La Sardegna e le riforme. Con una postilla per l’italico Celentano

15 febbraio 2012 08:0310 commentiViews: 19

cardoL’ho detto ieri a Francesca Barracciu: io non mi iscrivo al gruppo, sempre più numeroso, degli uomini politici che vogliono guidare la protesta (sempre più diffusa e anarchica), pensando in tal modo di candidarsi a vincere le elezioni e governare la Sardegna. Come pure dissento dall’idea di Soru di ricondurre tutto il dibattito politico alla lode della precedente Giunta (sui cui errori, anche gravi, è stata sapientemente costruita una grande rimozione politico-psicologica collettiva) e al discredito dell’attuale (che comunque ha veramente pochi meriti). Credo che sia sbagliato da un lato rappresentare tutto in modo negativo, (perché la Sardegna ha bisogno come non mai di credere di potercela fare – e può farcela, a patto di cambiare profondamente le categorie di analisi della realtà e le abitudini politiche), e dall’altro riproporre una visione manipolata della realtà, funzionale a far sembrare adeguate anche le proposte su cui ormai si è accumulata la polvere della storia. Sono sempre stato contrario alla logica del ‘tanto peggio, tanto meglio’.
Viceversa, è proprio questo clima da gioco delle parti che purtroppo anima ancora la vita politica sarda, perché è il gioco a cui gli uomini politici sono più allenati. Purtroppo, però, è anche il gioco che rischia di impedire qualsiasi riforma. Infatti, dietro le maschere della contrapposizione e del ‘dovere’ (secondo alcuni) dell’opposizione di bloccare la maggioranza (e del piacere, secondo altri, della maggioranza di fare un po’ come gli pare solo perché ha vinto le elezioni) vengono nascoste le contraddizioni interne dei partiti, che sono così tante da rendere difficile qualsiasi sintesi. Ciò spiega perché appena giunge in discussione qualsiasi riforma, dalla più banale  alla più complessa, i partiti si spaccano e si scopre che essi sono contenitori convenzionali dove vivono posizioni a volte antitetiche. È chiaro, allora, che fare riforme è molto difficile, ma è anche vero che o le si fa o si veicola che i consigli regionali sono inutili, perchè incapaci di fare sintesi. È evidente che chi non ama la democrazia rappresentativa e ama di più il presidenzialismo vede nel fallimento delle riforme il viatico migliore per l’affermarsi di un presidenzialismo carismatico personale; è bene che questo sia chiaro a quanti, sulle riforme, stanno giocando una partita di prestigio personale o di parte piuttosto che una grande battaglia per costruire uno stato.
Due parole a Celentano che ha attaccato Famiglia Cristiana e Avvenire, accusati, giacché cattolici, di occuparsi di politica e pertanto condannati dal cantante-profeta, alla chiusura. Quando lui giocava a fare il divo; quando lui, pericolosamente, faceva film brutti con evocazioni evangeliche imbarazzanti; quando lui non diceva una parola sul terrorismo, questi giornali informavano e formavano milioni di persone normali, quelle che tirano la carretta ogni giorno senza aver bisogno di guru da seguire. Lo dico io, che sono un cattolico profondamente non clericale. Passi pure la critica alla linea dei giornali, ma l’auspicio della chiusura è la spia del fascismo latente nell’indignazionismo. Ecco, la cultura italica, che ha sostituito la satira alla critica politica, si merita l’imbonitore fascista bianco come si meritava Vanna Marchi, l’imbonitrice truffaldina nera. Se per un applauso si è pronti a dire tutto, anche a negare la libertà degli altri, allora bisogna riconoscere che l’estetica del balcone di Palazzo Venezia sopravvive nei geni della piccola borghesia ignorante e autoritaria, ipocrita e violenta, che ha fatto tanti danni nella storia e nella cultura italiana. Celentano è maggioranza in Italia e io sono orgoglioso di essere sardo, di aver studiato, di capire chi sono gli imbroglioni. Io preferisco l’inquieta intelligenza di Pasolini, sempre preoccupato della verità, alla furbizia di Celentano, sempre preoccupato di piacere e di far parlare di sé.

10 Commenti

  • Celentano è ormai da anni che dice caz**te, io credo che gli italiani lo ascoltino solo perchè sanno che subito dopo partirà una ridda di commenti indignati o no da parte di giornalisti, intelletuali o altri che queste ca**te non dovrebbero considerare. Capire poi perchè per queste perfomance si debbano dare un sacco di soldi è veramente difficile, ma forse è in linea con l’amministrazione degli enti come la RAI

  • Concu Pissenti

    E’ assurdo che lo stato sociale italiano funzioni così: i cittadini pagano il canone, lo stato gira i soldi a Celentano, Celentano valuta quali sono le città bisognose e distribuisce i soldi ai sindaci. Che pena. Per una volta che Famiglia Cristiana aveva ragione si deve beccare il predicozzo del Celenterato in eurovisione

  • non sono credente, ma rispetto chi nella chiesa s’adopera con sacrifici per gli altri, condanno chi si nasconde dietro questi per fare affari, spesso loschi, e condnno anche chi predica bene e razzola male. Non ho guardato celentAINU perchè è immorale pagare un’opportunista 750000 euro per tre o quattro ore, vergognoso, ma li ha dati in beneficienza, si ma ha deciso lui a chi, cosa ne sa chi ha neccessita? 750000 euro che sono usciti dalle nostre tasche.

