La sovranità energetica, gli oligopoli italiani e il caso E.On. Il mio intervento in aula

17 maggio 2012 18:396 commentiViews: 26

sl0978Presidente, dividerò in due parti il mio intervento: la prima sarà di natura politica e l’altra di natura tecnica.
Noi salutiamo con piacere la presentazione della mozione da parte delle Capogruppo del P.d.L. su temi su cui, in un’altra circostanza, avevamo avuto valutazioni differenti. Il P.d.L. in quella circostanza aveva avuto parole più attente rispetto al gruppo E.ON, chiaramente attendendo e attendendosi che il gruppo E.ON rispettasse gli impegni presi. Tali impegni non sono stati presi e oggi l’onorevole Diana sollecita questo Consiglio regionale a occuparsi di un argomento che però ha una precisa filiera politica, che passa per il Presidente della Regione, che è espressione del PdL, e passa per il Governo nazionale che è sostenuto dal PdL e per un Ministro, il ministro Passera, che è il terminale di un sistema di interessi italiano, lo dico all’onorevole Diana perché è presentatore non per altro, che è contrapposto alla Sardegna. Quindi il problema politico consiste, al di là delle sceneggiate fatte anche ieri in quest’Aula, nell’avere consapevolezza, oppure no, che esiste un conflitto di interessi tra lo Stato italiano e la Sardegna, di cui la questione energetica è semplicemente una delle parti, non quella con minore rilevanza. Perché, nella fattispecie, accade che il ministro Passera ha ricevuto E.ON, ma non ha mai ricevuto, mai ricevuto, i sardi su questo specifico argomento. Ha ricevuto E.ON per parlare dei certificati verdi di E.ON a Terni, ma non sulla questione sarda. Non solo, nella mozione presentata dall’onorevole Diana si fa un riferimento a un soggetto particolare: Terna. Terna dovrebbe essere l’arbitro ed è invece il player dell’energia in Sardegna e ha fatto un’operazione anodina, l’operazione è la seguente: ha tolto dal mercato elettrico l’87 per cento della produzione elettrica della Sardegna, che è prodotta dai due impianti essenziali di ENEL Portovesme e di E.ON a Porto Torres, a questi voi dovete aggiungere Saras, che è fuori dal mercato elettrico perché riceve i certificati verdi perché produce energia bruciando determinate cose legate al raffinamento dei rifiuti del petrolio; l’87 per cento, per una scelta di una società di Stato, è fuori mercato. Terna quando decide gli impianti essenziali non dà giustificazioni, questo è l’arbitro italiano della vostra Italia. Io, onorevole Diana, continuo a dire che questa legislatura deve finire non sui temi cialtroni che talvolta vengono iscritti all’ordine del giorno; questa legislatura deve finire sulla sovranità della Sardegna che non è interpretata attualmente. Perché o si interpreta la sovranità oppure si va in rovina, come sta accadendo sull’onda di interessi italiani. Nella fattispecie in discussione,  il comportamento sleale dello Stato italiano si registra su E.ON.
E.ON eredita Endesa, eredita nel senso di ‘compra’. Sentite come esordiva Endesa nel protocollo d’intesa firmato dall’onorevole Soru. Leggo le prime righe: “Endesa Italia, in considerazione del fatto che dal primo gennaio 2008 i gruppi 1 e 2 della centrale di Fiume Santo supereranno i limiti delle emissioni in atmosfera, ha richiesto l’autorizzazione per costruire in sostituzione dei suddetti impianti un gruppo alimentato a carbone, 410 megawatt, con la nuova tecnologia ultrasupercritica che consente un importante miglioramento ambientale.
E.ON compra dunque un impianto che agisce in deroga in virtù di una promessa di costruzione di un impianto sostenibile dal punto di vista ambientale. E.ON è questo. Che fa il Governo italiano? Prima gli proroga i tempi per l’inizio lavori, nonostante sappia che E.ON non sta progettando nulla e, quindi, la proroga è stata fatta di grazia, come avviene tra un banchiere e una grande multinazionale, un banchiere che fa il padre della patria e va a dire in giro, si chiama Passera, è un vostro Ministro non nostro, va a dire in giro in Italia che l’Italia è gonfia di petrolio, voi lo sapevate? Questo signore che non ha il senso della responsabilità va un giorno di fronte alle imprese a dire: siamo gonfi di petrolio – io non lo sapevo – siamo gonfi di gas, il nostro futuro è questo. Poi va di fronte, invece, alle associazioni sociali a dire c’è un rischio sociale sulla mancanza di lavoro. Quindi, dice esattamente ai suoi interlocutori quello che si vogliono sentir dire, secondo la migliore tradizione della commedia dell’arte italiana. Per cui oggi i politici interpretano il loro ruolo copiando le tecniche degli attori. E il ministro Passera lo è in maniera superba, dà sempre al suo pubblico quello che il pubblico si attende: “siamo gonfi di petrolio”; va di fronte a chi soffre e dice: “stiamo soffrendo molto”. Questo è Passera. Nel frattempo cosa accade? Che sempre lui concede la proroga  per l’edificazione della centrale a carbone, per cui i due gruppi in deroga che inquinano (per le quali attraccano le petroliere, lì in quelle zone sensibili) continuano ad operare. Però sempre Lui, il Ministro, capisce che c’è qualcosa che non va, perché non può continuare ad andare in deroga con una promessa, allora che fa? Dichiara l’impianto inquinante dei gruppi 1 e 2 “un impianto essenziale”. Cioè dice che per tenere in equilibrio la rete in Sardegna quell’impianto, che è una stufa vecchia, che inquina, che viene alimentata male ecc., è essenziale. Non è un grande favore a una grande multinazionale questo contro i sardi? Del Governo italiano! Ma questo non basta, perché il malavventurato gruppo Indorama, di cui ha parlato il collega Diana, che io conosco benissimo perché, col gruppo Clivati, hanno fatto 400 posti di lavoro ad Ottana senza chiedere un euro alla Regione, che ha dimostrato dunque di essere un partner affidabile per la Regione, questo gruppo fa le cose per bene e scrive e dice: “io sono pronto ad acquistare Fiume Santo. Lo dice ad E.On, per iscritto. Che succede? Succede che, di punto in bianco, la centrale elettrica di Ottana non viene più richiesta come fornitrice di energia elettrica da Terna. Fine. Stop. Non compriamo più energia elettrica da voi, non siete utili al sistema sardo. Il sistema si regge su altri livelli, poi ogni tanto aprono i rubinetti per dire che non è che li hanno ammazzati, però i  rubinetti sono in realtà chiusi. Signori, questo gioco di Terna costa 400 posti di lavoro ad Ottana, sappiatelo. Questa è l’Italia. Il Governo regionale non sa queste cose; non parlo dell’onorevole Zedda, parlo di un altro, maschio. L’onorevole Zedda le sa e si sta adoperando, un altro non le sa. Non sa che sono 400 posti di lavoro uccisi dall’interesse contrastante dell’Italia con la Sardegna. Come possiamo reagire? Noi dobbiamo chiedere la revoca dell’autorizzazione integrata ambientale che è stata concessa perché c’era la promessa di fare la centrale a carbone. Non dobbiamo più riunirci per gli auspici, dobbiamo chiedere la revoca perché è l’unico modo per costringere E.ON a compiere il suo dovere. Quindi noi accogliamo l’onorevole Diana nell’opposizione sovranista, che è un’opposizione agli interessi dell’Italia schierati contro i nostri interessi. Non siamo una compagnia di uomini potenti, ma certamente di uomini onesti.

