La sovranità è rappresentanza. La lezione dell’Europa, la paura della Sardegna

18 settembre 2011 18:1028 commentiViews: 24

stupidiMartedì prossimo voteremo in aula la legge che determina in 50 il numero dei consiglieri regionali della Sardegna.
Perché questo numero e questi tempi?
Perché la Sardegna è sotto schiaffo dal governo italiano che, sull’onda del montante sentimento popolare (adeguatamente alimentato dal Corriere della Sera che lavora a un’Italia presidenzialista – con Presidente ovviamente uno di loro, o Monti o Montezemolo o Profumo ecc. ecc.- se fosse possibile con un parlamento di 10 massimo 20 persone)  contro il ceto politico, ha addebitato al numero e non, come sarebbe stato giusto, al compenso dei politici, una delle diseconomie moralmente rilevanti di questa Italia marcia, per cui si sta preparando a determinare con una legge (per la quale deve sentire comunque la Sardegna) il numero dei consiglieri regionali sardi. Per reazione, la Prima Commissione, senza ragionare troppo di sovranità e rappresentanza, ha fissato il numero in 50 e ha licenziato la legge per l’Aula. Un frettoloso provvedimento difensivo assunto però in buona fede, sebbene con una cultura tutta intrisa di timidezza verso lo Stato.
È evidente che il ragionamento più corretto sarebbe dovuto essere: diminuiamo il numero dei consiglieri considerevolmente, ma mai al di sotto di un certo livello che consenta ai territori e ai soggetti politici di essere rappresentati e non solo per un banale diritto di tribuna (cioè con un consigliere regionale). In sostanza, prima si sarebbe dovuta fare la legge elettorale ipotizzando anche come numero massimo 50, poi si sarebbe dovuto verificare se quel numero garantisce la rappresentanza nazionale (non amministrativa) della Sardegna e la rappresentanza delle minoranze, poi, accertato magari che i due requisiti sono meglio raggiunti con 60 piuttosto che con 50 (per esempio), fissare il numero dei consiglieri. Così non è stato e adesso nessun partito obietterà in aula qualcosa, perché tutti hanno una paura fottuta delle reazioni anonime del web, delle reazioni qualunquistiche dei giornali, delle voglia di forca e di ragionamenti semplificati che i ricchi che vogliono fascistizzare l’Italia fanno dire ai poveri, per non sporcarsi le mani. Pazienza.
Tuttavia, a titolo informativo, riporto alcune notizie, per dimostrare come altri popoli delle piccole patrie europee conoscono e difendono le ‘dimensioni’ della sovranità. Ricordate che la Sardegna è estesa per 24.000 Km quadrati e ha 1,5 milioni di abitanti.
Malta: è estesa per 316 Km quadrati, ha 410.000 abitanti e ha un parlamento di 65 deputati e elegge 5 eurodeputati.
L’Estonia: è estesa per 45.000 Km quadrati, ha 1,340 milioni abitanti e ha un parlamento di 101 deputati e elegge 6 eurodeputati.
La Slovenia: è estesa per 20.000 Km quadrati, ha 2,5 milioni abitanti e ha un parlamento, in due camere, di 130 membri e elegge 7 eurodeputati.

28 Commenti

  • Ciao Gianuario,
    Grazie per la disponibilità. Dammi un recapito o un indirizzo e-mail e ti contatto.

    Ps. Il bando a cui fai riferimento è scaduto. Ma ne parliamo in altra sede senza approfittare della ospitalità di Paolo.
    Saluti

    NOTA REDAZIONE
    Troverà una nostra mail nella sua casella di posta

  • Caro Orwell, ti ringrazio per le parole di apprezzamento e la disponibilità. Il tuo aiuto ed eventualmente quello di altri amici sarebbe molto gradito. Per la realizzazione del progetto di cui ho parlato vorrei trovare una ONLUS che abbia le caratteristiche opportune e preveda nel suo statuto la realizzazione di progetti come questo. Si può partire con un progetto pilota abbastanza semplice, utilizzando bandi come quello di cui alla L.R. 3/2008, ART.8, COMMA 37. vedere https://www.regione.sardegna.it/j/v/590?s=1&v=9&c=4428&c1=4428&id=23110
    Eventualmente possiamo metterci in contatto più direttamente … Saluti

