Economia

L’esempio siciliano

Simbolo-Partito-dei-Sardi-40X40cm-TONDO

di Franciscu Sedda

Il Partito dei Sardi lo aveva segnalato in campagna elettorale ed ora è accaduto:

Dopo 68 anni, trova attuazione il principio secondo cui le imprese con sede centrale fuori dalla Sicilia e impianti e stabilimenti nel territorio siciliano devono versare alla Regione siciliana i tributi sui redditi prodotti nell’isola. Con la risoluzione 50/E, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo, ultimo passo per rendere possibili i versamenti” (Il Sole 24 Ore, 14/05/2014).

Si tratta di una notizia importantissima anche per noi sardi. Nel 2007, l’oggi Presidente Pigliaru aveva ottenuto nella Vertenza Entrate che le tasse spettanti alla Sardegna venissero calcolate non solo sul riscosso, ma sul generato, comprendendo, appunto, la ricchezza generata in Sardegna da imprese con sede fiscale fuori dall’Isola.

Si tratta di una partita importantissima per la nostra economia in sofferenza perché questo nuovo meccanismo di calcolo e ripartizione delle risorse fra lo Stato e la Sardegna potrebbe produrre un maggior gettito a favore dei sardi di oltre un miliardo all’anno.

E’ tempo dunque di far valere accordi e diritti; è tempo di ottenere che la ricchezza prodotta in Sardegna resti in Sardegna.

Per questo è necessario dare attuazione alla sovranità tributaria e fiscale necessaria a poter calcolare e gestire la nostra ricchezza. Il che passa in primo luogo attraverso l’attivazione dell’Agenzia Sarda delle Entrate, unico presidio contro l’impossibilità di gestire i nostri soldi, troppo spesso riconosciuti ma bloccati o non resi dallo Stato.

Che quella vinta dalla Sicilia non sia una partita politica semplice lo sappiamo. Ma nulla di veramente importante è mai facile. Tuttavia vincere è una possibilità reale.

Che pretendere di gestire la propria ricchezza ci metta davanti a una grande sfida collettiva, che si tratti di una grande presa di responsabilità, è evidente. Ciò che il Sole 24 Ore scrive per la Sicilia potrebbe benissimo valere per la classe dirigente sarda:

C’è da dire che l’aver subordinato l’attuazione della norma al trasferimento di funzioni da parte dello Stato dimostra che non è per la Sicilia un’operazione a costo zero. La classe dirigente dell’isola dovrà dimostrare di saper gestire una macchina amministrativa complessa per minimizzare i costi e massimizzare le entrate. Forse la vera sfida dell’autonomismo passa da qui. Auguri Sicilia.”

Sono parole che dovrebbero toccare gli autonomisti più conservatori. Ma dovrebbero toccare ancor di più noi, la coalizione al governo, che abbiamo detto di voler fare dell’esercizio responsabile della sovranità il punto caratterizzante della nostra azione.

Per noi indipendentisti del Partito dei Sardi, che dell’agenzia Sarda delle Entrate abbiamo fatto la nostra bandiera, si tratta della conferma che siamo sul cammino giusto. E che il miglior augurio che si può fare ai sardi è quello di ridargli la sovranità sulla propria ricchezza.

Franciscu Sedda

Segretario Nazionale Partito dei Sardi