Le proposte sardiste approvate in Finanziaria fino ad oggi

10 gennaio 2011 07:580 commentiViews: 6

132Sono state approvate diverse proposte sardiste. Do l’elenco delle più importanti, avvertendo che quelle relative alle politiche del lavoro e alla partecipazione della sardegna all’azionariato della Tirrenia verranno discusse in questi giorni.

Articolo 1
Continuità territoriale delle merci
18. L’Amministrazione regionale è autorizzata a erogare incentivi, per un periodo di tre anni, alle imprese aventi sede nei paesi della Comunità europea, operanti nel settore dell’autotrasporto per conto proprio o di terzi, al fine di promuovere l’equiparazione economica e sociale degli abitanti delle isole minori ai cittadini residenti sul restante territorio regionale; incentivi analoghi sono corrisposti alle imprese di autotrasporto per conto proprio o di terzi, al fine di promuovere l’utilizzo di servizi marittimi nelle rotte tra i porti della Sardegna più vicini ai luoghi di prelievo o di consegna delle merci e i porti situati sulla parte continentale del territorio nazionale. Gli incentivi sono corrisposti all’autotrasportatore che utilizza il trasporto marittimo in luogo dell’arteria stradale, secondo le modalità e le condizioni stabilite con decreto dell’Assessore regionale dei trasporti, previa deliberazione della Giunta regionale, al fine di promuovere l’utilizzo di modalità di trasporto sostenibili dal punto di vista ambientale. Per le finalità di cui al presente comma è autorizzata, per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, la spesa di euro 3.000.000 (UPB S06.03.030).

Fondo unico aggiuntivo per i comuni per le opere pubbliche
8. Ad integrazione della disposizione contenuta nell’articolo 10, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007, è istituito un fondo unico di investimenti destinato ai comuni per la realizzazione di opere di loro interesse con lo stanziamento di euro 20.000.000 per l’esercizio 2011; alla determinazione degli oneri relativi agli anni successivi si provvede con la legge finanziaria a’ termini dell’articolo 4, comma 1, lettera e), della legge regionale n. 11 del 2006. La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore competente in materia di enti locali, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 (Norme sull’organizzazione amministrativa della Regione sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali), e successive modifiche e integrazioni, determina i criteri di assegnazione riservando e ripartendo la quota del 40 per cento delle risorse ai comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti in parti uguali e ripartendo la residua del 60 per cento tra tutti i comuni su base demografica (UPB S01.06.002).

Fiscalità di vantaggio per i comuni montani
“Al fine di ridurre le diseconomie esistenti nei comuni montani della Sardegna il cui territorio presenta un dislivello tra la quota altimetrica inferiore e superiore pari ad almeno 1.000 metri, è concesso un contributo, nelal forma del credito d’imposta, in favore delle imprese avente sede legale e unità operativa ubicata nei comuni montani della Sardegna individuati dalla Regione ai sensi dell’art.6, comma 1, della legge regionale 2 agosto 2005, n.12. Il contributo è pari al 20 per cento delle imposte sui redditi e dell’Irap effettivamente pagate, a titolo di acconto, saldo o versamento periodico, nel corso dell’anno 2011, fino ad un importo massimo di 10.000 euro per ciascun beneficiario. A decorrere dall’anno 2012, il contributo viene erogato avendo riguardo alle predette imposte pagate nell’anno precedente a quello nel quale si accede al finanziamento. Il contributo è erogato nel rispetto del regolamento CE n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato degli aiuti di importanza minore, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L 379 del 28 dicembre 2006. Con delibera della Giunta regionale, emessa su proposta dell’Assessore competente in materia di Entrate, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, previo parere vincolante della competente commissione consiliare, sono determinate le consizioni, i limiti e le modalità di applicazione del beneficio. Gli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma sono valutati in euro 10.000 annui a decorrere dall’annulaità 2012 (Upb S06.06.006).


Articolo 2
Nuovo sistema dell’istruzione e della formazione

11. La Regione concorre ad attuare l’obbligo di istruzione e formazione per almeno dieci anni e sino al conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica professionale entro il diciottesimo anno d’età. Tale obbligo si attua con un piano regionale di intervento da realizzare nelle istituzioni del primo e del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di formazione, costituite dalle istituzioni scolastiche e dalle agenzie formative accreditate, anche attraverso l’apprendistato di cui all’articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30). L’intervento della Regione integra i finanziamenti nazionali con risorse proprie nella misura adeguata a ridurre e prevenire gli indici di dispersione scolastica e formativa attraverso azioni specifiche di formazione, informazione, orientamento e accompagnamento atte a favorire l’ingresso, il mantenimento o il reingresso nei percorsi di istruzione scolastica di primo o di secondo ciclo compresi i percorsi di istruzione e formazione professionale. Con disposizioni attuative sono determinati i soggetti gestori e le modalità di presentazione dei piani di intervento. Con un’intesa tra Regione, Ministero del lavoro e Ministero dell’istruzione sono regolamentati i profili formativi dell’apprendistato ai fini dell’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione per giovani e adolescenti che abbiano compiuto quindici anni di età ai sensi dell’articolo 48 del decreto legislativo n. 276 del 2003.


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