Correva l’anno 2020 e in Sardegna il segretario o coordinatore regionale era il deputato Eugenio Zoffili.
La nave Alan Kurdi, con a bordo 125 migranti di cui 56 minori (più o meno un adulto per ciascun minore, non proprio un gruppo di clandestini pericolosi a giudicare dai numeri) diretta inizialmente a Marsiglia, si presentava, per disposizione del Ministero degli Interni, al molo Cocciani del porto di Olbia.
Su Youtube si trova la forma ‘civile’ della protesta organizzata dalla Lega, con l’on. Zoffili impegnato a impedire, a suo dire, la collocazione della passerella dalla nave al molo, e a protestare contro questo ‘pericoloso’ precedente.
Sulle pagine e sui siti dei giornali sardi, però, una cronaca più cruda, non contestata nelle aule giudiziarie e che quindi prendiamo per buona: «Da terra un gruppetto di militanti leghisti, con in testa il deputato Eugenio Zoffili, urlano “Bastardi”, “Tornatevene a casa”, “Vogliamo turisti non clandestini”, “Vergogna”. Ed elencano la soluzione definitiva al problema. Annegamento, napalm, scioglimento nell’acido. Giusta pena in quanto colpevoli di diffondere il Coronavirus e perché “Prima gli italiani”».
Poi è accaduto che il signor Vittorio Antonio D., letta la notizia, abbia scritto su Facebook (forse, posto che nessuno è riuscito a dimostrare che sia stato lui a scrivere il testo contestato) queste parole:
«Le facce ridenti dei sardo-leghisti. Facce che ridono della disperazione degli altri esseri umani costretti a navigare nella tempesta per cercare speranza. le loro ignobili risate putrefatte dall’odio echeggiano nel mondo simili a quelle delle tante belve disumane che li hanno preceduti nelle pagine più nere della storia dell’umanità.
Sono le stesse facce che ridevano quando i cristiani venivano dati in pasto ai leoni nel Colosseo.
Sono le stesse facce gioiose dei nazisti nei campi di concentramento quando mandavano a morte milioni di ebrei.
Ed ancora riecco quelle risa e quelle facce al porto di Olbia davanti ai bimbi, alle donne e agli uomini della nave Alan Kurdi. Ridono ed ancora ridono perché quelli come loro hanno riso anche prima nella storia».
Associato a questo testo veniva pubblicato il fotomontaggio che vedete qui accanto.
Zoffili si è sentito offeso e ha denunciato il signor D., il quale si è affidato alle cure dell’avv. Pierandrea Setzu che lo ha difeso argomentando sulla antigiuridicità del fatto, cioè sostenendo che il fatto era, come è, una legittima opinione, la cui espressione (per quanto ‘forte’) è garantita costituzionalmente, e peraltro risulta proporzionata al perimetro esasperato, estremista e violento dato alla vicenda dal gruppo di manifestanti leghisti.
Il Gip, ieri, ha archiviato, come da richiesta del PM, la pratica, stabilendo che il post del signor D. “è tale da rientrare nelle ipotesi scriminate dal diritto di critica politica”.
Come non essere d’accordo col giudice?
Come non convenire che chi usa strumentalmente ogni vicenda, anche la più tragica, per creare maggior consenso alla propria parte, chi indica come pericolosi cinquantasei minori, chi ridacchia degli altri mentre conduce queste manifestazioni, chi dà del ‘bastardo’ a un altro (almeno a leggere i giornali, non denunciati da chicchessia) meriti, per non dire provochi, le reazioni della parte avversa? Chi dà del ‘bastardo’ deve attendersi che qualcuno gli dia del ‘nazista’, mi pare il minimo.
Ma la vicenda merita attenzione anche sotto un altro profilo: è l’ultimo esito dell’eredità fallimentare leghista in Sardegna, iniziata con le piazze del 2019 osannanti a Salvini (come dimenticare Piazza Eleonora a Oristano, gremita oltre misura, in estasi per le parole più sciocche che mai sono state pronunciate in quel luogo?). Come dimenticare i tanti sardi che salirono sul carro del razzismo ostentato (non dell’ordine sociale, non delle domande legittime sul come fronteggiare le ondate migratorie, no, sul razzismo, sulla risposta più istintiva alla paura) solo perché vincente (alcuni sono diventati specialisti di assalto ai carri vincenti e oggi stanno con la Todde)?
