIO

    Saluti

  • Anche noi imprese commerciali del settore allevamento e zootecnico,siamo costretti a chiudere per il non lavoro.
    Tutto grazie alla struttura che fà acqua da tutte le parti,fannulloni,impreparati e sopratutto senza coscienza.
    MA NON PREOCCUPATEVI NEL BARATRO TIREREMO DIETRO ANCHE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E L’ARGEA E L’ASSESSORATO.
    VOI NON SIETE IMMUNI GRAZIE AI SINDACATI CHE VI PROTEGGONO ,VI STANIAMO NOI.E ALLORA APRIREMO LE PROCEDURE COME SE FOSSE UNA 121 .

  • Strepitoso! Semplicemente sincero, preciso e ahimé! Disarmante. Le lobby Agricole. Siamo marci fino all’osso. Il più pulito ha la Rogna. Io sono un impiegato di un azienda privata che non nulla a che fare con l’agricoltura. Ma credetemi! Questi loschi figuri li dovete mandare tutti a casa. Stanno distruggendo quel poco che ci è rimasto. Onorevole. Tenga duro la ruota sta girando.

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