La riforma delle reti telematiche in Sardegna

17 febbraio 2012 11:4713 commentiViews: 99

119Avantieri, il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato l’emendamento 220 proposto dal Gruppo del Psd’az.

Ecco il testo:
Presentatori: Maninchedda, Sanna Giacomo, Dessì Paolo.
Testo: Dopo l’art. 1  è aggiunto il seguente art. 1 bis:
“Art 1 bis
1. Sono trasferite alla Presidenza della Regione, che le esercita anche per tramite della società in house della Regione Autonoma della Sardegna ”Sardegna IT”, le competenze inerenti la progettazione ed evoluzione dei Sistemi Informativi dell’Amministrazione Regionale, compresi i sistemi ICT distribuiti all’interno delle Direzioni Generali della Regione, il Sistema Informativo Sanitario, la Rete Telematica Regionale ed i sistemi di telefonia; alla società Sardegna IT è altresì affidata la gestione delle infrastrutture in fibra ottica terrestri e sottomarine e il Centro Servizi Regionale (CSR). La società in-house “Sardegna IT” opera sotto il controllo della Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna”.

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, con l’astensione del centrosinistra.
Noi abbiamo proposto questa norma per mettere ordine e risparmiare nella selva delle gestioni e dei contratti del settore e per riuscire a far funzionare finalmente Sisar e Sibar. Senza un’efficiente gestione delle reti non è possibile, per esempio, monitorare giorno per giorno la spesa sanitaria, né rendere utile ed efficiente la trasparenza dei processi attuativi di tante disposizioni normative; né, infine, poter realmente monitorare i tempi di gestione delle istanze dei cittadini e di svolgimento dei programmi di governo.
Appena è stato approvato l’emendamento, sono stato tempestato di apprezzamenti e critiche, le quali sono andate dall’iscrizione dei nuovi responsabili del settore nel lungo e inesauribile elenco dei malfattori, fino al sospetto di lottizzazione del settore da parte della parte politica che esprime i vertici della società individuata.
Che dire? Continuo ad avere l’ingenuità di presupporre sempre l’onestà, fino a prova contraria. Come pure penso che se non avessi fiducia, non riuscirei a provocare alcuna riforma. Il tempo sarà galantuomo, come sempre, in un senso o nell’altro.

13 Commenti

  • E’ possibile sapere cosa farà il PSAD.AZ, che esprime il presidente di Sardegna.it, per migliorare le cose?
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    Informatica alla Regione Creati sei sistemi diversi con un costo di 70 milioni

