Le balle del Giornale di Berlusconi: la contabilità federalista che ci fotte. Dobbiamo ragionare di fisco in fretta se vogliamo fare l’indipendenza. Ma il Pdl nazionale che in Italia è il partito del “non mettere le mani in tasca agli italiani” vuole mettere le mani in tasca ai sardi

15 giugno 2010 08:4616 commentiViews: 57

121Domenica, il Giornale, organo di stampa di proprietà della famiglia Berlusconi, ha pubblicato un ampio servizio sulle regioni a statuto speciale, tra cui, ovviamente la Sardegna. La ratio degli articoli è la seguente: queste regioni consumano più di quanto producono. Non solo: evadono anche le tasse. Nella fattispecie, per la Sardegna, si sostiene che il residuo fiscale (spiegherò dopo questo concetto mobile che ognuno usa e determina come meglio crede) è passivo per la Sardegna per oltre sette miliardi di euro e che più della metà dei sardi evade le tasse. Si tratta di balle spaziali, costruite da un giornale che sta preparando i presupposti per il saccheggio delle risorse della repubblica italiana a favore del nord. In questa isola addormentata, non si è capito che essere indipendentisti, o almeno autonomisti, oggi significa far di conto; significa parametrare la finanza regionale rispetto a quella nazionale e lottare per difendere l’impostazione più conveniente di questo confronto. Invece: la Sardegna non ha una politica delle entrate (non basta metter su la rinegoziazione del Patto di stabilità e l’impostazione per acquisire le entrate ex accordo Soru: serve una politica che iscriva il tema come prioritario, che lo difenda, che lo amplifichi, che contesti le balle degli altri). Veniamo alle balle berlusconiane: il residuo fiscale esposto in due pagine, con tanto di box, non è calcolato dal ministero delle Finanze, o dall’Istat, o comunque da un ente ufficiale che dice e racconta come lo calcola; no, è calcolato dalla CGIA di Mestre, ossia dall’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre. Che cos’è il residuo fiscale? E’ la differenza tra le imposte, i tributi e i contributi pagati da una regione e i trasferimenti pubblici erogati a quella stessa regione. Sembra facile ma non lo è. Si pensi solo a questo dato: l’Assoedilizia calcola che il residuo fiscale pro capite in euro per la Sardegna sia di – 3.300 euro, cioè ogni sardo riceverebbe 3.300 euro in più di quanto produce. Secondo Il Sole 24ore tale residuo pro capite, invece, sarebbe  di – 2650; secondo i mitici mestrini in salsa berlusconiana, il residuo regionale sarebbe di -4226 euro pro capite. Basta questa ridda di cifre per capire che si sparano numeri alla viva il parroco. Ma il fatto grave, per noi, è che i mestrini adottati e dopati dal Giornale del Presidente del Consiglio confessano candidamente di aver usato per i loro calcoli i bilanci di competenza della Regione Autonoma della Sardegna. E qui sperimentiamo che cosa vol dire dire bugie. I bilanci 2006, 2007, 2008, 2010 iscrivono in entrata somme inesistenti, gonfiate ad hoc per poi gonfiare la spesa. Se si considera che le entrate (tributi, imposte e contributi) si attestano mediamente intorno ai 7 miliardi, e che le uscite vere (trasferimenti di vario tipo) non superano mediamente i 5 miliardi di euro nei rendiconti consuntivi, si scoprirebbe che la Sardegna ha un residuo fiscale attivo, cioè prende meno di ciò che produce. Ma bisogna avere la pazienza di non blaterare, di sedersi e studiare, di impegnarsi, di combattere col ministero, e di combattere con chi al nord, in testa ampi settori del Pdl sta preparando la grande fregatura.
Veniano alla seconda balla della stampa-berlusconiana: secondo il Giornale la metà dei sardi non paga le tasse. Fonte? La stima di un sociologo apprezzato ma non infallibile, Luca Ricolfi. Il quale usa un parametro messo su con molte cautele dall’Ufficio studi dell’Agenzia delle entrate che sottrae al Valore Aggiunto Istat il valore aggiunto IRAP e così ottiene, secondo loro, la Base imponibile non dichiarata, cioè, secondo loro, l’ammontare complessivo di ricchezza su cui non si sono pagate le tasse. Poi che cosa fa l’Agenzia delle Entrate, divide la Base Imponibile non dichiarata nuovamente per il Valore Aggiunto dell’IRAp e ottiene, udisci udisci, un valore percentuale che indicherebbe “la propensione all’evasione”. Sono tecniche di rilevazione e di contrasto all’evasione fiscale che anche chi le ha inventate propone con una certa cautela. Infatti, la stessa Agenzia delle entrate, in occasione di un convegno organizzato a Napoli nel 2004 dall’Università Partenope, avvertiva che il modello non riusciva a cogliere tutti i servizi e i beni scambiati no market, tipici delle aree del paese dove sono diffuse pratiche più di sussistenza che di economia rilevabile.  