L’Eni non ci sta: Ottana deve morire. A Macomer c’è un signore che vuole trasferire la sede a Mantova di una fabbrica fatta con i soldi della Regione.

4 marzo 2010 07:5717 commentiViews: 67

110Storie di ordinaria follia. Mettiamo in fila i fatti: 1) si riesce a non far chiudere Equipolimer, come voleva la Dow; 2) il governo favorisce l’acquisto della fabbrica da parte della cordata Indorama – Ottana Energia (Clivati); 3) si comincia a lavorare (troppo lentamente) per eliminare le diseconomie di localizzazione (costo dei servizi; costo dell’energia; costo dei trasporti); 4) si riesce a inserire i siti come quello di Ottana nel decreto Alcoa – Grandi Isole, garantendo a Ottana le stesse tariffe energetiche garantite nei siti energivori; 5) si favorisce l’incontro, in sede istituzionale, tra Equipolimer e il consorzio nazionale che raccoglie il pet usato in Sardegna, in modo da attivare una seria procedura di riuso. Adesso Clivati – Inodrama lavorano a mettere seriamente a regime lo stabilimento. Di che cosa hanno bisogno? Di 130.000 tonnellate annue di polimeri, rispetto alle 60.000 garantite oggi da Eni. E Eni che fa? Si offende. Io non ho mai visto un produttore che dinanzi a una richiesta maggiore di prodotto la prenda male. Invece è successo proprio questo. E allora Clivati – Indorama che fanno? Gli fanno la proposta di comprargli un pezzo di fabbrica. Ma è possibile che solo in Sardegna succedano cose così folli, non esistano rapporti di fornitura normali, sereni, non oligopolistici? Dov’è il governo nazionale, che è ancora azionista di riferimento di Eni? Eni si inventa Sartor, fa valere i crediti che lei stessa ha prodotto per sé, e poi si offende se qualcuno le chiede di lavorare di più. Questa la lettera inviata da Indorama – Clivati alla regione e al Governo.
Una postilla: a Macomer è in atto una bruttissima furbata. Dalle ceneri di Queen erano nate Alzafil e FT Calze. Parliamo di FT Calze; lo stabilimento l’ha pagato la Regione; le macchine le ha pagate la regione; i cassintegrati li paga lo Stato; adesso che fa la proprietà di FT Calze? Trasferisce la sede della società da Macomer a Mantova. Copione già visto con la Legler. Bene, per quel che mi riguarda questo spostamento è inaccettabile e apre un conflitto con la Regione Sardegna.

17 Commenti

  • A Salvatore C,alla Sardegna e ai Sardi: ischide Sardigna!

  • Salvatore C

    @Michele
    Evidentemente la storia dell’isola di Pasqua non ha insegnato niente a nessuno.
    Ma sono convinto che il nostro Partito riuscirà a deviare il percorso a favore del popolo sardo.
    E sempre Forza Paris

  • Sull’Unione Sarda di venerdì scorso a pag.7 ho letto con amarezza “Costa Smeralda la Regione protesta”. Se non fosse che talvolta anche le più vibrate proteste non salgono in cielo non si capirebbe fino in fondo quanto piano piano purtroppo anche il turismo abbia cominciato a presentare il conto dell’impatto ambientale arrecato (e in Costa Smeralda tutto sommato pure mitigato) da anni di urbanizzazione ed infrastrutturazione selvaggia di tutte le coste fino all’assurda previsione di devastarle definitivamente installando anche decine e decine di tralicci eolici alti più di cento metri, concentrati in vere e proprie centrali industriali per la produzione di energia cosidetta pulita (si pensi solo a quel che doveva accadere in tutto il Golfo degli Angeli o lungo la Costa Oristanese). Forse tante altre, troppe, non solo la Costa Smeralda, di quelle nostre ultime risorse ambientali, paesaggistiche ed economiche strategiche che una volta incantavano, ora, è inutile stupirsi, non commuovono più, nonostante la crisi economica, una rivista seria come National Geographic! E non percepire realmente tutto ciò obbliga a ripensare ai tempi dell’attività mineraria, del taglio dei boschi, della chimica e della grande industria. Si facciano i debiti confronti. Lo scandalo è quello del “consumismo del territorio” che, purtroppo, la nostra terra sembra sia predestinata a patire per sempre fino a quando non basterà più neppure il lanternino per trovare anche un solo metro di Costa Smeralda!

