Le scelte sanitarie di Berlusconi confermate da Monti e Balduzzi, mai messe in discussione da Bersani: ticket raddoppiati entro aprile 2014

17 gennaio 2013 07:172 commentiViews: 45

Correva l’anno 2011. Era Presidente del Consiglio Berlusconi. Era di luglio, faceva caldo e accanto non avevamo Luisa Ranieri a ricordarcelo. In queste condizioni tropicali e morali, veniva varata la legge 111. Si prevvedevva di raddoppiare i ticket sanitari entro aprile 2014.
Art.17, comma 1 si legge: “Al fine di garantire il rispetto degli obblighi comunitari e la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, con specifica Intesa fra lo Stato e le regioni, da stipulare entro il 30 aprile 2012, sono indicate le modalità per il raggiungimento dell’obiettivo di cui al primo periodo del presente comma … d) a decorrere dall’anno 2014 … sono introdotte misure di compartecipazione sull’assistenza farmaceutica e sulle altre prestazioni erogate dal servizio  sanitario nazionale. Le misure di compartecipazione sono aggiuntive rispetto a quelle eventualmente già disposte dalle regioni e sono finalizzate ad assicurare, nel rispetto del principio di equilibrio finanziario, l’appropriatezza, l’efficacia e l’economicità’ delle prestazioni. La predetta quota di compartecipazione non concorre alla determinazione del tetto per l’assistenza farmaceutica territoriale. Le regioni possono adottare provvedimenti di riduzione delle predette misure di compartecipazione, purché assicurino comunque, con misure alternative, l’equilibrio economico finanziario … – Comma 2: … gli importi sono stabiliti … nelle percentuali, per l’esercizio 2014, del 40% [del totale della manovra] a carico delle misure di cui alle lettere … d) del comma 1 [cioè dei tickets]”.
Che cosa comporta? Cedo la parola a Fulvio Moirano, Direttore dell’Agenas: “Le legge non quantifica esplicitamente l’ammontare dell’aumento dei ticket, ma dice che se questo valore deve essere pari al 40% della manovra del 2014, al netto delle misure sul personale, e se questa sarà come pare di 5 miliardi, ciò significa che si dovranno riscuotere due miliardi di copayment in più. La legge afferma che questa misura è “finalizzata ad assicurare l’appropriatezza, l’efficacia e l’economicità delle prestazioni”; onestamente ci pare questa una affermazione un po’ azzardata a meno che si intenda dire non che il copayment produrrà queste virtuosità, bensì che il copayment permetterà di salvaguardare queste virtuosità che sarebbero invece messe in discussione da una scarsa disponibilità di risorse economiche”.
Che cosa dunque accadrà? Vi sono molti utenti che necessitano di molte prestazioni gravate di tickets e non sono esenti. “Si stima che ci siano più di duecentomila utenti che hanno pagato più di 500 €uro di ticket nel 2011: se questi dovessero diventare 1000 €uro la cifra sarebbe veramente per molti eccessiva”.
“I ticket sono pagati all’incirca solo da un terzo degli utenti; si potrebbe pensare di diminuire le esenzioni: se oggi l’ammontare dei ticket è di 4 miliardi circa, senza esenzioni questi sarebbero 12 miliardi e quindi se si eliminassero le esenzioni i ticket potrebbero essere dimezzati di valore. Ma eliminare le esenzioni vuol dire creare problemi gravi agli indigenti ed ai malati cronici”.
“Si potrebbero allora estendere i ticket ai ricoveri ospedalieri e ciò significherebbe quindi far pagare un ticket di 200 €uro a ricovero o se si preferisce di circa 30 €uro a giornata di ricovero. Un ticket sui ricoveri sarebbe accettato difficilmente dalla popolazione perché richiesto in un momento di forte debolezza quale quello in cui ci si trova quando si viene ricoverati e anche se il ticket corrispondesse solo al 5% del costo dei ricoveri ospedalieri, il vissuto sarebbe quello di una sanità ormai sempre più a pagamento”.
Il 12 maggio 2012, l’attuale ministro Balduzzi ha illustrato la rivoluzione conseguente (che in Sardegna in tantissimi fanno finta che non esista, in testa quelli che si sono candidati coi partitoni italiani): l’idea è di far anticipare agli utenti i costi sanitari fino a un tetto che verrà calcolato in base al reddito di ciascuno. Una volta sfondato il limite della franchigia, non si dovrà sborsare più un euro.
Io resto convinto che ormai la sanità universalistica è stata seppellita e che occorrerà organizzarsi tra cittadini per proteggersi dai costi delle cure. Ma era opportuno ricordare agli elettori chi (ma anche come e quando) ha proceduto a determinare – in Costituzione – prima l’equilibrio di bilancio e poi e di conseguenza l’organizzazione del sistema dei diritti. In Sardegna gli esenti sono moltissimi.

2 Commenti

  • Da molti anni ormai (almeno 20), si parla di servizi di previdenza ed assistenza integrativa.
    Molte persone hanno aderito – volontariamente perchè ne comprendevano l’importanza – a progetti di siffatta natura.
    Tante altre si sono affidate invece a Governi italiani, premier populisti, parlamentari amici…
    Ora la situazione economica presenta il conto.
    E sottrarsi non sarà facile.
    Ma se è vero che è impossibile sottrarsi ORA a quanto in accadimento, è anche vero che con una sterzata politica si possono gettare le basi per cambiare. Non certo con i partiti italioti, ma purtroppo nemmeno con certi partiti sardi, che fanno salire sull’autobus chichessia, incuranti del fatto che certe figure si riveleranno un danno enorme per la già difficile campagna elettorale…

  • Non è chiaro, per me, “l’idea è di far anticipare… Una volta sfondato il limite della franchigia…..”
    Un altro esempio che contribuisce ad argomentare il voto utile e quello inutile.
    Le dentiere, poi, sono un lusso per pochi.

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