6 Commenti

  • Passera e lo stato italiano difendono i loro interessi. Per quale motivo dovrebbero tutelare gli interessi dei sardi? Perchè sono belli e buoni? Da quello che ne so io ai belli e ai buoni gli hanno sempre codati. Non capisco il motivo di tanta reprimenda: semmai sono i sardi, il loro consiglio regionale e i loro sindaci che si vendono e si genuflettono ai potenti per quattro soldi senza capire che la sovranità è, prima di tutto, il controllo della produzione e della distribuzione dell’energia, la regolamentazione degli strumenti di raccolta e di reimpiego dei capitali e del risparmio, della parificazione dei costi di mobilità interna ed extraterritoriale. La colpa, in poche parole è dei sardi e dei loro rappresentanti politici e istituzionali e non del governo di Roma che semplicemente fa il proprio mestiere: codare i più deboli, i meno accorti e i più divisi. Credo che i dirigenti del PSd’Az debbano fare un certo mea culpa e prima possibile farsi promotori della più importante campagna di unità e solidarietà tra sardi dichiarando conclusa l’esperienza, comunque importante, della Repubblica Italiana, del suo parlamento e delle sue leggi.

  • Fa specie vedere oggi le forze politiche concordi nello stigmatizzare l’arrogante comportamento di E.ON, e dei suoi complici, quando non più tardi di un anno addietro le stesse forze politiche, in Consiglio Provinciale a Sassari, bocciarono una mozione del PSD’AZ perchè impegnava E.ON a poratre avanti l’investimento nel fotovoltaico CONTESTUALMENTE alla costruzione del V° Gruppo ed alla chiusura degli impianti 1 e 2, fuori legge. Supplicarono il PSD’AZ affinchè togliesse “CONTESTUALMENTE” ricevendo uno sdegnato rifiuto per il comportamento servile. Che non è venuto meno con l’operazione ipocrita compiuta ieri in Consiglio Regionale. Non sono uomini liberi e bisogna spiegarlo ai cittadini Sardi!

  • Gian Piero Zolo

    Si signori, questa è l’Italia… quanto tempo deve trascorrere ancora prima che i sardi se ne rendano conto?
    Grazie Paolo, per l’impegno e per le quotidiane trasfusioni di speranza.

  • Vediamo che farà il PDL e che farà il Presidente della Giunta. Adesso che il quadro è chiaro non sarà difficile per loro assumere una posizione “sovranista” e, se così non fosse, sarebbe non solo un atto di grave irresponsabilità, ma fortemente sospetto di complicità con Terna e Ministero se non con E. On. Ormai è del tutto evidente che qualcuno vuole “tenere per le palle” chi ha creato, a proprie spese, 400 posto di lavoro a Ottana, puro ossigeno per l’asfittica economia nuorese. Un gioco “sporco” per favorire E.On, che non mantiene gli impegni con la Sardegna. Ce n’è a sufficienza perchè vi sia un impegno unitario di tutta la politica sarda a prescIndere dall’appartenenza. Staremmo a vedere.

  • Gavino Gaspa

    Ottimo PAOLO….SEMPLICEMENTE OTTIMO!!!

  • Sicuramente qualcuno osserverà che il governo non ha nulla a che fare con Terna, che è una spa, esattamente come non riesce a far rispettare gli impegni ad Eni, accampando la stessa scusa.

    Ma anche Equitalia è una spa, ma Monti si è scoperto, stigmatizzando gli attacchi alla pubblica amministrazione, arrivando ad atti di ossequio andando a trovarli per portare la solidarietà del governo.

    Andiamo avanti per la nostra strada, dritto senza tentennamenti: le generazioni future ce ne saranno grate.

    FORZA PARIS

Invia un commento