  • A proposito di Prestigiacomo. Il nuovo sistema di gestione e tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) richiede l’installazione di vere e proprie “scatole nere” nei mezzi di trasporto e l’uso di “pennine” USB. E’ una novità che riguarda oltre 300.000 aziende obbligate all’adozione del sistema che – pare – mostra un sacco di falle. ( provate a pensare a chi accede ai sistemi di trasmisisone dati dei rifiuti…..

    Indovinate quali società hanno progettato il sistema, prodotto le black box e venduto le pennine al Ministero.

    Indovinate il gioco di prestigi(acom)o grazie al quale non si è fatto un bando ma una specie di affidamento diretto…

    Per completezza del sistema, oltre a quelle necessarie per tracciare via satellite in tempo reale il percorso dei camion carichi d’arga/aliga/bascaramene/rumenta, una bella scatola nera SISTRI si dovrebbe installare nei conti bancari delle società che hanno venduto il software, le black box e le pennine al Ministero dell’Ambiente. Giunti al beneficiario finale dei dividendi si provvederà ad infilare la pennina USB nel posto che riterrete più adeguato.

  • Dal portale Indymedia al link:

    http://piemonte.indymedia.org/article/10521

    ENI: colpo di spugna sui più gravi disastri ambientali della nostra storia.

    Pronto per l’ENI un decreto “ad personam” ed un accordo riservato con il Ministero dell’Ambiente per cancellare il passato. Benefici colossali anche per Erg (sito di Priolo Gargallo).

    Toglietevelo dalla testa. Non ci sarà nessuna resa dei conti per i danni causati dall’ENI a, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Priolo Gargallo, Gela, Porto Torres. Alcuni dei più gravi disastri ambientali causati dall’Eni nel nostro paese saranno cancellati con un colpo di spugna. Per sempre. Svaniranno come il gas flaring nell’aria del delta del Niger. Tanto per non farci mancare niente anche in Africa abbiamo esportato il peggior “made in Italy”. Made in Italy criminale” targato ENI. Bisogna francamente ammettere che l’Eni una bella mano a distruggere il pianeta l’ha data.

    Quali sono le geniali menti che hanno concepito un Condono tombale/ambientale di tal sorta?. Eppure l’avvelenamento del territorio ha determinato la violazione di numerosissimi diritti tra cui quello alla salute, alla vita, ad un ambiente sano, a un salubre standard di vita. Chi se ne fotte del rispetto dei diritti umani, direte voi. Sta anche scritto sulla carta (e lì rimane). D’altronde è una logica conseguenza. Che ci potevamo aspettare da un’esecutivo che legifera “ad personam” e che dispensa impunità alla bisogna (tutelando chi delinque). Se pensate che lo scudo ambientale per l’ENI cade in una stagione del tutto casuale vi sbagliate di grosso. In questo particolare momento sta per incombere sull’Eni la mannaia delle Procure per gravi fatti di inquinamento. Paolo Scaroni (amministratore delegato dell’ENI) è reduce da una recentissima sentenza del Tribunale di Torino che ha pesantemente sanzionato l’ENI condannandola a pagare 1.833.475.405,49 Euro (disastro ambientale determinato da decenni di velENI nel Lago Maggiore dello Stabilimenti ENI di Pieve Vergonte).
    – “Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l’E.N.I. Spa per disastro ambientale”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/5590

    Tra non molto potrebbero aggiungersi a Pieve Vergonte decine di altri siti industriali dove l’ENI è acclarato essere stata la diretta responsabile di paurosi scempi ambientali. Vedi per l’appunto Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela, Porto Torres.

