Il 18 dicembre il Cagliari Calcio ha annunciato la presentazione del Piano Economico Finanziario del nuovo Stadio. Nel darne notizia, la società ha confermato che il suo advisor è stato Unicredit, ma ha anche aggiunto un dettaglio che in precedenza mi era sfuggito: “La struttura del debito è stata definita in stretto coordinamento con SFIRS – Società Finanziaria della Regione Sardegna – la cui collaborazione ha contribuito alla messa a punto degli strumenti finanziari dedicati al progetto e al presidio complessivo dell’equilibrio economico-finanziario”.
Cosa ci faccia la Sfirs nel Pef per il nuovo stadio con sola attività di consulenza “equilibratrice” non lo capisco fino in fondo.
Fatto è che adesso il Pef è all’esame degli uffici comunali e i rumor affermano che non è andato tutto così liscio come si pensava.
Intanto si dice che le dimensioni dell’investimento siano cresciute rispetto alle previsioni e che, pertanto, servirebbe un altro apporto di capitale pubblico, oltre i 50 milioni già stanziati dalla Regione.
Sembrerebbe si immagini di reperire le risorse mancanti o attraverso un contributo straordinario del Governo Meloni o grazie a un intervento appunto della Sfirs, la quale, però, o è ‘coperta’ da una legge regionale che le dà i soldi e le ordina di entrare nel capitale di una società, oppure può prestare denaro solo dinanzi a solide garanzie. Ed è qui che si riaccendono i miei ricordi.
Anche ai tempi della Giunta Pigliaru il signor Giulini aveva prospettato la possibilità dell’ingresso della Sfirs nel capitale sociale. Ovviamente la Sfirs si era detta disponibile solo a fronte di garanzie reali.
Quali?
Qui Giulini perse la corona, perché quando i dirigenti Sfirs prospettarono che a dare le garanzie fosse la Fluorsid, Giulini si inalberò e rifiutò, affermando che la Fluorsid faceva industria e che nel caso in esame non si faceva industria. Già, vero, ma la Fluorsid è socia del Cagliari Calcio e se non crede lei nelle attività della società sportiva che controlla, al punto da garantirne gli investimenti, perché le garanzie dovrebbe darle, o rinunciarvi, la Regione? E perché Giulini, quando gli si chiede di garantire i suoi progetti con la sua ricchezza si sottrae e recalcitra?
Una seconda ipotesi è proprio che la Sfirs sia chiamata in causa proprio a fornire le garanzie che Giulini personalmente non dà, con uno schema che vedrebbe il pubblico garantire il rischio del privato con risorse pubbliche. Il quadro comunque non cambierebbe: le garanzie sono un prodotto finanziario e la Sfirs non può concederle se a sua volta non è solidamente garantita. Un bel rebus.
La seconda spina del Pef del nuovo S. Elia sarebbe data dalla richiesta degli istituti bancari che dovrebbero erogare il prestito, di avere come garanzia la cessione del diritto di superficie; cosa razionalissima (nessuna banca accetta di finanziare un soggetto che realizza un’opera su una proprietà altrui), ma il Cagliari calcio non è minimamente nelle condizioni di negoziare questo inghippo col Comune di Cagliari, proprietario dell’area. Altro bel rebus.
Infine, ultima spina, il canone concessorio. Parrebbe che le dimensioni dell’investimento impongano al Comune di rivedere al rialzo il canone originariamente previsto, cosa non graditissima alla società.
Resto dell’idea che gli stadi o vengono fatti dai privati o dal pubblico; quando si inventano percorsi misti, con tutti gli oneri da una parte e le libertà dall’altra, si crea un connubio innaturale di interessi che non promette mai nulla di buono.

E anche stavolta lo stadio si farà nell’ anno del duemilamai…. Giulini, le garanzie devi darle tu, non noi….. Deciditi! In Sardegna abbiamo urgenze più importanti da finanziare….
Egregio, la sanità è allo stremo, abbiamo la crisi perenne di aziende decotte nel Sulcis, le strade urbane in condizioni pietose con buche pericolosissime, la violenza è imperante mentre il decoro (soprattutto a Cagliari) è a livelli under moquette.
