Leggo sul giornale di essere isolato: felicissimo. I muscoli decadono più dei libri e non si possono lasciare in eredità

15 ottobre 2012 06:44120 commentiViews: 48

Oggi leggo una cronaca (specie sulla Nuova) sui giornali che non riconosco. Ieri alle 11 mi chiamano molti amici per chiedermi di entrare nel congresso. Spiego che non posso entrare in un congresso pensato per dividere e chiedo loro di non patecipare a una mattanza. Vado via. Alle 13 il congresso cambia volto e si annuncia l’accordo unitario. Mi chiamano per sapere se apprezzo la svolta unitaria e do il mio apprezzamento. Poi leggo sul giornale di essere stato attaccato in conclusione, addirittura da Giacomo Sanna, con parole tipo “qui non c’è nessu Dio in terra”, e figuriamoci se non lo so io che non c’è nessun Dio in terra, visto che mi rivolgo e mi sono rivolto spesso a quello del cielo: quelli della terra, non li frequento. Poi il giornalista ricorda (con un certo compiacimento) che io non sono nuovo a strappi nei partiti, dimenticando di dire che proprio in questo caso non ho voluto strappare. Però è vero: io lavoro a cambiare radicalmente la Sardegna da tanto tempo e non me ne vergogno e, come tutti i riformisti di tutti i tempi, ho passato e passerò molto tempo da solo. Essere liberi vuol dire non avere la debolezza di stare in branco a tutti i costi. Insomma, ho l’impressione che la stampa e certi ambienti sardisti abbiano concorso a costruire un processo su di me di cui io non mi sono accorto ma che evidentemente c’è stato. Io rispondo come ho risposto ieri: io non bisticcio anche con chi vuole bisticciare. Non è tempo di bisticci, ma di chiarezza e maturità di scelte politiche. Ho detto ieri che Gandhi, buscandone tutti i giorni, ha costruito uno stato che vive in pace; Israele, nato sulla violenza rivoluzionaria, vive in guerra tutti i giorni. I muscoli decadono più dei libri  e non si possono lasciare in eredità.
Prendo atto che la lettura data dal giornalista di un accordo unitario voluto contro Maninchedda non può essere frutto della fantasia del giornalista e lo accetto. È dunque diventato il congresso contro Maninchedda e pertanto Maninchedda oggi non è più candidato a nulla.
Poi si dice che io sarei stato abbandonato da tutti i delegati. Poi mi si invita a stare in minoranza, come se non lo sia mai stato in tutti questi anni. Io sono un uomo di minoranza, perché non sono conformista.
Semmai ho rifiutato sempre l’idea di costituirmi in minoranza, perché non capisco perché dovrei sprecare risorse per costituirmi in minoranza interna, anziché continuare a lavorare per la nascita di uno stato.
Il congresso, quindi, per la stampa, sancirebbe una sorta di mio confinamento con vergogna e di bocciatura della mia possibile candidatura alla presidenza della Regione. Bene, se la stampa ha letto bene, io accetto il confinamento, accetto l’isolamento, accetto e prendo atto che il Psd’az non vuole la mia candidatura alla Regione. L’accetto serenamente ma resto convinto delle mie ragioni:
1) il Psd’az deve uscire dalla Giunta Cappellacci;
2) il Psd’az deve profittare politicamente della crisi dei poteri della Repubblica italiana e costruire un nuovo ordine con le forze produttive e riformiste della Sardegna;
3) il Psd’az deve costruire un’alleanza con i movimenti indipendentisti e accettare la proposta dei Movimenti di un rinnovamento radicale del ceto politico;
4)  il Psd’az deve dialogare con le forze moderate e con il Pd per costruire un’alleanza sovranista (anzi, credo che non sia stato apprezzato neanche il dialogo col Pd al mio paese, ma su quello io mi sacrificherò personalmente perché il mio paese ha bisogno di unità e serenità);
5) il Psd’az dovrebbe dialogare con l’area culturale di Soddu che sta parlando la nostra stessa lingua ed è uno stimolo al cambiamento del conformismo di sinistra;
6) il Psd’az deve avere una piattaforma sul fisco molto più avanzata di quella attuale;
7) il Psd’az deve accettare il rischio dell’apertura e dell’adunanza della diaspora sardista (il Psd’az non può avere contro tutti o quasi gli intellettuali sardisti)
Io non ho in testa scissioni di alcun genere, anche perché quando si è soli come si vuol certificare che io sia, si scinde l’atomo, non un partito. Per me, questa nuova condizione di isolamento è una grande esperienza di libertà.

120 Commenti

  • Chi ha partecipato a qualsiasi titolo al congresso di cagliari ha il dovere di raccontare quel che ha visto. Per evitare troppo facili condanne Non è stato un bel congresso e non si sono scritte pagine di grande politica. Inutile negarlo.Per certi versi non è stato neppure un “vero” congresso.Stile Bulgaria anni 70. Ma alcune cose vanno ricordate. Innanzitutto che è stato preceduto da 8 congressi di federazione che hanno espresso i delegati sulla base di liste contrapposte.E la prassi solita dei congressi di partito, non vedesi in questo niente di scandaloso. Solo la federazione di nuoro ha espresso una lista unitaria dei delegati ed ha approvato all’unanimità una tesi che delinea il percorso verso la creazione dello stato Sardo indipendente. Subito e non fra un secolo. I tempi sono forse maturi. Cosa dice la tesi? in sostanza che all’indipendenza si arriva con il coinvolgimento delle forze politiche, sociali, associazioni, movimenti, consulte e quanto altro presenti nell’isola. Il psdaz deve essere il catalizzatore di questa aggregazione e rivendica pertanto anche il ruolo di guida. L’uomo scelto per questo compito, lo sappiamo tutti era (ed è) Paolo Maninchedda. La tesi ha registrato molti consensi nei vari territori e fra i delegati al congresso.L’appuntamento congressuale è, per chi non ha dimestichezza di partiti, il momento piu importante della vita del partito. E sintomo di democrazia, come le elezioni in uno stato. In esso si discutono le tesi politiche, si approvano le linee guida e si eleggono gli organismi dirigenti. C’era, sabato mattina a Cagliari, tra i delegati sardisti, grande speranza per un congresso che si annunciava di svolta. Naturalmente ci sarebbe stato da discutere, dibattere, applaudire, contestare ecc,ecc, ma tutti nutrivano forti speranze. Ma l’uomo che piu di tutti incarnava questa speranza di cambiamento,non c’era, Maninchedda era assente.Gira voce che non parteciperà al congresso.I delegati cominciano a disorientarsi e la confusione è notevole. Appare a tutti chiaro che il congresso è ormai svuotato. Come i giocatori di una squadra rimasti all’improvviso senza allenatore, si capisce che non sara una vera partita. Ma i delegati sono uomini di partito, e sanno che un congresso non puo e non deve naufragare nel caos.Cosi nasce una lista unitaria per eleggere su base proporzionale,e garantendo un po tutti i territori il consiglio nazionale. Nessuno ha in realta vinto, perche la vittoria di un sifatto congresso non porta con se il giusto onore,e nessuno è stato (ne lo è) isolato. Lasciate perdere la cronaca di Peretti.Non cadiamo nella trappola di spararci l’un l’altro. E stata una brutta pagina, ma resta il partito e resta intatta la proposta verso l’indipendenza. E resta l’uomo che meglio di tutti puo incarnare questa speranza della Sardegna.