    Come ne uscirà stavolta l’Eni? Direi elegantemente.

    La società energetica si sta confezionando all’uopo un “Protocollo transattivo” che dovrebbe metterla al riparo da ogni contestazione. Questo protocollo dovrebbe essere siglato a breve con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATT). Fonti molto ben informate che hanno potuto visionare questo delicato carteggio hanno rivelato che le bozze degli atti transattivi son già tutte pronte e potrebbero essere già controfirmate nei prossimi giorni dal Ministro Prestigiacomo e al numero uno dell’ENI.

    Il documento chiave del dossier titola:

    “Protocollo d’intesa per la determinazione degli obiettivi di riparazione ai fini della sottoscrizione di atti transattivi in materia di danno ambientale con riguardo ai siti di interesse nazionale di Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela e Porto Torres”.

    Dovrebbe essere una cosa del tipo saldi di fine stagione e/o supermercato. Inquini 10 paghi 1. Risarcisci a forfè. Ecco come l’Eni dribblerà la sanzione del Tribunale di Torino (secondo la giurisprudenza è importante che ci sia una generica riparazione del danno non è importante che si paghi realmente tutto il danno).

    Sulla falsariga dell’Eni è in serbo un pacchetto di offerte speciali anche per il Gruppo ERG. Come degno successore dell’ENI, a Priolo Gargallo (provincia di Siracusa) ha seguitato ad avvelenare per decenni le falde e la rada. Secondo quanto riportato in un autorevole Parere Pro Veritate reso alla società ERG Spa qualche mese fa dal chiarissimo (sicuramente molto più dell’acqua di Priolo) Prof. Avv. Vincenzo Roppo, il gruppo petrolifero di Riccardo Garrone se la dovrebbe poter cavare indennizzando 70-90 milioni di euro… briciole (un’inezia se si considera che talune fonti qualificate hanno quantificato il danno prodotto all’ambiente in non meno di 50 miliardi di euro). Questi quattrini, per di più sarebbero dilazionati in 10 anni senza interessi e con la possibilità di effettuare compensazioni con eventuali investimenti di ERG MED sul sito inquinato. Genialoidi che non sono altro (così se Garrone nell’’arco d’un decennio fa risultare d’aver investito 90 milioni di euro in impianti pseudoecologici non risarcisce più manco un cent al Ministero dell’Ambiente)..

    Priolo Gargallo, Melilli, Augusta Siracusa. Una provincia con la più grande concentrazione di inquinanti e di industrie petrolchimiche d’Europa. S’è scoperto che gli scarichi degli stabilimenti non erano manco filtrati. Tonnellate di Mercurio puro versato direttamente nei tombini. A Priolo uno su tre è morto di tumore. Come l’operaio escavatorista che copriva i veleni che andava a buttare. Bambini malformati nati senza ossa. Nello specchio di mare davanti allo stabilimento Enichem è stata riscontrata una concentrazione di mercurio superiore di 20.000 volte i limiti consentiti dalla legge. Se andate a Priolo è vietata la caccia (ma non è proibito inquinare).

    Sento forte puzza di beffa per i siracusani. Chissà che ne pensa il Ministro dell’Ambiente la siciliana On.le Stefania Prestigiacomo. Guardacaso pure lei Siracusana doc..

    Forse l’imminente stagione delle offerte speciali fa comodo anche a lei (non so se è notorio che due aziende chimiche controllate dalla Fam. Prestigiacomo – Coemi e Finche – hanno contribuito generosamente ad ammazzare l’ecosistema siciliano scialando anche loro migliaia di tonnellate di mercurio nell’ambiente). Mai prima d’ora, nella storia d’Italia, un ministro della Repubblica s’è trovato nel posto giusto al momento giusto.

