Le censure della stampa sarda: ieri a Nuoro non è successo nulla

24 gennaio 2010 09:2334 commentiViews: 209

170Ieri si è svolto a Nuoro il convegno sardista sulla sanità. Le televisioni (Rai e Videolina) ne hanno dato conto diffusamente. I giornali, dopo aver messo avantieri la notizia tra le brevi (tra lo smarrimento di uno zainetto e il ritrovamento di un cane) oggi non raccontano nulla dei lavori. Forse ha dato fastidio che nonostante il boicottaggio della stampa, il Museo del Costume fosse gremito come non mai; forse ha dato fastidio ciò che è stato detto; forse hanno dato fastido gli oltre quindici interventi; forse dà fastidio che il Psd’az cresca nonostante non lecchi il fondoschiena a nessuno dei due giornali. Ma un dato emerge chiaramente: L’Unione è diventata un partito: ha obiettivi, candidati, potenziali ministri e certissimi assessori (il convegno dei riformatori – Carlo Ignazio Fantola dell’Unione è il fratello di Massimo – con l’assessore di riferimento Corona ha un titolone di taglio basso); il giornale è l’organo di un partito in competizione con noi, perché vende un sardismo equivocato, fatto di bastone e carota: carota se la politica obbedisce al giornale, bastone se accade il contrario. La Nuova è in una fase di crisi. A Nuoro ci censura, nella pagina regionale si registra un equilibrio che cerca di capire e di dar conto, ma in un mare di difficoltà. Noi stiamo crescendo perché stiamo comunicando a prescindere da queste tensioni: ma non basta, dobbiamo investire in comunicazione povera, quella capace di arrivare nelle case di Nuoro, ma anche nell’ovile di Lodine. Deve essere informazione gratuita e quindi per noi è informazione onerosa. I giornali cartacei hanno ancora, con questa organizzazione barocca che li contraddistingue e questa pretesa di governo della politica, due o tre anni di vita e lo sanno (anche se un giornale “nuovo” di carta avrebbe un bel successo, se facesse informazione in modo aperto e aideologico). Stanno chiudendo negli states, il destino è segnato anche qui. E allora, con tutto il rispetto per le testate sarde e per il loro intento omicida nei nostri confronti, noi dobbiamo comunicare anche con la carta igienica, col passa parola, con le riunioni, con i manifesti, ma non possiamo più permetterci di elemosinare l’informazione.

34 Commenti

  • Luciano Urru, pediatra Sardo di Gavoi

    Bella discussione,molto bella.
    Nel merito:
    Nel mio intervento ho proposto una ROAD MAP di discussione che tocca il merito delle cose
    1) Attivare un codice di triage di accesso diretto per il quale lo stesso medico di base è medico di primo soccorso.
    2) Separare la gestione dei codici bianchi e verdi dagli altri.
    3) Abolire la richiesta del medico di base per alcune specialità dei poliambulatori.
    4) Redigere un report ad personam per ogni medico, dei propri pazienti che utilizzano il PS (Frequenza, ora, data,tipo di visita, gravità etc.).
    Il primo punto vuole dire che per una frattura dimostrata, un sanguinamento dal naso e così via il paziente si reca con la richiesta del proprio medico direttamente in divisione e non passa in PS;il tutto evidentemente seguirà linee guida condivise dopo un percorso formativo sia dei medici di base che di quelli di divisione. Si riqualifica la dignità professionale del medico di famiglia (che non é un elettrodomestico!!)ed il beneficio per il PAZIENTE é sotto gli occhi di tutti!!
    Il secondo punto non ha bisogno di commenti: gli esempi in Europa sono ormai numerosissimi ed utilizzano i medici del territorio con costi risibili e benefici incomensurabili.
    Al terzo punto vorrei dare un’appendice:la norma (normale!) e che le specialità di oculistica (per il controllo visus), odontoiatria ,ginecologia e pediatria NON devono avere la richiesta del medico di famiglia.Sono servizi a domanda individuale. A Nuoro no: adeguiamoci! Alé!
    Per il quarto punto é d’obbligo una riflessione:nessun intento inquisitorio o sanzionatorio,ma informativo per migliorare noi stessi operatori ed i servizi.
    Vi sembrano queste ,proposte per migliorare la qualità di vita degli orsi di Yellowstone o delle gazzelle del Serengeti? Sono o non sono fatte nel nome e per conto del PAZIENTE (…al quale dovrei dire che anch’egli deve perdere un po’ di arroganza e supponenza nel vedere in ogni atto medico un errore dal quale ci si può trarre beneficio economico…!).
    Sono fattibili o pensate che possano essere integrate, rivoltate inutili? QUANTI ALTRI PROBLEMI possono essere discussi NEL MERITO.
    Discutiamone, diamo anche delle soluzioni e vediamo se ci ascoltano.

    Salute innanzitutto, a tutti

    Con affetto Luciano Urru

  • @ M.Antonietta: sono d’accordo con te. le Commissioni di invalidità dovrebbero essere gestite dal servizio competente, come compito d’ufficio e non da personale pagato a parte. Mi auguro almeno che il lavoro venga svolto fuori dall’orario di servizio sennò oltre il danno la beffa o meglio..la truffa!
    @ Julia: tutta la mia stima e solidarietà alle mamme-lavoratrici! Hai pienamente ragione quando dici che i politici dovrebbero confrontarsi un po’ di più con chi lavora sul campo.. è inutile organizzare dibattiti per autoincensarsi!

