La verità su ieri e sulle bugie ai pastori

14 settembre 2010 07:4716 commentiViews: 7

980Ieri il Psd’az ha lasciato l’Aula e non ha votato l’ordine del giorno proposto dal centrosinistra. Motivo? L’ordine del giorno è insostenibile finanziariamente: promettere quindicimila euro a azienda significa impegnare 225 milioni di euro, a cui vanno aggiunti anche altri interventi previsti dall’Ordine del giorno. Impossibile. Noi abbiamo proposto una serie di misure, dall’energia all’aumento dei premi sugli agnelli e sui capi allevati in aree a bassa densità, che erano e sono sostenibili. Non siamo stati ascoltati, ma preferiamo dire un no oggi, seriamente, che esser presi per bugiardi domani. La politica che placa le masse con le bugie è sempre servita a sgonfiare le piazze e a sperare che i movimenti di base si schiantino contro il loro entusiasmo, per consentire così al potere di riprendere i costumi di sempre. Noi, che siamo statisti, a dispetto di un dispettoso Arturo Parisi che oggi dimostra sulla Nuova quanto angusti siano i perimetri culturali e quanto sgarbati siano i modi di una vecchia e inconcludente classe dirigente sardo-italica (non si ricorda un provvedimento di Parisi a favore della Sardegna se non l’ampliamento della base di Perdasdefogu), dicevo, noi che siamo statisti, puntiamo a fare le vere riforme non a imbellettare le balle.

16 Commenti

  • Francesco Sanfilippo

    E ora che si fa? Stiamo zitti e tolleriamo lacrimogeni e manganelli sui nostri padri?
    Lussu diceva che i PASTORI sono sempre stati la vera nobiltà sarda, quella riconosciuta dal popolo……. vabbè che ormai siamo il popolo in divisa! Che vergogna!

  • Cosimo Mazzette

    Se l’ordine del giorno è insostenibile finanziariamente
    Impossibilium nulla obligatio est.

  • Quel che è successo in consiglio non la ritengo una soluzione ma una pezza al culo!
    Ci si renda conto che si arriverà a una soluzione del problema solo se i prodotti (lana-latte-agnelli e carne di pecora) verranno pagati al produttore per ciò che realmente si valgono.
    Pongo solo un piccolo esempio,
    Per fare un Kg di Parmigiano occorrono 12-14 Lt di latte vaccino,
    Per fare un Kg di Pecorino occorrono 5-6 Lt di latte ovino,
    La domanda nasce spontanea!!
    Perché il mio latte deve essere pagato quanto quello vaccino se ne occorre la metà per la stessa quantità di prodotto?
    attendo risposta, grazie buon lavoro.

  • MOVIMENTO DEI PASTORI SARDI
    OP,OC, quote latte, Coldiretti, Padania, Soru, Consorzio degli industriali trasformatori, Confagri, 60 cents, 15000 euro, Pinna-Romania-Pinna (Ahi!Ahi!), Cagliari invasa.
    Bonètte-Bàcalu-Mastruca-Rayban (Prima pagina dell’Unione Sarda di oggi) (Oddèu !).
    FODDIS-PRATO-MULEDDA: CONTRIBUTI A PIOGGIA.
    Bo la passaes bene!

    Antonio Gavo

  • Scusate ma Prato e Cappellacci (e Videolina) si sono resi conto che la mozione votata ieri era quella della minoranza e che in altri tempi questa sarebbe stata una vicenda politica non dico da crisi o quasi? Praticamete l’assessore si presenta in consiglio con un articolato di legge, il consiglio vota una mozione della minoranza e loro esultano? Assurdo qualcuno è il caso che spieghi a questi signori cosa è successo.

  • Secondo me il fotovoltaico è un grosso affare; le aziende agricole possono vendere un casino di energia elettrica e prendersi grossi incentivi.
    il finanziamento? mi sembra di capire che le banche anticipano tutto garantendo il mutuo con l’impianto medesimo, quindi l’azienda non mette un euro.
    tra l’altro gli installatori stanno abbattendo molto i prezzi (e guadagnandoci lo stesso un be)…
    s’informi chi può.
    (il sole è di tutti)

  • Scusate la domanda, ma secondo me Mammuttones ha preso un grosso abbaglio, oppure mi sono perso un passaggio importante..