La domanda è: può un manipolo di scappati di casa e di disadattati sperperare 50 mln di euro (pari a 96.813.500.000 di vecchie lirette)?
Schifo infinito. Saluti.
Non conosco Giulini se non in televisione e sui giornali. Mi chiedo però perché prendersela sempre coi “continentali” quando vengono in Sardegna e acquistano nella nostra Isola. Se non vogliamo i Giulini e gli altri “istranzos” che sono venuti anche in passato qui, potevamo prendere l’iniziativa noi Sardi. Conterranei col portafoglio strapieno li abbiamo. Non saranno molti, ma li abbiamo. Quando Cellino nel 2014 volle vendere il Cagliari perché deluso e sfiduciato, chi si fece avanti? Forse i Sardi danarosi? No. Solo un certo Silvestrone, che era un misterioso arrivista. E Giulini. Stop! Il Cagliari in Serie A piace a tutti, credo anche a chi non ama il calcio. Non vogliamo i “continentali” alla guida di imprese sarde? Si diano da fare i ricconi isolani, oppure piantiamola di sparare a zero su chi giunge da oltre Tirreno. Questo discorso vale oggi, come valeva a fine Ottocento, sia chiaro!
Sono d’accordo che Giulini deve dare le garanzie e cacciare i soldi. Inoltre mi permetto di correggere Ginick, per la quale preciso che l’operazione del sindaco di Milano è stata bloccata perché c’è una manfrina grande quanto lo stadio di sansiro, in quanto la vendita di tutta l’area più stadio la sta vendendo per un importo complessivo di 60.000,00 € !!!! (😎) a due associazioni sconosciute dove ogniuna di queste dovrebbero garantire i pagamenti di 30.000,00 € ciascuna, e come se non bastasse i presidenti di queste non si sa chi siano, pare siano persone non residenti neanche in Italia ma nelle isole Cayman. Quindi esempio sbagliato , forse è meglio che guardino gli esempi di Torino Città con la Juve.
Potrebbe benissimo costruire sopra i terreni che ha bonificato…
…ma soprattutto, visto che NOI SOCI contribuenti abbiamo giá investito 50mln di euro, poi abbiamo gli abbonanenti allo Stadio o dovremmo pagare il biglietto per ogni partita che il GiuGlini Cagliari Calcio giocherà in casa ?
mi sa tanto che alla fine lo Stadio e tutti i lavori lo paga la Regione Sardegna cioè noi Cittadini, sono convinto che i Sardi-Americani abbiano avuto rassicurazioni per entrare nella Società quelli non lasciano nulla la caso , mi auguro che chi debba firmare prima legga bene le carte
Egr. Prof.
Questo matrimonio non s’ha da fare! Non perché mi senta un don Rodrigo rinato che tramite i bravi manda messaggi minacciosi al povero don Abbondio(ma perché sono convinto che la commistione tra pubblico buono ed ingenuo e privato furbetto e prepotente sia dannosa per l’intera comunità regionale! Se il padrone del Cagliari Calcio chiede si faccia come lui pretende perché portatore del ludico calcio in uno stadio a cui tutti i sardi tengono, sappia che la società isolana è preoccupata per ben altre questioni e che del tanto osannato stadio se ne sbatte altamente i foglioni! Giulini vuole uno stadio nuovo dove sistemare tante convenienti attività economiche? Faccia come a Milano che le due società calcistiche hanno acquistato dal Comune la struttura e decideranno che farsene e in che modo modificarla ed utilizzarla. Non seguo il sindaco Sala, ma di certo in questo caso ha fatto una cosa giusta a vantaggio dell’ intera comunità milanese!
In merito al bauscia milanese importato a Macchiareddu non sarà per caso convinto che i sardi siano una….enciclopedia formata da tanti ,,,,foglioni?
Buona giornata
Quando Cellino voleva fare lo stadio a spese proprie gli fecero un casino epocale che lo costrinse a rinunciare, adesso Giulini vuol farlo coi soldi altrui? Don tutti fr..i col cuxx degli altri eh?
Troppo facile zio…