  • Casteddaiu de Biddanoa

    Quando uno ha il vizio ” de toccai pisci de carinu ” prima o poi qualcuno cerca di oscurarlo. Il tema della sanità nuorese è solo uno dei tanti di cui è meglio parlare in maniera domestica e riservata. Qualche giorno fa ha molto sorpreso la divulgazione della notizia dell’iniziativa del Presidente della commissione bilancio di convocare i vertici di Equitalia Sardegna: i potenti filtri dell’informazione hanno evidentemente sottovalutato l’importanza sotto il profilo politico di una audizione che equivale ad una moratoria sulle procedure di recupero. C’è il rischio che vengano fuori gli strumenti di repressione utilizzati dai riscossori (le ganasce fiscali in fondo sono un’amenità) il 47bis ed il 48bis, autentiche armi letali (a confronto il 41bis appare come una vacanza premio per cure dimagranti ed approfondimenti interiori) in grado di decretare la fine di qualsiasi attività bloccando qualsiasi entrata con azioni esecutive tecnicamente e giuridicamente perfette. Ma la responsabilità non è del riscossore, ma di chi lo ha armato, rendendolo complice di lauti guadagni in questa azione che provoca morti vere e disastri esistenziali in misura crescente. L’informazione, anzichè riferire che nel 2010 si sono già suicidati 3 imprenditori nel Veneto, provi a spiegarne anche i motivi.

  • M.Antonietta

    Vedo che l’argomento “commissioni invalidi civili” è di grande attualità nella asl di Nuoro. C’è un sistema infallibile per farlo passare in secondo, terzo e quarto piano: nominare segretari e medici tra i dipendenti del servizio di igiene e sanità pubblica e far svolgere le commissioni in orario di servizio (cioè senza gettone di presenza). Il fondamento normativo è dato dal fatto che la medicina legale nelle asl sarde dal 1981 è affidata al servizio di igiene pubblica (che piaccia o meno è così). Il fondamento organizzativo è dato dal fatto che, essendosi il servizio sempre occupato di tali incombenze, è quello naturalmente deputato a svolgerle e sicuramente lo fa meglio di altri. Infatti questo accade nelle altre asl. Abolendo il gettone di presenza sono certa che non ci sarebbe alcuna corsa o forzatura per farsi nominare, semmai ci sarebbe la corsa per sfuggire all’incarico. Vi assicuro che una seduta di invalidità civile è pesante, sia per gli amministrativi che per i medici. Fatta in orario di servizio e senza gettone lo è molto di più.

  • Pietro Caggiari

    Sabato u. s. presso la sala convegni del Museo del Costume , a Nuoro , una manifestazione si è tenuta , ne sono certo , ero presente .
    Il tema è a tutti noi noto ; poco male se per il gruppo editoriale L’ Espresso l’ evento non meriti considerazioni .

    CRITICITA’ E PROSPETTIVE della Sanità del Nuorese .

    Non volendo essere ripetitivo , per le argomentazioni di carattere generale i visitatori di questo blog possono consultare quanto riportato su ” Sanasanità ” .
    Non volendo per nulla far discorsi da allievo bocconiano , cercherò di rimanere sul pratico , ottemperando in ciò alle aspettative dell’ Onorevole Maninchedda , peraltro non accolte da un aula immunizzata ,a prova di H1N1 .

    Criticità .

    La prima per gli economisti : I Conti non tornano .
    Troppe spese per il personale .
    I calcoli sembrano inequivocabili ,credo però che una disanima più approfondita vada fatta .
    Quanto incidono le stesse se ripartite nei settori Sanitario ed Amministrativo ?
    Quanto risparmierebbe la collettività se si potesse metter la parola fine al quel Mondo mai abbastanza esplorato delle Convenzioni Esterne ( anche Sanitarie )?
    Perchè non dar gambe ai suoi intendimenti volti a limitare il precariato e le forme di contratto come i Co. Co e limitare quindi la Sfera di influenza delle Agenzie interinali ?

    Altre criticità .

    L’ Eterna Ristrutturazione del nostro presidio ospedaliero . In altri contesti , per esempio in quel di Cagliari l’avrebbero definita come : Sa fabbrica de S’ Anna , non finisce mai .
    Tale problema è una limitazione insormontabile per gli Operatori ma sopratutto peril nostro soggetto principe : il Malato , anzi che dico per quell’ UOMO MALATO .
    Non volendo tediare nessuno , passiamo alle Prospettive , certo che solo l’Efficienza possa dispensarci le maggiori soddisfazioni .
    I punti s.d. ed ascritti come criticità , debbono se adeguatamante supportati da Tutti ,tramutarsi , in maniera speculare in Aspetti Positivi e quindi din Efficienza . Per fare ciò , una cosa prima di tutte deve essere chiara : Che risposte vogliamo dare alle nostre popolazioni in tema di sanità .
    In ambito chirurgico perchè non pensare di potenziare, la Day – Surgery , come in altre realtà è stato fatto, creando a strutture apposite ad essa dedicate . Si decongestionerebbe la Chirurgia di Eccellenza e forse , anche così potremmo arrivare al nostro agognato traguardo .

