La verità sui cantieri comunali, l’Irap e i finanziamenti per il contrasto alla povertà

4 giugno 2013 09:000 commentiViews: 94

Oggi è intervenuto il Consiglio delle Autonomie locali, prima aveva parlato l’Anci, se non sbaglio. Entrambi legano il taglio dell’Irap al venir meno nella finanziaria 2013 dei fondi per il contrasto alla povertà. Non è né vero né giusto porre la questione in questi termini. Sebbene io fossi dell’idea, e lo dissi in Aula, che la disciplina dell’esenzione dall’Irap dovesse essere varata quest’anno per l’anno prossimo in modo da calibrarne l’impatto anche alla luce della riduzione di entrate registrate quest’anno (600 milioni in meno), bisogna però dire che la disciplina varata su proposta del Pd per l’Irap non è minimamente sostitutiva dei fondi per la povertà, semmai è integrativa. Basta leggere insieme l’art.2 della Finanziaria 2013:

Art. 2

Riduzione delle aliquote IRAP e agevolazioni per l’acquisto di carburanti

1. In considerazione del perdurare dello stato di crisi economica per i periodi di imposta 2013, a decorrere dal 1° gennaio 2013, 2014 e 2015 in coerenza con le disposizioni di cui al decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario), e nel rispetto della normativa comunitaria, le aliquote dell’imposta sulle attività produttive (IRAP) esercitate nel territorio della Regione determinate dal decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell’Imposta regionale sulle attività produttive), e successive modifiche ed integrazioni, sono ridotte del:

a) 70 per cento per i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettere da a) ad e) del decreto legislativo n. 446 del 1997;
b) 70 per cento per l’Amministrazione regionale, il Consiglio regionale, gli enti locali, gli enti pubblici  regionali e le agenzie regionali e locali, le aziende sanitarie, l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna;
c) 1 per cento per le altre amministrazioni pubbliche statali ai sensi del decreto legislativo n. 466 del 1997.

2. Gli enti locali territoriali utilizzano le disponibilità di bilancio conseguenti all’applicazione della riduzione di cui al comma 1 per le seguenti finalità:

a) i comuni per le azioni previste per contrastare la povertà e per finanziare progetti per l’occupazione aventi i requisiti previsti dall’articolo 5, commi da 1 a 4, della legge regionale n. 6 del 2012;
b) le province, nelle more della legge di riforma, per la manutenzione degli immobili scolastici di loro competenza.

Come si può leggere nel comma 2, lettera a), le risorse provenienti dal taglio dell’Irap non sono sotitutive di altri finanziamenti, ma aggiuntive e finalizzate a welfare e occupazione.
Cosa significa tutto ciò?
Significa che la scelta di tagliare 30 milioni di euro di lotta alla povertà e 10 milioni di euro di cantieri comunali è tutta  della Giunta. È semplice dimostrarlo. Le due misure (ripristino dei cantieri comunali e misure di contrasto alla povertà) vennero inserite da me nella Finanziaria 2009 (art.3, comma 2, della legge 1/2009). L’ammontare era: 30 milioni per il contrasto alla povertà; 15 milioni per i cantieri comunali e 10 milioni per i cantieri verdi.
Queste risorse sono state confermate e aumentate fino alla Finanziaria 2012; 30 milioni per il contrasto alla povertà (art. 2, comma 1); 39 milioni per i cantieri comunali (art. 5, comma 1); 19 milioni per i cantieri verdi (art.5, comma 5).
La Giunta, nella Finanziaria 2013, ha revocato i finanziamenti di contrasto alla povertà e ridotto gli stanziamenti per i cantieri comunali del 75%. La scelta non è tecnica, è politica. Essa nasce da un’errata valutazione della responsabilità della montagna di residui accumulatasi  su queste disposizioni. Infatti, è tutto da dimostrare che queste somme siano ancora da erogare per colpa dei comuni e non dei vincoli del Patto di stabilità. In secondo luogo è tecnicamente sbagliata perché i Comuni non possono programmare e anticipare per quest’anno in assenza di un adeguato stanziamento nel bilancio di competenza della Regione. È politicamente erroneamente motivata dalla volontà di mettere in atto a giugno politiche per l’impresa e l’occupazione che non sarà possibile attuare entro l’anno, con il risultato di molte somme che andranno in economia o verranno nascoste in quei residui di stanziamento che la Giunta ha ripristinato dopo le prime due leggi finanziarie per salvare, tra gli altri, l’inefficienza dell’assessorato all’artigianato. È politicamente una scelta di destra radicale, perché sostituisce in un attimo un sistema con un altro senza alcuna valutazione di efficienza e di efficacia preventivi. Lo si è fatto per ideologia e propaganda.
Il Cal sbaglia quando invoca il Collegato alla Finanziaria. Non c’è assolutamente bisogno di un Collegato: c’è bisogno di un assestamento di bilancio, da fare subito, giacché a settembre non avrebbe alcun senso. In caso contrario, l’assessore del bilancio si troverà il bilancio ingessato da qui a 60 giorni e dovrà fronteggiare contemporaneamente la rabbia e l’insoddisfazione dei poveri e delle imprese.

Invia un commento