  • Prima di tutto desidero ringraziare veramente tutti Voi che partecipate a questo stimolante dibattito. In questo momento stiamo dando vita ad un VERO momento di democrazia partecipata.
    Mi spiego meglio.
    Ciò che sta proponendo Paolo, in parole ed atti, è molto giusto e condivisibile. Ci è arrivato da solo perché percepisce bene la realta’, ciò non di meno utilizza questo spazio virtuale (?) per sondare il gradimento e forse per trarne spunti. Giusto e doveroso. Quindi in questo possiamo ravvisare i prodromi di ciò che propone Gianuario nel Suo Articolo/Propost che condivido molto ed a mio parere estensibile ad un Progetto Universitario che fornisca ai futuri laureati un riscontro reale degli enunciati che apprendono durante la loro formazione. E cosa da non sottovalutare, aiutarli, loro e noi, a relegare nella storia quelli che non si dimostrano più validi o al passo con questa realtà rivoluzionata. Un esempio per tutti. L’Intero Sistema Economico attuale, che sta implodendo, va’ ripensato integralmente ripartendo dalla economia Reale.
    Gianuario, ti chiedo la cortesia di farci sapere quando darai gambe a questo Progetto, sarebbe bello che partisse dalla Sardegna. Se ti serve una mano facci sapere come.
    Ringrazio particolarmente Antoneddu per la forza con cui sostiene le sue giuste ragioni. Mi spiego meglio.
    Tu hai innegabilmente ragione quando dici che il Lavoro del politico non è semplice se fatto bene. Hai ragione anche quando ricordi i Doveri dei detti politici, partecipazione, risultati ecc. Il problema è:
    Come facciamo a far fare agli attuali rappresentanti politici, che detengono il potere legislativo, le riforme in merito ad un maggiore controllo sul loro operato? Va da se che troveranno mille modi per evitarlo con dibattiti fumosi e pretestuosi in attesa della “nuova emergenza” del momento, che concentri il dibattito politico e pubblico, superando la fastidiosa intromissione democratica.
    Una tattica spesso utilizzata e’ ad es. pio quella di “cavalcare” la richiesta democratica (durante il periodo elettorale), qualsiasi essa sia,portarla avanti durante il primo periodo post-elettivo, poi porre il problema della infrastruttura necessaria. Fin qui tutto giusto. Ma cosa avviene poi? Se il “problema” e’ fastidioso fanno un capitolato di gara fatto male, per cui o privilegiano spudoratamente qualcuno, provocando ricorsi interminabili nelle aule giudiziarie ( 1 ) o se va bene ( 2 ) affidando l’esecuzione all’imprenditore amico che può dilatare a piacere i tempi di attuazione o scoprire in corso d’opera che non funziona correttamente o non produce i risultati attesi comunque lautamente retribuiti dalla Aggiudicazione. Un esempio su tutti il ” nuovo” Sistema Informatico Sanitario (SiSar) che doveva servire a monitorare i costi della Sanità in Sardegna.
    In entrambi i casi (1 e 2) il problema non e’ stato risolto ed i gruppi di potere/elettorali sono tutelati a danno della spesa pubblica e della qualita’ del servizio erogato.
    Concludo invitando tutti a mobilitarsi per mettere in atto proposte valide come quella di Gianuario. Quando valgono davvero si può sempre chiedere l’approvazione a mezzo raccolta firme per portarla all’attenzione del Consiglio Regionale.
    Forza Paris

  • Per Antoneddu. ho detto che “tutti farabutti, riduciamone il numero” è la soluzione che ci vine proposta. Ed è una soluzione sbrigativa che non dobbiamo accettare …

  • Orwell, quando dico che è più semplice per noi salire sul carro dell’antipolitica lo dico perchè mi rendo conto che esercitare un controllo è faticoso. Faticoso, non utopistico. Dice bene Gianuario, internet ci da gli strumenti (e ci consente di pretenderli) per fare le pulci ed essere informati su qualsiasi cosa, molto più adesso che non dieci anni orsono.
    per il resto, qualche risposta te la dai te stesso.
    Con Gianuario non concordo con la visione “tutti farabutti, riduciamone il numero”. no. anzi…
    L’intervento di paolo in consiglio è chiaro: riduciamo il privilegio, non la rappresentanza. (anche perchè riducendo la rappresentanza riduciamo anche il controllo).
    Marcello, quando dico strapagato è per cavalcare un luogo comune. mi spiego: qualcuno dice “riduciamo il compenso da 20 a 10”, ma chi lo dice che anche 10 non possa essere esagerato? e forse anche 5. il problema è che per un politico che si ammazza e si fa il culo da mane a sera può esser inadeguato anche 20, per uno che va a sfoggiare la cravatta e a fare il figo anche 2 diventa un privilegio sproporzionato.