Faccio un esempio: la famiglia che si coltiva la vigna, l’orto, che alleva il maiale e che si fa il formaggio, produce beni e servizi non rilevabili; viceversa, l’alluvione di Capoterra, che ha mosso elicotteri, ruspe, muratori, persone, ha fatto aumentare il Pil della Sardegna. Non a caso, in occasione del convegno del 2004, lo stesso ufficio studi dell’Agenzia delle Entrate divideva l’Italia in blocchi e rilevava, qui siamo alla follia, che le regioni a maggior tasso di evasione, risulterebbero quella con economie fondati su processi no market e su agricoltura e servizi tradizionali. Invece le regioni a media e bassa tecnologia, cioè centro nord. Credo sia chiaro che sta nascendo una pseudo scienza tributaria che afferma che chi non paga le tasse è la parte più povera del paese, che va dunque adeguatamente spremuta. Ma qui, la balla nordista viene a galla come certe deiezioni egoisticamente abbandonate in mare. Equitalia Sardegna ha affermato ufficialmente dinanzi alla Commissione Bilancio della Regione Sarda, che i sardi non evadono un bel niente perché dichiarano tutto l’imponibile, solo che non riescono a pagarlo. Tutto questo è ben noto ai nordisti, ma loro cercano di convincere tutti di ciò che a loro conviene, con i sardi impegnati a dividersi, a odiarsi, a non studiare. E allora, a costo di dare un doccia fredda, è bene dire la verità: la Regione Sardegna ha una paurosa crisi del Pil che produrrà un crollo delle entrate; il governo non vuole applicare l’accordo Soru e la Regione non si sta adoperando più di tanto al livello adeguato per farlo rispettare; i costi fissi aumentano di peso percentuale dinanzi al diminuire delle entrate.
Che fare? Bisogna: sgonfiare i bilanci; abbattere i residui applicando la norma nazionale (ciò che non è stato realmente speso negli ultimi tre anni, viene revocato e  recuperato); non procedere ai rinnovi contrattuali dei dipendenti regionali; tagliare i costi della politica (gabinetti, indennità aggiuntive ecc.) e dell’amministrazione (premi ecc.); chiudere qualche ospedale; rinunciare per un triennio al finanziamento di tutto ciò che non è strategico; concentrare le risorse sulle piccole imprese, sulle aree di crisi, sul welfare e sulla scuola-formazione-università; cambiare la legge 1 e la legge 31 in modo da responsabilizzare la struttura amministrativa regionale (chi non lavora, a casa); votare la mozione dell’indipendenza e da lì ripartire per una riforma dello Statuto competitiva con lo Stato italiano, che lo induca a rivedere la propria struttura in senso confederale e non federalista-egoista-fottipopolo; fatto lo Statuto, andare a elezioni per sottoporsi al giudizio del popolo.
Io so che cosa rischio a dire queste cose e mi preparo a difendermi. L’attacco sarà morale e giudiziario, piuttosto che politico, e verrà da un partito trasversale che teme il cambiamento. Ieri ho dato mandato al mio avvocato di monitorare le procure per sapere quando e se qualcuno mi denuncerà per qualsiasi cosa (dal fatto che dico le parolacce, al fatto che dico la verità). Prepariamoci ad una battaglia dura.
Ieri mi ha chiamato un alto dirigente del Pd. Abbiamo conversato amabilmente: siamo amici. Mi chiedeva che cosa avessi in testa. Gli ho risposto che ho in testa esattamente quello che dico in pubblico e che ho in testa dal 1994: cambiare il sistema politico della Sardegna. Ma gli ho posto una domanda: “Voi, se nasce il grande partito dei sardi, che farete? Voi condividete l’ostracismo che mi riserva l’area Soru o siete altra pasta? Voi accettate di parlare di Sardegna con i liberali veri non Berlusconi-dipendenti del Pdl o li considerati degli appestati? Voi, quanta voglia avete di fare pulizia politica in casa vostra?”. Ci siamo dati un nuovo appuntamento.

