Le responsabilità sul formaggio. Bandi Agea e prezzo del latte. Magistrati, sveglia!

20 aprile 2012 07:2639 commentiViews: 348

ladroCome tutti sanno, io non ho alcuna fiducia nella magistratura italiana, la temo (nonostante il referendum sulal responsabilità civile dei magistrati, averne uno solo contro rende possibile la galera), non la frequento e la evito (quasi quanto evito il Corpo Forestale). La vicenda che segue, che è sotto gli occhi di tutti e che incide non poco sulla distorsione del prezzo del latte in Sardegna (ma mi sto mordendo la lingua in questi giorni sulle mafie dell’energia) ne è una buona riprova.
Riprendo ciò che ho raccontato ieri.
Milleseicento quintali su 5320 di Pecorino Romano prodotto in Sardegna, acquistato con risorse pubbliche secondo un bando Agea (sono i bandi per gli indigenti attraverso cui l’Unione Europea fa finta di aiutare i poveri ma in realtà consente di sostenere il prezzo del formaggio), verranno lavorate a Cremona, nonostante il contratto del gruppo appaltatore, il gruppo Tuo, prevedesse l’acquisto e la lavorazione in loco, e più precisamente a Macomer.
Di chi è la responsabilità di questa emigrazione casearia che comporta cassa integrazione in Sardegna?
Questa banale domanda dovrebbe stare sotto gli occhhi di qualcuno, ma ciò non accade, per cui vi dico io di chi è la responasabilità.
La responsabilità è principalmente, ma non solo, del gruppo Tuo, il gruppo ‘continentale’ che ha vinto la gara perché i sardi non si sono presentati uniti al concorso.
Il bando di gara, infatti, non mi sembra sia stato rispettato dal vincitore.
Al momento dell’assegnazione della gara, l’aggiudicatario (  Tuo) doveva dimostrare di avere a disposizione le quantità offerte, in questo caso 5.230 quintali di formaggio Pecorino Roman Dop.
Questo vuol dire che “Tuo” avrebbe dovuto esibire contratti di fornitura per quelle quantità e dichiarare i fornitori ad AGEA. Ma non basta: AGEA avrebbe dovuto vigilare su questo aspetto, considerando che, già nella precedente gara si era verificato lo stesso problema con la VIP Catering ( sempre gruppo Tuo), tant’è vero che Alimco S.P.A ( Gruppo con sede a Bolzano e perdente ) aveva fatto ricorso al Tar su questo aspetto, creando non pochi problemi ad AGEA.

Questa volta “Tuo” dovrebbe aver certificato ad AGEA di avere tutto il formaggio a disposizione e magari di averlo presso una Cooperativa sarda, che per comodità chiamiamo Cooperativa di Murri. Certificazione che ora andrebbe verificata nella sua veridicità, visto che la stessa cooperativa dovrebbe aver consegnato un tot di quintali non tali da coprire il quantitativo totale, per cui sono mancati la bellezza di 2730 quintali di formaggio ad appena dieci giorni dalla scadenza della gara.

Perche AGEA o i suoi enti delegati non hanno vigilato a dovere?

Se Agea ha in mano i contratti di fornitura, consegnati dal gruppo TUO al momento dell’aggiudicazione della gara, perché non ha preso provvedimenti quando è venuta a conoscenza che TUO era in grande ritardo (giacché è certamente AGEA che ha autorizzato il gruppo TUO a confezionare alla Valex di Cremona, sicuramente perché TUO gli ha comunicato che a Macomer erano in ritardo e non riuscivano a terminare nei tempi previsti la gara ?

Di chi è, se non del gruppo TUO, la responsabilità del ritardo presso il centro di confezionamento di Macomer?

Proviamo a mettere in fila alcuni fatti.

Il Gruppo Tuo ha dichiarato (e nessuno ha verificato se ha detto il vero o il falso) ad AGEA di avere le quantità e gli stabilimenti; a un certo punto la carenza di quantità – che a norma di bando non avrebbe dovuto esserci – ha determinato l’insufficienza degli stabilimenti per la lavorazione in Sardegna.
Che cosa può essere successo? Può essere accaduto che il Gruppo Tuo, dopo aver vinto la gara, abbia giocato al ribasso sul prezzo pensando che oltre alla Cooperativa di  Murri (nome sempre di fantasia), di cui aveva in mano la fornitura, le altre si sarebbero allineate magari su un prezzo di 4,80 euro al chilo; grazie a Dio, le altre cooperative hanno resistito su un prezzo di 5,20 euro al chilo alle sirene dei siculi del gruppo Tuo (con sede a Roma) e i siculi si sono trovati a 15 giorni dal termine del confenzionamento, senza formaggio e con grossi problemi in casa.
Che cosa bisognerebbe fare, al di là dell’inerzia dei giudici. Almeno tre cose:

a) L’assessore regionale all’agricoltura dovrebbe chiedere chiarimenti ad AGEA o a chi di dovere;
b) Il Consorzio Latte di Macomer – individuato da TUO come unico centro di lavorazione –  dovrebbe chiedere i danni al gruppo per inadempienza contrattuale ( sempre che si siano fatti fare un contratto);
c) l’Assessore regionale all’agricoltura dovrebbe chiedere che TUO venga espulso dalle altre gare in quanto reticente e preparare già da domani la nuova gara con AGEA sui 7 milioni posti a disposizione dalla Regione con la legge 15; a questa gara i sardi dovrebbero presentarsi uniti, almeno una volta.

39 Commenti

  • Rosanna Puggioni

    Signor Galistu! Grazie per la cortesia nel rispondermi! Molte risposte, mi perdoni! non le capisco, altre che capisco non le condivido! Non metto in dubbio che lei paghi le tasse, questa sarebbe una calunnia, se ha capito questo mi scusi, ma visto e considerato che sono stata considerata da lei una che passa il tempo a fare l’eroina dell’Web, ho chiesto come mai lei alle 11:00 del 10 maggio 2012 scriveva sul sito dell’On. Maninchedda, in un orario di lavoro, chiudo questa polemica. Non metto in dubbio che i tecnici ispettori si incontrino per discuttere, concordare, decidere etc etc sulle linee guida dei controlli, ma trovo strano, anzi!! trovo incredibile che un ispettore partecipi personalmente ad una trattativa che è POLITICA!! le riporto quello che lei ha detto: ” Lo scrivente ha partecipato dall’inizio alla fine a tutta la vertenza con il Ministro Alemanno ed a tutti gli incontri, pubblici e riservati. Il merito della vittoria amministrativa e politica del Consorzio, quale unico soggetto abilitato a modificare il disciplinare di produzione, lo si deve in primis ai produttori del Consorzio che hanno creduto di sostenere la vertenza, e se un merito va dato a qualche politico, questi è senz’altro l’allora Senatore Pino Mulas che con un magnifico gioco di squadra raccolse 60 firme al Senato contro il decreto del Ministro, suo compagno di partito e di corrente politica. Sempre per Gisca : il Consorzio possiede la lettera originale con le firme originali!!” LEI ispettore che interloquisce con Alemanno sul bando AGEA???? Il presidente Meloni dov’era?? i due vicepresidenti del consorzio di tutela erano delle persone che non potevano portare a termine una trattativa???Altro aspetto che non capisco! Il consorzio tutela è una “piattaforma produttiva”? Mi faccia capire a me e ad altri! Il consorzio di tutela ha per sua definizione (riconosciuta dal ministero) due funzioni; la Tutela del prodotto e il ruolo di vigilanza, dov’è la piattaforma produttiva?? che beni produce? Poi.. sulla scrapie, lei mi parla di strumento e di metodo presso l’ARA, ma nel progetto scrapie vi era anche l’Ara? quali sarebbero poi i brevetti? sono stati depositati? Sul sito del consorzio di tutela è possibile mettere la rendicontazione ufficiale dei progetti, avremmo modo di verificare le spese sostenute. Progetto caglio! Lei dice che è stato circoscritta la produzione! era necessario un progetto per fare questo? Si sono sviluppate 3 imprese!! Cosa centra lo sviluppo di una impresa con la certificazione del caglio? Le chiedevo se il progetto caglio ad esempio, ha determinato la certificazione di un metodo di produzione, di un titolo minimo e massimo, di caratteristiche chimiche, di forza coagulante etc etc. Legge 21;è stato reso disponibile in modello di calcolo della qualità del latte e alcuni caseifici lo adottano!! Mi può dire chi sono questi caseifici? E’ possibile avere la pubblicazione e soprattutto questo modello di calcolo?? Inoltre lei continua a non rispondermi della sua nomina nel comitato di certificazione del pecorino romano, non mi dice nulla?? Se poi penso alle cose che dice MAZZINI, lei si è trovato contenporaneamente a fare: il rilancio di Ocpa, componente del comitato di certificazione di un’altro organismo di controllo, ispettore di prodotto del consorzio!! Mi creda! non capisco! Da un lato lei è attento a quello che fanno agecontrol e a coloro che verificano sul bando indigenti, dall’altro lato lei ha in se una serie di cose e compiti che stento a considerare sensate e che da un punto di vista della indipendenza dei ruoli sono da definire (civilmente parlando) delle schifezze. Non mi risponde sui passaggi promozionali presso gli Usa, forse non se ne è occupato.?

  • Marcello Simula

    Per Nicola:forse non hai colto la gravità della cosa.Ti ringrazio per aver cercato di sdrammatizzare,ma ricorda che mi sono rivolto all’on.Maninchedda perchè questo è il SUO blog,non dei vari personaggi che secondo te “lasciano il tempo che trovano”.Come segretario di sezione non pretendo altro rispetto che quello che mi spetta come persona,ho specificato la mia carica giusto per far sapere che non sono un estraneo.Ma come al solito è bello fare sarcasmo sui guai altrui,non cambieremo mai.Saluti!
    P.S.Alla mia età i piagnistei sono finiti da un pezzo,so ben difendermi da solo,e comunque anche tu non mi hai detto da chi devo guardarmi le spalle domattina.