  • Sono d’accordo con Giacomo, ma concordo con Paolo e con Antoneddu e vorrei cercare di rispondere alle ultime osservazioni di Orwell. Almeno, ci provo. All’origine di tutto c’è una profonda crisi della nostra democrazia: non riusciamo più a trovare partiti affidabili, politici competenti, leader credibili. Quando qualcuno che stimiamo viene eletto, incredibilmente si trasforma in peggio e finisce nell’accozzaglia dove tutti litigano e si insultano, salvo accordarsi sui privilegi e prenderci per i fondelli. E’ questa la democrazia? Se è così riduciamola e riduciamo il numero dei farabutti! La spiegazione che ci viene proposta è semplice: la democrazia è in antitesi con la stabilità e la forza dei governi, dobbiamo scegliere.
    Ma anziché accontentarci della soluzione più sbrigativa, possiamo cercare di capire cosa sta succedendo alla nostra democrazia e cercare di migliorarla. E’ un’utopia? Forse. Ma vale la pena di rifletterci almeno un poco. Vorrei ricordare che “rivoluzione di Internet” non è uno dei tanti slogan che abbiamo sentito in questi anni, ma è una rivoluzione vera. Se “tutti hanno una paura fottuta delle reazioni anonime del web” come dice Paolo, c’è una ragione.
    Vi propongo alcune citazioni “bipartisan”:
    Nell’anno 1988, il prof. Giulio Tremonti sul Corriere della Sera del 27 luglio era tra i primi a prevedere il «passaggio da una società dei patrimoni a una società delle conoscenze: in un mondo dominato da complessità crescenti, non conta tanto quello che si ha, quanto quello che si sa … Il valore delle conoscenze è del resto enormemente amplificato dalla possibilità di trasmetterle in termini economicamente utili». Il concetto lo ritroveremo più avanti anche con Renato Soru.
    Anno 1995, Nicholas Negroponte intervistato da Mediamente : «nel cyberspazio non ci sono frontiere. I bit non si fermano alle dogane. E questo produrrà una serie di magnifici avvenimenti. Ma produrrà anche un gran numero di problemi per i governi…». Dei problemi per i governi ci riferirà più chiaramente Nicola Grauso.
    Anno 2000- Renato Soru nel suo Intervento al 1° Congresso dei Democratici di Sinistra il 15 gennaio 2000:“stiamo vivendo una rivoluzione, non c’è timore di dirlo … abbiamo capito molto presto che è almeno una rivoluzione economica che può avere un paragone solamente con la rivoluzione industriale ma che forse è di dimensioni maggiori… forse stiamo andando incontro a quel tipo di società che abbiamo sperato … una società orizzontale dove le classi esistono, ma quando esistono sono classi legate alla conoscenza, non sono più classi legate a ricchezze precedentemente accumulate, sono classi legate alla conoscenza …”
    Anno 2001 – Nicola Grauso intervistato dall’ Unione Sarda: ” Se gli americani avessero saputo in anticipo cosa avrebbe comportato Internet per il loro modello e per il loro sistema non lo avrebbero mai inventato. Si è sempre detto che Internet era democratico, pluralista, ma forse soltanto oggi si incomincia davvero a capire quali possono essere i suoi effetti. Non ci sono più verità dominanti veicolate dall’elite del mondo (il G8 ad esempio)… le pulsioni, le spinte anarchiche e destrutturanti che Internet offre, io me le son beccate per intero nel 1995 quando diedi vita a Video on line. Ho dovuto andare in analisi per capire cosa stava e mi stava accadendo –
    Anno 2003 – Intervento dell’on. Maurizio Gasparri, Ministro delle comunicazioni alla Città della Scienza, Bagnoli – Napoli “Oggi non siamo ancora in grado di prevedere con esattezza dove ci porterà l’introduzione delle nuove tecnologie. Ma il Governo italiano, come anche molti governi di tutto il mondo, sta seguendo con attenzione l’evoluzione di questi fenomeni affinché producano benefici per l’umanità e assumano una dimensione etica … Tra le strategie di politica industriale che il Governo italiano sta portando avanti, l’introduzione della televisione digitale terrestre gioca certamente un ruolo di primo piano”
    Finora ha prevalso la paura fottuta del WEB.
    La soluzione che è venuta in mente a me è questa: viviamo tutti i giorni con i maggiori esperti di nuove tecnologie, che non hanno assolutamente paura del WEB e non sono mentalmente vincolati a vecchi schemi e abitudini. Sono i nostri ragazzi, che con le nuove tecnologie “ci giocano” e riescono a fare facilmente cose che noi adulti neppure riusciamo ad immaginare.
    Ho descritto brevemente la mia soluzione in questo articolo: http://www.insardegna.eu/Members/gsalaris/turismo-e-politica-il-futuro-e-un-gioco-da-ragazzi . Ringrazio chi volesse leggerlo e saluto tutti.

  • Marcello Simula

    Mi sento in dovere di intervenire ancora su un paio di argomentazioni usate da Antoneddu che giudico quantomeno stravaganti.Comincio dalla prima:”per un politico poco pagato,ignorante e impreparato,megio uno strapagato ma competente”.Il politico ignorante,poco pagato e incompetente come potrebbe arrivare ad essere eletto se non in virtù di una rete di clientela messa su da lui o dalla sua cricca-partito-banda che dir si voglia?Votando,aboliamo i politici poco pagati,ignoranti ed incompetenti.Punto secondo:perchè un politico competente dovrebbe essere strapagato e non semplicemente pagato?Datemi,se volete,una risposta accettabile a questa ultima domanda,altrimenti ne nasce subito subito un’altra:quanto dovrebbe essere super-iper-ultra -strapagato il medico o l’infermiere che ti salva la vita,nonostante lo stipendio percepito faccia pena in confronto a quello del politico che al massimo amministra bene ciò per cui è stato eletto?