Ma il peggio del rapporto tra i Sardi e la Lega è stato raggiunto ieri: la presidente Todde ha dato l’intesa sul professionista calabrese nominato da Salvini all’Autorità portuale della Sardegna (una candidatura che ha un ambiente di elezione: il Forte Village).
I sardi hanno una presidente che si straccia le vesti se i turisti israeliani vengono a villeggiare in Sardegna, ma che si ingoia, senza battere ciglio, una nomina estranea al sistema sardo, maturata in dispregio di altre candidature di sardi ben più titolati del nominato e voluta fortemente proprio dalla Lega come ultimo dispetto, meritato per insipienza, alla Sardegna.
È anche per questo che ieri abbiamo gioito di gusto a veder archiviata la posizione del signor D.: ogni tanto, chi la cerca, trova la scarpa giusta per il suo culo.

Con riferimento al fotomontaggio mostrato nell’articolo, volendo essere cattivi si potrebbe sostenere che la fisiognomica lombrosiana avrebbe potuto sbilanciarsi su Hitler ma dubito che avrebbe avuto cose significative da scrivere sulle due facce in alto. Facce che svaniscono come fosseto inchiostro che scompare. Chi sono? Due leghisti al Senato della Repubblica.
Uno quello di Dx, gallurese di adozione con nascita e diploma logudorese quindi sardo, opportunisticamente sul Carroccio dai 40anni ed l’altro a Sx brianzolo cioè padano, nel partito secessionista fin dall’adolescenza negli anni novanta. Il sardo leghista insulare nel 2019 diviene addirittura consigliere in regione Sardegna.
Il leghista verace dal 2017 al 2021 è stato commissario regionale del partito in Sardegna.
Nella vita per così dire terrena, uno è stato geometra dai 25 anni per lo piu addetto a servizi immobiliari in quel di Santa Teresa Gallura e l’altro, leghista dall’età di 15 anni e pubblicista a 29, ha sostanzialmente fatto la sua carriera nel partito.
Entrambi hanno surfato bene sui frangenti sollevati dall’onda anomala leghista dell’ultimo decennio scarso. Al consigliere regionale votato soprattutto nel Capo di Sopra insulare cioè a Nord (ovviamente nemmeno a dirlo) è andata cosi bene da essere divenuto nel 2022 Senatore della Repubblica. Un razzo politico, come Jason Bolt su pista? No, ha semplicemente centrato un insperato ed ispiratissimo superbingo di quelli ricchi e rari. A parte l’ovvia speranza, io credo che nemmeno lui ci credesse troppo. Per varie ragioni che attengono all’impronta politica lasciata nel Consiglio Regionale, pressoché nulla: a mia memoria quisquilie e soprattutto prese di posizione scontate su bagatelle per lo più legate ad interessi locali. Al massimo di lui ricordo soprattutto le incalzanti nonché claudicanti mozioni a favore del mare magno dei concessionari balneari a cui sembrava assai affezionato in ossequio alla tradizione leghista, senza peraltro conoscere granché del particolarmente tortuoso tema.
Del leghista brianzolo invece rammento quanto fosse chiaro che a lui della Sardegna non solo non interessasse un fico secco ma non ne conoscesse real.ente un solo tema se non mnemonicamente. Un grammofono con puntina spuntata.
Per farla breve: questi due tribuni, visto che oramai il dado è tratto e li stiamo compensando profumatamente per i loro servigi alla politica, è bene che rimangano seduti sui loro scranni e a mio avviso non meritano neppure che le loro foto stiano dentro un fotomontaggio. Si sono sistemati per sempre e non avranno i nostri problemi di ricostruzione della carriera quando andranno in quiescenza.
Dove si possono leggere i nomi dei sardi candidati per l’autorità portuale
Il signor tale ha fatto bene, se fossero vere le parole dei tali leghisti, ma poteva metter anche le facce di Lenin e Stalin. Vi è difatti una verità storica: Il nazismo fu nemico degli ebrei e delle minoranze etniche, ma il comunismo lo fu dell’intera umanità. E dunque, perché citare sempre e solamente Hitler, il quale fece scannare solo “pochi” milioni di esseri umani, e mai gli aguzzini comunisti che ne scannarono centinaia?
