La tesi al Congresso Nazionale Psd’az proposte dalla Federazione di Nuoro

19 settembre 2012 19:0425 commentiViews: 26

1) Il popolo sardo è titolare di una sovranità originaria. L’Autonomia, intesa come delega di sovranità dal popolo italiano a quello sardo, è un insopportabile sopruso, fondato sulla Costituzione italiana, oltre che un orizzonte politico esaurito e non riproponibile.

2) La questione della sovranità sarda, inibita ad esprimersi e a esercitarsi, deve essere posta sul tavolo delle cancellerie europee come una questione di autodeterminazione negata.

3) La sovranità possibile nel contesto attuale deve essere comunque interpretata ed esercitata in modo autorevole e efficace. L’esperienza politica di una sovranità possibile esercitata male e con poco credibilità mina alle fondamenta il consenso sociale sull’idea e sul progetto dell’autogoverno dei sardi. Il Psd’az non deve sostenere esperienze politiche deboli e agonizzanti.

4) Il Psd’az deve accettare la responsabilità di rivendicare per un proprio rappresentante la guida del governo della Regione. Lo deve fare come proposta che sottopone al vaglio democratico in primo luogo dell’area sovranista e indipendentista e poi di tutte le forze politiche che vorranno condividere la responsabilità di un governo regionale di profondo cambiamento nei programmi, nelle persone, nei metodi, nei linguaggi, nelle procedure, nella burocrazia. Occorre un governo che piuttosto che collocarsi come erede del passato, si configuri come il primo governo che chiude definitivamente col passato e apra una nuova stagione politica, culturale e sociale.

5) Il prelievo fiscale e il sistema tariffario, esercitati prima dal Regno d’Italia e poi dalla Repubblica italiana, hanno impedito i processi di accumulazione di capitale di cui la Sardegna ha estremo bisogno e costituiscono un vincolo allo sviluppo del mercato sardo. La libertà della Sardegna di godere di un sistema fiscale proporzionato ai propri livelli di ricchezza è l’unico orizzonte di effettiva legalità per il mercato sardo, oggi alterato dai privilegi garantiti dallo Stato a se stesso e a pochi altri. La piena attuazione del Decreto legislativo 75 del 1998 sull’istituzione delle zone franche sarde deve andare nella direzione, con i decreti attuativi, di un sistema di zone industriali e artigianali franche, funzionalmente collegate ai porti franchi, nel quale sia possibile realizzare un’ampia zone di fisccalità agevolata rispetto alla produzione di beni e servizi.

6) I privilegi che lo Stato italiano garantisce ai suoi oligopoli o a privati graditi al governo italiano nei settori dell’energia e dei trasporti sono alla base della crisi del sistema produttivo della Sardegna.

7) Il modello italiano del favorire posizioni dominanti nei diversi settori sta sottraendo ai sardi anche la sovranità alimentare e li sta trasformando in un popolo di consumatori tenuti, rispetto alle loro capacità di produrre, in una sorta di stato di cattività assistita.

8) La legalità dei mercati in Sardegna passa anche per l’inversione del sistema di riscossione e di compartecipazione alle entrate erariali. La Sardegna deve riscuotere e versare allo Stato italiano la sua quota, esattamente il contrario di ciò che accade oggi. Equitalia deve andare via dalla Sardegna.

 

 

25 Commenti

  • Non capisco come possa essere stato spammato dal sistema il mio messaggio.Era corto e senza elementi che possano essere indicizzati come spam da un sistema. Nel caso il tuo web master può recuperarlo e pubblicarlo. Spero che non si tratti di censura. Sarebbe come sparare col cannone a una mosca. Certo non sarebbe bello..ma il blog è tuo e fai come credi..però ci sono rimasto male

  • Evidentemente è stato spammato dal sistema

  • ho inviato dopo Carlo C. un commento che non è stato publicato. Problemi tecnici?
    saluti
    Fernando

  • Non ero a Nuoro ma condivido del tutto le considerazioni di Franco Cappai Borore.Lo sostengo da sempre: ma siamo proprio strani, noi sardi.Divisi sempre su tutto, individualisti ma subalterni a tutto ciò che “viene da fuori”.A parole, pronti a tutto, salvo poi “dimenticarsi l’appartenenza ad un popolo (vero)” e “combattere” il sardo vicino a lui che magari è riuscito, con grossi sacrifici,a realizzarsi nel mondo economico, politico e sociale.Un’invidia colossale che ancora una volta rischia di “buttare con l’acqua sporca anche il bambino” che sta crescendo grazie alla nuovissima iniziativa politica di Paolo che ,mi auguro, da sardo possa compiersi pur tra mille difficoltà.Siamo stanchi…degli uomini che …vengono dal mare a dirci cosa dobbiamo fare……SVEGLIAMOCI!Fortza paris.