  • Nicola Satta

    E cha sarà mai!! siamo arrivati ai pignastei.
    Onorevole Manichedda aiuto!!!!!
    Marcello Caro e non prenderla a male, mica Giovanni ti ha messo il cavallo nella vigna, come dicono in Barbagia.
    Sono il Segretario e pretendo rispetto!! Ma dai scherzi o fai seriamente?
    Perchè non pensate tutti a dare un apporto positivo a quello che scrive l’onorevole…
    Marcello, Organizza pure tu una conferenza con Maninchedda sulla slealta di stato,questo dovrebbe fare un segretario di sezione, scusami se mi sono permesso.
    Le parole di Giovanni lasciano il tempo che trovano ” due secondi in un blog libero”
    Forza Paris

  • Marcello Simula

    Lettera aperta all’on.Maninchedda ed a tutti i “blog-nauti” di questo sito.Mi presento:sono Marcello Simula,sardo,sardista,segretario della sez.Indipendentzia del PSdAz di Nuoro.Molti mi conoscono,altri no.A volte intervengo su temi di carattere generale,altre volte,se sono ben documentato,su temi più specifici.Quest’oggi,mio malgrado,intervengo su due temi.Uno è quello su cui si dibatte da giorni,ovvero i problemi del settore lattiero caseario,invero con toni appassionati da parte di quasi tutti i blog-nauti.E’ evidente che il tema suscita interesse.Dicevo prima mio malgrado,perchè sul settore lattiero caseario avrei desiderato un pò più di serenità e di tempo da parte mia per approfondire il discorso Simest Spa(società istituita con la Legge 100 del 24/4/1990 e modificata dall’art.20 del DL 143 del 1998),Roinvest Srl,Lactitalia Srl etc.etc.Qualcuno ne sa qualcosa?Perchè non guardiamo davvero cosa stiamo facendo a casa nostra prima di inseguire fantasmi e cattivi di turno?Il secondo tema,scusate il bisticcio di parole,è “fuori tema” specifico,ma se avrete la pazienza di leggere fino in fondo,capirete il perchè di tutto.Sono intervenuto qualche giorno fa a proposito di alcuni “complimenti” che sono stati rivolti alla signora Rosanna,signora che peraltro io non conosco,ma supponendo che si tratti di una donna ho trovato oltraggioso che la si definisse “una vera donna sarda con le palle”.Al di là della valutazione,peraltro soggettiva,dello squallore di un simile epiteto,mi sono permesso di criticare chi la “vantava” in tal modo,definendolo degno esponente di quella sottocultura che darebbe valore ad una donna se in possesso di attributi mascolini.Lungi da me comunque il voler fare il femminista,la cosa non mi compete,in ogni caso rispetto le persone per ciò che sono,non per attributi o misure di vario genere.Vengo al dunque:come tutti potete benissimo e chiaramente leggere se tornate indietro di qualche intervento,sono stato fatto oggetto,su questo blog,di una pesantissima intimidazione personale ad opera del personaggio che faceva i complimenti alla signora “vera sarda con le palle”.Costui mi ha scritto che mi verrà a cercare,di stare “tranquillo” che anche se io non lo conosco sarà lui a presentarsi,per discutere di grammatica,sottocultura etc.Essendo la seconda volta che questo personaggio mi minaccia di insegnarmi le buone maniere,chiedo a Lei,on.Maninchedda,proprio Lei che in più occasioni si è scagliato violentemente(a livello verbale!) contro gli anonimi vigliacchi,di mettermi in condizione di tutelarmi da chi scambia il suo blog per una bettola dei bassifondi.Rivendico con orgoglio la mia diversità antropologica da suddetti personaggi,chiedo a TUTTI VOI di farmi sapere da chi devo guardarmi le spalle,perchè chi sa e non parla è complice,e l’anonimato di internet è funzionale ai vigliacchi come prima lo era il muretto a secco.Scriviamo su questo blog per cambiare qualcosa in meglio o,quando si parla delle cose davvero importanti,abbiamo tutti altro da fare?Aspetto con ansia,e saluti ottimisti a tutti come sempre

  • Giovanni Galistu

    Signora Rosanna Puggioni, benvenuta tra coloro che si presentano per nome e cognome, debbo dare atto a Lei (un po’ per imperizia nel WEB, ma è in buona compagnia, anch’io non sono un esperto), che adesso possiamo parlare sapendo almeno come ci chiamiamo.
    Se Lei è d’accordo, rinnovo la proposta di un incontro con il moderatore del Blog,così potrò rispondere alle sue domande che sono, debbo dire, ancora con toni un po’ carichi di pregiudizio (non è una minaccia!), però Le rispondo ugualmente. Voglio esordire con una frase, di uno scrittore Inglese, che nei Blog dovrebbe esser una sorta di guida; “nel modo giusto si può dire tutto, nel modo sbagliato niente”, avente carattere universale e quindi per tutti.

    Veniamo alle domande, prima rispondendo alle Sue di carattere personale.
    Sono intervenuto nel blog a titolo personale, chiedendo naturalmente l’assenso gerarchico, presentandomi con nome e cognome e lavoro, convinto di dare un contributo tecnico a tante affermazioni, diciamo errate, utilizzando il mio tempo libero (spero sia valido quanto il Suo).
    Il mio compenso, è stabilito da un regolare contratto e sono soggetto (giustamente) a controlli e verifiche sia dall’organo amministrativo che ( si tenga forte), dal Ministero che vigila sui vigilatori di tutti i Consorzi di Tutela. Quindi nel restituirle la sua malignità (le consiglio di non dispensarla così superficialmente), le dico che anch’io rispondendo alla mia coscienza, cerco di fare tutti i giorni il mio dovere.

    Il titolo a partecipare alle riunioni.
    Chiaro che ho partecipato ad esse con delega di chi, dal 1992, aveva il titolo a delegare.
    Il mio compito di vigilatore è uno dei tanti che ho assolto e cerco di assolvere, come succede anche negli altri Consorzi di Tutela. Se dovessimo incontrarci la farò colloquiare volentieri con tecnici di altri Consorzi, così potrà farsi un’idea più completa.
    E’ male informata (è stata informata?) su chi partecipava e partecipa alle riunioni per quanto riguarda l’AGEA, ad esse hanno partecipato, sempre e sottolineo sempre, tecnici dei vari Consorzi. L’organo politico, essendo politico, ha potere di delega e così è stato fatto, ma le dico, avviene in tutte le Organizzazioni.Su quanto è scritto nell’organigramma Lei ha ragione! ma certi ruoli, essendo su delega, non necessariamente debbono essere esposti. Spero sia stato esaustivo.
    La domanda sul perchè Consorzio di tutela e non OCPA LAORE ecc… :
    gli organi di controllo, succedutisi nel tempo, verificano che il prodotto sia conforme al disciplinare secondo un piano di controllo autorizzato dal Ministero, in sede di comitato tecnico di Valutazione.
    Il prodotto destinato ad Agea, come Lei ha giustamente indicato, è un prodotto “svincolato”, che significa fuori dal vincolo di controllo, perchè ha superato il periodo minimo di stagionatura. Il Ministero dopo un’ indagine di verifica ha indicato, con un’ordinanza, l’incompatibilità dell’organismo di controllo autorizzato a svolgere le verifiche qualitative e quantitative sul prodotto offerto per l’AGEA, affidando al Consorzio di Tutela (vale sia per noi che per gli altri prodotti Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Provolone Val Padana, Asiago, Montasio, Pecorino Toscano) l’incarico a certificare l’idoneità della fornitura ai parametri richiesti da AGEA.
    L’idoneità alla fornitura viene eseguita secondo un piano di controllo, ed il nostro lavoro è sottoposto a verifica dell’Agecontrol. Non è stato un problema di preferenze, ma tale scelta nasce dall’applicazione della norma che incarica i Consorzi di Tutela per la vigilanza sulla filiera del prodotto tutelato. Quindi come potrà constatare, tutti i consorzi di tutela sono incaricati da AGEA, sulla base di un semplice ragionamento espresso dal Ministero: chi controlla il prodotto ed attesta che è conforme al disciplinare (Ocpa -laore-Arsial ora INEQ per il Pecorino Romano) non può ricontrollare quello che ha già attestato essere conforme, in quanto il prodotto, per riprendere il termine, è svincolato. Per tutta l’attività di vigilanza,i vigilatori hanno un riconoscimento Ministeriale e rispondono esclusivamente agli organi di sorveglianza del Ministero, nella fattispecie per AGEA, ad AGECONTROL (per intenderci, se sbagliamo sanzionano il controllore, perchè la responsabilità è personale..).
    Dov’è il limite di trasparenza? Nell’essere controllati? (non sono solo a fare i controlli per fortuna!)
    Spero di avere soddisfatto la sua richiesta.