  • Giovanni Piras

    E’ da tantissimo tempo che partecipo ai congressi del PARTITO SARDO e da sempre porto con me il vino della mia vigna, il migliore, questa volta non ho osato aprire il fiasco, l’ho riportato indietro. Che tristezza!
    Paolo quest’anno sarà ottimo, è una buona annata, se ti va lo assaggeremo assieme, è sincero come chi ti scrive.
    Chin sa Sardigna in su coro

  • Ma prima del congresso qualcuno, anche il prof. Maninchedda, si è chiesto come mai mancavano tante sezioni? mi sembra che all’interno del partito ci sia ormai tanta confusione e che nessuno se ne preoccupi, non sentiamo più la gente sarda che è quella per cui dovremmo lavorare. Poi succede quello che succede nei congressi.

  • Tanti di voi si stanno meravigliando di tutto ciò che è successo,io no.
    Dopo 25 anni di tessera, quest’anno non volevo rinnovarla, mi ha convinto il segretario di sezione l’ultimo giorno disponibile.
    Non so perchè ma avevo la sensazione che c’era qualcosa che non andava, è inutile non riusciamo a rinnovarci. I vecchi gerarchi del nostro partito (che io ho seguito anche quando eravamo al 1,5%) non mollano la poltrona, cercano solo maggioranze congrssuali, non fanno proposte politiche valide e serie da vent’anni, vivono di ricordi del periodo di Mario Melis e ostacolano coloro che vogliono portare idee e proposte innovative.
    Si sono resi conto che è arrivato uno che sta portando idee nuove, sta rivalutando l’idea autonomista e indipendentista attirando la simpatia di tanti e non legandosi ne al pdl e ne al pd.
    Si sono resi conto che questo qualcuno ha portato il psd’az nella sua provincia ad essere il primo partito.
    Non si può dare a questo qualcuno troppo spazio, altrimenti i vecchi gerarchi che fine fanno?
    Mi verrebbe voglia di mollare tutto e di mandare affanculo queste persone, ma non ho intenzione di lasciare il partito a questa gente e prego Paolo e tutti coloro che credono in questo progetto di non mollare, Fortza Paris.

  • Felice di non esserci

    I fatti:
    Il presidente,capito di essere in minoranza con la mozione di Nuoro,compra tenendoli sempre nemici ,ma fraterni, Solinas e Fenu .Sarritzu lo inserisce allenatore dei due contendenti.
    Il professore,non compra nessuno ,ma il suo pensiero conquista i sardisti che lo aspettano per dare il colpo di grazia .
    Ma come illuminato invece di chiamare Sarritzu o Fenu per offrire loro il posto di Giuseppe Atzeri ,all’Art ,decide di uscire da questa logica di vecchia concezione,aprendo un nuovo modo di fare politica.

    I delegati invece di capire a fare una seduta interlocutoria,aizzati dalla sete di potere ,invece si lanciano nella solita battaglia della lista unitaria ,ed ecco che vengono fuori le famigerate con i nomi dei consiglieri nazionali ,selezionati dalla agenzia Zomby sprint.
    Vince Sanna a tavolino ,senza giocare la partita.

  • Bastianino, si va a un congresso per parlare quando si ha la speranza che sia un congresso per pensare, non per colpire. In un congresso nato per colpire, io non ci sarò mai.

  • In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica.
    Gandhi

    Francesco, ho ascoltato il tuo intervento e condivido il tuo pensiero che poggia per tanti aspetti sul progetto indipendentista manincheddiano. Ieri nella confusione, presi dalla stanchezza, un po’ increduli e un po’ basiti, non ti ho detto che mi è piaciuto tanto. Mi sono commossa quando hai raccontato la storia del tuo primo voto dato al psd’az a 19 anni. Il parallelo riferito alle trincee conquistate durante la prima guerra mondiale e quelle attuali da conquistare con la militanza è stato molto efficace. Hai affascinato tutta la platea,perchè le parole che hai pronunciato provenivano dalla mente, e passavano attraverso il cuore, cosa che in pochi sono riusciti a fare.
    A atrus annus.

  • Onorevole Maninchedda tra i topi che si sentono malgovernati dai partiti e poteri forti italiani con la fattiva collaborazione dei loro referenti locali dislocati sul territorio mi ci ritrovo anche io. Qui non si tratta di topi che scappano ma si tratta di vedere sino a che punto coloro che si sentono improvvisamente sovranisti sono disposti a mettere concretamente sul piatto. La prego provi a chiedere alle segreterie sarde di PD e SEL di proporre rispettivamente a Bersani, Renzi o Vendola l’inserimento (sottoscritto e firmato)nel loro programma di governo della totale dismissione delle basi militari in Sardegna o della rstituzione dei 10 miliardi di euro della vertenza entrate. Così tanto per vedere …

  • Bastianino Spanu

    Caro Paolo, lo sai che ti stimo molto, ma non riesco a capire la tua scelta di non partecipare al congresso. Avremmo potuto sentire tutte le cose che hai scritto oggi. Ciao, Bastianino.

  • al commento di Gio’ Mura aggiungo:

    molto interessante il discorso di insediamento del presidente neo rieletto !

