La sanità sarda è un disastro: responsabilità ben distribuite tra centro-sinistra e centro-destra. Preferiamo sprecare in farmaci che costruire in lavoro. Ma adesso, ci si vuole porre rimedio? Con un P.S. per l’Ailun

8 marzo 2012 07:2511 commentiViews: 47

occhiQuesta è la Delibera n. 16/2012/SSR della Corte dei Conti. Si occupa di sanità e, in particolare, della Asl 1 di Sassari, ma dice cose importanti in generale.
Primo: la Regione non ha raggiunto i grandi obiettivi che si diceva fossero stati raggiunti nella scorsa legislatura:
“3. L’ANALISI DELLA GESTIONE DEGLI ENTI DEL SSR (Risultante dalla Relazione della sezione del controllo della Corte dei conti allegata alla deliberazione n. 23/2011).
Dal controllo effettuato dalla Corte dei conti sull’intero sistema regionale è emerso che:
La Regione Sardegna non ha conseguito gli obiettivi del Piano triennale di rientro dal deficit già concordato con lo Stato per il periodo 2007-2010 con la perdita dei conseguenti finanziamenti statali, pari a circa 14 milioni di euro. Il disavanzo registra preoccupanti indici di crescita.
La spesa annuale per la sanità e l’assistenza impegnata nel 2010 è pari a circa 3,647 miliardi di euro e, per effetto del nuovo regime delle entrate, risulta totalmente a carico del bilancio regionale sul quale incide per il 50% circa (il bilancio nel 2010 espone stanziamenti finali per circa 7,850 miliardi di euro, al netto delle partite di giro e delle somme a copertura del disavanzo).
Dal 2006 al 2010 si registra il consistente contrasto con le disposizioni di contenimento della spesa. I costi della produzione si sono incrementati di quasi il 20%; la spesa farmaceutica complessiva è cresciuta del 19%. Nel 2009 la Regione Sardegna è, tra tutte le Regioni italiane, quella nella quale si registra la più alta incidenza della spesa farmaceutica complessiva sul FSR (fondo sanitario regionale). Le dotazioni di personale (23.998 unità nel 2009) risultano superiori alla media nazionale e espongono costi in aumento dell’11%, con una spesa attestata su 1,141 miliardi di euro per il 2010 (oltre alla costante evoluzione dei costi per le consulenze ed il personale interinale pari, nel 2010, ad oltre 70 milioni di euro).
Le direttive e gli indirizzi dettati dall’Amministrazione regionale alle ASL non sono stati puntualmente osservati, con effetti di crescita incontrollata della spesa.
È mancato un adeguato sistema di controlli e di misure sanzionatorie della Regione sugli atti e sui comportamenti delle Aziende.
La Regione, pur conoscendo l’ammontare del fabbisogno, ha adottato in ritardo (a volte ad esercizio già concluso) i provvedimenti di assegnazione delle risorse alle Aziende, compromettendone la corretta programmazione delle gestioni, determinandone difficoltà di cassa ed esposizione debitoria. Il fabbisogno determinato in sede di riparto del FSR è stato sistematicamente oggetto di numerosi provvedimenti di successiva integrazione a valere sul bilancio regionale anche di esercizi successivi a quello di pertinenza, con pregiudizio del principio di competenza finanziaria e di attendibilità complessiva della spesa.
L’incertezza istituzionale – ai diversi livelli – causata dalle difficoltà dell’attuazione del progetto di riforma avviato con la LR n. 3 del 2009 non ha favorito una positiva inversione degli andamenti gestori”.
A leggerla tutta si rabbrividisce, ma mi preme estrapolarne un’altra perla dedicata al Sisar – che è certificato che non funzione nonostante ci sia costato un patrimonio  – che fornisco senza commento:
“Con specifico riguardo al SISaR e all’implementazione del modulo A.M.C. (con particolare riferimento al flusso C.M.O. e al File F) il dottor Annichiarico ha sinteticamente ricostruito il lungo e tormentato iter di detta implementazione all’interno dell’Azienda di Sassari. Il progetto SISaR prevedeva che nella ASL n. 1 il modulo A.M.C. dovesse partire a far data dal giugno 2009 (dopo la ASL n. 8 di Cagliari e la A.O.U. di Cagliari, che sarebbero dovute partire a gennaio 2009). Alla luce dei problemi di avviamento e di migrazione dati segnalati dalle altre Aziende, e in considerazione del fatto che fin dal 1998 l’Azienda si era dotata di un sistema informativo diverso da quello delle altre Aziende della Sardegna, e che necessitava, pertanto, di una analisi mirata per la migrazione dei dati, l’ASL n. 1 chiedeva di posticipare l’implementazione a gennaio 2010. In seguito a problemi sorti pure nell’avviamento effettuato nell’ASL di Carbonia, nel gennaio 2010 l’Assessorato stabiliva il blocco dell’attivazione del
modulo A.M.C. nelle Aziende di Nuoro e Sassari (per 15 giorni, successivamente portati a 30) e la sospensione nell’Azienda Mista di Sassari. Nel periodo gennaio/aprile 2010 si procedeva ad una rimodulazione del Progetto SISaR e con comunicazione del 27 maggio 2010 si ricollocava la partenza del modulo A.M.C. nella ASL n. 1 al 23 novembre 2010. Nel frattempo l’Azienda di Sassari aveva per tre volte fornito i dati necessari per la migrazione. A causa di problemi di varia natura la partenza effettiva del modulo si è realizzata solo in data 21 marzo 2011.
Con il passaggio al nuovo sistema l’Azienda non è stata in grado di fornire all’Assessorato i dati del File F e il flusso C.M.O. per il periodo marzo-ottobre 2011. È stata in grado di riprendere il regolare invio dei dati solo a far data dal 6 ottobre 2011 (ricostruendo naturalmente anche tutti i movimenti del periodo di blackout)”.