    Destinati 3,5 milioni per l’assistenza e la manutenzione

    ALFREDO FRANCHINI

    CAGLIARI. I sistemi informatici sono fondamentali per il funzionamento dell’amministrazione ma il Consiglio regionale dovrà rispondere a due domande: quanto costano i sistemi e se sono razionali. La Corte dei conti ha manifestato perplessità sul sistema informatico della sanità e Luciano Uras (Sel) ha presentato un’interrogazione.
    Il monitoraggio dei costi, come spesso accade, non c’è e bisogna regolarsi un po’ a spanne. Spiega Uras: «La proposta d’informatizzazione della Regione per il triennio 2012-2014 valeva complessivamente novanta milioni di euro. Siamo in attesa dell’allegato tecnico sul bilancio per capire quale sia l’effettivo stanziamento ma pensiamo che il costo non sia inferiore ai settanta milioni di euro».
    La prima anomalia sta nel proliferare di sistemi differenti; quasi uno per ogni assessorato con moltiplicazione dei costi. I sistemi principali sono sei: 1) Sibar, (è quello di base dell’amministrazione regionale); 2) Sitr, (sistema informatico territoriale); 3) Sil, (è quello che riguarda il lavoro); 4) Sisar, (è il sistema della sanità); 5) Siar, (agricoltura); 6) Sira (sistema informativo per l’ambiente). Non è tutto perché ci sono diversi progetti tra cui il portale del consumatore e Sardegna geoportale. «Chiederemo alla commissione Autonomia e alla commissione Bilancio un esame della materia», annuncia Uras, «anche perché nemmeno i consiglieri regionali hanno chiave d’accesso alle informazioni. Poco o nulla è dato sapere su chi, dirigenti o funzionari, società pubbliche o private detengono l’imponente mole dei dati personali e delle attività che riguardano i sardi».
    Ma cosa gestiscono i sei sistemi della galassia telematica regionale? Gli obiettivi strategici sono numerosi, i risultati tardano ad arrivare. Nel cuore della galassia si muovono con assiduità, tra le altre, due aziende: Sardegna It, società in house formata dalla Regione e dal Crs4, e Accenture, azienda internazionale di servizi alle imprese e consulenza direzionale di cui è dirigente Gianmario Pisanu, figlio dell’ex ministro degli Interni. Ed è Accenture, ad esempio, che ha scelto tutte le soluzioni per l’implementazione del Sil, per i servizi per i centri dell’impiego delle province.
    Sottosistemi. La realizzazione del progetto del sistema di base della Regione è costata dodici milioni di euro nel periodo febbraio 2006-giugno 2008, quando è stato creato. All’interno del Sibar, poi, sono stati avviati altri sette sistemi contabili integrati per la contabilità finanziaria, quella analitica, la gestione della fatturazione e delle vendite, la governance. La realizzazione di questi sette sistemi è costata altri 7,3 milioni di euro. Da segnalare il progetto di reportistica direzionale che, sfruttando i dati contabili, fornisce in ogni momento una visione di sintesi dei principali indicatori economici dell’amministrazione e degli enti: è costato 1,1 milioni.
    Manutenzione. Per i servizi di manutenzione e assistenza per garantire il funzionamento e la sicurezza vengono spesi poco più di tre milioni e 560 mila euro.
    Sanità. La Corte dei conti ha passato il Sisar ai raggi icx e ha notato il lievitare dei costi rispetto alle previsioni contrattuali. Nella sanità, Sardegna It ha assicurato contratti per ventidue milioni di euro. Secondo il magistrato contabile emergono «preoccupanti interrogativi sullo stato d’attuazione del progetto Sisar».
    La Corte dei conti ha rilevato un «quadro complessivo d’insufficiente accuratezza dei necessari studi di fattibilità preliminari al varo del progetto». Certo la materia è complessa e importante; la sanità assorbe il 62% del bilancio regionale. Il Sisar si è sviluppato a partire dal 2008, dopo i primi tentativi andati a vuoto sul finire degli anni Novanta da parte di Numera, società che allora faceva parte della Banca Popolare di Sassari. Gli utenti del Sisar sono principlamente gli stessi operatori sanitari; il progetto non è ancora concluso e prevede l’integrazione con tutta una serie di sottosistemi.
    L’interrogazione in Consiglio, (è stata firmata da Uras, Sechi, Cugusi e Cocco), è rivolta al presidente Cappellacci e all’assessore agli Affari generali, Mario Floris, ai quali è chiesto di chiarire, oltre ai costi, la natura e la consistenza dei sistemi informativi, le modalità di gestione, i meccanismi di controllo sull’uso dei dati e sulle garanzie di trasparenza su un patrimonio di dati che devono essere tutelati.
    In pratica la giunta Cappellacci deve spiegare qual è la strategia della Regione visto che ogni assessorato ha un suo sistema indipendente: Sibar (Affari generali), Sitr (Enti locali), Sira (Ambiente), Siar (Agricoltura), Sisar (Sanità), Sil (Lavoro). Anche in questo campo manca una strategia comune che potrebbe avere ricadute sui costi, almeno per quanto riguarda le licenze e la manutenzione.

  • Condivido pienamente quanto scritto da Amelia e aggiungo solamente che non tutti sanno che SardgnaIT per preparare i siti tematici degli assessorati si fa pagare, e non poco.

  • Forse i sig.ri consiglieri si sono dimenticati che esisteva, presso la Presidenza, la Direzione Generale per l’innovazione tecnologica, ma si è pensato bene di sopprimere (per motivi ignoti o forse anche troppo chiari) questa direzione e di spostare tutte le competenze in capo all’Assessorato agli Affari Generali (con l’allora Assessore Ketty Corona). Cambia Assessore (la Corona ora è a capo di Sardegna Ricerche…) e si pensa di trasferire le competenze (di nuovo) in capo alla Presidenza. Nessuna indicazione di chi o di quale servizio della Presidenza abbia l’onere o l’onore di dirigere la barca dell’ICT. Mi ricorda tanto uno di quei balli dove a ogni giro si cambia il partner, ma in questo ballo uno dei partner è l’uomo invisibile.
    La domanda nasce spontanea: e il personale informatico in capo ai singoli Assessorati? Eh già perché forse non tutti sanno che i cosi detti Sistemi ICT distribuiti all’interno delle Direzioni Generali “funzionano” grazie alla professionalità, alla passione e alla grande volontà proprio del personale informatico degli Assessorati.
    Pare che la proposta sia giustificata “con il perseguimento della uniformità gestionale dei sistemi informativi della Regione, che peraltro pesano molto sul bilancio…. Pesano molto????
    Il parco macchine è talmente obsoleto che farebbe invidia a jurassic park, l’assistenza inesistente, tanto che il personale di cui sopra si preoccupa pure di assemblare 2 o 3 vecchi pc per farne uno funzionante perché non esistono fondi per acquisto di hardware e/o software e le richieste al Provveditorato sono talmente tante e i soldi talmente pochi che per avere un disco (circa euro 100) si aspetta anni.
    E con l’accentramento e l’affidamento a sardegnait dei sistemi ICT delle Direzioni Generali quanti milioni si spenderebbero? Ma forse con “pesano molto” non si allude ai soldi….