  • Fortunato Ladu

    Possibile che non abbiate capito il senso dell’onorevole Maninchedda? Lo aspettavano al varco con tanto di imboscata e invece nell’imboscata ci sono caduti loro.Hanno dichiarato che la priorità è l’indipendenza,ma come con quali mezzi ,con quale coraggio Sanna si presenterà agli elettori ,forse dicendo loro scusate in questi anni abbiamo sbagliato non lo faremmo più ridateci fiducia . Allora solo allora qualcuno capirà il senso della politica di Paolo maninchedda e in questo sono d’accordo con lui ,bisognava staccare la spina a Cappellacci. Ma cosa ci si poteva aspettare da una nomenclatura che ha consegnato la bandiera Sardista a Berlusconi,la gente che andrà a votare farà una sola cosa ,li ignorerà

  • Per Esu: ho passato cinque anni a costruire una proposta di governo sardista da confrontare con chi si dichiara interessato al sovranismo, e oggi mi parli di topi che scappano? io non voglio costruire un centrosinistra sardo, voglio costruire una sardegna che elabora un suo progetto riformista. Non la politica dei due forni, ma la costruzione di un forno riformista nazionale sardo. Ci vuole tempo, ma si capirà.

  • STANCHEZZA
    non e’ cambiato nulla ! Ma neanche le cariche e i consiglieri, perche’ alla fine dopo un congresso veramente povero di contenuti NON C’E’ STATA ALCUNA VOTAZIONE!
    In ora tarda, dopo un’attesa snervante evidentemente necessaria per far quadrare i conti dei consiglieri dopo che il presidente dell’assemblea ha fatto approvare per alzata di mano alcune mozioni, e’ stata letta una richiesta , firmata da un certo numero di delegati, per eleggere Sanna presidente e Cocco vice e non e’ stata fatta alcuna votazione.
    Quindi e’ stata data lettura dell’elenco dei consiglieri propostii dalla commissione incaricata e anche in questo caso non vi e’ stata alcuna votazione. Sic!
    Gli applausi di un certo numero dei presenti non mi sono sembrate vere acclamazioni .
    Ci sono i vari video della conclusione, vedere per credere.

  • Non è giusto ciò che si sta facendo. Bisogna far finire il mandato ai consiglieri così potranno prendersi la loro buonuscita e tutto ciò che gli conviene. Altrimenti perchè si sono fatti eleggere?
    Essere coerenti ed onesti non porta a nulla, soprattutto non porta soldi!

  • Mouseland era un luogo dove vivevano tanti topi. Avevano anche un parlamento e ogni quattro anni c’era un’elezione. I topi erano soliti recarsi alle urne ed esprimere la loro preferenza per eleggere un governo. Un governo formato da grandi e grossi gatti neri! Potrebbe apparire strano che dei topi eleggano un governo di gatti ma, a farci caso, non è affatto infrequente che anche degli uomini-topi eleggano dei governanti-gatti. D’altronde i gatti facevano delle buone leggi, ottime per i gatti, ma non altrettanto per i topi. Una di queste stabiliva che l’ingresso della tana dei topi doveva essere abbastanza grande da permettere ai gatti di infilarci la zampa. Un’altra diceva che i topi potevano muoversi solo ad una certa velocità, affinché i gatti potessero “fare colazione” senza eccessivo sforzo fisico. Quando i topi iniziarono a non poterne più decisero che occorreva fare qualcosa. Così, quando tornarono alle urne, votarono contro i gatti neri ed elessero i gatti bianchi, che li avevano convinti in campagna elettorale.

    Avevano infatti sostenuto che a Mouseland era necessaria un “visione più ampia” e che avrebbero risolto il problema delle tane dei topi facendo gli ingressi quadrati. In effetti li fecero, ma li realizzarono grandi il doppio rispetto a quelli precedenti, in modo che i gatti potessero infilare due zampe nella tana! La vita divenne ancora più dura per i topi, che alle successive elezioni votarono contro i gatti bianchi ed elessero nuovamente i gatti neri. Per poi tornare nuovamente ai gatti bianchi. E di nuovo ai gatti neri. Elessero anche gatti che erano metà bianchi e metà neri, e la chiamarono “coalizione”. Provarono anche un governo di gatti bianchi con macchie nere: erano gatti che facevano il verso dei topi, ma mangiavano come i gatti. I topi allora realizzarono che il problema non era il colore dei gatti ma i gatti stessi, che facevano l’interesse dei gatti e non certo quello dei topi. Un giorno arrivò da lontano un topo, che disse: “Perché continuiamo ad eleggere un governo di gatti e non eleggiamo invece un governo composto da topi?” La reazione fu corale: “Ohhh- dissero tutti- è un bolscevico, arrestatelo!” Douglas concluse così il racconto: “Quello che voglio ricordarvi è che si può arrestare un topo o un uomo, ma non si può mai arrestare un’idea!”
    (Tratto da Sardegnademocratica a firma di Raffaele Deidda)

    Ora Le chiedo Onorevole Maninchedda: passare dal PDL al PD non Le sembra che serva solo a cambiare il colore dei gatti che dovrebbero governarci ?

  • Grazie Francesco.

  • Francesco Sanfilippo

    Caro Professore (oggi proprio non riesco a chiamarla Paolo), rispondo solo a lei in quanto non rispondo ai nickname che avrei potuto comodamente usare anche io. Chi ha ascoltato il mio intervento al congresso sa che non desidero il suo isolamento, nel precedente post prendo atto del suo isolamento è diverso dal desiderarlo; la figuraccia di cui parlavo invece era attribuita non a lei ma a chi come me si è esposto al congresso per una linea di cui anche lei si era fatto portatore. Per chiudere la polemica, io mi espongo personalmente qui come al congresso perchè nel mio modo di far politica non è concepito l’essere pro Sanna o pro Maninchedda, l’essere contro Sanna o contro Maninchedda, io sono pro o contro lo staccare la spina a Cappellacci, pro o contro una presidenza della Regione a guida Sardista e tante altre cose di cui si è parlato per mesi prima del congresso, Saluti.