  • Sono completamente d’accordo su quanto dice di Celentano, è sempre un predicatore senza interlocutori per cui ho cambiato subito canale.
    I giornali bisogna leggerli non chiuderli.
    Per quanto riguarda le riforme necessarie e sulle quali non c’è accordo, mi rendo conto che anche in Sardegna ci vorrebbe una Giunta Tecnica che faccia le riforme e il consiglio approva o non approva.
    Ormai i partiti sono diventati loro malgrado delle cinghia di trasmissione dei potentati economici.
    Noi elettori non contiamo nulla.
    Onorevole volevo ricordarti il termovalorizzatore di Tossilo: stanno già organizzando la cassa integrazione.
    L’impianto è fermo senza orizzonte.
    Un altra azienda da chiudere nel Marghine grazie all’inerzia politica?
    peppino

    (una giunta tecnica l’avrebbe già revampato)

  • Danzatore delle stelle

    E se sbagliassero carro e anzichè salire su quello della protesta salissero su quello di carnevale?
    Sai che falò… (in senso metaforico, non sono un fascista latente)

    Per quanto riguarda il silenzio di CelentAinu quando i giornali da lui criticati informavano la gente è presto detto: si chiama analfabetismo.

    L’ultima sparata dimostra che l’unica cosa che lo ha investito non è il dono divino della parola ma l’analfabetismo di ritorno, supplementari e rigori compresi.

    Ma ri pozzu toccai?

  • Giuseppe Bellu

    Questo show strapagato di Celentano mi pare figlio della moda tutta italica di pensare che se uno è bravissimo a fare qualcosa debba essere per forza un grande pensatore. E’ così si da spazio al cantante Celentano per fargli dire le sue sciocchezze qualunquiste e poco ragionate… Per carità tutto lecito, nel senso che è bello e democratico ascoltare l’opinione di tutti, indipendentemente dalla propria estrazione sociale o professione. Il problema ovviamente si pone quando l’opinione del cittadino qualunque viene strapagata come in questo caso… Se fosse andato a cantare a Sanremo lo avrei capito, ma pagarlo per andare lì a dire ca**ate… Certo che se la sinistra ha bisogno di questi leader per farsi dare l’imbeccata sui propri temi… Un po’ triste eh!

  • Vedete.. aveva ragione onorevole..
    rassegnamoci…
    Gli Italiani, e a quanto pare pure i sardi VOGLIONO il DITTATORE DEMOCRATICO..
    Alias Celentano

  • W il paradiso
    W Celentano
    abbasso la chiesa e i suoi giornali che sono lontani dai bisogni delle persone.
    ricordo a tutti che la chiesa è fatta di soli uomini, le donne non vengono prese in considerazione,
    Potete immaginare che eccelso pensiero muove questa Azienda: La chiesa
    Bene fa chi mette in discussione questa ditta senza partita i.v.a.e senza tasse.

  • Poco da aggiungere. Non so neanch’io come ho fatto a resistere alla visione di Celentano…sarà l’omonimia? M’interessava vedere che cosa avrebbe sparato, ben immaginandolo in partenza. E così è stato… Il solito sermone qualunquista e indignazionista che fa alzare la platea per degli applausi. Uno show pagato a spese dei contribuenti e con una pessima immagine di beneficenza: il cachet di Celentano sarà affidato alla pietà di alcuni sindaci che anche in Sardegna, come in un reality show, decideranno quali miserabili premiare. Si aprirà un televoto?
    I problemi dell’Italia e della Sardegna sono molto più complessi. Ha ragione Franziscu Sanna del ProgReS a parlare di nuovo “welfare all’italiana”…quello degli imbonitori…

    Diceva Simon Mossa: “Meglio una Repubblica di straccioni che una colonia di miserabili”.

  • VIVA FAMIGLIA CRISTIANA,
    si occupa di vangelo tutte le settimane
    è stata una della poche voci che ha criticato aspramente il precendente governo fatto di ballerrine e di vuoti appelli all’ottimismo per nascondere la radice dei problemi….

    VIVA FAMIGLIA CRISTIANA
    VIVA FAMIGLIA CRISTIANA
    VIVA FAMIGLIA CRISTIANA

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