16 Commenti

  • Da meridionale e indipendendentista vi ribadisco un concetto: la Val d’Aosta, la Sardegna, la Sicilia, il Meridione, il Venento, il Sud Tirolo non saranno mai liberi se gli autonomisti non si coordinano a livello statale. La Lega ha fatto molti errori, ma una cosa Bossi l’ha capita: solo unendo i vari movimenti si può distruggere lo stato centralista. Lui poi ha creato un partito personalista e dittatoriale, ma gli altri autonomisti che hanno fatto? Ripartiamo da dove ci eravamo fermati, dal progetto di Salvadori, solo uniti potremo vincere.

  • Ciao Paolo, spero che almeno a questa richiesta tu mi risponda.
    Come mai tutti questi dati che riporti ( mi riferisco anche ad altri trattati in altri articoli e riferiti all’economia a 360° riguardanti la Sardegna) non sono disponibili per download o, meglio, nel sito della regione e liberamente consultabili?
    Grazie
    Giulio cherchi

  • Spiace vedere che anche l’onorevole Maninchedda sia stato contagiato dalle tesi tanto care al ministro brunetta, come fosse la panacea di tutti i mali viene proposto il blocco dei contratti dei dipendenti regionali. E’ bene ricordare che gli stipendi dei dipendenti regionali non sono gli stipendi ben più pesanti percepiti dai dipendenti del consiglio regionale. L’ultimo incremento contrattuale 2008/2009 per i dipendenti regionali è stato di circa 40 euro al netto, su stipendi percepiti, sempre al netto, che per la gran parte vanno su una media di circa 1200-1300 euro mensili, molti dipendenti portano a casa anche 1000 euro al mese. In ogni caso sarebbe onesto da parte di chi proporre il blocco del contratto dei dipendenti regionali agire veramente prima sugli sprechi. Tagliare indubbiamente costi della politica (gabinetti, indennità aggiuntive ecc.), ma anche gli emolumenti dei Consiglieri regionali, il taglio delle auto blù, le diverse prebende compresi i compensi per incarichi di alta professionalità o settori inesistenti, ma soprattutto l’azzeramento delle consulenze e delle assunzioni dirette di personale con contratti di collaborazione che sono da sempre un modo efficace per evitare i concorsi pubblici. I consiglieri dovrebbero azzerare tutte quelle norme, da loro approvate, che hanno inserito nei ruoli della regione personale senza concorsi pubblici, ad esempio ex Hidrocontroll, Co.co.co, o il personale dei gruppi del Consiglio, assunti dai gruppi e inquadrati per legge regionale nell’Amministrazione regionale, poi comandati di nuovo alle dipendenze degli stessi gruppi e con uno stipendio tre volte superiore a quello dei normali dipendenti regionali, con in più naturalmente l’indennità per il comando in consiglio. Si parla di carrozzoni e poi i consiglieri premono per l’applicazione della norma di legge che prevede la possibilità di inserire nei ruoli delle amministrazioni regionali almeno 350 veterinari dipendenti dell’ARA, peraltro tutti già occupati ed in parti anche liberi professionisti. Perché poi non proporre il blocco dei contratti anche per l’Ente Foreste? Un Ente che ormai ha più dipendenti della amministrazione regionale, del CFVA e delle sue Agenzie messe assieme. Inoltre è notevole il costo individuale dei dipendenti della ex formazione professionali in servizio presso l’Assessorato al Lavoro nonostante gli Enti di formazione abbiano tutti ripreso la loro attività. Per non parlare di quanti Enti inutili esistono solo per dare incarichi a esponenti di partito rimasti senza cariche?
    Il Consiglio Regionale non ha mai voluto ascoltare le nostre denunce, ripetiamo che per consentire un reale risparmio quanto riguarda il comparto pubblico regionale bisogna prima di tutto per bisogna limitare al massimo nuovi ingressi nelle amministrazioni regionali ed in tutte quelle che comunque gravano sulla finanza regionale, diminuire contemporaneamente il numero di posizioni dirigenziali e di responsabilità, bloccare quindi i concorsi per nuovi dirigenti e assunzioni di contrattisti e sfruttare al pieno delle loro capacità le professionalità interne, spesso sottoutilizzate con danno per l’amministrazione e demotivazione del personale. Infine non si possono fare proposte credibili se non si parte dal taglio sia il numero dei Consiglieri regionali sia degli emolumenti che percepiscono.