    Nessuno, almeno cosi mi risulta da quanto ho letto, ha mai detto di finanziare impianti fotovoltaici in campagna, al contrario si è scritto di dare la possibilità a tutti di dotarsi di impianti fotovoltaici permettendo a tutti di produrre energia verde, che venduta al gestore elettrico nazionale con contratto ventennale, permette all’azienda agricola di avere un significativo aumento del redditto dandogli la possibilità di autoalimentarsi e di vendere energia.
    La regione potrebbe intervenire solamente con la legislazione e con il miglioramento della rete rurale… GIUSTO?

    Io mi attivo con un mutuo bancario, come fanno i privati, e mi costruisco il mio impianto fotovoltaico, sino a 100 kw, grazie alla Regione che mi permette di farlo con una semplice dichiarazione di inizio lavori… è cosi si??

    Per quanto riguarda l’indennità compensativa, credo che bene abbia fatto il partito a non votare la proposta, parliamo di 250 milioni di euro che non ci sono, parliamo di pura demagogia sulle spalle degli imprenditori agricoli, 15.000 euro ad azienda…. ha ha… domani mi iscrivo pure io, vado presso un CAA e mi iscrivo ma prima chiedo a mio Fratello di girarmi 15-20 ettari di terreno e un paio di titoli, Cavolo! sono 15.000 euro sicuri… poi inoltre ho meno di 40 anni e faccio la domanda di primo insediamento e sono altri 35.000 euro in tasca. e chi ci pensa a lavorare tanto paga pantalone!

    Ma dai! sono assurdi.

    Il partito sardo bene ha fatto a non votare, ora rendiamo pubbliche le nostre proposte, presentiamole in consiglio e al popolo Sardo e vedrete che i pastori sapranno apprezzare, perché sotto sotto pure loro lo sanno, e lo so pure io che in casa ho qualcuno che pratica, che bisogna pensare seriamente ad una riforma vera e strutturale e che bisogna pensarci subito e attuarla immediatamente, prima che sia irreversibile la guerra tra poveri.

    Fortza Paris

  • Santi numi, quando mai si nega un ordine del giorno! Costa mezzo foglio A4 ed un milionesimo di toner, insomma meno di un litro di latte. Gli istrioni destri/sinistri del Consiglio Regionale possono permetterselo? Ma si che possono.Ed allora via sulla strada della demagogia e del populismo tanto qualcuno su cui scaricare il mancato adempimento lo si trova sempre. E nel contempo si rinnovano le promesse e si fanno balenare altre carote all’orizzonte. Si perpetua così la teoria del bisogno sospeso la cui regola aurea è: mai soddisfare il bisogno per tenere sempre in mano il gioco ,funzionale alla blindatura della clientela, necessaria per tenere aperto l’ambulatorio. Costerà una fatica enorme smascherare l’imbroglio, però il Partito Sardo D’Azione non può permettersi di essere anch’esso imbroglione.Corretta, seria, responsabile la scelta di uscire dall’aula, ma non basta. Adesso bisogna andare tra i pastori a spiegare ed a proporre soluzioni credibili e durature.
    Ecco che allora si spiega anche l’avversione del capitolino Segni e del felsineo Parisi al progetto dell’indipendenza costruito all’interno di un’Italia confederale.Come farebbero ad imporre la loro dote di sapere se altri uomini e donne libere assurgessero al loro rango? Richiederebbe un grande dispendio di energie per un risultato tutt’altro che sicuro. L’ex ministro della guerra ha fatto prevenzione prima con l’ampliamento delle basi militari, oggi spara a salve. L’altro tutto ciò che tocca diventa il contrario di quello che normalmente si dice. Chiamiamole pure profonde riflessioni senili che siamo anche disposti a considerare con benevolenza.
    Adesso aspettiamo il concionatore sardo/BOLOGNESE. Quello si ne sa due righe!