  • Egr. Prof. Bolognesi, non sarò certo io ad esprimere una valutazione sulle mie informazioni, che ho. Che sia però il business a tirare le fila è più che una ipotesi. Tace sul progetto complessivo dopo essersi dichiarato contento per l’errore. Eh!

  • Franco Cappai

    Credo sia arrivato il momento di smetterla con queste continue critiche, i “Sardisti” nel congresso hanno espresso liberamente le loro idee e ritengo sia fondamentale fare quadrato per portarle avanti nella massima trasparenza. Oramai dovremmo aver imparato la lezione, così facendo prestiamo il fianco a chi continuamente attenta alla nostra causa, l’interesse di molti è creare divisioni che da sempre ci causano tanto danno. I presupposti della tesi congressuale sono buoni, così come per tante altre cose naturalmente migliorabili, ma non devono per questo, creare ulteriori attriti e sinceramente di questi ne possiamo davvero fare a meno. Facciamo quadrato con tutti i “Sardisti” a prescindere dalla loro provenienza perchè solo così possiamo aspirare a raggiungere i nostri reali obiettivi.
    Buon lavoro a tutti
    Fortza Paris
    Franco Cappai Borore

  • Antonio Satta Tola

    Bolognesu: impara a lèghere e a iscrìere e apustis allegas!

  • Renato Orru' orsimonmossa

    Per Adriano Bomboi …non è che il PSDAZ rilancerà il tema sulla zona Franca….il PSDAZ sta già rilanciando, e non da oggi, il tema ZONA FRANCA…a Tramatza hanno solo preso atto che è una cosa importante da sostenere….per quanto riguarda la questione flotta sarda e il ruolo armatoriale, bisogna tenere conto della condizione emmergenziale….certo che un Antitrust Sardo avrebbe ovviato ma….5 sardisti in Consiglio Regionale non bastano per obbligare gli altri a soluzioni e scelte intelligenti…purtroppo non abbiamo la condizione politica catalana….saluti

  • Avrei voluto essere presente a Nuoro ma a causa della vendemmia ho dovuto rinunciare. Certamente, datosi che se ne è parlato, la federazione sardista avrebbe potuto introdurre nelle tesi il tema linguistico e culturale, ma spero si introdurrà strada facendo.

    Alcuni giorni fa nel gruppo online di U.R.N. Sardinnya Roberto Seri mi diceva che il PSD’AZ rilancerà il tema delle zone franche, è un aspetto importante che è entrato pure nei discorsi di Tramatza (tramite Giacomo Meloni della CSS e Andrea Impera per i commercianti), i tantissimi lettori sugli articoli di U.R.N. Sardinnya e della Fondazione “Sardegna Zona Franca” pubblicati su Sa Natzione sono riusciti a rispolverare l’attenzione attorno a questo tema. Una precisazione su questo punto per quanti abbiano assistito al dibattito di Tramatza: non è la Merkel ad aver parlato di zona franca per la Sardegna ma semplicemente la Merkel aveva posto la zona franca nei 6 punti di maggio fra le idee per rilanciare l’eurozona.

    Oggi non ci servono “Consulte rivoluzionarie” ma squadre riformiste, non è mai troppo tardi per rimediare.

    Per stare sul PSD’AZ, io spero che alle parole seguano i fatti, ad esempio Paolo mi è stato riferito che a Nuoro hai parlato della necessità di sviluppare degli strumenti amministrativi per fronteggiare i cartelli (energetici/dei trasporti/ecc) che intossicano il nostro sviluppo, eppure il PSD’AZ nei fatti sembra voler attribuire alla Regione un ruolo che non gli compete, quello dell’armatore. Credo che dentro il vostro partito sia necessario un chiarimento sulla natura della sovranità che una eventuale squadra di governo vorrà portare avanti.

  • @ Nino: corporazione? Ma poita non ti informas?