Ieri ho fatto il mio dovere innescando la battaglia per il recupero dei fondi per l’Ailun e la Biblioteca Satta. Oggi leggo i giornali ed è un tripudio di dichiarazioni. Io non ne faccio.

11 Commenti

  • I problemi della Sanità pubblica sarda possono essere risolti soltanto con un nuovo protagonismo degli Organi di Governo regionale, rispetto all’operato delle Direzioni Asl. Queste appaiono sempre più “delegate in bianco” ad amministrare le risposte di salute, a secondo dei venti che portano la richiesta. La scarsissima chiarezza, usata negli ultimi anni sui tempi d’attesa e sulle cause che li generano, sconcerta e rende poco credibile anche l’ipotesi di piano regionale attualmente pubblicizzata. Anni di commissioni regionali e gruppi di lavoro a vario titolo prodotti, non hanno mai dato risposta al cittadino che, di conseguenza, continua a non capire come mai la stessa prestazione, prenotata fra sette mesi , si possa ottenere dopodomani, pagando gli stessi Medici che hanno detto no alla prima richiesta…
    Chiarezza, si, ma anche elevazione del rispetto dovuto al Cittadino da parte della Politica, senza il quale il disamore già vistosamente presente potrebbe diventare irrefrenabile e sommergere l’intero apparato.

  • Maria Luisa

    @Marco
    Puoi leggere i resoconti qui http://www.consregsardegna.it/resoconti/default.asp

  • Dove si possono leggere i resoconti delle sedute consiliari? sono disponibili su internet?

  • Condivido il principio ma non ritengo fossero necessarie le affermazioni su Cagliari. E Cristian Solinas, consigliere della Provincia di Cagliari e Assessore quindi componente della Giunta, ha condiviso tali dichiarazioni?

