Giungono ragionamenti certificati dagli ambienti della presidente Todde, nei quali la più intelligente è indiscutibilmente lei e infatti noi veniamo informati dai meno arguti dei suoi che parlano e straparlano, per darsi un tono, facendo trapelare notizie e interpretazioni.
Il primo punto è che la Todde dà per persa, e anche male, la questione sollevata dinanzi alla Corte Costituzionale sulla sua decadenza.
Sa che è servita, forse, a prendere un po’ di tempo, ma sa anche che è debolissima sul piano dei contenuti.
Il secondo punto è che la stessa Todde dubita che Fercia possa avere delle ragioni nell’obiettare la inammissibilità dell’appello presentato dai suoi legali sulla sentenza di primo grado del Tribunale di Cagliari che le ha confermato la sanzione e ha corroborato la validità dell’atto che innesca la decadenza. My Dear sta imparando e comincia a capire che il comitato degli adulatori di cui si è circondata ha forse sanato qualche debito morale della campagna elettorale, ma non è stato efficace nell’affrontare la realtà e nel governarla ed è particolarmente imbambolato rispetto alla complessità della questione decadenza.
È in questo contesto che ella sembrerebbe stia considerando il cosiddetto lodo Occhiuto, dal nome del presidente della Regione Calabria, il quale, sentendosi ingiustamente aggredito da un’indagine per corruzione, ha deciso di dimettersi e di ripresentarsi alle elezioni, chiamando l’elettorato al giudizio morale, posto che quello legale sta in capo alla magistratura.
Occhiuto ha preso tutti in contropiede, ha messo spalle al muro sia la sua coalizione che l’opposizione, sorpresa impreparata, ed è proprio questo contropiede nei tempi e nei modi che interessa My Dear.
Ella sa che se dovesse essere dichiarata decaduta, avrebbe difficoltà a essere ricandidata.
Sa anche che, se i Sardi si concentrassero sulle cose fatte, la boccerebbero inesorabilmente (fallita la legge sulle aree idonee, fallita la riforma sanitaria, grave la situazione in agricoltura, confuso lo stato dei trasporti, l’urbanistica è assolutamente inesistente e l’ambiente non riesce ad apparire efficiente dinanzi alla prima vera campagna antincendi ecc. ecc.), per cui ha tutto l’interesse a porre sul tavolo un grande diversivo: le dimissioni per restituire al popolo e non ai tribunali il potere di delega del governo della Regione.
Se la Todde si dimettesse ai primi di ottobre (cioè dopo l’assestamento, finalizzato a alimentare la campagna elettorale), il Pd non potrebbe non ricandidarla, perché non ha un’alternativa e, addirittura, potrebbe anche trovarsi ancora in mezzo al guado tra Comandini e Silvio Lai.
Inoltre, se la Todde si dimettesse, anche Silvio Lai si troverebbe nella situazione obbligata di doverla sostenere punto e basta, con margini di manovra rinviati all’eventuale riconquista della Regione.
Il centrodestra, dal canto suo, verrebbe sorpreso nel mezzo delle grandi manovre per individuare un leader, con Binaghi fermo sulla sua posizione non negoziante (“Se mi volete, comando io punto e basta”), Zuncheddu che vorrebbe ma non sa come fare, Mura che spera e Cappellacci che si prepara. Paradossalmente, il miglior candidato del Centrodestra contro la Todde sarebbe uno di Centrosinistra, cioè Graziano Milia, ma Milia non può candidarsi con Fratelli d’Italia se non a prezzo di cambiarsi la carta d’identità.
In questo gioco di simmetrie, la Todde potrebbe giocare la sua partita e lo sa; potrebbe perdere, certo, ma se non anticipa il gioco, perde di sicuro, e sa anche questo. Unica controindicazione un ricordo che non ho tempo di approfondire: non ricordo se il comma 3 dell’art. 22 della legge statutaria 1 del 2013 sia in vigore o sia stato cassato dalla Corte costituzionale. Se è vigente, la Todde dimettendosi non può ricandidarsi. Se le cose stanno ancora così, la Todde è inesorabilmente inerme e nelle mani del Pd.