…ma non c’era alcun presupposto legale affinché venisse rifiutata la candidatura del calabrese dal momento che sardi ben più titolati sarebbero stati in grado di ricoprire egregiamente la medesima posizione?
La mia è palesemente una domanda retorica…
Porto come contro argomentazione un fatto o meglio una consuetudine : in ambito industriale le cosiddette imprese terze, parlo di saldatori, carpentieri pesanti, ecc., avevano una matrice non sarda, o comunque quelle sarde venivano relegate ad un ruolo marginale sempre a parità (se non migliore) di professionalità. In questo ambito faccio presente che le maestranze della ME.SA. (Meccanica Sarda) posero in opera due grossi dissalatori di acqua : uno nel sito industriale di Porto Torres (successivamente “cannibalizzato” dalle imprese di demolizione con buona pace della piana della Nurra che soffre perennemente di siccità) e l’altro ad Al Jubal in Arabia Saudita, tutt’ora in funzione. In Sicilia, parlo di siti come Gela e Augusta, le imprese sarde non venivano neanche fatte sbarcare…
Un ricordo più lontano nel tempo (inizio anni 80) mi fa tornare in mente “lo sbarco siciliano” degli “insegnanti” di musica : persone in possesso di un semplice attestato di teoria e solfeggio nominati docenti a fronte di “autoctoni” sardi con tanto di diploma in uno o due strumenti!
Ergo, a proposito di popolo sardo, facciamoci una domanda e diamoci una risposta…
Egregio, pur deprecando il comportamento a suo tempo manifestato dai leghisti, mi sia consentito dissentire con il suo giubilo per un sistema giudiziario, fuori da qualunque regola, che avvicina un paese “civile” più ad una giungla che ad un ordinamento. Dare la patente di critica politica legittima a qualunque insulto segue la stessa aberrante logica che ha condannato a soli 18 mesi di carcere quel marito che ha massacrato la moglie riconoscendogli per “umana comprensione” tutte le attenuanti possibili ed immaginabili. È la stessa linea logica che sta portando la civile convivenza di questo Paese a non poter uscire la notte, ad evitare quartieri in zona portuale, ai maranza, alle baby gang. Sto esagerando? Forse. Saluti.
Chi semina odio, a volte raccoglie… archiviazioni.
La vicenda Zoffili & co. è l’ennesimo episodio in cui chi cavalca il furore mediatico e le piazze dell’indignazione a comando, si trova improvvisamente scandalizzato quando qualcuno risponde con la stessa moneta, magari con un po’ più di grammatica.
Chiamare “bastardi” dei minori migranti e poi stupirsi di essere accostati ai nazisti è come lanciare molotov morali e poi lamentarsi per il fumo.
Il giudice ha detto una cosa semplice: la libertà di espressione vale anche per chi vi guarda e si ribella al vostro cinismo da palcoscenico. Anche quando fa male. Anzi, soprattutto.
Nel frattempo, tra passerelle negate, napalm evocato e porti blindati, la Lega in Sardegna continua la sua parabola: da piazze osannanti a nomine portuali calabresi calate dall’alto, passando per una classe dirigente locale che, a forza di salire su ogni carro vincente, ha perso di vista da dove viene.
Alla fine, un po’ di giustizia poetica è arrivata: chi voleva il processo lo ha avuto, ma al contrario.
E come disse qualcuno: certe parole, quando tornano indietro, fanno più rumore.
..un tempo c’era un Segretario del Psdaz che disse al Candidato alla Presidenza della Regione in relazione al possibile ingresso della Lega nella coalizione di Cdx: ” ..o Noi o Quelli … scegli ! “. Il presidente scelse il Psdaz e la Lega resto fuori per due legislature.
Oggi , nonostante la Piazza Eleonora di Oristano …ad Oristano NON abbiamo un consigliere leghista eletto, e neanche candidati ( ndR)….ne un Sindaco Leghista in tutta l’isola….ed ora neanche un Consigliere Regionale . Alla fine i ns Anticorpi si sono rivelati più forti anche dei sardo-carristi. Una sola domanda sig Paolo … ma siamo sicuri che questi che saltano sui carri vincenti siano sardi ? Perché IO sono arrivato alla conclusione che sono solo italiani residenti in Sardegna … e mi permetta , NON È per nulla la stessa cosa . Dico bene ?