Laicità, politica e morale

27 settembre 2011 21:484 commentiViews: 6

211Bagnasco (e chi sta dietro e sopra di lui) ha richiamato l’Italia a ritrovare un’etica civile, un sistema di valori positivi che tengano insieme la società in un momento di estrema difficoltà. Non solo: ha anche descritto lo stato d’animo della gente: “Se ne vede traccia in certa perplessità trascinata e stanca, in una amarezza dichiarata, in un risentimento talora sordo, in un cinismo che denuncia una sconfortata rassegnazione”. Ha indicato un perimetro per chi vuole fare qualcosa: “Né indignati, né rassegnati”.
Ha attaccato il sistema finanziario e la globalizzazione: “La globalizzazione resta non governata, e sempre più tende ad agire dispoticamente prescindendo dalla politica. La finanza «è tornata a praticare con frenesia dei contratti di credito che spesso consentono una speculazione senza limiti”. Ha smascherato il ruolo politico delle agenzie di rating: “Le agenzie che classificano l’affidabilità dei grandi soggetti economici hanno continuato a far valere la loro autarchica e misteriosa influenza, imponendo ulteriori carichi alle democrazie”. È un piccolo percorso di morale laica fatto da un vescovo. C’è qualcosa di paradossale e tipicamente italiano in tutto questo, ma è un’altra facccenda. Ciò che importa è verificare questo percorso.
Dice Bagnasco: l’Italia è attraversata da perplessità, amarezza, risentimeno e rassegnazione e afferma che questi sentimenti sono negativi al punto da dichiarare che la posizione corretta è: né indignati né rassegnati, bisogna riformare il sistema finanziario e smetterla di guardare alla globalizzazione come ad un’opportunità. Sembra di sentire i maestri della sinistra marxista quando criticavano i ribellismi velleitari o la crisi morale della borghesia italiana che la portò a sostenere il fascismo. Intendo dire che è un linguaggio che, per chiarezza di visione e di strategia, è  da azionisti, da laici; è un linguaggio che afferma che la morale della politica è prima di tutto dimostrare di saper interpretare la realtà e di sapervi intervenire in modo pertinente e efficace; è un linguaggio che la sinistra italiana, indignazionista, spesso superficiale, affascinata e non adeguatamente distante dal mondo finanziario, incapace di pensare come far tornare il manifatturiero nelel regioni d’Italia,  ha dimenticato e che non sa più usare. E’ un linguaggio di sinistra usato sapientemente contro la Destra, contro la sua pretesa di ergere a morale comune la sua stupida mondanità, la sua incapacità, la sua superficialità, la sua corruzione. E’ un discorso di sinistra incastonato in un testo che parte dall’Eucarestia e finisce con l’appello alla Madonna, a voler ricordare a tutti ciò che sta realmente a cuore alla Chiesa.  Insomma bagnasco, che non sembra un campione di acume e cultura, ha costruito una bella macchina di significato che certifica lo stato della cultura politica e dei posizionamenti della politica italiana.
Ci sono delle conseguenza da tutto questo. La prima è che la sinistra non ha più una cultura esclusiva, un’identità certa se non quella che volesse recuperare enfatizzando l’anticlericalismo, l’estremismo abortista e i temi dell’eutanasia e dell’eugenetica. Questo io lo vado ripetendo da tempo, ma gli amici del centro-sinistra non lo credono, ma è una realtà. Tuttavia, oggi, è caduto un altro tratto che la sinistra italiana usava per identificarsi: l’anti-berlusconismo. Ormai  esso è una moneta comune, non è un tratto distintivo.

La seconda è che la grande finzione della Destra schierata a difesa della famiglia, delle tradizioni, della patria è andata letteralmente a farsi benedire. Quali sono oggi i tratti distintivi della Destra? L’anticomunismo? No, come abbiamo detto, non esiste più. L’antistatalismo? Beh, è un tema complesso, difficile da semplificare tanto si intrecccia col welfare, e oggi è di attualità in Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti. Mi sembra più un tema da approfondimenti che da guerre di religione. Il liberalismo? La destra del Pdl non è erede del pensiero liberale italiano ma di un mix di giolittismo, crispismo craxiano, democristianismo notabilare, insomma del peggio del pragmatismo italico. Il tratto distintivo della Destra è il Cattolicesimo? Manco per scherzo, primo perché anche molti cattolici non sono cattolici e non sanno di non esserlo; secondo perché la Destra italiana al potere non è quella degli apparati amministrativi e militari dello Stato (la quale è gentiliana, cioè fa dello Stato la sua etica); no, la Destra italiana al potere è una costellazione di esperienze italiche eterogenee, accumunate dalla superficialità, dal gusto della scorciatoia morale politica, dal tirare a campare e dal riformismo verbale velleitarista (il riformismo da salotto, per far carriera). La sua parte cattolica è lì in prestito.

La terza è che noi che proponiamo un pensiero laico, fondato su nuove idee di società, di nazione e di stato, in un’Europa diversa dall’attuale, siamo più moderni di loro. Pochi, forse, ma più avanti degli altri.

4 Commenti

  • Destra, sinistra… forse la modernità sta nel smetterla di parlarne in questi termini, come diceva Gaber,molti anni fa. Sulla laicità, qualcuno, già nel secolo scorso, ci spiegava: “laici cioè cristiani”.

  • Kumin Zasegai

    Il PSd’Az si sta confermando coerente con le sue idee: l’ambiente è un bene che non si può strumentalizzare politicamente. I campi da golf non solo non sono la panacea per il turismo e l’economia, ma rovinano un patrimonio di tutti per l’interesse di pochi, che siano di destra o di sinistra o di qualunque partito politico. La questione si deve spostare dal piano politico a quello ambientale, ma questa è la cosa più difficile…

  • Una volta la sinistra fondava la sua esistenza e l’esercizio delle sue politiche sulle lotte operaie, lo stato di diritto e la laicità dello stato; ora i suoi riferimenti ideali sono cambiati. E’ passata da Marx a Borrelli, dal Che al Che c’azzecca. Da Gramsci a Bagnasco. E il Psd’AZ, dove va? Insegue il girotondismo opponendo il suo voto e il suo veto al Piano Casa e alla legge sui campi da golf con un linguaggio proprio del fondamentalismo ambientalista: “cementificazione delle coste”…”distruzione dell’Isola”…e sviolinate del genere? Perchè non lascia la maggioranza, il Pasd’Az?
    mario nanni

  • “siamo più moderni di loro. Pochi, forse, ma più avanti degli altri”….. Caro Paolo la storia ci darà ragione come ha fatto per altre tematiche che oggi a distanza di 20-30 anni dalle nostre prime proposte sono sulla bocca di tutti sia a Destra che a Sinistra. E’ un grande risultato credimi ma dobbiamo essere capaci di falo capire ai cittadini.
    Buon lavoro

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