    Sui progetti cofinanziati, quindi denaro pubblico (Regione Comunità Europea, CNR) e denaro privato ( Consorzio di Tutela)
    io non ho percepito niente, perchè ho lavorato per conto del Consorzio. In accordo con gli organi scientifici che hanno partecipato e gestito la parte di ricerca, sono stati assunti, da loro selezionati, dei collaboratori che a vario titolo hanno eseguito degli incarichi specifici . Lo stesso vale per il legale rappresentante che ha solo firmato le convenzioni.
    Sui risultati finali degli stessi… Che dire.. Lei parla di quali strepitosi risultati finali. Vede, nelle finalità progettuali nessuno pensava di ottenere strepitosi risultati, ma un piccolo apporto sì e per non tediare nessuno, in sintesi le riassumo i risultati.
    Progetto Siforti (acronimo di Sicurezza formaggi Tipici), i risultati ottenuti hanno permesso al nostro prodotto, in compagnia del Grana Padano (che partecipava al progetto al pari del Pecorino Romano), di poter essere esportato senza dover subire le quarantene doganali, perchè ottenuti da latte non pastorizzato.Non so se Lei fosse a conoscenza di questo problema, ma per due anni i primi tre formaggi italiani a DOP esportati nel mondo sono stati tenuti in una situazione di criticità sanitaria da parte delle Dogane USA e Canadesi. Il lavoro del Siforti a questo è servito, senza grandi squilli di tromba e con un finanziamento molto risicato rispetto a tanti progetti, sempre finanziati dal CNR, finiti chissà dove.
    Progetto Qualità Legge 21: è stato reso disponibile un modello di calcolo della qualità del latte, essendo un finanziamento pubblico, è depositato presso l’Assessorato dell’Agricoltura. In parte alcuni caseifici hanno adottato il modello per integrare il pagamento a qualità latte, in collaborazione con l’AGRIS.
    Progetto Scrapie:
    il Consorzio ha partecipato come piattaforma produttiva ( una cooperativa ed un privato), abbiamo ottenuto un brevetto per il calcolo del rischio nel latte di pecora, lo strumento per applicare il metodo è a disposizione di chi vuole utilizzarlo presso l’ARA. Il finanziamento Comunitario, giustamente, impone un uso pubblico.
    Certificazione del caglio: la modifica del disciplinare del Pecorino Romano ha permesso di circoscrivere la produzione di caglio di agnello agli allevamenti ubicati nell’area di produzione, Si sono sviluppate almeno tre aziende che lavorano nel territorio.
    Per tutti gli altri approfondimenti, accetti la mia proposta di incontrare anche chi ha lavorato alla parte scientifica, così dopo potrà scrivere se si ritiene soddisfatta come contribuente o meno. Lo stesso vale anche per me… Le tasse le pago alla fonte (il Consorzio è sostituto d’imposta).
    Ha dimenticavo, sono perito agrario e la pubblicazione sul progetto scrapie, come tutte le pubblicazioni è senza titoli di studio. Io non ho pubblicato niente su nessun link, quindi se ha notato un refuso del genere la ringrazio e mi mandi pure il link…
    Grazie per l’invito a visitare la sua azienda, verrò volentieri… anche a spiegare cosa faccio, senza pregiudizi spero…
    Attendo un Suo cenno.

  • Marcello Simula

    Caro Zuanne Cossu,ma allora credi che io ce l’abbia con te? Ti sbagli di grosso,e non t’offendere se parlo di sottocultura quando definisci una donna “con le palle”.I miei interventi su questo blog,quando ho tempo,servono per alimentare discussioni e confronti di idee.Non c’è mai niente di personale.Se mi vuoi cercare per bere una birra,ok.Se è per fare polemiche sterili,lascia perdere,resteresti deluso,anche perchè,nonostante tu lo scriva con ironia,io non ho davvero niente da insegnare a nessuno.Saluti come sempre.

  • Marcello Simula

    Definire una donna “vera donna sarda con le palle” lo trovo oltremodo volgare ed offensivo,beceramente coreografico,ahime’,nonche’ rappresentativo di una squallida sottocultura alla quale appartiene evidentemente chi si esprime con tali miserabili termini.Rosanna,rifiuta certi “complimenti”!!!

  • Rosanna Sei FANTASTICA.
    Hai annichilito il nostro super Napoleone…
    Galistu!!!! ee rispondi ora!!!!
    Onorevole Maninchedda propongo una menzione per Rosanna
    Una vera Donna Sarda con le Palle…
    Bravissima

  • Rosanna Puggioni

    Signor Giovanni Galistu, Anche io rispondo con educazione e con educazione ho posto delle domande, la risposta alle stesse è stata una velata minaccia (a questo tornerò di seguito). Io ho chiesto e richiedo a che titolo Lei partecipa agli incontri istituzionali e riservati riguardanti l’attribuzione dei quantitativi di formaggio pecorino romano dop per gli indigenti?? Lo chiedo perchè NON mi risulta che ai pari incontri che riguardano altre Dop come il Grana Padano o l’Asiago, partecipi un ispettore di prodotto, ma a quel che mi risulta, partecipano a tali incontri i Presidenti dei vari consorzi e gli organi competenti!! Le risulta il contrario??? Se NON è così mi smentisca e sono pronta a chiedere umili scuse! Lo dico perchè chi ha il mandato per rappresentare me (attraverso i delegati nominati dal caseificio dove io conferisco) come produttore di latte è l’organo istituzionale-politico di un consorzio di tutela, non l’ispettore di prodotto che ha compiti di vigilanza al fine di evitare che ci siano, ad esempio, un uso improprio del marchio e quanto altro compete a chi ha questo ruolo e per questo è pagato!! Consiglio altrimenti a mettere mano all’organigramma del Consorzio Tutela, ridefinendo ruoli, compiti e CARICHE.
    Altra Domanda posta; perchè Laore – Arsial e prima ocpa non potevano fare le verifiche sul prodotto destinato agli indigenti?? Questi tre organismi, nel certificare il prodotto, verificano tutto fino allo “svincolo” dello stesso, dopo di che lo stesso formaggio, se conforme ai parametri quali umidità, sale e tempo di maturazione (che non riguardano i parametri di cerificazione) va valutato se è idoneo ad essere utilizzato nei centri caritatevoli, si chiede; perchè non può essere certificato da questi tre organismi?? e si è preferito dare questo compito al consorzio tutela (magari in mano ad una sola persona) con evidenti limiti di trasparenza. Fare una domanda del genere è una maleducazione?? Oppure vi è il reato di resa maestà??Inoltre vorrei dire che anche gli ispettori dei tre organismi hanno un mandato ministeriale, attraverso un riconoscimento, per poter assolvere al ruolo e al compito di ispettore di prodotto.
    Altra domanda!!; Dei progetti cofinanziati dal Consorzio di Tutela del Pecorino Romano DOP e riguardanti fra gli altri: Progetto Siforti, progetto qualità latte legge 21, progetto sulla certificazione del caglio, progetto Scrapie etc, vorremmo sapere, al di la delle relazioni finali, quanto ha percepito Lei e il legale rappresentante del consorzio di tutela del pecorino romano dop, in carica al momento?? Lo chiedo in quanto regolare contributrice dello stato, ed indiretta contributrice del consorzio di tutela, attraverso il caseificio che lavora il latte che la mia azienda produce. Inoltre, vorrei conoscere di questi progetti di ricerca, non soltanto le dotte relazioni scientifiche, di cui lei immagino sia preparato espositore!! ma vorrei capire di questi progetti di ricerca quali strepitosi risultati si sono ottenuti nel comparto ovicaprino!!! Ad esempio nella qualità del latte, nella qualità dei prodotti, nella sanità animale, nel valore aggiunto dei prodotti etc etc etc. Concludo con alcune riflessioni… per l’incontro presso Agris Sardegna!! se vuole!! visto e considerato che con certosina ricerca mi conosce, la invito a venire presso la mia azienda e vedrà Lei stesso quali enormi sacrifici noi allevatori dobbiamo sopportare per tirare a campare, se vuole chiamo a questo incontro altri amici allevatori ed agricoltori della zona che saranno ben lieti di ascoltare le sue relazioni scientifiche e confrontarci con profitto sulle problematiche del settore!! Riguardo al mio tempo passato davanti ai monitor partecipando ai vari Blog, le comunico che per fare questo la sottoscritta non viene pagata!! Lo faccio nel tempo libero, interloquendo con i miei amici e colleghi allevatori, condivedendo con loro i problemi del settore e dando voce ad un malessere profondo. La mia malignità mi spinge a chiederle se nei suoi compiti e nei suoi ruoli messi a contratto dal consorzio di tutela risulta presente questo pesante fardello percependo per questo un compenso. Infine i miei compagni di merende!!? Che dire! Io mi appello sempre al tribunale della mia coscenza! ad oggi la mia coscenza mi dice che non ho fatto male a nessuno e che lavoro il mio pane nel modo più onesto possibile. Faccia lei come me!! si appelli al tribunale della sua coscenza non vorrei che scoprisse che da eventuali suoi compagni di merende ha percepito o percepisce lo stipendio. Sui suoi titoli le consiglio di mettere ordine, in quanto per il progetto scrapie (se vuole le do il link) risulta indicato come dottore Dr. (abbreviato che si riconosce ai medici, qualora lo fosse lo lasci) nell’organigramma del consorzio tutela risulta essere P.A. cioè perito agrario. Chiedo all’amministratore del blog e agli amici umile scusa per i miei toni.

