Le leggi per Nuoro e il nido di corvi

21 luglio 2011 09:4812 commentiViews: 79

943Qualche giorno fa, il sindaco di Nuoro, il dottor Bianchi, ha annunciato l’attivazione della procedura negoziale prevista dalla legge 3 del 2009 e successive modificazioni e integrazioni (è la legge sulle aree di crisi – di cui quattro su otto nel Nuorese) per il rilancio di Pratosardo. La legge è stata scritta materialmente da me e applicata per la prima volta a Tossilo; è stata premiata dall’Ue come migliore pratica europea; è stata imitata da altre regioni d’Italia. Ha trovato una seconda applicazione in Marmilla. Ne parlai tempo fa col presidente della provincia Deriu che mi invitò a riparlarne, poi intervennero alcuni miei problemi personali che mi impedirono di rispondere all’invito. Ecco qui dunque due comportamenti diversi: da una parte un presidente di provincia che riconosce il lavoro altrui e che, nonostante le incolmabili distanze politiche col sottoscritto, invita al dialogo e alla collaborazione nella distinzione dei meriti e delle responsabilità; dall’altra un sindaco che da una parte parla di manincheddiani quando deve rivolgersi a chi si oppone alla febbre da project che ha colpito Nuoro, dall’altra straparla di una procedura che dimostra, da quel che si legge, di aver molto frainteso, senza parlare, a proposito questa volta, di chi ha costruito e inventato quella procedura. Allora mi sento di dire quanto segue: Antonello Soro recentemente mi ha ricordato, col garbo che lo contraddistingue, che io sono sostanzialmente estraneo alla città di Nuoro. È vero: non ne capisco i codici, le perversioni sociali, l’ansia di ricchezza e di esibizione, la rincorsa all’esercizio del comando. Non frequento le cene, gli spuntini e le ridicole riunioni della massoneria nuorese, ormai pullulante di logge quanti sono i condomini. Non partecipo alla costruzione dei concorsi per sistemare i familiari della borghesia nuorese (la cui mappa sto lentamente ricostruendo nelle diverse amministrazioni pubbliche); non ho contribuito alla ricchezza di progettisti e direttori di lavori di commesse sempre pubbliche e mai private. Sono estraneo a tutto questo; gli ambienti che conosco meglio sono alcuni ambienti ecclesiastici e alcuni selezionatissimi amici. Ciò nonostante dico al sindaco di Nuoro che su Pratosardo io sarei in grado di dare una grande mano, purché tutto questo polverone di parassitismo sia allontanato almeno per il tempo di un proficuo confronto.

12 Commenti

  • Non mi riferivo ai 5 consiglieri sardisti, ma all’intero consiglio regionale. Non sto vedendo che alternativa state preparando. Noto solo che all’infeudata Sardegna di Cappellacci vengonon rifilati sonori schiaffi uno dietro l’altro, dal cosiddetto governo amico, quello è? Quale sarebbe il piano B che state preparando?

  • Paolo Maninchedda

    Cara Antonella, a me risulta che noi stiamo resistendo e siamo solo in cinque. Vuoi che ci dimettiamo tutti? Bene. E dopo? Non è meglio preparare l’alternativa e dopo andare a elezioni. Io lavoro, pur tra mille disfficoltà, a questo scenario. Nuoro è importante, credimi, e lo scontro che ne verrà fuori sarà di giovamento per tutti.

  • Paolo Maninchedda

    Giovanni, a onzunu s’arte sua. L’etimologia corretta è quella di cui ho parlato. Un caro saluto.

  • L’amico “nuogorese” usando tale pseudonimo offende – e non poco – i nuoresi onesti.
    Finchè in Sardegna esisteranno deficienti come questo sarà difficile costruire l’unità del nostro popolo.

  • Saranno importanti le vicende della sanità nuorese e non intendo minimizzarle. Si gioca in queste ore la partita regionale Tirrenia, che vede impegnato anche l’assessore Solinas. Cos’è questa storia del ricatto del governo che usa contro di noi la vertenza entrate. Non firmate un cazzo coi napoletani di CIN!!!!!!! E rassegnate dimissioni di massa che qua si sta mettendo male di brutto. Abbiate un sussulto di orgoglio e dignità, prima di tutto per voi stessi e per il posto che occupate!! Lei che è persona seria e pragmatica, lo vede cosa sta subendo questa regione affidata a un presidente impotente e succube dei suoi superiori?