  • Tutta la Sardegna era in attesa del risultato del congresso, e dopo lunghe ore d’attesa sono giunte notizie che definirle imbarazzanti è dire poco.
    In sostanza è stata fatta abortire l’unica linea che portava alla [Responsabilità] e al [Cambiamento].
    Questa non è la prima volta, ma in un momento così delicato per la storia della Sardegna, ci si è comportati come il peggior partito italiano, scimmiottandone l’atteggiamento, fatto di clientele e di economia di partito.
    Mi domando: ma al congresso del PSDAZ qualcuno si è ricordato che doveva rappresentare [anche] il popolo sardo e doveva trovare delle soluzioni al profondo disagio in cui versa l’isola da oramai troppi anni, anziché pensare solo a se stessi?
    Possibile che, mentre il Titanic stia affondando, si scelga quale sia la scialuppa migliore e si sale con il comandante [CO]responsabile del disastro, in quanto INADEGUATO, mentre ci si dimentica di difendere le seconde e le terze classi, quasi non sia affar loro?
    Arrivati a questo punto non so cosa potrà pensare il popolo sardo. Certo, anche stavolta il PSDAZ ha fatto di tutto per confermare il disinteresse che nutre per la propria nazione, perché sono prevalse le solite forze [timorose] del cambiamento che hanno alzato bandiera bianca, mentre la presa di responsabilità di Paolo Maninchedda è stata vista come TROPPO bellicosa.
    Mi dispiace quanto successo, ma a Paolo potranno dirgli di tutto, ma mai attaccarlo per la sua linea politica, visto che era l’UNICO ad averla: chiara, credibile e supportata dal coraggio di chi ha deciso di andare allo scontro, aprendo tutte le vertenze possibili con lo Stato Italiano.
    Forse è un pazzo chi ama la propria nazione e la difende in ogni luogo, a costo di giocarsi la faccia?
    O forse è meglio l’economia di partito, prendendosi pochissime responsabilità, pur di TIRARE A CAMPARE?
    Certo è che con i sardisti non si può andare a fare la guerra; loro sono abituati ad andare a caccia di Tordi…
    Mi dispiace quanto successo, specie perché si è persa l’ennesima occasione per dimostrare che almeno [si voleva] e [si poteva] combattere, mentre si è fatta la scelta di rimanere a guardare che altri (i soliti noti) continuino a distruggere la nostra povera terra.
    Forse le tanto criticate qualità di Paolo non meritano di stare dentro un così grande partito, oramai italianizzato…
    P.S.
    Anziché un BULL TERRIER alla catena, i sardisti hanno scelto il solito VOLPINO…

  • Su ki non cumprendo est s’arresonu de tantos delegaos sardistas de sa federatzione de Nugoro, cando nana ” semus abarraos solos, depiat abarrare a cumbinker su cungressu” e atteras gai. Mi paren pilokeddos ki keren su babbu ki lis aperzat sa zenna e ke lis zukat su culu a cagare. Eppuru ke suni mannos, s’edade media mi paret ki ke colet sos 50 annos, tantos an tentu fintzas manera de si k’isfadare de andare a sos cungressos sardistas. Paolo tenet resone de narrer ” io non potevo e non volevo costituirmi in minoranza e in capocorrente. Non hanno senso le lotte correntizie, sono volgari e banali, pretestuose e ipocrite. Per dirlo con chiarezza, preferisco che mi si critichi ma si rifletta sul risultato piuttosto che aver contribuito a realizzarlo. I delegati hanno fatto una bellissima esperienza di autonomia.” Bene, su ki essit dae custu cungressu est su ki sos delegaos an kertiu e traballau. Ghettare sas curpas a s’unu o a s’atteru non servit. (Paule ammaniadi ca como sos debiles de coro e de mente, po si sarvare s’anima an a deper ghettare sas curpas a carcunu). Amus perdiu un’occasione po faker unu passu ainnantis, antis semus torrados in secus de kimb’annos .M’ abarrat in lavras custu rankizu. Cando keres e cumente disizas tocat de torrare a comintzare, e sighire sa pelea, eo bi so semper. A sa fatza de ” perfido Peretti” .
    B’est unu bellu libru iscritu 70 annos faket, galu attuale, s’intitolat ” Psicologia di massa del Fascismo” de W. Reich, fortzis nos azudat a cumprender su ki est capitande in Europa e in su mundu, e fintzas s’istoria de cust’urtimu cungressu.
    Salude e libertade

  • Oh Pa’, avà femmu u partitu de’ pentiti. Affuttidinni, emmu fatu una cazzata manna. Lo dico a sanfilippo: aveva ragione Paolo. Dopo il congresso, finito il litigio non sulla politica ma su Sanna sì o Sanna no, noi avà non sappiamo cosa fare,. Paolo continuerà a fare quello che faceva prima e Giacomo, francamente, io l’ho visto consumato da un congresso di merda. Neanche lui avrebbe voluto questa schifezza che ha impostato lui e che noi votiamo per amicizia. Adesso farà Murino segretario e poi femmu u funerali e basta. Tira innanzi che sei bravo, bello e buono.

  • Più o meno lo stesso atteggiamento di quei 5 mafiosi che mi hanno fatto allontanare dalla delegazione.
    Riusciamo sempre a fare i sardi idioti.

  • Sardista 1 Federazione Nuoro

    Riprendo dal punto in cui mi sono interrotto e cercherò di fare un ragionamento politico, cercherò di spiegare una scelta.
    Forse non avete capito bene il messaggio di Maninchedda, non si parla di divisioni ma bensì di strategia.
    Io sono stato chiamato venerdì mattina da uno dei delegati.al congresso; persona notoriamente molto vicina a Paolo ; Il quale mi informava delle sue idee e mi diceva che era concorde con Paolo Maninchedda nel non partecipare al congresso.
    Era concorde con lui e quindi non sarebbe andato, allo stesso tempo mi chiedeva, che qual’ora condividessi la sua tesi di parlarne con gli altri e organizzare una forma di protesta.
    Protesta silenziosa. Unico modo per Far capire ai delegati che il Progetto è più importante delle beghe è non partecipare:
    Non partecipare al congresso è stata una stata una scelta per il bene del partito e per il bene del progetto politico che è un bene più grande dello stesso partito.
    Il delegato mi diceva: che senso ha andare ad un congresso per scannarsi. Che senso ha partecipare alla resa dei conti tra Giacomo e Planeta?
    Non ha senso inserirci su questa faida interna e prenderci il partito.
    “Questo il segretario non lo capisce, purtroppo, palateci voi perché io è da tanto tempo che non lo capisco, non lo capisco ma non lo voglio danneggiare perché è sempre un amico che stimo”
    Il senso di tutto discorso fattomi venerdi, mi appare oggi chiaro dopo aver letto l’intervento di Paolo.
    Chiaro è stata pure la mia posizione al momento ( condivido e non vado manco io gli dissi! e cosi è stato)
    Mi pare chiaro che Paolo non voleva danneggiare nessuno
    Mi pare chiaro che non vuole fare il capo corrente
    Mi pare chiaro che ha capito, da Sardista di nuova generazione; che i vecchi sardisti sono per le lotte e non per la pace interna.
    Abituati come sono a pensare in tal modo, non potevano capire che quell’uomo chiedeva loro pace.
    Non hanno intuito il messaggio che è stato veicolato. Era un messaggio di Pace ; Un messaggio per il bene dei Sardisti.
    Cosa è passatto? È passato un altro messaggio..
    ANDIAMO E FACCIAMO LA LOTTA!!
    MA QUALE LOTTA??
    Perché? Per quale causa?
    Oggi vince Giacomo, Domani Vince Paolo:: e poi???
    E Poi Caro San Filippo???
    Poi si rimane al 5%.. e pure meno..
    Per i mie amici nuoresi non ho parole!! Forse Un giorno se ne parlerà nelle dovute sedi..
    Solo di una cosa sono sicuro..
    NON ABBIAMO CAPITO IL NOSTRO CONDOTTIERO E ABBIAMO, IN TANTI PECCATTO DI PRESUNZIONE.
    Come diceva Goya.. a Volte . IL SONNO DELLA RAGIONE CREA MOSTRI
    Cordiali Saluti