  • Giovanni Galistu

    Caro Paolo, hai ragione, bisogna moderarsi, ma il mio intevento, lungi dal voler intimorire qualcuno, aveva lo scopo di evitare che si cadesse nei soliti luoghi comuni, cercando di dare un informazione ( qualcuno potrà dire parziale, può darsi) ma almeno con un contenuto tecnico comprovabile e documentabile.Gli insulti e le affermaizoni gratuite, rilasciate perchè celate dietro un monitor anonimo, sono come chi lavora dietro al muretto a secco.. e di tutto abbiamo bisogno ….
    La ragione dell’invito alla signora Rosanna è per fare chiarezza, il luogo pubblico proposto mi pare sia consono.Per l’identità svelata, si è svelata da sè mi dicono gli esperti di internet.
    Per fare in modo che il dibattito sia aspro, ma franco e leale, (questà è la linea di confine a mio parere), propongo che si fissi un luogo d’ incontro, dove faccia da moderatore l’On.Le Maninchedda che ha avuto il merito di mettere al centro dell’attenzione questi argomenti. Così chi non ha paura di presentarsi, con il proprio nome e cognome, lo potrà fare senza problemi ed esprimere ciò che pensa alla luce di fatti documentabili, senza i quali si perde solo tempo.
    Forse si scoprirà che quanto è nell’immaginario collettivo, forse non lo è nella realtà.
    Attendo proposte.
    Giovanni Galistu

  • Giuseppe Mazzini, il vigliacco

    Caro Giovanni alias Galistu, factotum del Consorzio Del Pecorino Romano Dop. ( che a nulla serve se non a mantenere 4 o 5 posti di lavoro inutili ed inefficienti.
    Dovrebbe rispondere anziché provare ad intimorire chi non la teme affatto, Su questo blog sono stati toccati temi importanti per il settore. Risponda a noi poveri mortali, forse lei non è coinvolto, della corretta spendita dei quattrini destinati all’educazione alimentare, ( quelli citati diverse volte dall’onorevole su questo blog, dove un cappellone pare abbia dato incarico ad un altro per poi darlo a se stesso o ai famigliari). Siete voi super esperti del consorzio ad aver coordinato il progetto, o sbaglio?
    Lei Caro lei, proprio lei.. dove si trovava quando L’OCPA affondava?
    Ci dicono altri vigliacchi come me ( e senza coperture altolocate , come lei) che per rilanciare l’OCPA ci fosse lei in pianta stabile nei locali al piano terra del consorzio latte qualche mese fa.. Le risulta?
    Ci dicono che ci fossero pure due giovani laureate e esperte a gestire i fascicoli dell’OCPA prima che arrivassero i carabinieri del ministero per sequestrare tutto. Le risulta?
    Vogliamo, se vuole, approfondire le parentele dirette o indirette delle “ Assunte per colloquio e titoli “ da parte dell’OCPA? Parliamone pubblicamente se le va!!
    Lei Caro Giovanni ( seppur magari non collusso), appartiene a questo sistema e se non ha fatto ha visto, e sicuramente ha visto e ha fatto finta di non vedere…
    Se lei è d’accordo, e se l’onorevole lo permette, possiamo … “Potrei” scrivere due righe per descrivere ai profani cosa, come, quando e dove… Cosi dalle minacce velate si passa allo scritto che rimane su un blog e poi chi lo legge ne trarrà le dovute valutazioni.. e io naturalmente da Vigliacco le conseguenze in quanto il mio indirizzo IP rimane tracciato dal server e il gestore, qualora venga richiesto, può fornirlo a chi di dovere.
    Con questo la invito, come ha appena fatto il titolare del blog, a non superare quella linea sottile che differenzia la discussione, seppur aspra ma corretta di un blog, da qualcos’altro che rasenta le minacce velate..
    Non la temo ne io, Vigliacco, ne altri..
    Saluti
    Giuseppe, Mazzini . alias Vigliacco

  • Giovanni, per cortesia, va bene il dibattito ma ti prego di non intimorire nessuno con lo svelamento di identità né di mettere me in difficoltà perché capisco poco di procedure internet. Piano. La Sardegna è già piena di tensioni. Piano: bisogna parlarsi e capirsi.

  • Giovanni Galistu

    Signora Rosanna alias Rosanna Puggioni, eroina del WEB, che imperversa in ogni Blog…, ( so che è Lei perchè il suo primo intervento lo ha inviato lasciando aperto il suo collegamento su Facebook, infatti è segnalato in blue… non so se inconsapevolmente oppure voleva far sapere chi fosse veramente.)
    Le rispondo per educazione, cosa che Lei non conosce,perchè prima di parlare, delle persone in particolare, bisogna conoscere ( conosce questa parola “conoscere” ?)Signora Rosanna Puggioni eroina del WEB, le risposte le potrà avere a mezza strada da casa Sua, fissiamo un appuntamento presso l’AGRIS di Bonassai, dove il Consorzio ha lavorato per i progetti di cui Lei ha chiesto informazioni, le farò avere tutta la documentazione ….. compresi i miei titoli di studio.
    Per il resto, pensi come mi preoccupa il suo compagno di merende sul web, certo Giuseppe Mazzini (sic.. con un nome così importante, nascondersi dietro un monitor…).
    Attendo Sue nuove per l’incontro…
    La saluto cordialmente.
    Giovanni Galistu

  • Rosanna…
    Napoleone proprio…
    Campagna di Russia e ritirata tra le gambe….

  • Prendo atto che il nostro Napoleone non risponde alle mie domande! Un vero peccato, perchè avevo in mente delle domande da fare a proposito dei progetti cofinanziati dal Consorzio di Tutela del Pecorino Romano DOP e riguardanti fra gli altri: Progetto Siforti, progetto qualità latte legge 21, progetto sulla certificazione del caglio, progetto Scrapie.

  • Mi sa che hai ragione giovanni, siamo difronte non ad un novello Napolitano ma un nuovo Napoleone!!! Pongo un’altra domanda al novello Napoleone!! DETERMINAZIONE N. 214/2011 DEL 13/05/2011, LEI risulta essere in questa determina nominato componente del comitato di certificazione per il Pecorino romano Dop, mi chiedo!! come può un ispettore di prodotto essere componente del comitato di certificazione?? Chi conosce la 510/06 ed altre che non sto a citare, sa bene che, un’incarico di questo tipo è un non senso, o meglio un pesante conflitto di funzioni. Da chi è stato nominato??? Avremmo così modo di fare i complimenti ad entrambi! Altra domanda!!! Io moglie di allevatore mi alzo alle 4.30 del mattino per un tozzo di pane e con i nostri sacrifici stiamo tenendo in piedi tutta una serie individui con compiti e ruoli inverosimili e con conseguenti sprechi di risorse che tutti noi paghiamo, comprese le quote che i caseifici pagano per certificare il Romano Dop!!! Vorremmo sapere visto che lei è un PEZZO GROSSO del consorzio tutela, quanto è stato speso negli ultimi cinque anni in viaggi negli USA, quanto è stato speso in rimborsi per le macchine a disposizione dei dipendenti del consorzio e di proprietà dello stesso, le spese telefoniche e quant’altro fosse necessario per capire quello che tutti noi stiamo pagando!!! Inoltre vorremmo sapere quanto il consorzio di tutela ha speso per eventuali passaggi pubblicitari presso gli Usa, e da chi sono stati fatti questi capolavori di promozione del prodotto.

  • Scusa, Giuseppe Mazzini, ma non condivido il tuo ragionamento, che sembra scaturire da molta rabbia e poca riflessione. tu mescoli in uno sfogo rabbioso burocrazia e divulgazione, competenze e parassitismi, dando una sensazione di insofferenza contro tutto ciò che ti appare astruso o fuori dalla tua comprensione.
    fermo restando che la burocrazia è divenuta, per quel pò che ne so, soffocante per qualunque tipo di impresa, penso invece che la ricerca e la divulgazione non siano mai sufficienti e siano il motore del progresso.
    i produttori agricoli sono ingranaggi di un mercato che richiede cultura e voglia di mettersi in discussione continuamente: coloro che l’hanno capito continuano a muoversi e lavorare con profitto, gli altri rimarrannno fuori.
    per quel che riguarda Galistu non capisco perchà alle sue osservazioni, forse polemiche ma tecnicamente argomentate, si risponda con sprezzante ironia a buon mercato.

  • Giuseppe ( Vigliacco ) Mazzini, alias Giovanni 2

    Ebbene si, Fortunato Ladu ha ragione!
    L’agricoltura Sarda, come del resto quella nazionale, è un agricoltura basata sui professionisti delle carte.
    I soldi oggi si fanno con le carte, la cosa più importante è che sulla carta tutto torni, ci siamo inventanti di tutto in questi decenni, ci siamo sbizzarriti ad immaginare la tutela del nostro territorio, “ Sulla Carta”
    Abbiamo programmato misure PRS ad hoc per stabilimenti dei nostri industriali lattiero caseari, 123- 124 ecc ecc. Si sono dati 70 milioni di euro a questi signori, ( siano essi industriali o cooperative) per rinnovare i loro locali e i loro macchinari; si sono fatte tante altre cose e si sono spesi tanti altri soldi.
    Ma cosa abbiamo risolto?
    Nudda!!!!
    Oggi il Pastore sardo si ritrova imbrigliato dalla burocrazia comunitaria, prigioniero a casa sua delle zone SIC – ZPS e chi più ne ha più ne metta.
    Il pastore avveduto oggi munge a Bruxelles e non nell’ovile, se è bravo con la burocrazia se la cava altrimenti soccombe. ( Diciamo che in quest’economia lo hanno costretto a mungere cosi)
    Chi aiuta il pastore a mungere A Bruxelles ?
    Ecco che entrano in gioco le associazioni di categoria e pure i privati – Che mungono il Pastore- Si consideri che oggi un CAA ( cosi si chiamano i centri di assistenza agricola a cui i nostri allevatori delegano la gestione della burocrazia), se ha in carico 500 posizioni ( cioè aziende ), riesce a guadagnare ( non è certo che corrisponda alla voce Fatturare) 700 mila euro anno. ( basta moltiplicare 500 aziende x 1500 euro azienda, per difetto naturalmente).
    Una volta che il pastore ha fatto le sue domande ( Pac – Benessere – biologico ecc ecc) ecco che entrano in gioco ( quelli che mungono di straforo) gli istruttori.
    Cosi si chiamano i funzionari dell’Argea Sardegna che ti istruiscono la pratica PSR, istruiscono , controllano e validano. Ci sono pure quelli di Laore che organizzano convegni incontri e quindi divulgano, poi ci sono quelli di AGRIS che fanno ricerca.. ( un bel mondo he!!)
    Ma non basta, mica finisce qui! E i consorzi? ( una marea di buoni Mungitori )
    Chiedete a Gallistu quanto costa annualmente il suo consorzio e a fronte di quello che costa che cosa produce e che impatto ( positivo) crea nel settore.
    Cosa produce il consorzio Latte di Macomer? A parte debiti ripianati da mamma regione e non dai consorziati.
    Se poi grazie a Rosanna scopriamo pure che tra Consorzio di Tutela – OCPA e vigilatori vari, l’unico che lavora è il Sig. Perito Agrario Giovanni Galistu!! Quanti dipendenti Saranno??
    Altra domanda: Ma questa Agecontrol che citate?
    Se ho capito bene fanno i controlli su chi fa i controlli, questi pure mi sa che sono — Altri Buoni Mungitori?
    Scusate, mi sono perso, Spero di aver dato ugualmente un contributo alla discussione.
    La domanda che volevo porre pero era un’altra..
    Con tutti questi squali in giro, i pesci piccoli, e cioè i Produttori Agricoli ( siano essi allevatori o altro )
    quanto potranno durare?