  • Antoneddu,
    Il Tuo punto di vista è ragionevole, legittimo ma anche utopistico. Ci spieghi come fai, realisticamente parlando, ad ottenere che tutti i politici espressi da tutte le sigle possano essere preventivamente valutati in merito alla competenza ed alla preparazione? Dalla Laurea? Dal fatto che abbiano prestigiosi studi legali o commerciali o medici oppure siano affermati imprenditori. Mi sembra il panorama attuale. O no!
    Ma anche prendendo per buono questo vaglio… una volta eletti, se non fanno un ca..volo che gli facciamo?
    Non li rieleggiamo dirai tu, per intanto ci hanno fottuto altri 5 anni di stipendi pazzeschi e pensioni idem.
    Potere di controllo. Ma non ti sembra che siano tutti punti presenti in qualsiasi programma elettorale? Allora se non lo fanno evidentemente non dipende dalla preparazione o dalla complessità della macchina amministrativa. Non vogliono o non possono farlo perché, finche’ l’ acqua resta torbida, loro continuano a muoversi come meglio credono.
    O vogliamo ancora credere che le migliaia di voti siano guadagnati solo con i comizi e non piuttosto convogliati da centri di potere organizzati, trasversali e concordi nel mantenere e perpetrare il più a lungo possibile questo stato di necessita’ permanente!
    A mio avviso non avevano previsto un solo particolare. La libera informazione. Quella di Internet, perché non ce n’è altra. Per come la vedo io, se vogliono avere una minima possibilita’ di riabilitarsi devono cogliere al volo il fatto che per ora possono limitare i danni alla perdita del 50% del loro reddito. Se continueranno a perseverare e ad affamare la gente non so’ davvero come andra’ a finire.
    Per non fare sterile polemica mi limito a dire che esistono persone per bene ed altre che per bene non sono, così come ci sono cose giuste da fare e cose sbagliate da fare. Entrambe le considerazioni non sono ne di destra ne di sinistra. Si tratta di capire TUTTI che il giocattolo si e’ rotto.
    Ciò che possiamo fare Noi e’ vigilare a che questi signori e solo loro non riescano ad uscire dall’angolo in cui hanno cacciato tutti quanti.

    Ps. Fai riferimento al fatto che con “pochi” soldi possono essere più sensibili alla corruzione?
    Ma lo pensi davvero? A me pare che oggi che ne percepiscono TANTI il problema sia aumentato e non diminuito.

  • e bravo Antoneddu!
    condivido e sottoscrivo.
    e voglio rimarcare che il ragionamento vale per tutti i lavoratori, p.e. gli insegnanti ed i docenti (che poi sarebbe la stessa cosa, detta in italiano e detta in latino) che si preoccupano del loro posto di lavoro, ma non pensano all’utenza (alunni e studenti) ed alla qualità dell’offerta formativa.

  • Continuo a non capire come si faccia ad essere così miopi da non vedere che il problema non è che il consigliere prenda o meno un fracco di soldi, il vero problema è che il politico deve FUNZIONARE per il compito che gli è stato affidato. Ci sono svariate cose che sono smisuratamente più importanti, per il ruolo di un politico, che non il suo stipendio. per esempio:
    1) il poter verificare la competenza e la preparazione con cui lavora (per un politico poco pagato ignorante e impreparato meglio uno trapagato ma competente)
    2) il poter constatare il suo apporto al governo della regione in termini di proposta, di critica, di presenza (quali iniziative di legge, interrogazioni, apporto di competenza nelle commissioni, etc., anche dall’opposizione)
    3) che eserciti il suo potere di controllo sul funzionamento della macchina amministrativa per renderne snelli e tempestivi i procedimenti (di recente mi sono visto chiedere dei chiarimenti su una pratica inoltrata in regione SETTE ANNI orsono).
    In altri termini, credo che fare BENE il politico sia molto difficile e estremamente faticoso e non per tutti (inutile proporre paragoni scemi con lo stipendio di un operaio, per quanto culo questo si faccia), quindi controlliamone l’operato, più che il portafoglio.
    Poi gli si può anche ridurre il compenso (senza però renderlo facile oggetto di compravendita – Berlusconi docet) e abolirne il vitalizio, ma fondamentale è, piuttosto, poterne sindacare la “produttività” e la correttezza.
    E diciamocela, un’altra verità: per noi è molto più facile andare a sparare a zero contro i “politiciladronicheprendonounsaccodisoldi” che non prendersi la briga (e la fatica) di andare a spulciare nel loro operare.

  • Bravo Giacomo! Questi continuano a prenderci per i fondelli.
    Custos sun brullande ki sa passentzia de su populu sardu.