  • Per quanto mi riguarda non penso che la il problema fondamentale sia la lingua sarda. Vogliamo dare importanza alla lingua? bene da sardo convinto penso che prima di tutto occorra valorizzarla a casa propria e far si che non si perda nel tempo. Tutti predicano con ipocrisia lingua sarda, ma spesso i propri figli la pasticciano e ne perdono i contenuti dettati da un progresso e da una evoluzione linguistica, che sinceramente non posso permettermi di dire se giusta o sbagliata…ma pensiamo al presente…i problemi fondamentali sono quelli in cui l’Onorevole Maninchedda si batte da anni (autonomia fiscale in primis…)Ciò che è saltato fuori dalla federazione di Nuoro deve essere il giro di boa fare quel primo passo che a noi tutti sardi manca, ossia l’unione. L’onorevole ha lanciato forte e chiaro l’invito alle altre forze politiche presenti al convegno.. Come primo passo dovremmo lavorare uniti per la nostra terra e la nostra gente lasciando perdere i poteri politici nazionali che hanno calpestato le nostre personalità, facciamo cartello per le avere un gruppo di rappresentanza solido in parlamento che possa dettare tempi e condizioni per la nostra isola..un inizio per lavorare ai successivi passi.. e magari per l’indipendenza totale.. e perchè no?

  • Antonio Gutierrez

    E questa cosa in che direzione deve andare? Qualcuno mi sa dire qualcosa?
    http://www.regione.sardegna.it/j/v/28?s=1&v=9&c=88&c1=1346&id=31744

  • scusate… il secondo filmato…
    http://www.youtube.com/watch?v=ElyfbeF-rJY

  • Per Fernando:
    http://www.youtube.com/watch?v=mvoiLsgn1rghttp://www.youtube.com/watch?v=ElyfbeF-rJY
    ecco i due filmati che ho appena visto, che ho constatato essere di recente pubblicazione, e che dovrebbero andare a soddisfare, quel senso di utilità da lei auspicato. Buona visione.

  • Al signor Fernando (anonimo): sulle tesi ci si è coordinati con la Federazione di Sassari in modo da fare in modo che avessero caratteristiche differenti e integrabili nel congresso nazionale. I siciliani, però, mi hanno scritto per dirmi che hanno letto le tesi e hanno capito di aver sbagliato a non darmi retta (tre anni fa) e emanciparsi dall’autonomismo. Sul fatto che le tesi siano molto attente ai temi economici, mi fa piacere che lo abbia notato, giacché non mi pare che questi temi siano marginali in questo momento nella nostra isola. Io ho parlato di lingua, fisco e energia ecc.; c’erano operai, insegnanti, pensionati, imprenditori. Se si vuole rappresentare una nazione, bisogna avere il senso complessivo di una nazione, dei suoi problemi e delle sue ambizioni. Sulla mia posizione sulla lingua sarda comuna forse sarebbe bene parlarne in modo approfondito, non sulla base della ideologicizzazione di singole posizioni e non in relazione alle politiche di riparto e controllo di fondi pubblici esercitate dalla regione Sarda. La mia posizione è più avanzata di quella che si può pensare; il dramma politico è che lo scontro sulla LSC sta dividendo un fronte che deve assolutamente rimanere unito. Occorre più diplomazia che ideologia, o più capacità di dialogo che convinzione. Le dietrologie sulle elezioni e sulle alleanze non mi interessano perché non servono a nulla: bastava essere presenti al congresso per vedere le reazioni di movimenti e partiti politici. È un modo di ragionare vecchio, tutto tattico, tutto lontano dalla realtà delle cose, tutto chiuso nel cinismo delle elites politiche che pensano che tutto si faccia a tavolino calcolando tutto. Io, comunque, non voglio costruire un’alleanza autonomista e questo risulta chiaro a tutti fuorché a chi non vuole vederlo per preconcetti difficili da estirpare e dei quali, mi scusi, mi importa poco. Come non mi interessa la cecità dell’analisi delle posizioni indipendentiste: non mi sottopongo a inutili esami di purezza idoelogica che non spostano un voto, non risolvono un problema e puntano a un solo risultato: eliminare tutti gli impuri per lasciare l’unico vergine, in genere colui che dà i voti agli altri.

  • Complimenti per la tesi congressuale e complimenti al prof.Bolognesi per essersi accorto dello sbaglio

  • Auspico che il Prof. Bolognesi sia soddisfatto perchè condivide il progetto complessivo e non perchè una ” corporazione” ha avuto, come suol dirsi, diritto di cittadinanza.

