Economia

L’emigrazione come risorsa
per l’economia sarda

emigrati1di Ottavio Sanna

Ieri sera, in veste di Coordinatore provinciale di Sassari del Partito dei Sardi (PdS), ho avuto un incontro programmatico sul tema dell’emigrazione e del ruolo dei circoli sardi all’estero. Ne ho parlato con il responsabile del Comitato regionale emigrazione e immigrazione (Crei) delle Acli, Pino Dessì, e con il Segretario nazionale del PdS, Franciscu Sedda.

I dati sulle persone che abbandonano la nostra regione sono allarmanti. Sembra di essere tornati indietro di cinquant’anni quando per fame e bisogno si partiva per la penisola o all’estero in cerca di una vita migliore. Ancora oggi la meta più ambita risulta essere la Germania, dove tantissimi giovani arrivano ogni mese.

I circoli sardi, aperti dagli emigrati per non perdere il contatto con la nostra isola, sono delle vere e proprie ambasciate nel mondo, che vanno valorizzate e sostenute.

L’impegno della Regione deve essere garantito affinché queste realtà continuino a vivere e operare puntando sulla promozione del marchio Sardegna da esportare e pubblicizzare anche attraverso i circoli. Un marchio che vuol dire turismo, agroalimentare, artigianato e cultura: volano imprescindibile per il rilancio economico dei nostri territori.

I circoli devono essere sostenuti anche nel ricambio generazionale, che deve coinvolgere i giovani: migranti di seconda generazione, i veri promoter della Sardegna su cui si deve puntare.

Per aprire nuovi mercati alle nostre produzioni agroalimentari si potrebbe iniziare con il censire tutti i ristoranti e le pizzerie gestite da sardi nel mondo, metterli in rete e fare in modo che acquistino i prodotti, a prezzi vantaggiosi, direttamente dai produttori sardi.

Questo potrebbe essere il primo di molti passi con cui iniziare a valorizzare il marchio Sardegna.

 

Ottavio Sanna

Coordinatore provinciale di Sassari del Partito dei Sardi