  • Iscusade si bi torro pro nàrrere carchi àtera peràula. Sas chistiones sunt DUAS, de INDENNIDADE isazerada (su sardu tiat nàrrere “che procu in muntoni de fà”, fintzas si s’assemizu no at a piàghere a sos ON.) e de NÚMERU. A torrare unu Cossizu a pagos ponet abberu dificurtades mannas de rapresentàntzia e de funtzionalidade (e postu chi totu siant sas pessones capatzas e contivizosas de su bene colletivu chi depent èssere!); ma si 80 sunt tropu mi paret chi unos 60 tiat andhare bene. Pro s’indennidade mi paret chi su mesu de su chi si sunt lendhe como podet andhare bene (e torro a nàrrere chi bi at un’àtera chistione de afrontare: comente fàghere sa ‘campagna’ eletorale, ca sinono amus a èssere “alle solite”: tropu ispesa a si candhidare e a bi essire, muntone tropu mannu de “recuperare”!!). A parte totu sas chistiones de “procedura” in custas cosas, de chie e comente tenet su podere de las detzídere, cundivido su chi narat M. Simula fintzas si podet pàrrere “discutibile”, e gai est abberu pro totugantos sos chi agatant arraghèscias, iscóticos, iscusas pro no fàghere nudha. Ma donzunu tenet sa responsabbilidade personale de su chi faghet (e fintzas de su chi no faghet!) e podet de su mamentu presente detzídere, a títulu personale si no in àtera manera, de ndhe TORRARE UNA PARTE a sa Regione CHENTZA ISPETARE NUDHA E A NEUNU, fintzas si, a parte su corazu chi bi cheret e cundivisione de sa realtade de sos Sardos, de seguru si depet ispetare crítigas de donzi zenia de parte de sos cussizeris prus irfatzidos, pasteris e mindhafutistas o aprofitadores, a craru o a cua (ca mancari no tenent mancu sa fatza de faedhare in cara de zente e mancari lu faghent nàrrere a sos amigos pro no si leare issos su menisprésiu de sa zente).

  • Caro Paolo,
    ho trovato molto interessante e puntuale il tuo intervento su ” Sovranità e Rappresentanza” ed anch’io nutro molte perplessità sulle argomentazioni che sono state portate in questi giorni a favore della tesi che riducendo il numero dei consiglieri regionali della Sardegna da 80 a 50 si siano risolti i problemi relativi al costo della politica e quelli della rappresentanza.
    Intanto si dovrebbe ricordare a tutti noi che questa riforma verrà alla luce,se tutto va bene,fra tre anni perchè il numero dei consiglieri,essendo indicato nello Statuto sardo-che ha rilevanza costituzionale-per essere modificato dovrà rispettare tutte le procedure previste dalla Legge Fondamentale.La verità è che il Consiglio non ha voluto affrontare le riforme che si potrebbero fare subito,senza incorrere nei vincoli costituzionali.Mi riferisco al taglio immediato degli stipendi degli onorevoli.Tra l’altro su questo argomento nella I° Commissione Consiliare vi sono due Proposte di Legge,presentate in questa legislatura dagli on.li Claudia Zuncheddu e Adriano Salis,come pure,volutamente dimenticata,vi è la Proposta di legge di iniziativa popolare,sottoscritta da ben 17.300 cittadini sardi direttamente presso gli uffici dei Comuni di residenza.Ora,tralascio gli interventi scandalosi che nell’ottobre del 2005 furono fatti in aula dai vari esponenti politici sia della maggioranza che dell’Opposizione ,che determinarono con voto unanime-due soli astenuti Paolo Pisu e Maria Grazia Calligaris-la non discussione della Proposta con la motivazione che la stessa non rivestiva carattere d’urgenza.Sono passati sei lunghi anni e qualunque nuovo ritardo porterebbe giuste e più incisive forme di protesta popolari.
    Se può essere utile,vi invio il testo del Comunicato redatto dalla CSS dopo la Conferenza Stampa ,tenutasi il 14/09/2011 sul tema della riduzione di costi della politica.
    Distinti saluti
    Dr.Giacomo Meloni Segretario Nazionale della Confederzione Sindacale Sarda.
    e-mail tel.070/650379.