  • Marcello Simula

    Non me ne voglia Julia ma sul fatto che all’ospedale si impiantino le protesi più scadenti o si pratichi la terapia meno costosa non sono assolutamente d’accordo! Piuttosto verifichiamo se, a pari livello qualitativo, ho optato per la scelta economicamente più vantaggiosa. È tutto un altro discorso!

  • Dare il segno netto che alla ASL è cambiato non solo il direttore d’orchestra ma anche la musica. Se no sono solo chiacchere.
    ghardula ha raggione p. esempio per le commissioni di invalidità civile.
    Ma il probblema è di fondo; l’Azienda ospedaliera e la futura ASL si troveranno a competere col resto della Sardegna ,dell’Italia e dell’Europa (liberta di cura nella UE )in una situazione di verosimile riduzione di budget (federalismo fiscale).
    Vincerà chi avrà strutture e personale (dall’alto al basso) più valido. Il S. Francesco andava abbandonato e costruito un ospedale ex-novo. Sono stati buttate risorse enormi e altre se ne divoreranno per capire che è stato un tragico errore. Ma i soldi spesi, come il tempo che passa, non tornano più e Nugoro avrà quello che avrà.

  • Marcello Simula

    C’ero anch’io al Museo, sabato. Una bella passerella (necessaria, peraltro) . In linea di massima interessante, alcuni buoni interventi, il tempo è tiranno ed il “feroce” moderatore ha compiuto appieno il suo dovere.Ci si è lasciati un pò come quando ci si alza da tavola con ancora un bel pò di appetito e con la voglia di riprendere ed approfondire quanto prima il discorso. Sulla Sanità non c’è tanto da dire e fare, c’è TANTISSIMO da dire e fare. Vogliamo allora cominciare dal principio? Prendiamo un ragazzo/a di circa 20 anni e spieghiamogli che il suo PERSONALE benessere è un diritto INALIENABILE garantitogli dalla sua appartenenza ad una società evoluta.Teniamo presente che questo ragazzo/a è uno di quelli che voteranno i suoi rappresentanti politici che a loro volta dovranno garantirgli il benessere (e per brevità intendo per adesso solo il benessere fisico). Come accidenti posso fare a spiegare a questo ragazzo/a di 20 anni, che non ha il nostro background politico/culturale (di cinquantenni)che il suo benessere personale è legato solo alla sua fortunata appartenenza ad una famiglia che “conta” o alle conoscenze personali o professionali del babbo o della mamma? Che visione/progetto avrà per i suoi anni futuri od addirittura per i suoi figli? Come spiegare tutto questo al povero contadino di Vattelapesca (un paesino immaginario lontano da Nuoro) che non sa nemmeno cos’è il CUP, che se non ha Santi in Paradiso non saprà nemmeno cos’ha?Beata ignoranza,in certi casi!
    P.S.Per una serie di fortunate circostanze posso gridare ai quattro venti che non ho scheletri nell’armadio, e, sebbene il mio intervento sia di carattere molto generale, in qualunque momento posso,se qualcuno avesse la curiosità, specificare nel particolare ciò che intendo!
    Comunque buon lavoro a tutti (me compreso)!

  • Franco Cappai

    Antonello, non sono del settore sanita’,anche se indirettamente coinvolto,lavoro per l’igiene pubblica e vorrei che persone che parlano alla gente come hai fatto tu sabato, ce ne fossero molte di piu’.
    Farebbe sicuramente svegliare il torpore che attanaglia buona parte di tutto il sistema della nostra provincia, e se alla tua voce se ne aggiungono delle altre, forse possiamo sperare in un cambiamento reale.
    L’assessore Carta lo ha detto a chiare lettere, siamo noi che possiamo
    rendere possibile la svolta, rammentandolo al momento opportuno…..
    Saluti
    Franco Cappai

  • Domenico Fais per Nino

    Per Nino
    Che fare? Si può fare tutto, si può cambiare tutto, basta volerlo e basta cambiare filosofia sanitaria. Se il legislatore di turno in politiche sanitarie facesse un semplice progetto dove con al centro le necessità del paziente, si risolverebbe tutto. Io le proposte e le soluzioni stai tranquillo, le ho ben chiare perché ci lavoro da tanti anni e rispetto alla maggior parte dei miei colleghi sento maggiormente questo problema, ma, credimi, non posso fare nulla. Si dice che un raglio d’asino non sale al cielo e il mio nella gerarchia sanitaria è un raglio d’asino. Non ti ascolta nessuno perché non sei nessuno dal punto di vista politico anche se dal punto di vista professionale sei uno dei vice del famoso chirurgo conteso.