Gentile Paolo, se tutti i giornalisti – non solo sardi – avessero la sua capacità di sintesi (fallita la legge sulle aree idonee, fallita la riforma sanitaria, grave la situazione in agricoltura, confuso lo stato dei trasporti, l’urbanistica è assolutamente inesistente e l’ambiente non riesce ad apparire efficiente dinanzi alla prima vera campagna antincendi) funzionerebbe meglio il rapporto politica-gente.
Detto doverosamente questo, mi piace far notare nell’elegante dibattito in corso la malcelata strategia mediatica dei governanti attuali. Stante il pericolo di possibile uscita di scena, si avvelenano i pozzi gridando (mario grillini innescato dal centro di comunicazione e dai fratelli tre-lettere ex solinas) che la magistratura è a pezzi, che non è affidabile, che vive di giudizi di pancia e non di diritto. Che pessima figura, my god.
Tempo forse scaduto.
Egr. Prof .
Prendo,simil vangelo, il Suo invito alla calma ferragostiana ormai imminente e ne approfitto per una riflessione non immediata del Suo scritto. Dico che quanto da Lei sintesiizzato non fà una piega, sarebbe la cosa più logica e, perfino, diabolica, degna del miglior Andreotti dei tempi d’oro, ma ,a riprova di quanto la politica sia caduta in basso,fa scalpore la decisione del presidente della regione Calabria di dimettersi e ritornare alle urne per far giudicare agli elettori e non solo ai magistrati. Solo Trump ha architettato , con successo, qualcosa di analogo!
Ma voglio dirle, e mi auguro che il mio non venga interpretato come un discorso antifemminista, che l’ arroganza, la prepotenza, finora dimostrata dalla nostra signora miracolata dal voto disgiunto, non potrebbe mai consentirle quell’ atto di umiltà e, allo stesso tempo, di coraggio che il dimettersi comporta. Mi viene alla mente il gesto di Benedetto XVI, mi scuso per l’irriverente paragone, che dall’ alto della sua preparazione filosofica ,teologica e spirituale ebbe l’ umiltà ed il coraggio di dimettersi. Ma la defenestrata possiamo paragonarla al Sommo Pontefice? E vedrà, neppure ad Occhiuto potremo avvicinarla! Perché la sua è la più fragile delle determinazioni: finché non ci sbatte duramente il muso, come un pugile suonato che non si ritira dal match, finché non viene messo KO e non si rialza nè con le secchiate ,nè con i sali, così costei continuerà a girovagare come uno zombie per le stanze di via Roma e viale Trento, fingendo di fare cose che altri non avevano mai pensato prima,finché non le arriverà il cazzotto distruttivo della Consulta che non le consentirà di rialzarsi. E piu tardi arriva questo colpo decisivo, peggio sarà per lei e non il contrario come pensano in molti, ( esclusi i consiglieri regionali. quelli che ritengono che mai verranno rieletti ed attendono i fatidici 2 anni, 6 m.esi ed un giorno per gestirsi con tranquillità una vecchiaia che altrimenti potrebbero trovare assai tribolata.)
Ma in tutto questo bailame cosa farà il PD? Non credo che questi arrivino alla fase finale della questione senza aver acquisito la più pallida idea di come essa andrà a finire. E sarà proprio
l’ agitazione o lo smarcarsi di quest’ ultimo che darà agli sprovveduti osservatori ,come chi scrive, le indicazioni di come la storia andrà a concludersi. Non con le parole, tipo le odierne, del capogruppo PD che da vecchia volpe ex DC, afferma che il mandato della già condannata ad abbandonare,si concluderà regolarmente, ma con i fatti che ai primi freschi autunnali ci diranno quali movimenti effettuerà il partito di maggioranza al governo, ad es.,a proposito di segreteria regionale o gli scossoni già in essere con i progressisti che accusano di immobilismo i colleghi di maggioranza. Andremo a vedere come tutto si concluderà dopo la pausa estiva ed il mese di ottobre potrebbe essere l’ideale per il cambio di abiti nel guardaroba di via Roma!