  • Egregio Gianni, noi abbiamo fatto rilevare che la Giunta ha cambiato linea con Molentargius rispetto ai principi seguiti il giorno prima per Ailun e Satta. Tutto qui. Infatti, dopo, sono stati finanziati gli uni e gli altri.

  • Gianuario Fiori

    La sintesi di Nino è ineccepibile. Di fronte a questi dati, come si può parlare di politiche di sviluppo? Chi ha il potere di cambiare questo stato di cose, lo deve fare subito!

  • Condivido quanto espresso da Nino, sono però ramaricato nel leggere sui resoconti consiliari espressioni di campanilismo non condivisibili da parte dei consiglieri Paolo Manichedda e Giacomo Sanna. Per sostenere AILUN e Biblioteca Satta non era necessario alludere ai favoritismi per Cagliari in occasione dell’emendamento sul Parco del Molentargius.

  • L’Assessora non riesce neanche a fischiare.
    Cosa vogliamo pretendere,se il Cappellacci ,sceglie persone fidate ma scarse sotto il profilo professionale e politico.
    Falliremo miseramente e allora vedremo se qualcuno saprà fermare i forconi ,che cercheranno i colpevoli.
    Perchè accettiamo tutto ,siamo un popolo stanco e arreso,ma se tu metti un incompetente a dirigere una questione fondamentale come la sanità e tutto quello che c’è dietro,ci stai prendendo per i fondelli ,allora ci sono responsabilità precise.

  • Michele Pinna

    La sanità sarda? non da oggi ne parliamo. Una tragedia. Manager, direttori, (non si capisce che cosa diriggano e che cosa abbiano diretto sin’ora, anzi lo si capisce molto bene) primari, e chi più ne ha ne metta. Chi, una o due volte l’anno si reca a Milano, (e pensate con quale gioia uno come me vada a Milano per curarsi)anche per semplici visite di controllo, sa cosa vuol dire una sanità che funzioni. Significa medici che hanno curricula che fanno invidia agli opsedali di Boston, con procedure e protocolli sanitari riconosciuti e monitorati a livello internazionale, spesso paradigmi e modelli della ricerca scientifica mondiale; con servizi eccellenti nell’assistenza, nei tempi d’attesa, nel garbo e nella gentilezza dei medici e del personale infermieristico e degli uffici. Per intenderci:l’attesa massima per una visita specialistica di qualunque genere non supera, strordinariamente, i sessanta giorni di contro ai ai sette, otto mesi, quando non un anno e più, necessari dalle nostre parti. La fila per un’accettazione e l’evasione di un’impegnativa allo sportello? Dieci minuti massimo quindici, di contro all’intera mattinata, con levataccia all’alba, per recarsi all’ospedale, come accade qui da noi. Vogliamo continuare? E allora si vuole andare avanti di questo passo?

  • Non posso che concordare al 100% con quanto detto da Nino

  • Il bilancio regionale è azzerato da:
    – 24.000 dipendenti nel settore sanità e costi dei (dis)servizi annessi
    – 15.000 dipendenti regionali tra diretti e indiretti.
    Il ritorno che ha la società sarda:
    1) una assistenza sanitaria pessima con liste di attesa da sei mesi in su, quindi la costrizione per i cittadini a rivolgersi ai privati che ha un costo di ???????, a questo si aggiunga la spesa?????? odontoiatrica più il costo?????? per i medicinali non dispensati dal servizio sanitario. Alla fine della fiera quanto incide la sanità nelle tasche dei cittadini? Nessuno lo sa.
    2) dall’apparato regionale il ritorno è zero.
    Si può concludere che le tasse pagate da 1.600.000 sardi (cioè il bilancio regionale) sono al servizio di 40.000 persone?
    E se questo è non è una presa in giro parlare di politiche di sviluppo? E si spiega la disaffezione alla politica?
    Rebus sic stantibus bisogna ripensare tutto.
    Il PSD’AZ può fare molto.

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