  • Ho voluto partecipare al convegno di sabato, anche per pochissimo, due ore circa, perchè sono una mamma che lavora e a una certa ora ho dovuto abbandonare l’interessante dibattito per ritirare i figli dalla scuola materna.
    Non vorrei aprire un dibattito sull’argomento mamme-lavoratrici perchè in pochi, o meglio poche, potrebbero capire, ma visto che ci sono: cari signori, vi siete accorti che di donne se ne sono viste pochissime? Chissà perchè…
    Vorrei sottolineare diverse questioni che forse nessuno di voi organizzatori non riesce a cogliere:
    prima fra tutte è la mancanza di discussione con noi miseri mortali che osservavano, mordendosi il labbro, nella piccionaia!
    Monologhi sterili e ridicoli di politici con tanta stima di sè non servono a nulla, siamo ormai abituati a sentire parole parole parole e poi alla lunga non concludono nei fatti.
    Noi nuoresi, o almeno una parte di noi, siamo timidi, chiusi, con tante parole nel cuore e tanta rabbia che non riusciamo ad esternare di fronte a una platea tanto esigente e arrogante.
    Mi sarebbe piaciuto raccontare di come funzionano le gare di aggiudicazione di presidi e attrezzature ospedaliere, in cui l’importante è spendere il meno possibile per risparmiare, senza tener conto che al paziente si impianta la protesi o la medicazione più scadente che ci sia nel mercato, oppure scoprire di essere ricoverato in un reparto in cui ci sono pochissimi infermieri, alcuni dei quali incapaci e insensibili, ma la cui stragranza maggioranza ci mette anima e corpo per darti una mano e un sorriso…
    Bisogna scendere dal piedistallo e parlare con gli operatori e visitare i luoghi dell’inferno.
    Ci si può sorprendere nello scoprire che anche noi sappiamo cosa è una metafora, proprio perchè ci stiamo vivendo dentro.

  • PEerG.G.

    Cazzarola… devo essere un individuo deviante rispetto al contesto…
    mi manca pero’ la paura di venire emarginato o isolato…
    al di là degli studi i comportamenti citati hanno come sottostante molla la codardia…

  • Domenico Fais per Ghardula

    Semplice, perchè del paziente non ne frega più niente a nessuno.

  • Il primo bikini della storia pare sia rappresentato nei mosaici dell’antica villa romana di Piazza Armerina, in Sicilia.
    Per vederli in spiaggia sono passati quasi 2000 anni.
    Forse anche noi dobbiamo spogliarci piano delle cattive abitudini per non dare troppo scandalo

  • In questo blog si parla spesso di “moralizzazione” della politica e della sanità, di contenimento dei costi, ecc. ecc. Vorrei però capire perchè nessuno interviene a denunciare gli sprechi che continuano a perpetrarsi nella Asl di Nuoro… la finalità principale di una ASL dovrebbe essere quella di raggiungere il più elevato livello qualitativo nella offerta sanitaria… invece buona parte delle risorse vengono utilizzate per bandire selezioni inutili (vedi Dirigente Amministrativo a tempo determinato) o per pagare gettoni al personale prescelto (con quali requisiti non si sa, dato che non c’è stato neanche un bando)per le Commissioni Invalidi Civili…
    On. Maninchedda, può farci sapere qualcosa in merito?

  • A proposito del “SILENZIO” dei Mass-Media

    Il concetto del silenzio nelle teorie delle comunicazioni, deriva da una più ampia teoria sugli studi dell’opinione pubblica e sulle manifestazioni individuali nel loro contesto sociale.
    Importanti studi hanno evidenziato di come le società (in ogni parte del mondo e non solo a Nuoro) tendono a porre sotto minaccia emarginazione gli individui in qualche modo considerati devianti da un certo contesto, i quali, a loro volta, temono solitamente una vita marginalizzata attraverso l’isolamento.
    Si genera quindi un atteggiamento timoroso verso delicate questioni pubbliche, ma sopratutto incoraggia molti a lasciarsi guidare da quelle che sono considerate le opinioni dominanti o socialmente accettabili nel loro ambiente di vita. Tale paura spinge così l’individuo a rapportarsi con il clima di opinione del proprio ambiente, risultato: uno scambio che non solo influenza ma addirittura stravolge i comportamenti in pubblico e soprattutto la sua volontà di esprimere un’opinione.

  • Per Antonello Podda…
    e pensare che invece avresti potuto dire di più….molto di più!
    Qualora decidessi di soffiare forte per strappare il velo pietoso cosa potrebbe accaderti?

    Comunque sappi che la buona compagnia sta aumentando.

  • Per poter eliminare le liste d’attesa bisognerebbe:
    1. verificare cosa fa ogni singolo operatore nelle 36-38 ore settimanali
    (dove sono finiti i famosi carichi di lavoro).
    2. rendere pubblici i fatturati dei vari settori e stipendi del personale che vi opera.
    penso che non si possa pretendere dagli operatori di eliminare liste di attesa o altro se non si fa niente per incentivare il personale il quale ha capito benissimo che se lavori prendi 10 se non lavori 10 uguale solo che chi lavora essendo più a rischio di incappare in errori
    rispetto a chi non fa nulla (ci sono)avrà in più solo rimproveri a partire (in ordine gerarchico)dal RESP.INF.e TEC.+ DIR.MED.+ RESP.U.O.
    +DIR.SAN.+ UTENZA FINALE e qualche volta anche il TRIBUNALE.
    saluti giuseppe

  • Allora non sono così infedele; quando sono arrivato in Ospedale stamattina mi hanno “sgridato” per aver detto in pubblico cose – vere – che però devono rimanere in casa; i problemi esistono ma non devono essere esternati, altrimenti “la gente” li sa e si incazza.
    Io me ne frego e quello che penso lo dico lo stesso; siccome vedo che ci sono altri che si comportano nello stesso modo, mi fa piacere far parte di questa compagnia.

    p.s.
    Sono sicuro di voler più bene io al servizio sanitario di tanti che ne parlano bene ma operano male.