  • Il commento del pentito e quello di Giovanni Piras, del quale ho molto apprezzato l’intervento, mi da modo di esternare che durante il congresso, a quanti mi dicevano che se il nostro (futuro) condottiero fosse stato presente, giacomo sarebbe andato alla conta, a costo di spaccare il partito, ho ricordato che nel primo intervento, che illustrava la tesi congressuale di sassari, c’era stato un cenno ad una eventuale secessione, e che bene aveva fatto paolo a non andare alla conta, perché il rischio di spaccatura sarebbe divenuto certezza, con grande piacere per il vincitore (scontato o meglio contato) nonché per tutti i detrattori del nostro partito, da molti invidiato ed a molti inviso.
    Sono sicuro che i frutti non tarderanno a maturare, e quelli che oggi sono contenti della vittoria (di pirro) si ritroveranno con un pugno di mosche, mentre chi è stato “isolato” si ritroverà circondato da amici, forse non moltissimi, ma tutti fedeli e convinti.
    ad maiora!

  • Onorevole Paolo, continui pure nella lotta, vale almeno per la pace con la propria coscienza.
    I mie circa 20 anni da sardista (con tessera) con gli attuali tre anni di libera scelta alla solitudine politica, mi riconducono in quel passato che mi porta nel comprendere lei, un uomo che cerca di far vedere al prossimo, più in la del proprio interesse personale. Posso esprimerle un parere; mi sembra opportuno per lei e tutti quelli che credono nella rinascita, la creazione di un movimento “GIUSTIZIA E SVILUPPO” per tutte/i le/i sarde/i di buona volontà.

    Temi
    1) La zona Franca (per l’intera Sardegna)

    2*) L’indipendenza (intesa non come un decreto ministeriale. Ma come un’agire concreto che nella quotidianietà ogni sardo/a esprime spontaneamente per personali qualità e prestazioni).

    2*) Il federalismo (tipo quello Germanico come prima fase di riordino generale dell’isola, e nei rapporti con le altre federazioni Italiane dentro un Europa Federale).

    Un cordiale Saluto

  • Enrico Cadeddu

    Spero non me ne voglia Silippu.
    Mi sono avvicinato alle tesi autonomiste e indipendentiste esclusivamente grazie al tuo blog, e sempre qui posso apprezzare la dedizione, lo studio e l’approfondimento in tutto ciò che fai e che scrivi.Mi dispiace per chi si illude che tu sia solo…
    Buon lavoro!

  • Caro Paolo,
    spero da ciò che scrivo che tu mi riconsoca. Valgano queste righe per quello che so già ma non mi farai mai dire di persona perché già mi hai incontrato e mi hai guardato come si guarda una merda. È vero: sono vecchio, vigliacco e sordido. Ma cosa ci posso fare? Tu non hai sbagliato niente al congresso e ciò che hai detto è tutto vero. È vero che noi siamo venuti al Congresso con più di 140 delegati. È vero che siamo venuti al congresso con la decisa intenzione di liberarci di un gruppo colpevole di dissenso politico e di imbrogli elettorali a Sassari; è vero che volevamo lo scalpo di Michele Pinna; è vero che volevamo punire Giovanni Colli per la collaborazione con Planetta e con Michele Pinna, nonché per aver dato man forte ai galluresi e alla Millelire in Ogliastra. È tutto vero. Come è vero che tu non c’entravi nulla. È vero che dietro tutto questo c’era l’idea di ridicolizzare una parte e di indurla ad andarsene, è tutto vero. E io ho ammirato come sei riuscito, dalla persona geniale che sei, ad attirare l’attenzione su di te, a far scatenare noi cani sul tuo gran rifiuto e salvare loro. È vero che non hai mai attaccato Giacomo e, ti assicuro, se c’è uno che ora non la sta prendendo bene perché ha capito, è lui. Invece non sai quanto i tuoi colleghi consiglieri siano invidiosi del fatto che sai leggere e scrivere. Io sono vecchio e ti prego di perdonarmi e di non guardarmi mai più come hai fatto oggi, mi sono sentito un verme. Consentimi di dirti che hai amici tonti (compreso Peretti) che non hanno capito il capolavoro che hai fatto. Se oggi il Psd’az non ha condotto l’ennesima guerra civile lo deve a te e prima o poi te lo riconosceranno. Tieni duro: alla fine Giacomo non può candidare che te alla presidenza e non può non recuperare con la tua posizione perché moralmente è limpida. Scusami ancora, non si può diventare eroi da vecchi quando si è cresciuti come conigli.