    Rimembro l’illuminato pensiero dell’esimio Prof. Giulio Sapelli: “il mercato punisce sempre chi sbaglia … l’ex amministratore delegato della Enron, è stato condannato a 24 anni di carcere. Soprattutto oggi la Enron è scomparsa. Il mercato ha sanzionato”. (ma non sosteneva che “il mercato non esiste”? boh …)

    Se così fosse non dovrebbe esistere più manco l’ENI (e neppure ERG e Prestigiacomo & C.).
    ——————————————————-

    Link più o meno correlati:

    Doc. pdf: “Protocollo_intesa_ENI_Minambiente”
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2010/protocollo_intesa_eni_matt_2010.pdf
    – Video di Giulio Sapelli all’ENI Corporate University
    http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7
    http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7
    – “L’Italia diffida l’Eni a pagare subito 2 miliardi di euro”
    http://piemonte.indymedia.org/article/9593
    – “Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/8981
    – “ENI, “codice etico” e Servizi Segreti”
    http://piemonte.indymedia.org/article/5520
    – “Tangenti in NIGERIA: eccome come l’ENI pagava!”
    http://piemonte.indymedia.org/article/5988
    – “Altro casino abientale dell’ENI: Syndial AVENZA (MS)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/5958
    – “L’ENI avvelena il Kazakistan”
    http://piemonte.indymedia.org/article/10372
    – “Eni aggiusta-processi: ecco come far rottamare un giudice ostile”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/10392
    – “ENI fuori controllo: “fomentiamo la rivoluzione in Iran”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/10468
    – “Lodo TAV – Il Gruppo Ferrovie dello Stato diffida l’ENI”
    http://piemonte.indymedia.org/article/6152
    – “AV/AC Milano-Verona: Consorzio Cepav2 (volponi che non siete altro)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/6131
    – “Porto Torres al Ministero: “Toglieteci l’ENI dai coglioni”
    http://piemonte.indymedia.org/article/2046
    – “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/5620
    – “Enichem Porto Marghera”
    http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php
    – “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/9715

  • La ringrazio per la cortese risposta.

  • Paolo Maninchedda

    Per Silvana. Dipende ormai da Inps, azienda e sindacati. Mi dicono che andando bene dovreste averli in 10 giorni, andando male in venti. È una procedura su cui io non posso fare nulla. Ho mantenuto gli impegni sui tempi della firma dell’Accordo quadro e del rinnovo, ora la competenza è tutta amministrativa, non politica.

  • Salve sono una cassintegrata della ex queen, vorrei sapere qualcosa di certo sull’esito della firma della cassaintegrazione in deroga. I soldi realmente quando li vedremo????

  • Concordo con Mariga sull’auspicio di far funzionare la competizione e il mercato!
    Ma gli faccio un’altra domanda: quale è la più grande diseconomia che il Gruppo Clivati subisce? Chi ha contribuito negli anni al realizzarsi di questo fattore limitante? E, soprattutto, a chi ha giovato politicamente?

  • Concordo con Mariga sull’auspicio di far funzionare la competizione e il mercato!
    Ma gli faccio un’altra domanda: quale è la più grande diseconomia del Gruppo Clivati? Chi ha contribuito negli anni al realizzarsi di questo fattore limitante? E, soprattutto, a chi ha giovato politicamente?

  • Tutto questo accade perchè i nostri politici lo vogliono. Le loro lotte per anni e anni sono state solo una finta e una presa in giro per il Popolo Sardo.

  • Francesco Oggianu

    Caro Paolo, siamo alle solite. L’Eni è andata via dalla Sardegna centrale lasciando solo macerie e ora non vuole sentirne di tornare, anche se per dare solo la materia prima necessaria per far marciare Equipolymers. Per quanto riguarda Ft. Calze, credo sia soltanto la continuazione di quello che ha fatto il gruppo Real. Quello che mi fa girare le scatole è che si mette il bastone fra le ruote a chi vuole veramente investire nella Sardegna centrale, per creare sviluppo e per creare occupazione.
    Vedi Paolo Clivati, vedi Angelico e vedi anche qualche imprenditore locale, che da anni ormai si battono per potersi insediare nella Sardegna centrale, combattendo contro la burocrazia e l’indifferenza di chi sta nella stanza dei bottoni. A Cagliari quanto a Roma, passando per la Provincia.
    La tua caro Paolo è una lotta giusta. Solo tu riesci a denunciare certe nefandezze e io, ex lavoratore di Ottana, impegnato ora a scrivere su L’Unione Sarda la cronaca su quanto avviene nel tormentato mondo industriale della Sardegna centrale, sto dalla tua parte e di coloro che si battono per lo sviluppo e per un futuro migliore di questa tormentata terra.