  • I fatti descritti dal Dr. Fais non sono confutabili. Così a Nuoro, non cambia per il resto della Sardegna. Ma allora che fare?
    Ecco da lei, che da 30 anni forrogiada all’interno, oltre alla denuncia mi aspetto una indicazione sul come cambiare registro. Che fare per mettere, giustamente, il paziente al centro dell’universo sanitario. Non basta la sola enunciazione, fuori anche la soluzione da parte di chi è un tecnico del suono. I politici altrimenti ci vanno a nozze e la classe medica qualche mea culpa dovrebbe farla. Bisogna assumersi la responsabilità di una proposta.
    Da profano mi domando:perchè gli studi privati non hanno liste d’attesa (e non perchè manchino i clienti, purtroppo), perchè intra moenia non ci sono liste d’attesa e con il servizio sanitario si?
    Un piccolo interrogativo a fronte di tanti altri.

  • Salvatore Marras

    Per Domenico Fais,
    sono un tuo collega che lavora in “periferia”. condivido appieno le tue preoccupazioni e dalle mie parti vedo più o meno le stesse cose…
    quello che non condivido e quel sottile velo di scetticismo che traspare dal tuo intervento. Ti assicuro che anch’io la penso come te a proposito della centralità della persona(paziente) e credo che dalla dignità con cui alcuni di questi affrontano la malattia dobbiamo solo imparare!
    Iniziamo a rompere le palle ai colleghi su questi aspetti…. io penso di trovare più di uno che la pensa come noi e allora anche l’ambiente di lavoro inizia a cambiare. Dai che lo cambiamo…

  • sono stato al convegno di Nuoro e posso sinteticamente e liberamente esprimere una personale valutazione:
    1) i tempi dei soliti noti andavano contingenteti (un saluto di cortesia e anche meno), e forse bisognava garantire più spazio ai liberi pensatori e alla discussione.
    2) l’intervento suo e dell’assessore ai lavori pubblici sono, in linea di principio, super condivisibili,e sembrate entrambi sinceri ma bisogna pensare che per realizzare un progetto di liberazione da parte del PS d’Az. bisogna avere pazienza e dimostrare con i fatti che la direzione intrapresa (tipo :se esistono convenzioni milionarie sospette si abbia il coraggio dei passi successivi ) viene seguita con coraggio.
    3) non cadere nei medesimi errori dei predecessori e non utilizzare le stesse metodiche, almeno per il massimo che la polica consente.Il paese è piccolo e la gente mormora si dice, o il buon giorno si vede dal mattino, ovvero chi vi guarda si accorge subito se la battaglia proposta è solo strumentale o propagandistica .Criticare la sanità poi è aimè cosa facile, altro è dimostrare che si è capaci di fare diversamente.
    4) la sanità è stata, è, et probabilmente continuerà ad essere terra di affarismi di vario genere e sopratutto luogo per costruire consenso dei partiti e dei loro rapresentanti, nonchè sistemazione di parentele, amici, compari,ect. ect anche nei tempi delle vacche magre che stanno per venire.
    5) si è accesa una battaglia su di un medico che sembra sia molto bravo e abbia prospettiva di migrare altrove. Il vero probblema è non tanto impedire l’avvento di ciò, ma perchè il medico sia un raro esempio e nelle selezioni degli ultimi 30-20-10 ect anni non siano stati ricercati altri medici sempre al massimo possibile.
    6) i quotidiani isolani sono da sempre schierati e perseguono le loro strategie, anche per questo a volte i fatti, se positivi, circolano lo stesso e la gente cambia opinione.
    per ora mi pare che, oltre a dire ovvietà, mi possa fermare.
    grazie dell’ospitalità.

  • Ho posto il problema da diverso tempo. Penso ancora che si dovrà metter su una radio che trasmetta sardismo 24 ore, solo così ci faremo sentire.

  • Domenico Fais

    [Dalla Posta di S&L]
    Inserisco nel blog l’intervento che avrei voluto fare alla riunione di Nuoro e che non ho potuto tenere causa chiusura degli interventi da parte dell’efficiente ma severo Luciano Urru. Mi sono dovuto assentare una ventina di minuti e al mio rientro in sala le iscrizioni a parlare erano già chiuse, pazienza.