  • Sempre prendendo sul serio il mondo come è, sulle “tre lezioni” raccolte dalla Nuova Sardegna sul tema della nascita dello Stato, la tua Paolo accetta – con schiettezza ed onestà – la sfida che il processo dilagante della globalizzazione ha lanciato nell’ambito culturale, al mondo del lavoro, della scuola, industria, sanità, campagna, giovani, anziani, donne, disoccupati, imponendo a ciascun soggetto, non solo politico quindi, un ripensamento dei propri criteri di base e delle proprie consapevolezze.
    Il contributo che ci si attendeva dagli altri prof. era altro. E’ evidente che tale dibattito pone con veemenza questioni che riguardano le sorti dell’agire politico, in particolare le sorti di una certa e costipata tradizione, tutt’altro che aperta all’Europa al mondo.
    Senza mai perdere la fiducia in una società migliore
    Ti saluto e nuovamente ringrazio dello spazio concesso.

  • Forse stiamo sbagliando l’approccio…..
    Qualcuno non ha capito, o non vuole intendere, l’importanza delle rivendicazioni del Movimento Pastori.
    1) Chiedono pari dignità con il sistema industriale.
    2) Pretendono che l’industria degli allevamenti venga sostenuta con la stessa intensità economica dei comparti chimico e metallurgico.
    3) Rivendicano il valore economico, culturale, sociale e ambientale delle oltre 12000 aziende che occupano almeno 30000 persone.
    4) Vogliono uscire dallo schema dei tavoli verdi gestiti dai politici e dalle sigle di categoria che troppo spesso camminano a braccetto.
    (Vedi il salto triplo di qualche sindacalista dalle fabbriche ai banchi del consiglio regionale)
    5) Reclamano pari condizioni con i sistemi agricoli del centro-nord italia rispetto al premio unico ed agli aiuti diffusi
    (Vedi le multe per le Quote latte pagate dal ministro Zaia).
    Esigono tante cose, forse troppe, ma gli statisti conoscono gli schemi delle trattative.
    Chiedo 100 per ottenere 50, e tutti contenti.
    Ma l’errore che a mio avviso stiamo maturando, come partito intendo, è quello di non essere nella protesta, al fianco del movimento.
    O meglio dietro, a dargli forza ma autonomia.
    Continuiamo a difendere ad oltranza le nostre proposte, valide ma anch’esse perfettibili.
    Le scelte, ancorché coraggiose dei nostri consiglieri, stanno provocando mal di pancia e dissenso diffuso nel mondo agropastorale.
    Sardisti-pastori pronti a stracciare le tessere, contestualmente alla chiusure delle aziende.
    Non si sentono compresi, colgono le distanze tracciate dalle nostre proposte, subiscono, come nel caso della legge 1/2010, la difficoltà dei legislatori a tradurre in buona pratica una buona idea.
    Faccio un esempio in merito alle proposte sull’energia.
    Considerando che un impianto da 20KW costa circa 150000 euro, nell’ipotesi di finanziare tutte le imprese, perchè tutte oggi devono essere aiutate, si rende necessario un investimento su scala regionale di circa due miliardi di euri..o sbaglio?.Aggiungete l’IVA.
    Ponendo anche che la regione concorra all’investimento al 60% come da PSR, dovrebbe mettere a bilancio circa ottocento milioni di euro in 5 anni?
    E sin qua tutto ok, paga pantalone.
    Ma se un povero viene a dirmi che non ha pane per mangiare è logico suggerirgli di comprarsi un forno?
    Oggi le imprese agricole sono alla canna, hanno debiti per generazioni, tecnicamente oltre il 70% di esse non sono bancabili, ovvero non hanno copertura neanche per prendere un mutuo.
    Ed allora sulla carta è una buona idea, ma in pratica…..un sogno.
    Allora va bene togliere dalle mani dell’assessole al fotovoltaico su serra buia, gestita da agricoltore schiavo per vent’anni, il business.
    Va bene snellire il procedimento autorizzativo per gli impianti energetici, …….e su dinai?
    Allora proviamo a fare un passo indietro, sporchiamoci i mocassini di letame, entriamo nelle famiglie, ascoltiamo prima di suggerire, sentiamo le donne che cinicamente tirano le somme e gestiscono i pochi quattrini.
    Stiamo perdendo un’occasione storica per maturare una diversa sensibilità sociale, per stare con la “GENTE”.
    E’ oggi il momento della pratica, dei bisogni reali.