  • Quinto moro

    … un film già visto: il congresso sardista. Ancora una volta persa un’opportunità per la “svolta” e chissà quando sarà possibile rimediare.I o,un’idea l’avrei: se, è vero, che in realtà la maggioranza dei delegati erano per Maninchedda, NULLA OSTA, perchè gli stessi provvedano a “dimettersi” dal partito ed a far partire, immediatamente, quel nuovo auspicato progetto di cui i sardi hanno tanto bisogno. Tanto è risaputo ed oggi abbiamo conferma: il Psd’az è di giacomo sanna e dei suoi amici e non è consentito a nessuno di intralciare i suoi progetti. Prove ulteriori a sostegno? Per chi ha dimenticato troppo in fretta: l’eliminazione di Serrenti che votò col centro-destra e divenne presidente dell’assemblea regionale; le diverse scissioni che hanno portato il partito ai minimi storici; la candidatura al Senato con la lega nord partito antitetico al Psdaz. Già quest’ultimo fatto, a norma di statuto, avrebbe dovuto sancire la sua auto esclusione dal partito. Ma ciò che valeva per Serrenti e per tutti gli altri, ovviamente, non poteva valere per lui. Il congresso ad Ala Birdi lo consacrò presidente e fui l’unico pubblicamente a stracciare “metaforicamente” lo statuto. Ora siamo alla terza elezione e se il Psd’az è contento così bisogna farsene una ragione e pensare ad altro…
    Fortza paris

  • Per Sanfilippo: non avete fatto più voi una figura di merda a stare a tutti i costi dentro un congresso senz’anima e orientato solo a una conta? Ci vogliono palle per fare come fa Maninchedda. Se oggi voi avete ancora una dignità è per la sua scelta, visto che gli eletti n Consiglio Nazionale non hanno molte chance se non quella di seguire Giacomo. La scelta di Maninchedda sceglie la società e gli elettori, voi avete scelto il Consiglio Nazionale come se fosse chissà che cosa e dove avevate già perso, visto che noi, che eravamo con Giacomo, sapevamo esattamente di avere 140 delegati. Solo Planetta diceva che il Congresso era vinto, e lo diceva per disperazione. Maninchedda non ha attaccato nessuno; non ha organizzato correnti al punto che siete incazzati con lui perché si è sacrificato al vostro posto e siete così tonti da non capirlo. Non ha voluto partecipare al Congresso più inutile e brutto che io abbia mai visto. Me ne vergogno, ma sono troppo inibito per dirlo pubblicamente, ma Paolo, se candidato Presidente, io lo voterò e gli sarò sempre amico (sempre che non mi mandi a cagare come sta facendo in queste ore con chi di noi lo chiama): ha dimostrato come un uomo, pur di non colpire le persone con cui ha collaborato per anni, si fa fare del male. Domani, lui può sempre parlare (anche perché, per la sua coerenza è affidabile con le altre forze politiche, il resto del partito, me compreso, dopo aver accolto Cappellacci ha solo una strada: la pensione). Voi eravate le vittime designate del congresso perché vi eravate messi a tramare con Planetta; Colli era la vittima designata; Maninchedda non c’entrava niente ma ha voluto salvare voi da una strage politica, cioè dalla condanna ad essere una minoranza inutile. Vi ha salvato. Tonti.

  • O Uno Che C’era, Planetta ha rotto i coglioni a tutta la Sardegna contro Giacomo Sanna, perché Giacomo non lo vuole ricandidare. Non solo: uno dei sassaresi che vi ha convinto che avevate il congresso in mano (lo dico per Sanfilippo) è un personaggio particolare il cui terreno è stato sopravvalutato nel corso di una perizia poi feinita male per un dipendente regionale. Maninchedda ha fatto benissimo a non mischiarsi con questa gente. Che dire poi delle telefonate che faceva il segretario di Planetta? Tantissime e inutili.

  • Caro Francesco, non credo di dovermi scusare con nessuno, posto che:
    1) io non mi sono mai candidato a cariche di partito né ho mai lavorato per contarmi nel partito;
    2) le posizioni conta proprio mantenerle nella vita più che ai congressi;
    3) la mia posizione era e resta che non partecipo a congressi di quel tipo;
    4) mi capita di fare qualche figuraccia, ma mai mi ero sentito accusato di farla per difendere i principi in cui credo;
    5) liberissimo di non leggere il mio blog ogni giorno;
    6) sono certamente ‘isolato’ ma non ‘solo’ come tu evidentemente speri.

  • Quello che è successo ieri è un’indecenza. Soprattutto alla luce del fatto che esistevano le possibilità per evitarlo. Magari con maggiore dialogo interno preventivo non sareste arrivati al congresso generando questa situazione.

    Di tutto questo ovviamente ci sguazzerà la stampa. Cercate di ricompattare i ranghi o la vostra base accrescerà solamente la sua confusione, e non si tratta di una conta fra delegati.

  • Giovanni Piras

    Io credo che giacomo sanna il congresso l’abbia perso e non vinto come vorrebbe far credere, ha perso i sardisti, gli sono rimasti alcuni soggetti che non oso definire, e credo anche di poter fare i nomi degli otto della federazione di Nuoro, esistono da sempre, sono gli stessi della notte di sabato santo a Ghilarza di otto anni fa quando perdemmo per tre voti, qualcuno evirandosi.
    Paolo continua il percorso e però tieni stratta la tessera, quella sardista naturalmente.
    Forza Paris

  • Francesco Sanfilippo

    Egregio Professore, non c’è bisogno che pubblichi queste due righe,anzi l’unico interesse è di rivolgermi a lei. Sento l’esigenza di dirle che, non le pretendo, ma se un giorno dovessero arrivare le sue scuse per la figura di merda di ieri le accetterei volentieri, e così penso che sia per almeno e sottolineo almeno, 140 delegati; la federazione di Oristano giusto per intenderci ne contava 16 su 25. Sul blog si può scrivere ogni giorno, ma al congresso si ha un occasione ogni tre anni e lei non solo ha sprecato la sua, ma ha NEUTRALIZZATO 140 persone che altrimenti si sarebbero organizzate diversamente. Le confido che mi viene anche il dubbio che sia stato fatto strategicamente. Prospettare linee diverse, soluzioni diverse (come fa qui nel blog) ad un congresso non significa spaccare un partito, in democrazia è la cosa più normale del mondo avere prospettive diverse in un assise come il congresso di un partito. Sul fatto che ora lei continuerà le sue battaglie da “isolato” non posso che concordare. Saluti

  • Gian Piero Zolo

    Si è lavorato in questi anni per costruire le basi di un dialogo che era rivolto più all’esterno che all’interno. Evidentemente dovevamo guardarci più dentro casa. Abbiamo lavorato a Nuoro per arrivare uniti al congresso nazionale. Non è stato così facile visto che,mi dicono, e lo percepisco da me,al primo refolo di vento abbiamo iniziato a ballare. Noi avevamo in testa il congresso come l’evento che doveva avviare veramente il percorso nel quale noi crediamo e che altri solamente millantano. Volevamo arrivarci sotto la Bandiera dell’unità. Non è stato possibile e su certe cose non si transige, si doveva andare a spuntare una vittoria di Pirro con un testa a testa sino all’ultimo delegato? Per cosa? Per giocare al gioco delle minoranze? E l’unità? Io ho un concetto mio,non lavoro pro o contro, lavoro per. Ad altri lascio volentieri il campo libero e la libertà di gioire quando si accorgono di essere stati più furbi. A me interessano i più bravi. Non credo nelle divisioni, credo in un progetto che veda i sardi uniti per difendere la propria terra e il loro diritto ad essere liberi. Per farlo servono uomini non marionette.