    On. Manichedda ho potuto scorgere in lei momenti di perplessità man mano che scorrevano gli interventi. La capisco, Lei che ha fatto del problema sanità nuorese un autentico cavallo di battaglia, si è esposto in prima persona, ha denunciato tutto e tutti, organizza una riunione molto importante, la sala è strapiena, successo assicurato e invece… sente esporre problemi banali, il televisore al plasma nella stanza di un medico, le pecore non stanno bene, c’è bisogno di una stanza in più in un reparto ect. Tutto qui? E invece no! Stia tranquillo ha fatto benissimo a tenere questo incontro perché la sanità italiana, sarda e quelle di Nuoro che conosco è allo SFASCIO TOTALE. Perché affermo questo Perché lavoro da 30 anni in Chirurgia e ho potuto assistere negli anni a un crescente distrazione e trascuratezza nei confronti del vero protagonista della sanità: il PAZIENTE. Tutti i vari assessori , manager, direttori sanitari ecc. ecc. che si sono succeduti nelle varie poltrone hanno pensato sempre a crearsi visibilità politica con piani rivoluzionari di vario tipo ma di queste riforme non si è accorto mai nessun paziente. File c’erano prima e file ci sono dopo i piani sanitari, piani aziendali ecc. Le liste d’attesa a tutt’oggi sono una autentica vergogna. Per alcuni patologie erroneamente considerate “minori” tipo ernie, calcolosi della colecisti, malattie della tiroide e altre, possiamo dire con tutta onestà al paziente che non verrà mai operato, se invece lo vogliamo prendere in giro lo mettiamo in lista d’attesa. La dignità del paziente viene calpestata in tutti gli atti sanitari dal momento in cui esce dall’ambulatorio del medico di base con la richiesta di eseguire un esame che vuol dire anche si arrangi con il CUP. Per non dilungarmi troppo non parlo dell’odissea del paziente che arriva finalmente in ospedale e tutto per una continua drammatica distrazione che porta alla cronicità dei problemi e ,aimè, alla sua stabilizzazione. Tutto ciò che viene speso od organizzato in sanità dovrebbe essere finalizzato alla salvaguardia della dignità del paziente nel momento più delicato della sua esistenza che è la malattia. Incredibilmente questo aspetto continua a sfuggire ai governanti della sanità a tutti i livelli vecchi e nuovi, oscurantisti e illuminati, di destra di sinistra di centro , indipendentisti e no. Continuate a impegnare le vostre energie ad elaborare macroaree, scorpori di Ospedali, centri di acquisto ect. Tutto bene, è il vostro mestiere, ma il paziente? Dov’è finito? Ancora una volta c’è stata questa dimenticanza. E dire che voi (noi) vi state proponendo come diversi da chi ha gestito male in passato la sanità a Nuoro. Se anche voi nelle vostre megariorganizzazioni vi dimenticate del paziente vi mettete allo steso livello delle gestioni precedenti e diventa inutile e solo propagandistica la critica al passato

  • Quella di Nuoro è stata una bellissima iniziativa,la sala era piena, ma ce da dire che altrimenti non poteva essere, parliamo infatti di un tema qual’è la sanità che in provincia di Nuoro credo sia la prima industria di posti di lavoro.
    Medici che si avvicinano al potere perché dal potere campano per le loro gratifiche e per le loro carriere, infermieri e precari che a loro volta seguono il medico come i pesciolini in mare seguono il pescecane.
    Io credo che ci sia tanto da fare, tanto da fare in sanità per primis..
    Mi chiedevo; ed ero tra i presenti; come mai nessuno ha avuto il coraggio di parlare del perché delle liste di attesa?
    Codici verdi, codici rossi, metastasi ecc.
    L’on Maninchedda ha provato a toccare i nervi scoperti, ha cercato di stimolare il dibattito, in sala non ci sono cascati.
    é vero che qualcuno ha detto che quando parli con un medico, se conti sino a dieci non ci arrivi che già sta parlando male del collega.

    Io mi chiedo da cittadino e da utente:
    Ha ragione Paolo Maninchedda quando dice che la sanità costa troppo e va rimodulata, le voci di sperpero sono beni materiali e personale, aumenti di stipendi per persone che prendono 100.000 euro all’anno (Medio) Tutto ciò è scandaloso.

    Caro Paolo, Ora che si può pensiamo tutti assieme, e tu con la tua forza e immagine pubblica a moralizzare questa categoria, che a mio avviso specula pure sulle liste di attesa.

    Ti faccio un esempio personale.

    Chiamo il CUP ( cosi oggi si chiama il centro di prenotazione unica)
    Visita ortopedica. Mi rispondono tra 40 giorni…
    azz.. dico io!!! e come faccio…

    Esco dall’ospedale e un caro amico mi dice, conosco io tizio mi dice, ecco ti do il numero …
    Chiamo e mi visita la sera stessa in un suo ambulatorio, ove ho trovato in fila prima di me ben 14 persone, visita fatta, senza ricevuta 80 euro con la ricevuta 110.
    Pago e vado via con un impegnativa per una risonanza magnetica,
    stessa trafila (CUP) ora i giorni sono 28 – abbiamo migliorato penso, ma il problema è che sto male.
    Vado da un privato non convenzionato, tre giorni 140 euro con ricevuta, torno dal medico di prima che mi visita per max 5 min.
    altri 110 euro e Mi dice, operiamo, la prossima settimana ti chiamo e ti ricovero, due giorni e tutto fatto.
    Insomma tot. provvisorio euro 360 euro.Io grazie a dio sto bene economicamente e lavoro, ma se capitasse a mia madre che prende 600 euro al mese di pensione?
    P.S altro amico, stesso mio problema, non conosceva nessuno, un suo amico gli da il numero di ospedale di Brescia.
    Chiama il mercoledi e lo prenotano per il Lunedi successivo, va li con l’impegnativa. Il sabato era a casa in piedi.
    Costo sostenuto??? le spese di viaggio.