  • Cara Rosanna; Galistu nel suo Io…
    Da Punti a Napolitano.

    Cosa Conta Toto Meloni, Abbiamo un super Uomo che fà tutto..
    Ci vuole Molto A capirlo!!
    E i Risultati!!!
    Si vedono!!!

  • Fortunato Ladu

    Carissimi contendenti ,dico la mia: Quello che Paolo scrive purtroppo per noi pastori ,tutti,corrisponde a verità. E’ infatti un dato assodato che tutto questo marasma ha dato un risultato che è conosciuto da tutti e cioè il fatto che le strategie commerciali di cooperative e industriali non hanno portato il benchè minimo beneficio alla tasca del pastore.Inutile dire che a mio avviso questo è da ricercare nei perenni incarichi che si assume nei vari cda di cooperative ,consorzi e quant’altro. I pastori anche quelli bravi vengono esclusi e spesso troviamo Presidenti di cooperative che siedono in tre o quattro poltrone e molte volte hanno anche il dono dell’ubiquità. Ecco quindi che si arriva alle varie OCPA che altro non sono un organismo per fare i propri interessi . Basti pensare che il consorzio agnello IGP non ha mai effetuato un controllo nella mia azienda ,nè mai un sopraluogo tanto che sentendo puzza di marcio sne sono uscito di corsa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e devo dire che finchè queste strutture non si doteranno di statuti chiari e trasparenti la vedo brutta. In tutto questo contesto vi è la totale assenza del vero protagonista ,cioè il pastore,quello vero che vive di quello e che non ha altri incarichi se non quello della sua azienda. La verità è che a noi piace accudire il bestiame e non frugare le carte. Altri ,abili imbroglioni,lo hanno fatto e adesso piangono perchè devono restituire soldi della 15,dicui il 90 per cento è andato a cooperative facenti parte del Consorzio latte senza per questo pagare il latte in maniera adeguata. Lo scandalo dell’accordo di programma è certo grave ma ho paura che l’inchiesta non andrà avanti e noi dovremmo sopportare nostro malgrado questa classe di trasformatori

  • signor Galistu, lei risulta essere come indicato nell’organigramma del consorzio un semplice perito agrario con funzioni di ispettore di prodotto, bene! Mi dice a che titolo ha partecipato a tutti gli incontri istituzionali? Chi ci rappresentava non era all’altezza? Parlo ad esempio del presidente Meloni! Lei partecipa ai tavoli istituzionali e poi fa i campionamenti! Ci spieghi perché siamo meravigliati dalla sua polivalenza.

  • Che bello!! abbiamo un luminare che ci pubblica la grandezza e le grandi capacità professionali del consorzio di tutela del pecorino romano dop. Domande : Vero è che i parametri che il bando agea considera sono, oltre al periodo di maturazione, l’umidità e la % di sale?? Vero è che l’organismo di controllo certifica il prodotto in base al disciplinare e quandi al rispetto del ciclo produttivo? se così è perchè ocpa non poteva fare le verifiche sul prodotto certificato se i parametri considerati esulano da quelli che l’organismo certificava? Comodo fare in pochi intimi le verifiche…a pensare male si fa peccato ma alle volte……..

  • Giovanni Galistu

    Ho letto i commenti di alcuni partecipanti alla discussione che, salvo qualcuno, risultano tutti rigorosamente seduti nel comodo divano dell’anonimato vigliacco.
    Il presunto Mario Pintus (se è reale, ci dia l’indirizzo possiamo inviarle una formale querela alle sue affermazioni, così l’invocato Magistrato le potrà verificare), ha scritto falsità.
    Per una corretta informazione tecnica:
    1) il piano di controllo previsto da AGEA, al quale io mi riferivo, riguarda i requisiti qualitativi di un formaggio già verificato dall’organismo di controllo autorizzato dal Ministero ( OCPA, LAORE _ARSIAL, in sequenza temporale , oggi INEQ).
    Quello a cui fa riferimento il presunto Sig. Mario Pintus (alias…), è un piano, approvato dal Ministero, dietro verifica di un Comitato di valutazione Ministeriale, dove siedono i rappresentanti delle Regioni interessate. Il piano è sotto controllo degli organi ispettivi Ministeriali.
    Quindi Sig. Mario Pintus la sua affermazione è falsa, la filiera è controllata.
    Se Lei è a conoscenza di latte non controllato che viene trasformato a Pecorino Romano, esca dall’anonimato e vada dagli organi Ministeriali a fare la denuncia, altrimenti la sua è solo una calunnia.

    2) La scelta di un organismo di controllo esterno nasce dal fatto che due autorità regionali (LAORE per i produttori Sardi e ARSIAL per i produttori Laziali) controllavano lo stesso prodotto, un’autorità per Regione! Un miracolo che consentiva di avere due controlli diversi a seconda che il produttore fosse Sardo o Laziale. Considerato che la Legge lo consente, è stato scelto un solo organismo autorizzato che nel tempo ha consolidato la sua esperienza nei controlli in altre filiere agro-alimentari. Chi vivrà vedrà.

    3)Per quanto riguarda la scelta del Ministero su chi doveva fare le verifiche sul prodotto AGEA, per una corretta informazione, la stessa nasce dal fatto che chi controlla il prodotto ed attesta che è Pecorino Romano, può controllare se stesso? La riposta è no! Ecco la ragione, della scelta Ministeriale di affidare, da sempre, i controlli ai vigilatori del Consorzio, che per tali attività di Vigilanza dipendono direttamente dal Ministero e ad esso debbono rispondere, anche per le verifiche AGEA.
    Quindi se il presunto Mario Pintus (alias..), è degli addetti ai lavori, è ancora più grave quanto ha falsamente affermato.
    Attendo il suo vero nome e cognome ed indirizzo per segnalarlo all’Autorità Giudiziaria, con allegati tutti i documenti necessari.

    Al Sig. Francesco Ciusa, rispondo che Lei, Sig. Ciusa, è più informato di me!
    Ma scusi, le domande che pone non riguardano un altro Consorzio? Chieda a chi di dovere, troverà certamente soddisfazione alla sue domande.

    Altro anonimo, certo Giovanni (alias…) perché non dichiara il suo nome e cognome, magari scopriamo che è più bravo di tutti…
    Per correttezza, rispondo che la verifica dei contratti è affidata a funzionari di AGEA che si assumono la loro responsabilità su quanto deliberano ( esistono delle procedure comunitarie di nomina della commissione di valutazione della gara).
    La fideiussione è la garanzia prevista per Legge Comunitaria, e vale per tutti gli aiuti.
    Non spetta al Consorzio verificare se il contratto è valido, a noi spetta verificare se il prodotto soddisfa il capitolato di gara ed Agecontrol verifica se i controlli sono stati fatti bene.
    Più controllato di così…
    Il controllo dei GAL affidato ad AGECONTROL, una ragione ci sarà… forse i topi sono in casa nostra…..
    Per l’Onorevole Maninchedda: ottimo sito, però chi interviene deve avere le carte in regola: nome, cognome, indirizzo e documento di identità. Anche Lei non sopporta gli anonimi, non consenta loro di appropriarsi di uno spazio democratico, come è Sardegna e Libertà.

    Forza Paris!

  • Onore a Gavino, ci hai chiarito come operano questi personaggi del mondo caseario che più chiaro non potrebbe essere. Secondo me con questi ci hai trafficato pure tu però.
    Galistu, che dire! Quando uno si vuole far male interviene su questo blog, prima Tore Pala e poi Galistu in soccorso di tutti. Bravo! Non ci eravamo accorti che l consorzio di tutela eravate cosi bravi, se poi ritenete di rispondere in modo esaustivo alle domande poste, compresa quella specifica dell’onorevole Maninchedda “ Chi Ha Verificato con carte alla mano che Tuo dopo aver vinto la gara avesse nella disponibilità 5mila e rotti ql di pecorino Romano? Forse lei Sig. Galistu?
    O forse ci vorrebbe dire che Agea; ( AGEA sarebbe poi quella che non paga i premi agli allevatori sardi e che li fa penare le pene dell’inferno pur di non dare ciò che spetta, veda i dieci euro a capo che non ci vuole dare sull’art. 68 ecc ecc.)
    O magari il Sig. Galistu ci vuole dire che nessuno doveva esibire nulla e che basta una fidejussione a garanzia.. Mha!! Mi pare strana la cosa, se cosi fosse manco loro, cioè quelli del consorzio di tutela servirebbero a nulla, basterebbe che AGEA facesse i controlli a campione sul formaggio confezionato e se non va bene incamera la fidejussione..
    Chi risponde a questa domanda vince il premio per la chiarezza… Attendiamo fiduciosi.
    In caso contrario andate a fare la pubblicità da qualche altra parte.
    Gavino mi rincuora ulteriormente dicendomi che ora ce li ritroviamo AGEA sempre tra scatole e tramite Agecontrol pure i GAL ci controllano , “Auguri” Diceva mio padre vecchio Pastore, “”e’ come dare il formaggio da custodire i topi”
    Ma dico!! Quando sarà che avremmo le palle per mandarceli tutti casa..

