La Sardegna si organizza a pezzi di fronte al fallimento Galsi

31 luglio 2012 07:338 commentiViews: 16

nuvole4-1È molto probabile che il Galsi non si faccia. È certo che molte imprese non reggono più il costo dell’energia prodotta da generatori alimentati ad olio combustibile. Alcune di queste si stanno organizzando autonomamente per servirsi di generatori alimentati a gas. Nel frattempo i Comuni continuano a realizzare i bandi per la distribuzione del gas nei diversi bacini previsti dalla programmazione della Giunta Soru. Nel frattempo Medea installa a Sassari uno dei più grossi serbatoi di gas (200 metri cubi) e raddoppia le scorte della città turritana. Ricordo che la capacità di stoccaggio è decisiva per strappare buoni prezzi sul mercato. Nel frattempo Villacidro, con l’Unione dei Comuni, destina aree allo stoccaggio del gas. Ciò che spiace è che tutto questo avvenga senza una visione strategia, senza un coordinamento, senza coesione. La limitata presenza e coscienza di cultura nazionale sarda si vede.

8 Commenti

  • Credo che se non si dovesse realizzare il progetto Galsi , invece di rincorrere di chi è stata la colpa , bisognerebbe subito progettare un gassifficatore che sfruterebbe la stessa rete. altrimenti per la sardegna continuerà il buio.
    L’energia è il primo argomento da affrontare in modo pragmatico dai sardi. Il modello degli anni 70, ossia la produzione con Olio combustibile non è sostenibile.
    L’altro combustibile , ma qui si entra in un territtorio minato, sono i rifiuti solidi urbani. Ottimo il progetto di Revamping del termovalorizzatore di Tossilo . Bisognerebbe dire che l’energia che produrrà docrà essere messa a disposizione a prezzi sostenibili , delle imprese dell’area di Tossilo. In modo da zittire anche gli utili idioti delle associazioni che hanno fatto ricorso alla Corte Europea per non farlo. Incredile , ho visto l’ultimo termovalorizzatore nella laguna di VENEZIA dove c’è un equilibrio sicuramente più fragile dell’altopiano di Abbasanta. Ci sarebbe da ridire se non dovessimo piangere per il male che ci stiamo facendo.

  • facile rifugiarsi nell’avanspettacolo, ma ricordo qualche frangia di sardisti che a rimorchio di Css, A Manca e “quant’altri” si dimenavano furentemente contro il Galsi

  • Rosanna Puggioni

    il GALSI è anni che va vanti ma forse oggi è una palla al balzo da prendere anche come politica,, a questi politici e sardi chiedo ma mentre Soru facceva e firmava accordi sulla struttura del progetto GALSI dove eravate,compresi ambientalisti,indipendentisti ecc??,,,mi chiedo solo ma se a governare fosse la sinistra il GALSI lo avrebbero fatto?…..gli accordi presi certamente non fanno parte di questa legislatura ma non dimentichiamo che salvo errore anche i sardi fanno parte degli investitori e certamente quelli non li ha decisi Cappellacci o sbaglio?,,qui in sardegna si usa la politica del bue che dice cornuto all asino ,,,

  • Ma dai Gianni, perchè ammucchiare in “quant’altri” i cuori infranti, le costole prime dei Rossomori, Sardigna Natzione (il cui Segretario ha riservato un posto particolare nel suo cuore per il Dio, morto), IRS (invitato speciale), la pasionaria di Sardigna libera, Progress (chi?). Gianni, ti prego, rimedia per non attirarti gli strali di cotanta intellighenzia. Oh, se manca ancora qualcuno all’appello integra. E fai i debiti scongiuri.

  • Già, ognuno per sé! Come questa classe di governo egoista, che plasma il suo popolo a propria immagine e somiglianza…

  • A.A.A. Appello Urgente, a tutti gli amici e compagni di Sardegna Democratica, PD, tanti IDV, e a quant’altri, liberamente, con la passione che ha sempre caratterizzato, questo loro passare leggeri sulla terra di Sardegna, che intendono sostenere, non solo a parole, ma anche con qualche soldo Euro € o Dollaro $, questa nobile causa umanitaria, che ha scosso dalle fondamenta, le certezze universali del mondo contemporaneo.
    Occorre, immediatamente ed urgentemente, mobilitare tutte le risorse più capaci, democratiche della società civile, le diverse sensibilità, autonome, progressiste, ambientaliste, per una raccolta di fondi equa e sostenibile finalizzata alla raccolta dei 24 ml.€., affinchè, venga assolutamente evitato, che questo capolavoro dell’architettura moderna, che ha ospitato il giusto riposo di Re-natore durante l’afa canicolare, possa andare in mano a qualsiasi liberista capitalista globalizzato, privo di scrupoli, per un uso spregiudicato-qualunquista, e di una linea comportamentale, non ispirata al profondo rispetto di tutti quegli ideali e valori, nobili e patriotici, che furono alla base del suo generoso acquisto.
    piapiapia

  • La Sardegna può essere marginale ai grandi “interventi economici mondiali” per scelta propria o per scelta esterna. Il GALSI è un’intervento di scala mondiale. La maggioranza dei sardi ha capito bene quali sono stati gli interessi che si sono mossi perché il GALSI non avesse futuro. ENI, sicuramente; gli amici di Putin in Italia; i francesi dell’energia Nucleare e altri. Quattro male informati o pagati bene in Sardegna. Poi sicuramente quelli che hanno in testa la costruzione di grandi impianti gassificatori (Porto Torres e il Sulcis) che vogliono trasportare via mare con ” betoline” il gas. Perchè non si fa una ricerca sulle società che gestiranno i distretti del Gas in Sardegna? Altri arabi (non l’Algeria)hanno interessi perchè non si faccia il Galsi. Il presidente Melis vedeva la metanizzazione della Sardegna come l’unico strumento di libertà e indipendenza energetica (meno-dipendenza più indipendenza politica. Bisognerebbe chiedere a Capellacci la trasparenza e la conoscenza degli incontri avuti a Roma, anche alla presenza di Monti, con i sovrani arabi detentori di immense risorse di gas. Pensar male qualche volta… serve a non passar per “babbei” come disse di essere il presidente Capellacci dopo lo scandalo dell’eolico. Altra dipendenza…

  • Credo U.R.N. Sardinnya sia stata il primo gruppo di indipendentisti a dire senza tentennamenti si al GALSI, purché fatto con criterio.

    Tutto questo è venuto a mancare. Lo stoccaggio disordinato infatti è l’esito della mancata visione degli interessi nazionali della Sardegna. Io credo che la nuova Autonomia dovrà considerare la presenza di un’Authority per l’Energia indipendente dalla struttura italiana.

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