  • Colpo Grosso

    La tabella a cui si fa riferimento, sarebbe questa: http://utenti.multimania.it/dm59e22/trasferimenti.jpg ???

    Se si, questa risposta: “I bilanci 2006, 2007, 2008, 2010 iscrivono in entrata somme inesistenti, gonfiate ad hoc per poi gonfiare la spesa.” non è molto illuminante, visto che i dati della tabella si riferiscono al 2002.

  • Stefano De Candia

    Solo per segnalare a Sardus che la situazione di Bruno Bellomonte è inaccettabile di per sè, a prescindere cioè dal fatto o meno di essere indipendentista o altro.
    Spero solo che qualcuno paghi per come si sono gestite le vite di Bruno e della sua famiglia e degli amici più cari.
    Io credo che bastino poche parole per definire la sua situazione… allucinante per un paese sedicente democratico e dove si dice viga uno stato di diritto e male ha fatto il mio partito a non stigmatizzare tale assurde manipolazioni giudiziarie e non dare palese e aperto sostegno ad un compagno di lotta indipendentista, che non ha le nostre stesse idee ma che merita per il solo fatto di essere cittadino il rispetto della sua dignità di persona ed è indecente che venga tenuto in stato di prigionia nel carcere più lontano possibile per fiaccare la resistenza dell’uomo che è forte ma non per questo merita di essere testata con metodi che davvero poco hanno di uno stato di diritto.
    Io sarò anche di parte perchè lo conosco bene e da tanti anni e pur spesso non condividendone i metodi e gli idealismi di fondo, tutti leciti per quel che mi consta sapere a dire il vero…, non posso stimarlo ed apprezzarlo per l’entusiasmo e la tenacia con cui sostiene le sue idee cosa assolutamente sacrosanta e lecita.
    LIBERATE BRUNO!!!

  • Sconcertante

    Onorevole Maninchedda, mi associo in parte alle cose dette da sardus, guardi che il confine tra ciò che viene fatto in modo apparentemente pulito, in giacca e cravatta, dalle classi dirigenti unioniste, anche quelle di nuova candidatura che parlano di sovranità, conniventi con chi ha tutto l’interesse affinchè la Sardegna rimanga una regione controllata dallo Stato Italiano – una in primis su tutte lo stato di servitù militare perenne – e chi lavora dietro le quinte minando la credibilità di un percorso di autogoverno democratico è molto labile.

    È tanto labile che può lavorare in entrambi i modi e non è detto che alcuni suoi amici non siano impegnati in tal senso. E se lei è sincero come politico e (forse) è anche indipendentista, perchè il sardismo ormai ha perso ogni sapore quando non sa cosa vuole, non può far finta di nulla. Non è richiudendosi dentro la torre d’avorio delle élite politico culturali sarde, cercando di fare il mediatore con gli oligarchi e parlando poi allo stomaco della gente scrivendo che occorre stare dove c’è la fame che convince il popolo sardo a rimboccarsi le maniche.

    Guardi cosa è successo:
    http://bellaciao.org/it/spip.php?article26883
    http://imcsardinia.dyndns.org/article/418
    e chiediamoci cosa l’Italia ha ancora da darci, come si possono tenere in galera per 2 anni delle persone in attesa di giudizio?