  • Francesco Ciusa

    Caro Signor Giovanni Galistu, alcune domande per Lei :

    CONTRATTO DI PROGRAMMA CONSORZIO LATTE DI MACOMER (anno 2002). Siamo alla fine del 2011 i lavori non sono stati collaudati e tutto viene reso segreto e non documentabile.
    Le risorse pubbliche sono state utilizzate? Come sono state utilizzate?
    Sono state collaudate? Cosa ne hanno avuto i Pastori?
    e le loro Cooperative Lattiero Casearie? e gli Industriali casear ?

    “Queste sono le cifre relative al Contratto di Programma CONSORZIO LATTE di Macomer pubblicate sul sito ufficiale del CIPE dove sono riportati i testi e gli allegati di tutte le delibere. Si tratta di informazioni disponibili e consultabili da chiunque, forse proprio perché riguardanti l’impiego di risorse pubbliche.

    La delibera CIPE n. 17/2009 testualmente dispone che “Il termine per l’ultimazione degli investimenti di cui alle iniziative n. 24, 25 e 26 indicate nella tabella allegata alla delibera n.40/2008 richiamata in premessa è prorogato alla data dell’11 ottobre 2010.

    La tabella allegata alla delibera CIPE n.40/2008 riporta che:

    1 – la nuova iniziativa n. 24 CONSORZIO LATTE S.c. a r. l. MARKETING, ha investimenti pari a euro 4.200.000 con agevolazioni pari a euro 2.759.178 e occupazione di 40 ULA (Unità Lavoro Annuali);

    2 – la nuova iniziativa n. 25 CONSORZIO LATTE S.c. a r. l. – CONTROLLO
    QUALITÀ, ha investimenti pari a euro 5.000.000 con agevolazioni pari a euro 2.500.000 e occupazione di 15 ULA;
    3- la nuova iniziativa n. 26 CONSORZIO LATTE S.c. a r.l. – ATTIVITÀ DI
    RICERCA, ha investimenti pari a euro 4.900.000 con agevolazioni pari a euro 3.567.871 e occupazione di 20 ULA.
    Questo significa che, al termine della proroga, il Consorzio latte dovrebbe aver impiegato per le nuove iniziative 24, 25 e 26 un totale di 14.100.000 euro di cui 8.827.049 euro da agevolazioni e occupato 75 ULA.
    A fronte del Contratto di Programma CONSORZIO LATTE che in totale prevedeva investimenti per 99.537.299 euro di cui 51.255.378 euro da agevolazioni con 304,2 ULA di occupazione.

    Gli interventi strutturali nelle industrie caseari e cooperative sono state collaudate? quali i risultati ottenuti? quante unità lavorative sono state assunte?

    Nel progetto di accordo di programma si prevedevano investimenti per la promozione e pubblicità. A chi è stato affidato l’incarico ? Quanto è stato speso? Sono stati giustificati gli oltre 4 milioni di euro?

    Chi era la commissione di collaudo e di vigilanza sull’accordo di programma? Nella cabina di regia composta da Toto Meloni, ITEM società di progettazione, quali altri soggetti erano inseriti nella cabina di regia?

    La ricerca, quali risultati sono stati ottenuti e dove sono stati pubblicati gli atti della ricerca? “”

    Delle 500 Imprese Zootecniche che dovevano essere finanziate, perchè non pubblicare gli interventi e risultati ottenuti ? Chi sono queste Imprese Zootecniche ?

  • Giovanni Cossu

    E bravo il sig. Gallistu, lasciamoli Lavorare dice..
    Avete lavorato talmente bene in questi anni che i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Lei che puo’ci illumini al termine del suo lavoro sui risultati ottenuti.
    Forse siamo noi miopi e non ci rendiamo conto che grazie al vostro lavoro il settore progredisce e prospera, non ci rendiamo manco conto di questi marpioni che rispettano le regole, secondo lei!!
    Onorevole Grazie per le informazion che ci da’.
    Gallistu, continuate cosi, siete nel giusto.!

  • Mario Pintus

    Per il signor Gallistu,
    certo che dire che il Pecorino Romano DOP è il formaggio solo oggi “ha implementato il sistema di controllo sul formaggio Pecorino Romano, secondo una linea di rigore, che ora gli altri Consorzi di Tutela hanno adottato” è una falsità visto che ad oggi la filiera non è controllata. Rispetto ad un decreto che esiste dal 2000 ad oggi il pecorino romano non ha un solo produttore di latte iscritto al sistema dei controlli, e mi chiedo, con quale complicità visto che altre DOP hanno adottato le prescrizioni ministeriali da diverso tempo.
    Per i non addetti ai lavori, oggi il latte che finisce nelle forme del romano non si sa da dove arrivi e gli industriali, quando minacciano che porteranno il latte dall’estero lo fanno ben sapendo che intanto ad oggi il sistema dei controlli è fermo. C’è da chiedersi perchè il Consorzio di tutela abbia scelto un organismo di controllo del Friuli piuttosto che uno sardo (LAORE)… forse chi controlla il Prosciutto San Daniele ha maggiori competenze?
    E che dire del fatto che, un pò di tempo fa, il Ministero abbia chiarito che il prodotto destinato agli indigenti possa essere controllato solo dall’agente vigilatore del Pecorino Romano DOP e non da chi faceva i controlli in OCPA? Strani fatti del mondo del pecorino romano che prima o poi verranno a galla.

  • Giovanni Galistu

    Vorrei intervenire su alcune questioni, in riposta ad alcuni e per dare alcune precisazioni, che potrebbero essere utili per evitare che si faccia un quadro non corretto del sistema.

    I Bandi Agea sono pubblici e vince chi offre più prodotto, partendo da una base d’asta che AGEA fissa sulla base di un monitoraggio di valore del prodotto e costo del confezionamento.

    I Bandi Agea con fornitura di prodotti alimentari sono attivi, con varie basi regolamentari, da oltre 20 anni. Negli ultimi anni, questi Bandi hanno interessato anche per il Pecorino Romano, mentre prima erano appannaggio solo ed esclusivamente di Grana Padano, Provolone e qualche altro prodotto. Oggi oltre al Pecorino Romano anche il Parmigiano Reggiano fa parte delle gare d’appalto.
    Dico questo perché AGEA( la politica) potrebbe decidere di utilizzare anziché formaggi a DOP (prodotti con un disciplinare di produzione), prodotti industriali di basso prezzo e con grandi quantitativi rispetto a quello che può essere offerto con prodotti a DOP, come fanno in altri Paesi europei.
    Questa scelta politica, è il prodotto di un lavoro di squadra e per rispondere al Giovanni anonimo, il Consorzio di Tutela ha giocato un ruolo importante.

    Cosa fa il Consorzio di Tutela? Sempre per rispondere al Giovanni anonimo, ha implementato il sistema di controllo sul formaggio Pecorino Romano, secondo una linea di rigore, che ora gli altri Consorzi di Tutela hanno adottato.

    Certo, queste cose per addetti ai lavori non sono pubbliche, ma i nostri produttori, che spesso si sono visti respingere partite di Pecorino Romano da loro offerte lo sanno ( e spesso hanno mal celato il loro disappunto), ma le regole le hanno accettate e rispettate. Oggi, per chi non lo sapesse, il prodotto Pecorino Romano DOP è il meglio controllato tra tutti i prodotti utilizzati per gli aiuti alimentari agli indigenti.

    Ciò detto, la questione trasferimento ad altro centro di confezionamento non fa parte delle mie competenze, posso però dire che tecnicamente il vincitore della gara pubblica può scegliere di confezionare dove crede di essere servitomeglio a condizione che garantisca i requisiti di legge che sono oggetto di verifica del Consorzio di Tutela e del controllo di 2° livello, affidato ad AGECONTROL.
    Spezzo una lancia a favore di AGECONTROL, nostri controllori. Professionalmente abbiamo avuto anche divergenze interpretative ma sono senz’altro i migliori controllori oggi sulla piazza pubblica.
    Questo per rassicurare Gavino anonimo.

    Per finire, un certo Gisca, sempre anonimo, millanta un merito che non ha. Lo scrivente ha partecipato dall’inizio alla fine a tutta la vertenza con il Ministro Alemanno ed a tutti gli incontri, pubblici e riservati. Il merito della vittoria amministrativa e politica del Consorzio, quale unico soggetto abilitato a modificare il disciplinare di produzione, lo si deve in primis ai produttori del Consorzio che hanno creduto di sostenere la vertenza, e se un merito va dato a qualche politico, questi è senz’altro l’allora Senatore Pino Mulas che con un magnifico gioco di squadra raccolse 60 firme al Senato contro il decreto del Ministro, suo compagno di partito e di corrente politica. Sempre per Gisca : il Consorzio possiede la lettera originale con le firme originali!!

    Quindi per riassumere:
    Il Consorzio di tutela promuove e propone la richiesta di inserimento del Pecorino Romano nei Bandi, cercando di ottenere il meglio possibile, condizionato dall’importo generale assegnato a da agguerriti concorrenti. Nulla ci viene regalato, tutto ciò che si ottiene è un successo per i Produttori di Pecorino Romano.

    La gara è un’asta pubblica al massimo rialzo, le procedure di gara sono particolareggiate nel bando. Chi non le rispetta, da vincitore dell’asta, paga penali e si vede incassare la fideiussione, pari al 110 % dell’importo della gara, a favore di AGEA.

    Per finire, la gara è in atto, lasciate lavorare in pace i controllori ed i controllori dei controllori.
    Grazie.