  • Campidanesu, quindi ti è sfuggito che io sia l’unico consigliere che da due anni dice di andare a elezioni anticipate e che Cappellacci non è il futuro? Evidentemente mi hanno proprio messo il silenziatore, se neanche tu mi hai sentito…….

  • Campidanesu

    Saludi e Trigu, apprezzabili le sue parole e la sua apertura all’indipendentismo moderno che da anni fa le sue Battaglie in Sardegna, Ma dovrebbe definitivamente prendere le distanze da questo Congresso e da questo Sardismo di Convenienza. Il problema è che anche Lei sostiene Cappellacci con quello che fino a prova contraria è il suo Partito. Abbia Coraggio perchè non è solo affatto dentro il psdaz. Grazie dello spazio

  • Uno che c'era

    Caro numero 2
    1) Planeta, da quello che dicono i giornali non ha attaccato Sanna al congresso provinciale.
    2) se i numeri sono questi, Cagliari ha ribaltato i numeri e ha dominato il congresso visto che in tutte le federazioni la linea Maninchedda era vincente.
    3) Nulla contro Sanna. Nulla contro nessuno. Ma che il partito è in uno stato di lacerazione e di confusione chi ha il coraggio di negarlo?

  • Caro Carlo,
    io non potevo e non volevo costituirmi in minoranza e in capocorrente. Non hanno senso le lotte correntizie, sono volgari e banali, pretestuose e ipocrite. Per dirlo con chiarezza, preferisco che mi si critichi ma si rifletta sul risultato piuttosto che aver contribuito a realizzarlo. I delegati hanno fatto una bellissima esperienza di autonomia. Le battaglie continuano, ovviamente le farò da ‘isolato’, ma io non credo ai congressi fatti in questo modo.

  • Ma chi erano gli otto nuoresi con sanna? risulta che la federazione di Nuoro fosse compatta.

  • Carlo Deidda

    Caro Paolo evito i commenti su quanto letto oggi sui quotidiani… Del quotidiano l’unione sarda mi piace riferire il risultato del sondaggio (che non ha valore scientifico) dove alla domanda “Il Governo maltratta l’Isola. La scelta dell’indipendentismo è una soluzione?” i SI superano 87%… piuttosto voglio riportare ciò che ho percepito dopo che si è capito che non saresti venuto al congresso.. Ho visto molta delusione fra coloro che credono nelle tue battaglie… dai commenti e dagli umori di questi mi è sembrato di capire che si sono sentiti traditi o comunque smarriti.. e ho visto molte persone che non hanno approvato il tuo gesto ma che avrebbero voluto ascoltare i tuoi ragionamenti… Sicuramente hai le tue buone ragioni ma in congresso erano sconosciute ai più… Sinceramente per il resto mi è sembrato un congresso come tanti altri e sinceramente per i tempi che vive il nostro popolo avremmo bisogno di ben altro. Siamo solo all’inizio di una lungo cammino.. troveremo sicuramente numerosi ostacoli e perderemo tante battaglie ma a noi interessa vincere la battaglia finale dell’indipendenza.. Iniziamo a dialogare e confrontarci più di quanto è stato fatto fino ad oggi… quando vuoi venire a trovarci in sezione sei il benvenuto.. un caro saluto… fortza paris

  • Buongiorno,

    ultimamente mi sono appassionato alle vicende sardiste e trovo nei commenti di questo blog tanti spunti e tanta competenza riscontrabile in tanti commenti.
    Premetto che:
    1. Non conosco l’on. Maninchedda.
    2. Non ho mai votato psd’Az e non sono mai stato iscritto ad un partito a forte componente sardista autonomista.
    3. Sono un elettore moderato deluso dalla vecchia classe politica.
    credo di poter capire quello che sta succedendo all’interno di questo partito… tutti nel tempo vi hanno guardato dall’esterno con un po di diffidenza… perchè? dal di fuori io ho visto questo partito gestito troppo spesso come un contenitore romano però senza avere i numeri… il fatto che abbiate un presidente eletto per la 3° volta parla chiaro… il cambiamento è difficile da digerire ma sempre necessario…e vale per tutti soprattutto per un partito a forte identità locale come il vostro… se in questi congressi sardi la scelta è quasi obbligata non vi distinguete per niente dalla politica nazionale fatta troppo nel palazzo e poco tra la gente, tra i sardi. Vedete, quando un presidente che non partecipa mai ad altri congressi se non quelli del suo ex partito (forse), si presenta da voi allora è li che vi dovete preoccupare… perché avete bisogno di sardisti, di facce nuove, di politici giovani o vecchi che abbiano voglia di cambiare anche rischiando di rimanere fuori dai giochi di potere. Penso che tanti politici di facciata in quel congresso avessero più la testa alle candidature per le politiche che alla reale voglia di autonomia e di indipendenza che ormai tutti noi sardi abbiamo dentro (si anche io che vi assicuro non sono di educazione sardista). Chi va avanti contro mille ostacoli e mille lobby si pesa da solo… è grande! e se i sardi saranno finalmente consapevoli di poter cambiare veramente, alla fine seguiranno quella persona. Spero di poter eleggere a capo della mia regione nel prossimo futuro un sardista vero che abbia a cuore la nostra terra e faccia prima di tutto gli interessi dei sardi.

  • Logudoro Libero

    Rinnovamento, a mio parere vuol dire cambiare ebbene cosa si è cambiato mi domando, abbiamo riconfermato per la terza volta lo stesso presidente,le testate giornalistiche dicono: rivince Sanna, Maninchedda isolato, significa che il PsD’Az si è fossilizzato, o meglio ha fatto quadrato delle stesse figure,dobbiamo dire bene o male che Giacomo c’è.