    Tempo fa scrisse che per le denunce che Lei stava facendo temeva per la propria incolumità se non erro. Ci sono cittadini uguali a Lei, non peggiori di Lei, che non hanno avuto la ribalta sarda come Lei che sulla loro pelle quel prezzo lo hanno pagato caro.

    La saluto.

  • Si ragioni di fisco (se vuol farsi la contabilità pseudo-federalistica sbilanciata) ma, arrivati a questo punto, occorre che si spieghi bene ai cittadini cosa ben si intende con quel “fare l’indipendenza” …. perchè quel che ne è uscito fuori dalla campagna per l’indipendenza annunciata (che si sarebbe dovuta scatenare in provincia di Nuoro) quel che pare esser venuto fuori sembrerebbe ben poca cosa. Il gigante a partorito il topolino o …. si è sbagliato qualcosa?
    Come al solito, finita la bagarre elettorale che ci ha visto divisi, col vostro permesso rientro tra i commentatori di S&L, e lo faccio da vero vincitore dell’ultimo confronto, se vero è che sono (penso) l’unico “candidato alle provinciali in Sardegna-scrutatore di seggio elettorale” che dal voto si è astenuto. Con la follia del genio che mi contraddistingue il mio gesto di disobbedienza civile massima ha una ragione politica (visto che un altro indipendentista candidato ….. a votare non c’è potuto andare perchè ….. in attesa di giudizio).
    È differente la condizione tra chi a votare non ci può andare (perchè interdetto, magari privato dei diritti politici ….. come il Presidente di Maluentu Meloni … giudicato) e chi perchè in stato di detenzione da più di un anno per “reati politici” …. in attesa di giudizio (che gode, conseguentemente, di tutti quei diritti politici elementari – com’è quello del voto – di uno stato che si definisce democratico) ….. per di più su prove sommarie basate su mere intercettazioni ambientali che neppure il “cavalier primo ministro” sopporta più, com’è nel caso del candidato sindaco di Sassari BRUNO BELLOMONTE e licenziato in tronco dal posto di lavoro che gli mette a rischio persino la corretta maturazione dei contributi versati per fini pensionistici!!!
    Ohi il fisco, basta dire che equitalia mi ha notificato la cartella esattoriale per il canone rai, posso dire che si sia raggiunto il culmine, no ischin’ pius comente lu risquoter’ e …. bah, lassamos ruer’ chi mi faghet ascamu solu a bi pensare, pensamus a s’Indipendentzia federalistica …. ca naran’ chi “su populu sardu” (o “sos sardos” a preferenzia”) si presentet semper’ pius divisu in dananti ‘e s’imperialismu italo-americanu chi naran’ “colonialismu” (primu ‘e totu culturale) manifestadu in manera giara da sos risultados. No isco si bos rendedas contu de ite potat esser’ capitadu a unu candidadu indipendentista presoneri …. in attesa de giudiziu cun proas basadas subra proas attintas da meras intercettaziones ambientales!
    No est subra sas intercettaziones ambientales chi fu’ partida sa tribulìa de sos cumpagnos de “A manca”, cun totu sas intercetaziones telefonicas in tundu ‘e sas bombas de sos cassonetos de s’alga in Porto rotondo?
    E’ accaduto un fatto gravissimo in queste elezioni, carissimi, che parrebbe essere arrivato come “folclore politico-indipendentista” ma rappresenta, per un politico che ha coscienza, un vera e propria ingiustizia democratica.
    Ciò che è accaduto alle elezioni comunali di sassari ad un vostro avversario ha dell’inaudito e voi vi gongolate consolandovi per “i progressi del partito in Provincia di NU” …. oro?
    Oddìo, perdonatemi, in chiusura, come si sta scadendo, come si sta cadendo in basso, provo, frustrante, un enorme senso di pena.
    Già è vero che non mi ci sto dedicando più ad intervenire commentando i temi proposti ma, se è vero che …. “fatto lo Statuto”, occorra “andare a elezioni” per sottoporsi al “giudizio del popolo”, mi chiedo dove viviate. 3/4 del popolo a votare non c’è andato, osservate bene l’andamento dell’affluenza alle urne ….. io unico candidato a non aver votato, come risulto, rappresentante del corpo elettorale …. che aspetta il segnale!
    Saluto a Nino, ci siamo incontrati in tribunale per l’estrazione delle liste, mi dispiace solo averlo trascurato per quel professore di diritto italiano che rappresentava la Lega Nord Sardinia, però era fondante, si discuteva del valore sacrale dell’antica iura e Pontida è venuta dopo, molto dopo la data storica che contrassegna “lo strumento turritano”.
    Bah, scusatemi, forse ho esagerato un poco per essere un “rientro” ma, data la gravita politica, morale e giudiziaria, mi è premuto farlo presente per ripensare un attimo anche le linee della difesa da presentare. Ora la palla passa ai Sindaci dei Comuni, ai Presidenti delle Province ed ai loro consigli. La Regione dovrebbe aiutarli ed invece ….. si parlava di chiuderle le province, accorpare i comuni …. si devono ancora approvare ufficialmente molti statuti d’Unione …. i Comuni paiono restii a rinunciare alle loro competenze originarie ma …. i tagli se ne vanno a colpire i servizi dei territori mettendo le mani nelle tasche dei Sardi …. come se i conti in tasca dei sardi non li abbiano sempre fatti, parremmo già tutti dimentichi delle varie peripezie ordite “nel mezzogiorno” con le tasche dei sardi.
    Nel mezzogiorno, non so se vi ricordiate, c’era una cassa che dispensava finanziamenti a pioggia …. che poi s’è scassata. Lo sconquasso aveva prodotto un gran caos con riflessi persino in borsa.
    cessss ….. ditemi cos’altro abbiamo conosciuto finora oltre “la crisi”?
    beh, signori, dovesse servire altro mi pare già ben servito, mi piacerebbe trovaste temi su cui riflettere a questo punto.
    Se voleste “farla” questa sospirata Indipendenza resta poco da fare, oramai c’è poco aspettare prima o poi, vedrete, si farà da Sè. In 15 giorni abbiamo eroso …. quant’è …. mi che è un numero schiacciante con percentuale indecente ….. chi rappresentano Deriu e Milia? Quale legittimazione possono trovare in quei …. consigli?
    Scrivono i giornali del PD e del PdL e voi parrebbe che ancora li leggiate, ancora non mi spiego come ci sia nel sardismo qualcuno che rema contro la svolta indipendentista. Ajò dai, aspettiamo la mozione, ad ottobre (forse) votiamo il referendum consultivo che si oppone al nucleare operativo …… già ci portano i militari a sorvegliarlo con ordini di sparare a vista ….. perchè si abattono i costi dell’energia e si crea lavoro. Ohibò …. la fiscalità!!!