  • Bainzu, al pari dell’On. Maninchedda, mi sembra ben informato. L’ex, l’ex, l’ex (anche ex sardista sui generis, non rimpianto) pare un cinghiale ferito e non di striscio, un surfista non più in grado di cavalcare le onde.
    Siamo noi cittadini a invocare un pubblico dibattito per scoperchiare tutto quanto alligna all’ombra del bilancio regionale. Per liberarcene, una volta per tutte. E stilare noi l’elenco degli ex.

  • Da 30 anni faccio parte integrante di un’azienda coop casearia, tra consigli di amministrazione e incarichi vari ne ho viste di cotte e di crude ma mai mi è capitato di assistere ad una vicenda cosi.
    Mi chiedo! che sia dovuto alla crisi o che sia solo un lato spregevole della natura unama.. Mha!!La cosa bella di tutta questa vicenda è che se l’onorevole Maninchedda non avesse avuto il coraggio di denunciare questi fatti, tutto sarebbe passato in cavalleria come sempre. La cosa comica è che lo stesso Onorevole è riuscito a far sbottare il buon Salvatore Pala e a farlo intervenire sul suo blog.
    È vero che come diceva un proverbio “ la lingua batte dove il dente duole”e colui al quale il dente duole esce allo scoperto, Maninchedda è riuscito in quello che a Prato non riuscì, far uscire Pala allo scoperto. Per chi non lo conosce ex sindaco di Isili, ex Presidente della comunità montane prima e dell’unione dei comuni dopo, ex Sardista, Ora Rossomoro e se il gruppo TUO non onora i patti e non paga il formaggio che ha venduto sotto costo, fra un po’ sarà pure Ex presidente della Cooperativa di Nurri e sarà costretto a restituire le chiavi della Mercedes di rappresentanza della cooperativa, precisiamo, vecchia ma sempre funzionante.
    La storia ebbe inizio due anni fa; asserragliato dai suoi soci, un presidente factotum ( Pastore – Politico –Ragioniere ecc ecc), si trovò ad un certo punto con magazzini pieni zeppi di Pecorino Romano Dop invenduto, a dire il vero problemi simili in quel periodo li avevano pure gli altri caseifici, sia cooperative che industriali.
    Dicono che questi personaggi del mondo lattiero caseario sardo, si riunirono diverse volte per discutere sul prezzo del prodotto principe, “principe non per la qualità ma solo perche si fa in fretta a farlo ha bassi costi industriali e si rischia poco perche salato”. Questi signori seduti ad un tavolo cercarono di accordarsi su una sorta di accordo di sindacato .
    Spiegandolo alla Toto Meloni si direbbe: Siccome non siamo riusciti a fare un ATI per partecipare alla gara AGEA proviamo tutti assieme a fare cartello “ parola che non dovrebbe usarsi”, stabiliamo un prezzo minimo tutti assieme e stabilito il prezzo ciascuno di noi mette a disposizione delle quote di formaggio alla ditta aggiudicatrice della gara AGEA e cosi facendo tutti, chi più chi meno, svuotiamo i magazzini.
    Proposta questa sposata in parte dall’ Assessore Capellone, per altri nobili motivi che meglio lasciare da parte. Praticamente tutti a quel tavolo pare fossero d’accordo, il nostro eroe “TORE” abbassava lo sguardo e mugugnava un po’ ma ne usci dicendo che avrebbe riferito al suo direttivo.
    Bene!, mentre gli altri aspettavano un risposta sull’accordo, si sparse la voce che qualcuno aveva stretto l’accordo con il gruppo Vip Catering ( Oggi TUO) – Forse L’accordo con i siculi c’era già in precedenza alla riunione, ma chi lo sa! Si sa solamente che tale accordo permise di svuotare i magazzini della cooperativa di Nurri e che gli altri sono rimasti con un palmo di naso. A dire il vero, risulta che solo successivamente, visto che Nurri non aveva più Formaggio ( alla faccia degli altri), si accodarono Mores, Lacesa e Villanova Monteleone.
    In poche parole potremo definire Nurri la coop fornitrice del pecorino Romano agli indigenti di tutta Italia per il 2011. Cosi facendo, cioè facendo le scarpe agli altri colleghi e vendendo il suo formaggio a prezzi di saldo in nostro eroe ha dato respiro ai suo soci conferitori e ha dato respiro al suo precario mandato.
    Visto che stava perdendo troppe poltrone, qualcuna la doveva pur tenere !
    Il nostro eroe è stato ripagato per il suo tradimento con un canale diretto con la multinazionale TUO.
    2012 – altro bando AGEA, vince di nuovo TUO per il Pecorino Romano , Nurri diventa fornitore ufficiale del gruppo, sempre a prezzi scontati, il resto della storia mi pare sia stata riportata da altri nel blog .
    Finisce il formaggio buono e Tuo si trova senza formaggio, gli altri senza garanzie non danno formaggio, e fanno bene,( brava Agriexport) pare abbia detto a TUO “ Prima vedere Cammello poi dare soldi”. E pare che il gruppo TUO abbia dato soldi per cammello, Nurri invece si dice abbia dato Cammello e aspetta soldi, speriamo bene per loro!
    Da socio della Coop chiederei al nostro eroe di Nurri, mi mostri il contratto? Mi fai vedere a quanto hai venduto il nostro formaggio? Poi chiamerei qualche amico socio di Agriexport e farei chiedere la medesima cosa, fatto ciò confronterei la cifre. Che sorprese ci sarebbero per il socio della coop di Nurri!
    Onorevole propongo una cosa:
    Forse lei , visto che le cooperative lattiero casearie sono finanziate da mamma regione, potrebbe chiedere, tramite l’assessore Cherchi, copia dei contratti di fornitura alle aziende. Sarebbe bello vedere le date di stipula e gli importi.
    Cosi facendo esce tutto allo scoperto, chi dice le balle sarà smentito e chi dice la verità sarà riconosciuto come tale.
    La prima ipotesi potrebbe essere che TUO ha dichiarato di avere nella disponibilità i quantitativi che offriva ad AGEA e allora dovrebbe avere i contratti firmati, o i pre contratti, in data antecedente almeno all’inizio del confezionamento. In tal caso tutto è regolare e rimane in piedi la incapacità del gruppo TUO o del consorzio latte di organizzarsi per lavorare quei quantitativi. ( NB. Che i prezzi, se i contratti sono stati firmati all’inizio, dovrebbero essere allineati se non gli stessi).
    Seconda Ipotesi. Non riepiloghiamola perchè già abbondantemente discussa, secondo me quella reale.
    Il gruppo Tuo ha fatto il furbo, il nostro eroe “TORE” ha fatto la sua parte ( svendendo il suo prodotto ) e AGEA che doveva vigilare più attentamente non l’ha fatto e dovrebbe almeno prendere provvedimenti su chi magari ha dichiarato il falso.
    Postilla per Giovanni – A quanto mi risulta il consorzio di tutela in questa logica di appaltati nulla c’entra, loro, a quanto mi risulta dovrebbero controllare l’idoneità delle partite e dare la conformità al confezionamento, magari, sempre a quanto mi risulta, qualche responsabilità potrebbe averla Agecontrol, società che fa i controlli di secondo livello per AGEA, e non solo, li troveremmo a breve in Sardegna a gestire i soldi dei Nostri GAL, praticamente ci usurperanno il nostro potere di fare mandati di pagamento sulle misure GAL e procederanno loro, i gal istruiscono le domande e fanno i decreti, dopo passano tutte le carte a loro che verificano – controllano e se tutto va bene pagano. ( Bella potestà abbiamo a casa nostra).
    Loro si che magari avrebbero dovuto verificare le dichiarazioni di TUO di Nurri e Compagnia Bella. Lo avranno fatto???
    Se la magistratura si attiverà chi vivrà vedrà.

  • Eccolo qui, l’anonimo Apota, che discetta di perplessità senza entrare nel merito: il solito tipo che per non entrare nel merito della denuncia, se la prende col denunciante. I sovietici erano maestri in questo sport. Si parla, egregio Apota Anonimo Impancato, del fatto che un’azienda ha dichiarato di disporre di 5320 quintali di formaggio che non aveva e per questo ha vinto. Che ne dici? Che ne sai di ciò che io scrivo e firmo prima, durante e dopo i miei inteventi sul blog? Nulla. Io sono uno che firma tutto ciò che afferma, tu no. Il blog serve anche a porre problemi politici ed è un problema politico quello degli apparati dello Stato che non vigilano sui grandi appalti, soprattutto in Sardegna dove lo scippo di ricchezza legato all’usurpazione degli appalti realizzato sull’immagine amministrativa delel aziende piuttosto che sulla realtà delle cose, è una fatto grave e drammatico in questo momento di crisi.

  • In che termini dovrebbe arrivare ovvero “svegliarsi” la magistratura? Dalla narrazione qui esposta dal prof. Maninchedda non è per niente immediato individuare fatti di rilevanza penale. Mah. A ogni modo lascia perplessi l’invocazione alla magistratura di svegliarsi, per giunta su un blog, non preceduta o accompagnata dalla formale denuncia a chi di dovere.

  • Egregio Tore Pala,
    per quello che so la magistratura non è ancora arrivata. Io ho una certezza opposta alla tua: so di cosa parlo e non ho mancato di segnalarlo nelle forme opportune e firmate a chi di dovere. Io non ho fiducia nella magistratura, ma rispetto le leggi, a differenza di altri che recitano il rosario della fiducia nelle istituzioni ma cercano sempre una nicchia, nel diritto, dove poter fare i fatti propri. Il tempo sarà galantuomo. Quanto al tornaconto personale e alla verità, io con certezza non cerco il tornaconto personale, non vendo il formaggio a un prezzo più basso degli altri, non mi alleo con i siculi e non con i sardi. Questo è certo. Quanto alla verità, io ho sempre pagato in prima persona per averla detta, mai negato la verità per convenienza. Ho perso ruoli e amici, per questo. Se poi ritieni che io dica cose non vere, denunciami. Io mi sono assunto la responsabilità di accendere la luce; se ritieni che abbia detto cose sbagliate, perché non mi denunci? Non è già questo un confronto pubblico? Io parlo di fatti, tu genericamente, come è tuo costume, dici ossessivamente ‘non è vero, non è vero’ ma non dimostri niente. Una cosa è certa: bandi all’ombra dei vostri rapporti non ne farete mai più, te lo assicuro.