  • Raramente mi è capitato di leggere una mozione congressuale così economicista e senza nessun riferimento alla cultura e lingua sarda. Non si tratta di cosa ha detto Paolo Manincheda al Congresso di Nuoro, sarebbe utile se fosse stato registrato per diffonderlo. Se è vero ciò che ha scritto Zolo sarebbe stato un passo in avanti di Paolo sulla questione, dopo aver appoggiato in tutti i modi i suoi colleghi dell’università di Sassari contro la lingua sarda curricolare nell’insegnamento e la lingua sarda comuna.
    Siccome scripta manent mentre verba volant,ciò che conta e rimane è il testo di questa mozione nella quale la lingua sarda non esiste. Potrebbe essere benissimo una mozione presentata a un congresso di un partito siciliano…anche il tema del sovranismo, che potrebbe essere uno schema tattico per costruire alleanze con altri partiti italiani e non ma non indipendentisti, in questa mozione risulta un passo indietro e un’autocensura dell’indipendentismo sardista. Ci si vergogna ad affermare che è l’indipendenza l’obiettivo programmatico del PSdAz ?
    Da qualche commento di supporter di Paolo alla candidatura di aspirante alla Presidenza della Giunta nelle prox elezioni regionali e quindi o in una lista del mai purtroppo ammuffito soli-soli o anche in una coalizione con prospettive di vittoria ( che mi andrebbe bene ) leggo dei toni da culto della personalità francamente discutibili e poco sardisti.
    Se la linea viene data da questa mozione allora ha ragione da vendere Bolognesi, la lingua sarda viene messa in soffitta per una visione economicista arretrata, sbagliata e che può portare solo ad una sconfitta elettorale perchè non intercetta il nazionalismo positivo che è sempre più forte fra la gente. A proposito..la Nazione sarda che fine ha fatto?

  • So solu cuntentu de m’esser sballiadu!

  • Caro Bolognesi, non fare il sardo critico ad oltranza: la situazione è disperata e non si puo’ dare libero sfogo alla propria lingua.
    Tanti sardi sanno solo criticare e ragionare in termini soggettivi e autoreferenziali.
    Rompiamo gli schemi e diamo linfa all’orgoglio identitario sardo.
    Sardi liberi in Europa: la lingua viene da se, ma solo se si è liberi e non vi sono concessioni alla riserva indiana.
    Bravo Paolo.

  • Gian Piero Zolo

    Professore Bolognesi, bos cherzo narrer chi deo puru fia in Durgale pro dare azigu de azudu a cussas fainas cungressuales. Si b’at bistadu una orta chi Paulu Maninchedda at cariadu sa manu subra sa chistione de sa limba, custa est de sas bonas. Tenide contu chi no est sa prima ia chi l’intendo (…che sardu m’isetto de l’intender a largos annos ) Est bistadu un arreionu tiradu chi at leadu s’azola de sas neghes chi sa Sardigna patidi e nd’at seberadu a filu a filu onzi chistione. A lu narrer inoghe no sonat comente a l’intender inie, ma si azis fide e bidea de mi crere,bos naro chi cando at nadu chi est gratzias a sa limba chi in sa mesa de s’Unione Europea leamos dignidade de populu e de natzione, chi est sa limba sa crae de s’indipendentzia e de sa Sovranidade e chi pro TRES bortas congruinde s’arreionu at nadu chi: s’impinnu mazore chi como cheret leadu prim’e tottus est LINGUA E FISCO – LINGUA E FISCO – LINGUA E FISCO, ca tottu partit dae inie, si mi creides tando tenet reione Barbara…No isetedas ca su tempus est fuiditu e sos sardos tenen bisonzu de sos sardos, de zente cabale e cabosa comente a bois finas de prusu.
    Agradesside su sa saludu meu.

  • prof. Bolognesi, io, che sono del mondo degli uffici linguistici, ero presente a Nuoro. Ho assistito a una lezione magistrale di Maninchedda nella quale, per la prima volta, ho sentito legare insieme, in un discorso molto profondo, lingua e politica estera della Sardegna. Bellissimo: il professore è stato molto bravo e convincente e c’era tanta gente in religioso silenzio per 50 minuti. Lei ed altri dovete decidervi: non avete alcun motivo di contrapporvi a Maninchedda. Anzi, dovreste spronarlo a candidarsi alla presidenza, come i nuoresi del suo partito (e non solo) vorrebbero che facesse, e scrivere con lui le pagine del programma per lingua e scuola.

  • Roberto, informati su ciò che ho detto a Nuoro su lingua e cultura.

  • Mancu unu faeddu a subra de sa limba e de sa curtura de sa Sardinnia.

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