  • Uno che c'era2

    No, caro amico, le cose sono andate così
    1) a Sassari Planetta ha attaccato Sanna al congresso provinciale;
    2) Sanna ha chiuso un accordo con i cagliaritani per recuperare i voti persi a Sassari;
    3) si è entrati in congresso con Sanna in maggioranza che dichiarava apertamente di volersi contare contro i nemici sassaresi; i numeri erano questi: 60 Cagliari, 20 Sulcis, 10 Oristano, 3 Ogliastra, 7 Olbia, 25 Sassari, 5 Medio Campidano, 8 Nuoro. In totale Sanna aveva 138 delegati certi. Maninchedda non ha accettato l’evoluzione improvvisa da congresso unitario a congresso di parte, per di più con la conferma della presenza in Giunta di Cappellacci.
    4) Maninchedda ha rifiutato l’idea della conta perché il congresso doveva essere su altri temi;
    5) Quando Sanna ha proposto il congresso unitario, Maninchedda ha dato il via libera, questo è verisssimo.
    6) Quella di oggi sui giornali è una solennissima porcheria. Lo dice uno che era e resta con Sanna, ma il Psd’az non può perdere Maninchedda e, a quel che mi risulta, Sanna continua a considerarlo l’unico candidato possibile alla Presidenza.

  • Sardista sulcitano

    Siamo arrivati carichi di speranza per votare in massa la linea Maninchedda, anche a costo che fosse minoritaria. Chiaccherando qui è li ci siamo resi conto che tutti volevano votare la linea Maninchedda e che per la prima volta la linea Sanna era minoritaria. Facciamo i conti: è la linea fortemente maggioritaria. Dopo tanti anni anche la federazione di Sassari si è presentata spaccata all’appuntamento. Quello che vogliamo capire è perchè la linea vincitrice si è ritirata dal congresso. Forse i tempi non sono maturi per fare la rivoluzione e uscire dalla giunta?

  • Buongiorno Paolo,
    ci sono dei passaggi in questo pezzo che evidenziano prepotentemente tutti i limiti della politica isolana a leggere le aspirazioni profonde della società. E lei, credo, le ha egregiamente interpretate ponendo l’accento su alcuni passaggi che potrebbero essere fondamentali sia in chiave di svolta autonomistica, sia in chiave culturale.
    Non ho apprezzato tanto la ricerca del dialogo all’esterno del suo partito quanto il passaggio sulle minoranze e sulla dialettica interna.
    Ho paura di questi partiti che hanno paura di rinnovarsi, e non parlo solo “di nomi”. Ho paura di questi partiti che preferiscono galleggiare piuttosto che accettare la sfida riformista di cui lei parla. Sento già l’eco delle accuse di populismo che le verranno rivolte dopo queste parole da chi utilizza quella parola quando non ha validi argomenti con cui contrapporsi.
    Leggere le sue parole è stato un bel balsamo. Ad maiora.

  • Sono d’accordo su tutto tranne che con la ragione n°3.

    I movimenti indipendentisti Sardi si sono dichiarati contro il Galsi. A prescindere dal progetto specifico ,che può essere fatto o no, il concetto è evidente : senza energia non si và da nessuna parte.
    Inoltre ancora non ho capito perchè consideri Cumpostu un eroe.
    per il resto in bocca al lupo : se sarai candidato alla Presidenza dell Regione ci sarò.
    saluti

  • Caro Nino, non sarò certo io a censurarti. L’espressione ‘branco’ indica solo il conformismo a tutti i costi. Tutto qui.

  • Uno che c'era

    Per chi non c’era, le cose si sono svolte così:

    1)Dai lavori pre-congressuali si era formata un’area maggioritaria contraria alla giunta Cappellacci e favorevole alla proposta di Maninchedda. Ques’area era di circa 130-140 delegati, quindi la maggioranza.
    2)Al congresso il Prsidente uscente ha deciso senza passare per elezioni il tavolo della presidenza e la verifica dei poteri
    3)I lavori del sabato si sono svolti nella confusione più totale. La lettura delle tesi è stata deprimente.
    $) I delegati attendevano invano Maninchedda. Cresceva la preoccupazione e lo sdegno e il Presidente uscente riprendeva vigore tra la parte maggioritaria confusa che chiedeva il rinnovamento e il cambio di linea politica
    6)La domenica è arrivato Maninchedda che è stato accusato dai suoi sostenitori di averli lasciati soli. Sanna ha ribadito di voler continuare il governo con Cappellacci e di essere disposto a fare alleanze con tutti.
    7)Si è decisa la lista unitaria, che eleggerà il segretario, per non spaccare il partito. Il partito per la verità è lacerato e confuso
    8)E’ stato eletto per la terza volta Sanna. Unico caso nella storia del Psd’az. I toni non erano festosi, facce preoccupate dappertutto.
    9) Molti si chiedono “cos’è successo?”, molti si chiedono se dovevano aspettare per anni Maninchedda per aprire gli occhi e vedere com’è ridotto il Psd’az

  • “Essere liberi vuol dire non avere la debolezza di stare in BRANCO a tutti i costi”. Quel sostantivo buttato lì con forza posso, Professore, avere la libertà di definirlo inelegante?
    Esercitarsi in controdeduzioni, e ce ne sono, cui prodest? Sarebbe un esercizio inutile e dannoso che rischierebbe di avvitarsi in un crescendo senza fine.
    Il pessimismo cosmico non ha impedito a Leopardi la “Quiete dopo la tempesta”.
    XXXII Congressi in 91 anni credo rappresentino un bell’esercizio democratico da additare ad esempio.
    Il viaggio continua.

  • Tantissimi sardi hanno apprezzato la tua voglia di cambiare il sistema, sappi che non sei solo, rimarranno soli coloro che non hanno coraggio di ascoltare il grido di dolore che arriva dalla nostra terra e che pensano di continuare a navigare nell’ipocrisia e nel servilismo italico.
    Vai avanti e cerca di far convergere le varie aree indipendentiste, lavora per questo, scoprirai che tanta gente anche chi in passato a sostenuto i partiti italiani è cambiata e vede indispensabile costruire direttamente il proprio futuro nella propria terra.

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