  • Una analisi completa forse dovrebbe cercare di portare a capire se in ipotesi di partito sardo che corre da solo si sarebbe arrivato a un risultato, in termini numerici perchè poi nella sostanza la coalizione ha perso, come quello odierno. Cerco di spiegarmi meglio. Leggo oggi questo articolo tanto ostile e comunque polemico nei confronti del Presidente del Consiglio.Ma mi chiedo se il partito sardo non fosse stato alleato con il PDL, vista anche la teoria del c.d.voto utile, avrebbe preso il 13%. Io francamente non credo come non credo che avrebbe migliorato a tal punto i risultati se non avesse in mano l’assessorato ai lavori pubblici in regione e comunque in assenza dell’alleanza che l’ha portato a governare la regione. Senza tale e tanto potere o influenza non so cosa sarebbe successo. Forse un analisi di questo tipo servirebbe, salvo comunque la prova del nove. Andare da soli.

  • Danzatore delle stelle

    @Massimiliano:
    Ti ringrazio per la precisazione, spero di non dover aspettare tempi migliori quanto loro hanno atteso la coppa…

  • Intanto lavoriamo su Cagliari per le comunali 2011.
    Senza PdL.

  • Enea Dessì

    La svolta belga ci da una speranza e una ragione in più per continuare la battaglia intrapresa. Una domanda Paolo: come intendi procedere per la costruzione del grande partito sardo? Continuando col lavoro di depotenziamento o presentando un piano che ci veda pronti per le prossime regionali? Anzi per le prossime europee.