  • Giovanni Piras

    Per Paolo, io rimango del parere, che istérju dai nuoresi; istegliu in Lula,Bitti e tutta la Baronia; istréggiu Fonni,Desulo e Mandrolisai; istérzu in campidano; li stégli gallura, voglia dire contenitore, recipiente come sostenuto dal compianto collega dott.agronomo Fabio Fancello, di cui riporto testualmente:l’origine della parola sono la variante sarda delle forme latine medioevali,sexterium o sisterium, derivante dal classico sextarius, una misura dei liquidi, ritenuta come tale, il recipiente per eccellenza.
    Tutto questo non cambia nulla a proposito de “canes de istegliu” della vecchia gestione asl, voluti, caro Paolo, proprio da chi eletto a Milano come ricompensa all’elezione di un certo Fioroni a Sassari, impedendo l’accordo e l’elezione di un sardista, ma allora persero incolpandoci della loro sconfitta e della vittoria della destra, canes de istegliu, sono sempre stati i nemici dell’indipendenza e della zona franca, di tutti i famosi dodici punti del congresso di Carbonia e oggi non hanno argomenti se non quelli nostri. Vogliono scimmiottare anche il partito sardo aggiungendo al loro la S,ma di certo non riusciranno perchè la loro è moneta non spendibile, falsa.
    Vai avanti e guarda dentro il partito, ci siamo perchè ci siamo sempre stati.
    Forza Paris

  • Bravissimo Paolo: penso che li abbia trattati anche troppo bene, sai che la verità fa male. Tu continua nella cosa in cui credi, cioè l’onesta.

  • Paolo Maninchedda

    Egregio nugoresu, anche lei riesce solo ben protetto da anonimato a fare battute spiritose e insulti gratuiti, però, vede, io sono sicuramente istrantzu ma non cane e infatti non ho spolpato nessuno, né istituzioni né persone; per questo non ho paura dei buffoni violenti come lei e continuo a combattere un contesto sociale in cui lei è mirabilmente inserito. Quanto all’isterju, immagino che un ignorante anonimo come lei non sappia da dove venga e cosa significa la parola. Viene da ministerium, cioè lavoro svolto per dovere, per un obbligo. Ecco, lei appartiene a quella genia insopportabile di persone che insultano i poveri costretti a fare servizi per gli altri. Nel Giorno del Giudizio che Lei tanto invoca, vedrà quanti canes de isterju saranno davanti e sopra di lei a godere di una beatitudine che alle anime malevole è preclusa. Per il resto, svolazzi pure nero e torvo su altri nidi; il mio è ben difeso dalla mia onestà.

  • I fatti, ossia la gravissima crisi economica e industriale del Nuorese e, addirittura, la chiusura della sede nuorese della Banca d’Italia, dicono che se c’è un estraneo alla politica nuorese quello è l’On. Antonello Soro. Si osservi che la fortuna politica del onorevole suddetto, ultimamente eletto in un collegio blindato di Milano, è inversamente proporzionale alla fortuna del territorio nuorese che, per oltre tre lunghi lustri, avrebbe dovuto rappresentare. In compenso, in quest’ultima legislatura, i milanesi beneficeranno di sì ampie e lungimiranti vedute. Stanno freschi!

  • Ma deve ammettere, almeno, che i corvi – spesso e volentieri – si sono posati su Nuoro da altre plaghe desolate… E hanno spolpato più di un cadavere. La mia città è sempre stata molto generosa chin sos istranzos canes de isterju. Anche io confido nel Giorno del Giudizio…

  • Salvatore C

    Fai le cose perchè sei convinto di farle, ma non aspettarti mai nulla da NESSUNO, tanto meno da quelli da cui ti apetteresti qualcosa.
    La gratitudine e la riconoscenza NON ESISTONO.
    Non è cinismo, ma filosofia di vita: se tia arriverà qualcosa di negativo, sarai già preparato, se ti arriverà qualcosa di positivo, non potrai che esserne contento.
    Semina perchè altri possano raccogliere.
    Con questi pensieri ho sgobbato finora, e la vita mi ha sempre ripagato, grazie a Dio.
    La ricompensa arriva sempre, non bisogna avere fretta, basta sapere apettare, magari seduti sulla sponda del fiume.
    FORZA PARIS

  • In pratica, onorevole Maninchedda, sta facendo un regalo al sindaco ma anzichè porgerglielo glielo sta tirando.

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