“La folla è barbara e agisce barbaramente in ogni occasione. (…) Dobbiamo tener presente la meschinità e la mancanza di equilibrio morale della folla. La forza della folla è cieca e senza acume e porge ascolto ora a destra ora a sinistra. (…) La nostra forza consisterà nel tenere continuamente l’operaio in uno stato di penuria e di impotenza, perché, così facendo, lo teniamo assoggettato alla nostra volontà e, nel proprio ambiente, egli non troverà mai la forza e l’energia per insorgere contro di noi“.
Sarà un difetto di chi ha letto troppo, ma seguire la cronaca politica sarda di questi giorni non può che far venire in mente i Protocolli di Sion, uno dei falsi che hanno avuto più effetti devastanti nella storia.
Iniziamo dalla celebrazione del via libera alla legge sul salario minimo voluta dai Cinquetasche.
A fare le scimmiette imitatrici (in questo caso di una leggina della Puglia) si rischia di farsi male.
In primo luogo, sarà interessante vedere applicata la norma sulle premialità concesse, in sede di gara d’appalto alle imprese partecipanti, secondo la farraginosa griglia prevista dalla legge.
In secondo luogo, sarà interessante veder funzionare l’ennesimo Comitato composto da venti persone, per partecipare al quale non è previsto neanche il rimborso spese, perché se fai duecento chilometri per partecipare a un comitato, lo devi fare per la patria e a tue spese.
Ma soprattutto è l’articolo chiave che è una vera buffonata, quello che prevede i 9 euro l’ora come salario minimo.
È di meno di un mese fa questo articolo de Il Fatto Quotidiano (non proprio un giornale di Destra) che spiega l’immediata reazione del mercato a questo genere di interventi a gamba tesa, esterni al negoziato tra sindacati e datori di lavoro che poi porta ai contratti nazionali e comunque a determinare il valore del lavoro. In poche parole, la stessa regione Puglia, per non vedere lievitare i costi del proprio portierato, ha tagliato il monte ore: “Tre mesi dopo, però, la realtà si presenterebbe diversa: il nuovo bando per i servizi di custodia e portierato prevede sì il salario minimo di 9 euro ma prevede anche il taglio dei servizi con un monte ore previsto di 1.152 ore mensili. “Oggi con il vecchio capitolato il monte ore è di 1.738, che significa lavoratori full time a 40 ore settimanali” spiega ancora Marco Porpora, lavoratore e rsa. “Ovviamente c’è la clausola sociale, cioè nessun lavoratore viene lasciato a casa, e ci mancherebbe altro: ma questo significa che noi lavoratori passeremmo da 40 a 25 ore settimanali, con uno stipendio mensile di poco più di 700 euro. E che abbiamo concluso?”
Aeroporti O che cosa si vuole e si può dire della questione aeroporti e dell’attacco costante dell’Unione Sarda all’iniziativa in corso? È una battaglia vera che riguarda il merito? No, non è una battaglia vera, è una scaramuccia tra Zuncheddu e De Pascale. Tutto è strumentale, quindi niente è vero rispetto al suo oggetto. Tutto è piegato ai fini, esattamente come nei Protocolli di Sion.
Soldi pubblici e magistrati militanti Ieri, il nostro articolo sul più grande affare finanziario fatto senza gara in Sardegna, cioè l’affidamento diretto di 200 milioni di soldi pubblici alla banca Credem da parte di Abbanoa (lo ripetiamo perché, nel caso, vorremmo essere smentiti o denunciati da tutti coloro che ieri si sono affrettati a smentire e a rassicurare) ha fatto inarcare il sopracciglio ai magistrati del Palazzo di Giustizia fiancheggiatori della Giunta Todde. Al punto che uno di loro avrebbe detto: “Beh, quale è il reato?”.
Ecco, se un procuratore assiste a un affidamento diretto di 200 milioni senza gara e dice “Quale è il reato” si può avere la certezza della degenerazione del diritto, perché evidentemente per lui la sua parte politica può non fare gare dove dovrebbe farle e può affidare milioni di euro agli amichetti e dunque, per la proprietà transitiva, nessun sindaco, nessun ramo dell’amministrazione pubblica è più obbligato a fare gare e può affidare lavori e servizi intuitu personae.
È il far west, un perfetto clima fascista.
Però, i treni arrivano in orario e c’è il salario minimo, come ai tempi del Duce, quando venne inventata la tredicesima e i treni erano puntualissimi.

i costi degli appalti aumenteranno e di colpo aumenteranno le tasse per i cittadini esempio Irpef Regionale mentre gli stipendi diminuiranno come è successo in Puglia
Tra le conseguenze del salario minimo non escludo nemmeno la limitazione della manodopera nostrana a favore di quella straniera, evidentemente più disposta ad accettare retribuzioni mensili più basse. Temo poi che, oltre ai lavoratori, potrebbero farne le spese i consumatori (costi maggiori per l’impresa = prezzo maggiore del prodotto) e le imprese più fragili
Egregio come diceva il Marchese del Grillo?
Guardia portierato ….9 euro x 40 ore settimanali ..360 euro. Se sono nette sei Povery …se sono lorde sei molto Povery .
Se fosse un EnteSerio che non specula sui lavoratori sarebbe assunta dall Ente … e non appaltato in esterna … al ribasso .
Il problema del salario minimo negli appalti pubblici, verrà aggirato abbastanza facilmente dalle imprese. Le imprese assumono stesso numero lavoratori, si alza costo orario ma si riducono le ore nel contratto, passando magari da un contratto full-time a part-time, che attenzione creerebbe maggiore disguido ai lavoratori, esempio nella concessione prestiti o mutui. Quando la coperta è corta, e qua è proprio striminzita, se si tira per metterci sotto la testa si scoprono i piedi… Solite buffonate per far recepire ai cittadini che si sta facendo qualcosa ma aimè si sta creando ancora maggior disagio impoverendo il ceto medio basso.