L’anima della Chiesa

10 marzo 2013 08:515 commentiViews: 18

I cattolici sono, in queste settimane, coinvolti in una seria riflessione sul futuro della Chiesa che, grazie a Dio, non dipende da loro. A leggere i giornali, il Conclave è solo un fatto politico, sociologico e quant’altro; si legge poco o nulla sulla radice spirituale della Chiesa, cioè sulle ragioni profonde del gesto di Ratzinger e delel prospettive che esso apre.
Oggi è domenica. Il giorno giusto per riportare una frase di un discorso tenuto da Ratzinger nel 1969. Sta girando molto in rete in queste settimane; merita che gli si dedichi un momento.
“Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la Fede al centro dell’esperienza. Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti. Allora la gente vedrà quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto.” (Joseph Ratzinger, 1969)

5 Commenti

  • segue:
    Ma nella stessa, nel paragrafo Paternità responsabile, si dice: « In rapporto alle condizioni fisiche, economiche, psicologiche e sociali, la paternità responsabile si esercita, sia con la deliberazione ponderata e generosa di far crescere una famiglia numerosa, sia con la decisione, presa per gravi motivi e nel rispetto della legge morale, di evitare temporaneamente od anche a tempo indeterminato, una nuova nascita. Paternità responsabile comporta ancora e soprattutto un più profondo rapporto all’ordine morale chiamato oggettivo, stabilito da Dio e di cui la retta coscienza è vera interprete. »Questa decisione di papa Montini ricevette molte critiche. Tuttavia, Paolo VI non ritrattò mai il contenuto dell’enciclica, motivando in questi termini a Jean Guitton le proprie ragioni: « Noi portiamo il peso dell’umanità presente e futura. Bisogna pur comprendere che, se l’uomo accetta di dissociare nell’amore il piacere dalla procreazione (e certamente oggi lo si può dissociare facilmente), se dunque si può prendere a parte il piacere, come si prende una tazza di caffè, se la donna sistemando un apparecchio o prendendo “una medicina” diventa per l’uomo un oggetto, uno strumento, al di fuori della spontaneità, delle tenerezze e delle delicatezze dell’amore, allora non si comprende perché questo modo di procedere (consentito nel matrimonio) sia proibito fuori dal matrimonio. La Chiesa di Cristo, che noi rappresentiamo su questa terra, se cessasse di subordinare il piacere all’amore e l’amore alla procreazione, favorirebbe una snaturazione erotica dell’umanità, che avrebbe per legge soltanto il piacere. »

  • Papa Wojtyla ha contribuito alla caduta della potenza sovietica, attraverso le proteste non violente del sindacato cattolico polacco Solidarnosc, paragonate alla lotta pacifica del grande Gandhi e del suo movimento, che portò alla fine del dominio britannico in Inda. L’azione di Papa Giovanni Paolo II infatti fu determinante per la caduta del muro di berlino e la fine del comunismo. Come dimenticare Gorbaciov che riceve Giovanni Paolo II? le folle di Berlino est esultanti e il mitico pezzo degli Scorpions “Wind of Change” Dunque Papa Wojtyla si fece vero interprete del cambiamento epocale che si stava compiendo. Penso che in merito al grande tema della sacralità della vita, e della procreazione, la visione di Papa Giovanni Paolo II, se pur nella sua radicalità, non fu un fare un passo indietro, quanto una posizione spiritualmente e intelletualmente onesta; a differenza invece di quanto dichiarato da Papa Paolo VI, esprimendosi in merito alla procreazione, a mio avviso, con parole di ambiguità.
    “Buona parte della Commissione di studio si mostrò a favore della “pillola cattolica” (come venne soprannominata), ma una parte di essa non condivise questa scelta, ritenendo che l’utilizzo degli anticoncezionali andasse a violare la legge morale, poiché, attraverso il loro impiego, la coppia scindeva la dimensione unitiva da quella procreativa. Paolo VI appoggiò questa posizione e, riconfermando quanto aveva già dichiarato papa Pio XI nell’enciclica Casti Connubii, decretò illecito per gli sposi cattolici l’utilizzo degli anticoncezionali di natura chimica o artificiale: « Richiamando gli uomini all’osservanza delle norme della legge naturale, interpretata dalla sua costante dottrina, la Chiesa insegna che qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita. […] In conformità con questi principi fondamentali della visione umana e cristiana sul matrimonio, dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l’interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e soprattutto l’aborto diretto, anche se procurato per ragioni terapeutiche. È parimenti da condannare, come il magistero della Chiesa ha più volte dichiarato, la sterilizzazione diretta, sia perpetua che temporanea, tanto dell’uomo che della donna. È altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione. »
    La speranza è che ora Papa Francesco guidi la chiesa affinchè questa si liberi non tanto dei suoi beni quanto dei suoi mali.

  • Silvia Lidia Fancello

    Buonasera, ho rivalutato la figura di Joseph Ratzinger alla luce delle sue dimissioni. In un paese dove neanche il più sputtanato dei politici trova l’umiltà di andarsene a casa a testa bassa e in silenzio, quest’uomo che rinuncia, qualsiasi sia il suo vero motivo, assume una dignità nuova.
    È sorprendente che già nel lontano 1969 avesse previsto così lucidamente gli eventi dei nostri giorni, ma ancora più sorprendente è l’incapacità ormai palese della chiesa a fronteggiare la realtà.
    Giovanni Paolo II era molto amato dalle masse perché era un grande comunicatore, ma non portò molte innovazioni, anzi con lui ci fu un passo indietro rispetto a certe aperture di Paolo VI.
    Io spero che dal conclave venga fuori una figura, magari non così carismatica, ma orientata soprattutto a capire le ragioni dell’abbandono della chiesa da parte di chi crede, ma non se la sente più di professarlo.
    Le contraddizioni sono sotto gli occhi di tutti: i divorziati non possono fare la comunione, ma se non convivono con un partner fisso potrebbero anche accedere al sacramento.
    Ergo, se si tromba una volta ogni tanto, senza fare dormire il partner a casa e poi ci si pente si può prendere l’ostia? Mah!
    Oppure: i divorziati non possono fare da padrino o madrina: Conclusione, ogni anno l’età dei padrini/madrine si abbassa sempre di più fino a comprendere giovani di 17 anni, ma la cosa più divertente è la caccia alle coppie inossidabili che ormai hanno più figliocci di don Vito Corleone.
    Saluti

  • Splendide parole, ecco la chiesa, ecco la speranza, la fede
    ecco il vangelo

    auguriamoci un Papa con questo programma

  • Gianpiero Zolo

    E’ un messaggio di speranza… sarà il cristo intorno a noi.

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