    Caro On. iniziamo pure dagli operatori a far pulizia. e a impegnarci a moralizzarli, ( naturalmente senza avere la pretesa di fare di tutta l’erba un fascio)

    Qualcuno diceva Se L’argeant che fa la Gher..
    Scusate per il mio fracese e pure per l’italiano ma ci siamo capiti.

    Saludos a tottus

  • Se le può far piacere, ma so che non gliene farà, è in compagnia di Sardegna Democratica che ieri a Cagliari (e prima ancora venerdì ad Oristano) ha organizzato tre tavoli di scussione sul nucleare cui hanno partecipato , nelle tre diverse sessioni, più di 500 persone con innumerevoli interventi. Lei ha avuto notizia della cosa?

  • Legittimo il sospetto che alla base ci possa essere una qualche volontà di censura. Ma le questioni vanno inquadrate nelle dimensioni che hanno realmente. Spesso infatti si tratta di scelte piccole piccole fatte da vassalli piccoli piccoli che per un giorno si ritrovano in mano lo scettro e scelgono di favorire i propri amici e sfavorire i nemici…

  • In questi anni, nelle tv ,sui giornali nei programmi politici presentati agli elettori si è spudoratamente invocato, promesso, auspicato, che la politica dovesse tornare al servizio del cittadino, che era giunta l’ora di tornare a fare politica “dal basso”,che era necessario ridare la parola al popolo e bla bla bla…
    A meno di non essere stati vittime di uno stato di allucinazione collettiva, non mi sembra che nessuno dei miei simili si sia accorto del concretizzarsi di siffate affermazioni. L’unica cosa che molto pallidamente può ricordare qualcosa di simile è l’utilizzo delle primarie che, secondo un mio personalissimo punto di vista, assomiglia più ad un regolamento di conti in un partito nel quale convivono da separati in casa modi di intendere e di volere essenzialmente antitetici. Ma con tutta la buona volontà di cui sono capace non riesco a vedere l’esperimento come un vero coinvolgimento del cittadino alla vita politica di un partito.
    L’appello che lancia il nostro Paolo è lo stesso che migliaia di uomini, donne, giovani o meno giovani, lanciano “dal basso”. E’ un appello che non può trovare risposta solo nel costante impegno di ancora troppo pochi sardisti, ma deve essere il primo pensiero di ogni singolo componente di sezione. E’ l’unica risposta che abbiamo il dovere di dare a chi ancora è nella triste condizione di dover elemosinare il diritto ad una informazione libera, ma sopratutto aideologica. I lavori di ieri non verrano a conoscenza di molti se aspettiamo che siano i due quotidiani maggiori a divulgarli, ergo, tocca semplicemente ad ognuno di noi rimboccarsi le maniche e come diciamo da queste parti “a nos acartzonare”. Da qualche parte lo si sta già facendo con risultati apprezzabili, ma non basta, bisogna che eventi come quello di ieri sulla sanità,vengano programmati e realizzati anche altrove (gli argomenti non mancano)e che l’informazione negata sia garantita in tutti i modi possibili e a tutti i livelli, e questa volta davvero dal basso, a testa alta e con la schiena dritta.

  • Luciano Urru, pediatra Sardo di Gavoi

    … Sono verdi dalla RABBIA perché non riescono a NORMALIZZARE tutte le menti! E quelle libere,che non si fanno abbindolare dalle loro stupidaggini…
    Li stanno MOLLANDO…

    Salute a tutti

  • Altre associazioni organizzano convegni ben più affollati e partecipati di quelli del Psd’Az di cui la stampa e anche la TV non da minimamente conto e non si stracciano le vesti, l’On. Maninchedda si. Perché tutta questa voglia di essere sempre e comunque la prima donna?

  • Perché t’interroghi sul silenzio dei giornali e della politica?

    Per costoro è l’unica strategia da adottare!
    Hanno paura! Sanno che il velo sta alzandosi mettendo a nudo mille nefandezze. Come potrebbero ribattere? E’ preferibile rimanere sotto di coperta confidando sul fatto che la tempesta alla fine passerà. Il silenzio e il buio consentiranno loro di affilare le armi per difendersi stringendo alleanze, continuando a utilizzare il potere per mantenere il consenso, dispensando semplici diritti camuffandoli come favori, sperperando risorse come fossero proprie, fottendosene delle norme ed esercitando un nepotismo sfrenato.
    Per poter sollevare definitivamente il velo che nasconde il putridume, occorre indirizzargli contro un vento impetuoso tale da sradicarlo . Come?