Cordiali saluti.
Finché il dibattito politico (pro e anti Todde) sarà di questo livello, povera Sardegna.
Non potremmo che averne tutti palpabile giovamento, nonché vivo sollievo, nel vedere questa Sua (profezia? speranza? sogno vietato ai minori di anni 18?) realizzata, egregio Professore!
Tuttavia, dalle viscere sardoniche intrise al piglio pratico e austero che caratterizza i piú che hanno il privilegio di assaporare l’aria, calpestare l’elicriso e allietare corpo e spirito con i sali disciolti in cristalline acque, temo che Ella resterà incatenata alla poltrona che, una domenica di bisestile anno e cortissimo mese, miracolosamente conquistò!
Ma ci sta l’incontro con i vertici del Qatar, solo che trattandosi di un incontro formale avrei evitato gli abbracci e i baci. Mi è sembrato un tantino eccessivo e fuori luogo. Ma tant’è … chissà cosa le sarà sembrato
…e comunque nella eventuale campagna di ottobre alla Todde mancheranno sicuramente 210.000 voti, quelli delle firme del Pratobello.
A seguito di una analisi del testo dello Statuto speciale e della legge statutaria n. 1/2013, ritengo che il comma 3 dell’art. 22 della legge statutaria non introduce divieti aggiuntivi sulle dimissioni, ma regola il subentro in caso di cessazione anticipata.
Il vero limite è nel comma 2, che parla dei due mandati consecutivi.
Quindi, se la Presidente si dimette prima della fine del primo mandato, la ricandidatura è possibile senza problemi.
Ma c’è dell’altro, c’è chi, in questa vicenda, sta giocando una partita silenziosa ma spietata.
Forse a qualcuno, nella stessa coalizione della Presidente Todde, conviene tenerla in piedi fino all’ultimo respiro politico, attendendo che sia la magistratura a dichiararne la caduta. Così, senza neppure il bisogno di scontri interni, la porta della ricandidatura resterebbe chiusa e il campo verrebbe liberato per nuovi pretendenti alla guida del centrosinistra.
In questo scenario, la stessa Todde diventerebbe un paradosso vivente: formalmente ancora Presidente, ma di fatto ostaggio di un conto alla rovescia deciso altrove.
E intanto il centrodestra, già impantanato nelle sue guerre di leadership, si troverebbe a organizzare una campagna elettorale lampo, senza un candidato forte e con il rischio di veder spuntare variabili imprevedibili.
Se davvero così stanno le cose, è la pazienza di attendere che l’avversario cada da solo, quando non potrà più rialzarsi.
Non sono convinto che, dovendo rivotare, il PD dovrebbe sostenere la Todde obtorto collo. Sarebbe invece il momento per riaffermarsi come partito guida del “campo largo”, magari con Giuseppe Meloni come candidato Presidente, il che garantirebbe anche una parvenza di continuità politico-amministrativa agli occhi dell’elettorato.
Nel centrodestra, invece, non escluderei un ritorno in auge dell’opzione Nizzi, nonostante l’averlo proposto alla guida della Provincia Gallura Nord Est possa apparire finalizzata anche ad escluderlo dalla partita regionale.