    E crescerà la fiducia nel partito dei sardi…….

    Fortza Paris

  • Bene onorevole, insistite sulle cose serie che diano speranza alla nostra categoria e scandalizzate le proposte demagogiche di politici che non riconoscono una pecora da una vacca. La ripresa della pastorizia passa da una attenta gestione aziendale rinnovando i greggi con bestie altamente selezionate e riducendo i capi totali a livello regionale, permettendo di abbassare i costi e non tenere in azienda pecore improduttive solo per il premio del benessere animale che cosi gestito diventa malessere.
    Saluti da pastore che ha conosciuto a Cannigione.

  • Posso permettermi di dare un consiglio? Secondo me sarebbe opportuno dialogare con gli allevatori e spiegare loro cosa sta succedendo e quali sono le proposte del psd’az così come è stato fatto a Silanus e poi si che tutti insieme si può cercare di risolvere i problemi prima che sia troppo tardi e che si continui a prenderli in giro…

  • Onorevole, avrebbe votato l’ordine del giorno della maggioranza? Come? Perchè? – Grazie

  • Abbiamo bisogno di politica…
    non prendiamo in giro chi vive nella disperazione

    Semplicemente fare politica…

    ma è cosi difficile?

    Andate avanti

  • Civico Cagliaritano

    Solo una politica seria, di contenuti e scelte coerenti con la realtà finanziaria, può portare verso un risanamento anche morale.

    Parisi, come la gran parte dei politici sassaresi storici, parla dal continente, da Roma, lontano … troppo lontano dai nostri problemi.
    Come potrà farsi perdonare la scelta di Perdasdefogu … e Teulada? Anche due giorni fa, Soru, al bastione, ha detto che abbiamo il diritto di scegliere il futuro di Teulada, proprio ciò che Parisi, il PD, non ha concesso. Mi domando: Sono sardi questi anche se conservano la parlata?

    Ma davvero pensiamo che l’agricoltura e la pastorizia sarda vedranno i loro problemi risolti dall’assessore Prato.
    Sull’energia sono stati capaci nell’impresa quasi impossibile di farci perdere il treno del conto energia, nel frattempo hanno concesso 100MW della quota prevista nel piano energetico alla EON.
    Ogni quota data all’industria significa un po’ di meno per il mondo rurale: ricordiamoci che il sistema é chiuso e non ce n’é per tutti, ma, pare, che così vogliano lor signori.

  • Posso concordare sulla scelta operata.
    Tale modo di procedere è giusto e, secondo me alla lunga da i suoi frutti. Il problema è che, però, applicando lo stesso metro ad altre situazioni non sarà possibile votare neanche le soluzioni proposte dalla giunta su iniziativa dell’assessore Prato.
    Non vi è una proposta di riforma che possa dirsi concreta ed attuabile ma quattro articoli di legge ai quali non è accompagnato nessuno studio, nessun approfondimento. Non vi è un dato, un numero niente. Solo provvedimenti tampone per placare l’emergenza e cercare in questo momento di garantirsi la conferma (che sembra certa ma aimè sarà catastrofica) in giunta.
    Allora mi chiedo come farà il partito a votare tali proposte e più in generale come si comporterà il gruppo verso la politica agricola (già il termine è troppo altisonante visti i contenuti) che un simile assessore intende perseguire? Ripeto a mio modo di vedere applicando lo stesso metro sarà difficile che anche uno solo dei provvedimenti proposti o che saranno proposti (l’esperienza insegna che in 18 mesi Prato abbia fatto solo proclami, annunci, slogan ma niente e dico niente di concreto) dall’assessore possano ricevere il voto del gruppo sardista.
    Forse sarebbe meglio evitare il permanere in carica di chi ha così clamorosamente fallito e magari, perchè no, che il partito sardo, si prenda l’onore e l’onere di un assessorato quale quello dell’agricoltura. Sarebbe una bella sfida.

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