  • Abbiamo favorito, nell’emergenza occupazionale, l’acquisto senza soldi, di Equipolymers da parte di Clivati-Indorama.
    Vogliamo fargli acquistare, immagino senza soldi, una parte di Polimeri Europa, per garantirgli le forniture a basso prezzo di paraxilolo (60.000 ton le dovrà acquistare comunque perchè Polimeri Europa non riesce a produrle).
    Quando è che facciamo funzionare anche da noi la competizione e il mercato?
    Lo sa onorevole Manichedda che la più grande diseconomia di Equipolymers è la fornitura elettrica di Clivati fatta in regime di monopolio e il costo di trattamento scarichi gestito dal Consorzio ASI.
    In futuro chi ci proteggerà da CLIVATI e dai suoi ricatti ?

  • Salvatore

    Sottoscrivo il commento di Sergio, ed a Granito dico che è utilissimo parlarne per non ricadere negli errori fatti, e per modificare le cose.
    Il fatto che qualcosa sia legale, che è comunque diverso da lecito e da legittimo, non significa che sia fatto bene, anzi in questo caso è un danno per la comunità: basta cambiare la legge, anzichè ad personam, come è di moda, facciamo una legge AD TERRITORIUM.

  • Salvatore

    Mi sono sempre chiesto perchè la regione da finanziamenti a fondo perduto.
    davanti a questi fatti, che sono sempre successi, vedi i macchinari nuovi che sbarcavano alle raffinerie di Portotorres per fare atto di presenza e poi partivano per le raffinerie dello stesso padrone in Iran, mi chiedo perchè la regione non mantiene la proprietà dei beni finanziati: cedendoli in comodato d’uso gratuito e riprendendoseli al momento giusto.
    Forse la soluzione è troppo banale, o io sono troppo ingenuo.
    Certo da dirigente regionale non avrei mai proposto un contratto trentennale come tanti se ne stanno facendo, senza un controllo costante e con strumenti VALIDI di intervento in caso di inadempienze.
    Caro onorevole, la storia si ripete in continuazione, ma non ci ha ancora insegnato niente.
    È ora di dire BASTA, siamo stufi di essere sfruttati e presi per i fondelli dai colonizzatori continentali, con benestare dei nostri politici e dei dirigenti regionali.
    A proposito dell’ENI, sono curioso di sapere se è in attivo, e quanti contributi prende dallo stato, sono sicuro che i loro dirigenti non si preoccupano certo di far fare utili all’azienda, altrimenti certe azioni non si spiegherebbero

  • E’ anche vero che tutto ciò che non è vietato dalla legge o dagli accordi si può fare.
    …lo stabilimento l’ha pagato la Regione; le macchine le ha pagate la regione; i cassintegrati li paga lo Stato; adesso che fa la proprietà di FT Calze? Trasferiscce la sede della società da Macomer a Mantova.

    Legalmente lo può fare? se si è inutile parlarne e piangere.

  • Eni non si offende. Adotta una strategia, ma non un strategia di impresa, una strategia da burocrati. Facile fare impresa in un mercato protetto e in posizione di monopolio. Quale impresa può competere con ENI sul mercato nazionale? Nessuna
    Secondo me è una strategia negoziale per determinare prezzo del prodotto e il livello degli sconti associati alle forniture…
    A questi manager pubblici non interessa la situazione economica e sociale del territorio…

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