    Semplice! Non una… Ma decine di riunioni nel territorio… Tutte dedicate alle molteplici problematiche che attanagliano i cittadini con le soluzioni immediate da proporre e definire. Nelle stesse riunioni occorrerà evidenziare con fermezza quanto finora accaduto e le spaventose conseguenze sulla vita delle persone. Prova a immaginare una riunione ( il termine convegno ha oramai un senso negativo nella mente delle persone ) imperniata sugli sperperi di risorse pubbliche dal titolo “ Politica sprecona: fatti e conseguenze “. Io immagino una riunione senza passerelle politiche ma semplicemente dedicata a esposizioni succinte dei fatti con tempistica stretta per gli interventi. In tal modo l’uditorio avrebbe la possibilità di prendere atto e conoscere quanto accaduto… La conoscenza stimola i pensieri e la voglia di evidenziare a tutti le malefatte. Qualunque partecipante porterà i fatti all’attenzione prima dei familiari, poi dei conoscenti e amici, innescando un passa parola che man mano raggiungerà tutti gli strati della popolazione.
    La mia paura è un’altra! Ci saranno abbastanza coraggio e sottostante dovere morale per denunciare il malcostume imperante?
    Un movimento si radica nel territorio con la presenza continua, l’attenzione ai bisogni che emergono, la capacità di essere al fianco delle persone e dei loro problemi e l’ immediatezza nel proporre e definire soluzioni . Guardiamo con attenzione alle metodologie adottate dalla Lega nel presidiare i territori e radicarvisi profondamente, facciamole nostre e i risultati verranno da soli.

  • Danzatore delle stelle

    In una puntata del cartone dei Simpson ambientata in Cina, é apparso un cartello che messo su un monumento recitava pressapoco così:
    “In questa piazza nel 1989 non è successo nulla”.

  • Giancarlo Mameli

    IGLESIAS & IL SOLCO

    sin dalla nascita e riorganizzazione del partito ad Iglesias, la sezione “Davide Cova” ha più volte posto il problema in federazione di uno sforzo, per comunicare oltre gli apparati di partito.
    Devo dire sinceramente, che siamo ancora lontani dalla militanza passionale che deve contraddistinguere chi sceglie di interpretare, oltre che condividere un progetto politico di carattere ideologico.
    ad ogni modo noi ad Iglesias, stiamo portando avanti il progetto della stampa di un singolo foglio,in formato A3, che ci consentirà,di pubblicizzare le nostre iniziative e le nostre idee in città e nel territorio.
    Abbiamo “abusivamente”, dato il titolo “IL SOLCO DI IGLESIAS”, abusivamente,perchè il solo ipotizzare un’avvicinamento al glorioso “SOLCO”, ci pone in qualche modo in imbarazzo oltre alla coscienza di avere una grande responsabilità.
    Siamo arrivati a questa decisione,poichè anche nel Sulcis,abbiamo riscontrato,che per i Sardisti,non c’è spazio sulle pagine del”L’UNIONE SARDA”,mentre, appare più sensibile, la redazione della “NUOVA SARDEGNA”.
    Ora bisognerebbe capire,se le federazioni,possano in qualche modo,anche con piccoli contributi,sostenere questo tipo di iniziative.
    E ad ogni modo,essendo la sezione “Davide Cova” di Iglesias,composta da militanti veri, il progetto andrà in porto comunque,incentivi o non incentivi di partito.
    Certo appare strano,che a tre mesi ormai dal rinnovo di un’amministrazione Capoluogo come Iglesias,il partito non sia sensibile a questi progetti,come appare strano che sulle vicende socio-economiche del territorio,la Federazione, non abbia espresso il minimo pensiero sulle vicende.
    Ad ogni modo,sempre e comunque,”Fortza Paris”.

  • Non vedere (forse più semplicemente ignorare, nel senso di ignoranza, o altrimenti in totale malafede l’altra faccia della medaglia) la validità del messaggio sardista di circa un secolo fa lascia sgomenti. Non contestualizzare storicamente il pensiero di Bellieni e l’azione di Lussu oltre agli altri, è opera di disinformazione e di odio nei confronti del PSD’AZ per ingraziarsi il Signore di Funtanazza (due seggi sicuri almeno, vano error vi lusinga, andate a vedere i risultati e studiatevi la legge elettorale e comunque con il voto disgiunto vi siete alleati sotto banco con il PD, partito italiano, formalmente però siete contrari). Il dibattito politico in Sardegna oggi come ieri è tutto incentrato su tematiche sardiste a destra, a sinistra al centro. Il PSD’AZ è il solo partito fotocopiato non per servire il popolo sardo ma per conservare e rafforzare le carriere personali. Irs nasce da Sardegna Nazione, Sardegna Nazione nasce da Su Populu Sardu che tentò la scalata al PSD’AZ ma fallì. C’è sempre uno spazio da occupare in contrapposizione violenta al Partito Sardo. Bene che rimangano in vita Irs e SNI altrimenti il loro spazio verrebbe occupato da altri “indipendentisti parolai”; non ho paura di ripeterlo egregi “indipendentisti” da 18 mesi (e per quanto ancora?). I Sardisti hanno nel loro DNA l’animus pugnandi e non arretrano di un millimetro difronte a nessuno. Sono ben consapevoli della validità della loro idea e non permetteranno a chicchessia di utilizzarla strumentalmente a fini personali.
    A voi no sta bene ai sardisti si. Questa è la differenza.

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