    ORA BASTA. I NOSTRI CONSIGLIERI REGIONALI DEVONO DIMINUIRSI IMMEDIATAMENTE I PROPRI STIPENDI D’ORO E ABOLIRE I VITALIZI.
    La data di oggi mercoledì 14 settembre 2011 sarà ricordata necessariamente come un avvenimento.
    Esattamente sei anni fa il Comitato Lu Puntulgiu -il Grifone di Alghero- rappresentato dal coordinatore Franco Masu e dall’avv. Prof .Luigi Concas e la Confederazione Sindacale Sarda- CSS,rappresentata dal Segretario Naz .le Dr. Giacomo Meloni –hanno presentato 17.300 firme di cittadini elettori sardi a sostegno della Proposta di Legge Reg. le di iniziativa popolare nelle mani dell’allora Presidente del Consiglio Reg, le on. Giacomo Spissu che si era impegnato a seguire da vicino l’iter della suddetta proposta di Legge.La Proposta è formata da tre articoli molto snelli e verte sulla richiesta di riduzione del 50% delle retribuzioni dei consiglieri regionali,che come prima reazione – con solo due astensioni,quelladell’on.Paolo Pisu e quella della consigliera Maria Grazia Calligaris- hanno deciso di archiviare detta richiesta con la motivazione che non sussisteva il carattere d’urgenza.
    Il Consiglio Reg .le nel Dicembre 2005 affida il testo di legge alla I ° Commissione Consiliare
    Autonomia e Riforme che misteriosamente dimentica nei cassetti questa proposta di legge.
    Nel dibattito intervengono tutti i capigruppo che a gran voce chiedono che l’argomento sia trattato in coda a tutte le altre questioni .Risultato: a distanza di ben sei anni non si è fatto quasi niente.
    Ora il tema è ritornato prepotentemente nelle prime pagine dei quotidiani nazionali e locali,nelle tv e nei dibattiti tra le forze politiche e tra la gente, sollecitato da una situazione economico-sociale
    gravissima dell’intero Paese che di fatto è ormai commissariato dall’Unione Europea che le ha imposto il rientro dal debito ormai insostenibile.La Sardegna sta peggio di quasi tutte le altre Regioni a causa del fenomeno della povertà che sta erodendo anche il tenore di vita del ceto medio.Vi sono 150 mila famiglie che vivono di 400 euro al mese ed i tassi di disoccupazione e di cassa integrazione sono tra i piu alti d’Europa.
    DOMANDE A LOR SIGNORI .
    1.State discutendo finalmente del taglio del numero dei consiglieri da 80 a 50 .Ma non vi eravate accorti che la proporzione tra i posti in Consiglio e il numero degli abitanti di tutta la Sardegna
    era circa il doppio dei posti dei consiglieri che siedono nell’Assemblea del Consiglio Reg .le della Lombardia ?
    2.E’ impossibile che non sappiate che diminuire i posti dei consiglieri comporta attualmente una modifica dello Statuto Regionale che è Legge Costituzionale. Quanto tempo ci vorrà? Almeno tre anni ! Ed allora perché non attuate subito quelle riforme che sono fattibili nell’immediato come il taglio ai vostri stipendi che del resto proponiamo di portare dagli attuali 14 mila euro lordi al mese a 7 mila euro lordi al mese- crediamo stipendi più che dignitosi che nessun altro professionista percepisce ! Per non parlare della media degli stipendi dei lavoratori che si attestano su 1000-1800 euro netti al mese ?
    3.Che dire poi del vitalizio che regala dopo solo cinque anni di legislatura una pensione di 3.500 euro lordi al mese ? Nessun lavoratore percepisce tanto perché le nostre pensioni sono molto più
    modeste dopo 35 o 40 anni di anzianità. Ebbene il vitalizio può essere abolito immediatamente con una legge ordinaria ed allora perché non si decide in tal senso,abolendo questo assurdo privilegio ?
    4.Basterebbe,infine,una legge regionale che riordinasse tutti gli enti e abolisse quelli inutili,dove siedono quasi sempre i “trombati”della politica con lauti stipendi dai 4 ai 10 mila euro lordi al mese, spesso senza controlli sui risultati e sugli obiettivi da raggiungere.
    RICHIESTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA,
    Cara Presidente on .Claudia Lombardo,vista la sua disponibilità a rivedere le spese del Consiglio Regionale che attualmente ammontano a ben 72 milioni lordi di euro annui,comprensivi degli stipendi degli onorevoli consiglieri,dei vitalizi e dei benefit e del suo stesso stipendio perché non sollecita i capigruppo affinchè nella I° Commissione prendano subito in esame la Proposta di Legge di iniziativa popolare,le due proposte sulla stessa materia presentate in Consiglio dall’on.Claudia Zuncheddu e dall’on. Adriano Salis e ne facciano un testo unificato e condiviso da approvare rapidamente in Aula ?
    ATTENTI A NON CAMPARE NUOVE SCUSE ,RINVIANDO IL TUTTO NUOVAMENTE. PERCHE’ QUESTA VOLTA IL POPOLO SARDO NON SOPPORTERA’ L’AFFRONTO E CHIEDERA’GIUSTIZIA.
    Questo ed altro abbiamo detto questa mattina nella Conferenza Stampa all’Hotel Mediterraneo,dove erano presenti molti giornalisti della carta stampata che ringraziamo.
    Giovedì 15 settembre 2011 leggeremo i resoconti,mentre non avremo nessuna immagine perché le televisioni non ci hanno degnato neppure di un servizio.
    IL SEGRETARIO NAZ.LE CSS GIACOMO MELONI