  • Mi trovo pienamente d’accordo con Giovanni e vorrei rafforzare il fatto della :”INCAPACITA’ TOTALE PALESE” e aggiungo:da parte di chi gestisce,da parte di chi dovrebbe tutelare il prodotto,da parte di chi cofinanzia i bandi AGEA,da parte degli operatori sardi che fanno a gara a svendere il prodotto,uno contro l’altroarmati,disuniti ,privi di un minimo di strategia.
    Concludo, con il disinteresse totale della Magistratura,che nonostante
    tutte le notizie apparese sulla stampa sui brogli del settore lattiero caseario continua a dormire……come del resto anche il politico Maninchedda che si disinteressa dell’ interrogazione presentata in consiglio regionale nel 2011 ,dal suo gruppo,e si desta adesso
    riferendo su fatti che non conosce,per voler dimostrare che cosa e a Chi?????
    Il consigliere Maninchedda dovrebbe leggere attentamente e documentarsi prima di fare certe affermazioni che non sono corrette,(vedasi capitolati attuativi) e poi,nel suo ruolo, poteva intervenire preso il CPR,lo ha fatto?????
    Da ultimo…ci sarà una nuova gara a breve cofinanziata con fondi della legge regionale n.15, per far conoscere la bontà del pecorino romano in paesi non abituali consumatori, ebbene sotto sotto si sta tramando perchè possa essere esitato del formaggio con tenore di sale al 5%!!!!!al di sopra dei parametri adottati negli ultimi bandi AGEA ,certo che un prodotto salato non incontrerà il favore dei consumatori armeni,….questa è la Sardegna….incapacità ,ipocrisia,interessi di bottega,niente a che fare con capacità ,strategia e lungimiranza che ancora è rimasta in qualche operatore che piano piano si stanno disinteressano al settore…..
    Tutti noi, così facendo, non diamo un valido contributo per cambiare
    Rottttttttta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Saluti e alla prossima…cosa fa il consozio latte di macomer,continua a drenare soldi da mammaregione????risultati e ricadute nel settore?????

  • Caro Paolo, bando ai nomi di fantasia, mi sorprende che tu non ti sia ancora accorto che la magistratura è già arrivata (meno male). Io a differenza tua non la temo, continuo a nutrire fiducia nelle istituzioni. Ti sia chiaro che in me vi è una certezza: tu parli senza conoscere le problematiche e affermi cose che non rispondono a verità. Sin qui non ci sarebbe niente di male, se non per un piccolo particolare: tu rappresenti un’istituzione come la regione Sardegna. Un amministratore, a mio avviso, deve avere il coraggio di dire tutta la verità e non cercare solo il tornaconto personale. Come sempre ho il coraggio di dire quello che penso, pronto anche ad un confronto pubblico. Ciao Tore Pala

  • Prima di tutto vorrei rispondere a Giovanni Piras. Condivido pienamente su tutto quanto affermato ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Le agenzie agricole regionali ARGEA, LAORE, AGRIS, hanno indubbiamente le loro colpe, non dipendenti dal personale che ci lavora ma dai vertici che le amministrano e che impartiscono le direttive. Da noi, purtroppo, lo spoil system non è stato mai applicato ed è per questo che molti dirigenti di enti ed agenzie restano al loro posto e riescono ad attraversare indenni qualunque cambio di assetto politico e ogni scandalo legato alla cattiva gestione della cosa pubblica.
    Oltre a questa premessa credo che bisognerebbe investire del problema pecorino romano le autorità preposte ai controlli: ufficio repressione e frodi, guardia di finanza, fino all’organo politico superiore.
    In passato ho lavorato nell’ufficio di staff dell’assessore regionale agricoltura ed in quel periodo si è presentato un problema legato al pecorino romano. In pratica gli industriali caseari laziali, sponsorizzati dall’allora ministro dell’agricoltura Gianni Alemanno, con un decreto avevano avuto l’esclusiva per commercializzare tutto il pecorino romano “cappato nero” su l’intero territorio nazionale. E’ noto che anche in termini di quantità di quella tipologia la Sardegna detiene il primato della produzione oltre a quella di pecorino romano non “cappato”. Quindi, su incarico dell’assessore, ho raccolto tutta la documentazione al riguardo e mi sono recato a Roma presso il presidente della commissione agricoltura del Senato (Sen. Maurizio Ronconi) spiegando le ragioni della protesta dei produttori sardi. Ebbene, nel giro di qualche mese il ministro Alemanno ha dovuto ritirare il decreto e ristabilire la normale commercializzazione del pecorino romano.
    Anche in questo caso, oltre a scrivere sui blog ed investire la stampa, credo siano necessarie azioni più incisive.

    P.S. Paolo, sono sempre debitore nei tuoi confronti. Saluti, G.

  • Giovanni Piras

    Salcan ha ragione da vendere, fino a quando non si riuscirà a cacciare a calci in culo i burocrati di sempre,(laore, argea, agris, solo per rimanere nel mio settore) non si farà un passo avanti in direzione della crescita. La cosa peggiore è che certi assessori non sono in grado di contrastare i burocrati di sempre per incapacità e scarsa conoscenza dei problemi e finiscono per lasciarsi prendere per mano, per non dire per il c….lo, abdicando a quelli che sono i doveri nei confronti dei cittadini. Un esempio per tutti: l’ex assessore capellone, quello che oggi va in giro propponendo uno spettaccolo nel quale lui è degna marionetta, si è presentato a una assemblea organizzata dai sardisi del marghine, con un codazzo di burocrati politicizzati e famelici, già al soldo della defunta giunta Soru, addirittura annunciandone e propponendone la promozione. Mi allontanai da quella assemblea col voltastomaco.
    Col sardismo nel cuore.

  • Tu dici “La responsabilità è principalmente, ma non solo, del gruppo Tuo, il gruppo ‘continentale’ che ha vinto la gara perché i sardi non si sono presentati uniti al concorso”.
    Ma poi aggiusti il tiro, e sono assolutamente d’accordo con te.
    l’impresa infatti non è una società di beneficenza, ma cerca di ottenere il massimo col minimo sforzo.
    la colpa invece è sicuramente della burocrazia, che deve controllare i documenti di gara, controllare i documenti dei concorrenti, vigilare sugli adempimenti contrattuali, controllare che le clausole contrattuali siano state rispettate, certificare che il lavoro sia stato fatto secondo quanto contrattualmente previsto (a regola d’arte), pagare quanto maturato.
    Per ciascuna di queste fasi esiste una responsabilità precisa, ed è anche facilmente individuabile il responsabile.
    quanto meno qualcuno può a buon titolo essere accusato di culpa in vigilando.
    Sono stato per molti anni un burocrate regionale, anche ai massimi livelli, e conosco molto bene la macchina amministrativa regionale, ed anche quella comunale, perciò so cosa dico.
    Proprio l’altro giorno ho ricordato all’assessore cherchi che la norma pone in capo direttamente al responsabile di una misura il raggiungimento dell’obiettivo che l’assessore o il direttore generale gli ha assegnato, e che a fine anno ciascun dirigente o funzionario si prende il suo bravo premio di produzione.
    Purtroppo questo è un mio chiodo fisso: la burocrazia è uno dei peggiori mali della regione Sardegna.
    Ma nonostante tutto i nostri assessori, presidente compreso, si sono tenuti l’apparato burocratico di sempre, che resiste indenne da numerose giunte, esattamente come è successo per il governo centrale, che davanti alla questione sarda continua a dare le risposte di sempre.
    Sono cambiati i ministri, ma i direttori generali e tutto l’apparato a scendere è rimasto lo stesso, e perciò continua a confezionare le stesse risposte, preparando per il ministro o il sottosegretario di turno la pappardella che ha sempre scodellato, trascurando o minimizzando alcuni aspetti e sottolineandone altri, tanto solo lui conosce a fondo le problematiche.
    La mia speranza è che siano sempre di più le persone che non si limitano a leggere la pratica che hanno davanti, ma si rendono conto che dietro a quei fogli ci sono problemi che aspettano di essere risolti, e se ne fanno carico.
    Basta così, mi sono un po’ sfogato.
    grazie per lo spazio, e FORZA PARIS

  • Praticamente tutto condivisibile.
    Mi chiedo: ma quelli del consorzio di Tutela?
    Non hanno voce in capito sul pecorino romano?
    qui mi pare che chiunque arrivi fa la spesa alla faccia dei produttori sardi e gli altri fanno soldi.
    Il prezzo del latte è sempre lo stesso, AGEA interviene immettendo risorse nel sistema e queto non sale lo stesso.
    Io onorevole, non so se ne ha il potere l’assessore, avrei sciolto il consorio latte per manifesta incapacità di gestire e di difendersi, avrei pure sciolto il consorzio di tutela per lo stesso motivo.
    Tutti questi, saprofiti li definisco io, mangiano sulla testa di chi produce i latte e non rispondo a nessuno se non a se stessi.
    Prima esisteva Toto Meloni che era allo stesso tempo direttore del consorzio di tutela e presidente, le stesse cariche ricopriva ne consorzio latte e pure nella ormai defunta OCPA.
    Oggi sono cambiati gli attori ma i risultati sono sempre gli stessi.
    INCAPACITA’ GESTIONALE PALESE.
    Mandateli a Casa Tutti e metteteci persone capaci..
    Solo cosi chi munge veramente per produrre il latte potra avere una speranza che qualcosina in più, “”FORSE”” arriva.

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