  • Massimiliano

    Danzatore la Saras ha la sede legale in Sardegna, infatti per l’Europa siamo ricchi e la conseguenza e’ l’uscita dall’obbiettivo 1 che ci avrebbe dato risorse per posti di lavoro molto superiori a quelli in Saras.

  • Alonso Quijano

    Chi, nel Pdl, ha votato Pd per paura del nuovo che avanza?

  • La stampa belga non ha usato mezzi termini per enfatizzare la portata storica del risultato delle elezioni politiche del 13 giugno, con la vittoria del partito nazionalista indipendentista fiammingo di Bart De Wever.
    Oggi i francofoni sanno che non sarà più possibile temporeggiare, e che è arrivato il momento di negoziare sul serio con i fiamminghi il futuro del Belgio. Lungo la frontiera linguistica fissata nel 1963 tra le Fiandre e la Vallonia si è creato uno spartiacque tra due paesi distinti: è diversa e fonte di continui contrasti la lingua, sono diversi i giornali e le televisioni, diverse le economie, con le Fiandre sempre più insofferenti dei cospicui trasferimenti di denaro alla Vallonia.
    Terre come la Sardegna, povere perchè presunte e tenute tali dalla governance, ma in realtà potenzialmente molto ricche, devono oramai necessariamente dotarsi di una struttura di governo indipendente, flessibile ed integrata in Europa.
    Spesso ci chiediamo: siamo come le altre regioni d’Italia?
    No.
    Siamo come gli altri stati d’Europa e del Mediterraneo, dall’Irlanda a Malta e Cipro.
    Noi dobbiamo autodeterminarci.
    Dobbiamo riuscire a percorrere la strada del nostro futuro con consapevole decisionismo. Lontano dall’ipocrisia degli italiani, vicino alle nostre istanze.

  • Danzatore delle stelle

    A proposito di disinformazione,date un’occhiata a questo link:

    http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201006111038-eco-rt10057-commercio_estero_istat_riparte_export_i_trimestre_boom_isole

    (AGI) – Roma, 11 giu. – Riparte l’export italiano nel primo trimestre dell’anno. I dati sulle esportazioni delle regioni diffusi dall’Istat segnalano una crescita del dato tendenziale grezzo pari al 6,6%. E un vero e proprio boom si registra nelle Isole, dove il balzo su base annua raggiunge il 51,8%, in virtu’ del forte aumento del valore delle vendite all’estero di prodotti petroliferi raffinati.

    Ho appreso la notizia dalla radio e non credevo alle mie orecchie.
    Per un’attimo, le cunette piene di ogni sorta di spazzatura che fanno da contorno alla SS 131, si sono trasformate in un immenso mercato all’aperto, con bancarelle piene di prodotti locali che non vedevano l’ora di essere acquistati ed esportati.

    Siamo alla follia pura, la mia isola esporta prodotti petroliferi raffinati quando io, povero vittimista evasore, pensavo che a farlo fosse una famiglia milanese che paga le tasse in lombardia e spende i suoi proventi con una squadra di calcio che permette ingaggi milionari ai suoi giocatori e grava (come tutte le altre società del resto) sui contribuenti e sul ministero dell’interno per quanto riguarda l’ordine pubblico, il decreto spalmadebiti e quant’altro.

    I’m not sleeping, I’m wide awake.

  • Buongiorno, la cito: “Ieri ho dato mandato al mio avvocato di monitorare le procure per sapere quando e se qualcuno mi denuncerà per qualsiasi cosa (dal fatto che dico le parolacce, al fatto che dico la verità). Prepariamoci ad una battaglia dura.”
    Che ridere, se non fosse ironia potrebbe essere classificabile come mania di persecuzione :). Le posso rivolgere una domanda? Sono troppo curiosa. Cosa (perchè chi immagino) sono i liberali veri? Sono d’accordo sul cambiamento e su tutto il resto sempre senza fanatismi di sorta. Il fanatismo è energia negativa che non muove il prodotto creativo; noi abbiamo bisogno di una “nuova creazione” che non è relativismo ma “novità”, appunto! Cordialità.

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