  • Non penso sia importante ragionare su quanti consiglieri la Sardegna debba avere.
    Forse è meglio che ci interroghiamo sulla COSA che sta determinando queste imposizioni italiote.
    L’oggetto è la CRISI economica che attanaglia tutti i paesi che hanno costruito economie fasulle e l’Italia è una di queste con un indebitamento mortale.
    Questa è una crisi che cambierà profondamente il modo di vivere degli uomini in particolare nei paesi occidentali ricchi.
    Se tutti noi riuscissimo a mettere al centro l’uomo e i suoi più nobili bisogni (anteponendo la felicità all’avidità, la solidarietà all’egoismo,la decrescita economica felice alla crescita economica obbligatoria a qualunque costo, l’autodeterminazione alla sudditanza, la meritocrazia alla clientela) forse riusciremo a trovare un modello di convivenza sociale più normale e più interessante.
    La prima battaglia è l’indipendenza e tutte le intelligenze e gli strumenti che vanno in questa direzioni siano i ben venuti.

  • Marcello Simula

    Sarò anche noioso e ripetitivo, ma l’argomento di discussione che io proposi in tempi non sospetti,attirandomi l’ira di qualcuno più la censura di questo sito,vedo che alla fin fine si dimostra di attuelità più che condivisa.In due parole:possiamo parlare e chiacchierare di un sacco di cose,ma quel che rode di più in questo momento è l’abominevole cifra MENSILE incassata da ogni consigliere/assessore regionele in questo momento.E mentre noi continuiamo a chiacchierare,ogni mese si ripete lo stesso versamento sul conto corrente PERSONALE di chi argomenta con noi di queste ingiustizie.Allora,vogliamo uscire allo scoperto o continuiamo a parlare del sesso degli angeli?Esiste la possibilità che un consigliere regionale ONESTO rinunci UFFICIALMENTE alla indecorosa indennità?Dopo sarà legittimato veramente a parlare,prima risulterebbe in conflitto con la posizione del 90% dei sardi.

  • Perche non dimezzare i compensi dei consigleri regionali, lasciandone inalterato il numero?
    Non si tratta di un problema di costo della politica?

    Perchè non applicare anche a loro il criterio della capitalizzazione per determinarne il trattamento pensionistico?
    Perchè per loro valgono delle regole diverse rispetto al resto della popolazione.

    I numeri illustrati dimostrano chge non contiamo nulla e che non sappiamo farci rispettare.
    Probabilmente è anche colpa della nostra rappresentaza politica a livello nazionale. Tutta, nessuno escluso.

    Sergio

  • Se si scende ancora un po’ con i numeri dei consiglieri vi azzecco anche gli eletti prima dello spoglio, comunque un numero ridotto di consiglieri potrebbe far fare agli indipendentisti qualcosa che hanno sempre sbandierato ma ai fatti mai fatto, UNIRSI.

  • Quella di ripensare al numero dei consiglieri ma diminuire senz’altro le loro prebende mi sembra un’ottima idea.

    Anche perchè, a mio parere, la vera ragione della diffusa richiesta di diminuzione del numero è che tutti chiedono di diminuire spese e sprechi, e la matematica ci insegna che basta diminuire uno dei due fattori per diminuire il prodotto.

    Meditate gente, meditate

  • Proprio oggi discutevo con un amico PD della demagogia di basso livello messa in atto mai come ora.
    Anche lui è consapevole del peggioramento delle condizioni di rappresentatività effettiva a fronte di un cavalcare il sentimento comune senza peraltro identificare strumenti efficaci per combattere la crisi.
    La situazione di pazzia generalizzata, di mancanza dolosa e colposa di consapevolezza di quanto in accadimento, mi riporta al default della Russia del 23 marzo 1998: più del 40% dei russi finirono sotto la soglia di povertà. In pratica, dall’oggi al domani i russi scoprirono che tutti i propri risparmi erano carta straccia e la crisi fu più grave della grande depressione del 1929.
    Il restante 45% finì nella soglia del sostentamento non incrementabile e circa il 20% a costituire i Paperoni che tuttora vediamo scorrazzare in tutto il globo.
    Non illudiamoci e non pensiamo a chi ci salverà: nessuno lo farà e sembra proprio che noi non saremo in grado di farlo da soli.

  • La fretta è sempre stata cattiva consigliera, però da qualcosa bisogna pure iniziare! Intanto, sono certo, al momento è solo una proposta che va approvata dal consiglio regionale e, col voto segreto che verrà richiesto, ne vedremo delle belle. Poi, per quanto attiene la proporzione numerica 80, 60,50 e/o 30 cambia poco: Cagliari avrà sempre la maggioranza dei consiglieri. Piuttosto perchè non guardare a quanto hanno invece prodotto sino ad oggi questi nostri superpagati rappresentanti. Certo, recentemente, abbiamo avuto qualche eccezione: ma sarà facile trovare altri 30/50/60/80 Maninchedda? Ecco alle prossime elezioni vediamo di scovarne un bel numero perchè, finalmente, la Sardegna possa uscire dal baratro in cui si trova.