Buongiorno signor Piero non so dove abita ma se si fa un giro per le piazze non sarei tanto sicuro che Soriani votano la Signora e che vinca buona Domenica
L unico commento che mi viene è la tristezza per tutta la vicenda cdi una miseria unica.Dopo il tenente Grazia si poteva vincere a mani basse sarebbe bastato certo la qualunque infatti così è stato.Ma potevamo avere molto di più e non abbiamo osato …perché ci piace farci rappresentare da persone così,come certi la qualunque…perché verso quello più bravi di noi,anche se hanno dimostrato di sapere fare le cose buone e migliori per noi l invidia ci impedisce di scegliere la persona migliore:solo perché è migliore di noi.E così siamo alla centesima puntata della telenovela di certo la qualunque……abbiamo la conferma di due cose 1: ne ammazza più l invidia che la peste bubbonica 2 : non è vero che i Sardi sono migliori degli altri sono come gli altri
Se si ricandida vince a man bassa..anche perché i Soriani la sosterrebbero senza se e senza ma ,vince perchè pochi si rendono conto che vale poco,ma ha dato un immagine di persona che può fare..La legge sull’’eolico..fatta male ..ma intanto gli impianti nuovi sono bloccati
Il centrodestra potrebbe candidare Pittalis. Politicamente insignificante!,
Cappellacci é scaduto da tanto come politico..!
Non ci sono personaggi che possano tenerle testa
Lei vincera
Escludo che la Todde possa fare come Occhiuto in Calabria per il semplice motivo che non verrebbe ricandidata dal PD e comunque gli elettori sardi svoltebbero gia a destra questa volta con un candidato presidente moderato.
Pertanto le resta resistere piu che può e nominare nominare nominare il più possibile!
Che dire, per l’ennesima volta in assenza di una proposta politica immune da peccati contro la Sardegna, preparerò il classico cestino di popcorn e il divano. Se non altro, un paio di risate a sentire le enciclopediche balle di cdx, csx e pentastellati, sono garantite.
oggi la nostra Presidente ha incontrato i signori del Qatar dichiarando che gli stessi faranno grandi investimenti in Sardegna sembra strano ma il M5S ha sempre combattuto questi signori adesso gli mettono il tappetino rosso non mi sembra tanto preoccupata
Il ragionamento ipoteticamente fatto dalla Todde per l’autocandidatura sembrerebbe funzionare. Ma c’è una variabile piccolissima che potrebbe andarle contro. Il procedimento di decadenza. Penso che i partiti di centro sinistra non siano così tanto autolesionisti da sosterrà in una nuova campagna elettorale destinata inesorabilmente alla sconfitta. Farebbero lo stesso errore commesso dal centro destra alle elezioni 2024, ovvero candidate Truzzu sapendo di correre con un cavallo dato per sconfitto già prima della partenza; e tutto per la testardaggine dell’allora coordinatrice regionale di FdI.
Bonu manzanu e bonu sapatu e tando ite achimus?
Duncas: a parrer meu est ora de incumintzare a aparitzare sa mesa e gai vidimus.
Chie portat correddos bufat latte!
Gai at natu tziu Donatu Dui poeta luvulesu.
Salutos e Fortza paris chin sa Sardigna in su coro.
Giovanni Piras consigliere nazionale P.Sd’Az.
ChatGPT dice che il comma 3 dell’articolo 22 della legge statutaria regionale n. 1 del 12 novembre 2013 della Regione Sardegna è stato abrogato con la successiva legge regionale 9 dicembre 2013, n. 2, che all’articolo 1 ne prevede l’abrogazione.
Iiii Istedda. Daj cantiamo per Lei piccola Stella da Luciano Ligabue e che non abbia a male il nostro amato Carotone:
Testo Piccola Stella Senza Cielo
Cosa ci fai
In mezzo a tutta
Questa gente
Sei tu che vuoi
O in fin dei conti non ti frega niente
Tanti ti cercano
Spiazzati da una luce senza futuro.
Altri si allungano
Vorrebbero tenerti nel loro buio
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche’ ti tiene su soltanto un filo, sai
Tieniti su le altre stelle son disposte
Solo che tu a volte credi non ti basti
Forse capitera’ che ti si chiuderanno gli occhi ancora
O soltanto sara’ una parentesi di una mezz’ora
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche’ ti tiene su soltanto un filo, sai
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche’ ti tiene su soltanto un filo.
P. S. : Alessa’ daj arriva a Natale che già lo mangi il Panettone