  • Enrico Cadeddu

    Totalmente d’accordo con Predu.

  • Bravo Paolo,
    Ha ragione Enrico. Dovremmo ottenere lo stesso rapporto se ragionassimo nel seguente modo:
    Oggi per 80 spendiamo X. Battiamoci per tenerne 80 con il compenso calcolato su 50 cioe’ il vecchio compenso( esclusi rimborsi strani) moltiplicato per 50 ma diviso per 80 parlamentari. Mi sembra un argomento forte contro i professionisti della politica. Quelli con 3 o 4 legislature alle spalle per lo più espressi dai ” Grandi Marchi” della politica italiana. Una battaglia di rappresentativita’ territoriale. In una parola di Democrazia. E’ da mettere nel conto una reazione forte da parte della nomenclatura regionale eterodiretta e dai mass-media di cui dispone. Compreso il “nuovo” Sardegna 24. Una battaglia che pero’ potrebbe avere una risonanza anche oltre il Tirreno e potrebbe vedere il Psd’Az aggiungere una nuova battaglia al Suo gia nutrito arsenale. Questa volta pero’ più facilmente intelligibile dall’elettorato che dopo questo argomento diventera’ più permeabile anche ai concetti più complessi.
    Da non sottovalutare che la riduzione tout-court del numero favorisce la concentrazione del Potere nelle mani di pochi a danno di molti.
    E’ questo il momento delle grandi scelte. Innestate la baionetta e Forza Paris. La Brigata ci ha insegnato che a stare fermi in trincea ci si espone solo al fuoco delle Bombarde dei Nemici del Popolo.

  • Sono d’accordo con Adriano.
    secondo me il nostro Prof è un p’ utopista, vuole sempre coinvolgere l’assemblea regionale, che in teoria è più che giusto, sono i suoi interlocutori istituzionale, ma trascura un piccolo particolare: la maggior parte di loro non sono in grado di seguire i suoi ragionamenti, purtroppo.

    Quando avrò un pò di tempo, voglio prendermi la briga di guardare il curriculum dei nostri consiglieri regionali.

    È vero che laurea o diploma non significano necessariamente intelligenza e capacità, ma sono sicuro che l’ultimo dei nostri pastori o l’ultimo dei nostri contadini, con tutto il rispetto per entrambe le categorie, hanno molto più buon senso e capacità ed intelligenza della maggior parte dei nostri consiglieri.

    Bisogna tornare al popolo, mobilitarlo, coinvolgerlo, affinchè quando esprimeranno un voto lo facciano perchè convinti delle capacità delle persone, o non e non solo perchè li ha espressi il partito.

    Buona giornata e forza paris

  • Ah Paolo, ma non lo sai che è complicatissimo per certi soggetti fare quei paralleli tra dimensione territoriale, numero di abitanti e rappresentanza politica? Io dico che esistono consiglieri regionali che di fronte ad un atlante non saprebbero indicare la posizione dell’Estonia….

  • A mie mi paret chi de 50 a 60 cossizeris est unu tantu chi andhat bene pro sa Sardigna: solu si rapresentant torracontos de segamigasu sunt tropu pagos. Ma ite depet rapresentare, donzunu, si no su torracontu de totu sa Sardigna? Sinono bi ndhe cheret unu pro donzi bighinadu!
    Su rispàrmiu lu depent fàghere sestèndhesi un’indennidade prus pagu isograda e ascamosa (pro sa zente disisperada): deo bi lis tio irmesare pro su chi sunt lendhe como e la tia ligare a su rédditu médiu de sos Sardos. Pesso chi depant agatare un’àteru ‘sistema’ pro fàghere sa ‘campagna’ eletorale, a manera de ndhe segare sos contos macos (e possíbbiles solu a chie frussat dinari a muntones, e bae e busca fatu comente e pro ‘rispòndhere’ a chie candho essint eletos!)

  • Meglio lasciare 80 consiglieri con la meta’ dello stipendio (5000 euros giai bos bastant!) e senza vitalizio piuttosto che 50 a stipendio pieno. Cosi’ ne soffre la democrazia, come facciamo poi a dare un minimo diritto di tribuna ai piccoli partiti specialmente quelli indipendentisti?

  • Danzatore delle stelle

    e diffidate degli incapaci, perchè gli incapaci sono capaci di tutto!
    Purtroppo noi ne abbiamo tanti nel posto sbagliato.
    Never surrender!

  • Questa volta mi trovo d’accordo, non è una cosa da fare in fretta e a cuor leggero restringere la rappresentanza, tanto più se dietro un impulso esterno. Sembra che il consiglio sia pronto a tutto, anche a certificare la propria inutilità per mostrarsi “volenteroso”. Peraltro una contrazione del genere va a danno delle zone meno popolose della Sardegna, così ancora più derelitte (di certo non ne soffrirà Cagliari che eleggerà 17 deputati). Meglio sarebbe stato ridurre i compensi di tutti i consiglieri del 30%

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