  • Arrubiu, giuro che io non sapevo che il mio partito esprimeva questo ruolo. Speriamo bene.

  • Da quello che riportano i giornali, fonte il defunto Sardegna24, il Psd’az esprime nientepocodimenoche il presidente di Sardegna.it nella persona del geom. Franco Magi compaesano dell’assessore Solinas,
    http://www.sardegnait.it/chisiamo/organigramma/
    Tutto ciò premesso si può sapere cosa ha fatto questo politico alla guida di questa agenzia oltre ad un bando per la ricerca di immobili?http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20111102112412.pdf

  • Son stato un po impreciso: è presidente di Sardegna Ricerche, che controlla molta dell’attività svolta da Sardegna It
    http://www.sardegnaricerche.it/chisiamo/organizzazione/organi.html

  • @Roberto Melis
    Al timone di SardegnaIt non c’è Ketty Corona! Fai confusione, forse.

  • Roberto Melis

    Over the Top TV o ennesima regalia per gruppi editoriali compiacenti?
    Non c’era già Novas?

    http://www.regione.sardegna.it/j/v/13?s=188894&v=2&c=3&t=1

  • Roberto Melis

    Senza vena polemica: fossero solo le reti telematiche a non funzionare! La regione è senza una guida, naviga a vista nell’assoluta incertezza. Con un presidente di regione di questa levatura, con una Ketty Corona al timone di Sardegna IT che cosa ci aspettavamo. Occupano posti e niente di più, saluti!

  • Questo apparato regionale richiama alla memoria l’Idra di Lerna di cui però Ercole ne venne a capo. Maninchedda fa voti, auspica, spera ed ll messaggio è chiaro. Senza una sollevazione popolare il mostro si allarga e si ramifica. Non basta la volontà di pochi.

  • D’accordo sulla congestione della Presidenza, la quale, come la Presidenza del Consiglio dei ministri, avrebbe bisogno di qualcosa di simile ai sottosegretari. per il resto, bisogna ricordare la situazione attuale: gli archivi non dialogano ta loro, le reti non funzionano, i costi sono saliti in maniera abnorme. L’unica soluzione è concentrare e controllare. Il risultato poteva essere ottenuto anche incardinando tutto su un assessorato, ma il sospetto politico non sarebbe venuto meno. Il tema, peraltro, era stato al centro dello scontro Dadea Soru nella scorsa legislatura, ma quando ancora non esisteva Sardegna It. Una volta creata la società in house, o funziona e le si dà ruolo o è meglio chiuderla. Noi abbiamo scommesso sul suo funzionamento. Vedremo. speriamo, soprattutto, che il sito della Regione migliori in qualità e trasparenza.

  • Enrico Cadeddu

    Mi chiedo, senza nesuna polemica, perchè accentrare tutto in Presidenza quando questa dovrebbe avere sopratutto una funzione di coordinmento e impulso? Perche anche alla luce del fatto che spesso ci si è posti il problema di un equilibrio tra i poteri legislativo ed esecutivo? Queste sotto riportate sono le direzioni generali, uffici, ambiti, chiamiamoli come voglimo, già di competenza della Presidenza. Alcune delle quali, a mio parere, sono dei doppioni (Ragioneria – Programmazione unitaria -Protezione civile – Commisariati vari es emergenza traffico e mobilità – Autorità di Bacino – Direzione del distretto idrografico – ENPI), o perlomeno vanno ad incidere su competenza primarie di assessorati, che per loro stessa natura e in quanto facenti parte della giunte dovrebbero essere coordinati dalla presidenza visto anche il potere di nomina e revoca degli assessori rimesso solo al Presidente della gIunta. Si stà andando, nei fatti, verso una sempre più accentuata forma di governo tendente ad individuare nel Presidente, in quanto eletto direttamente, tutti i poteri esecutivi che invece dovrebbero essere spalmati sui diversi assessorati. In più mi chiedo perchè non fare una riforma organica della legge 1 invece che continuare a creare direzioni generali, autorità, comitati ecc che servono solo ad aumentare le dotazioni dirigenzial, di personale consulenti presidenti di enti società ecc ecc ecc? Grazie.

    Direzione generale della presidenza
    Direzione generale della ragioneria
    Direzione generale dell’area legale
    Direzione generale della programmazione unitaria e della statistica regionale
    Direzione generale agenzia regionale del distretto idrografico della sardegna
    Direzione generale della protezione civile
    Direzione generale per la comunicazione
    Commissario delegato emergenza traffico e mobilita’ in relazione ai lavori di rifacimento e messa in sicurezza della s.s. n. 597/199 sassari-olbia
    .Ufficio ispettivo
    Ufficio dell’autorità di gestione comune del programma operativo enpi cbc bacino del mediterraneo
    Ufficio regionale del referendum
    Ufficio del commissario delegato per l’emergenza alluvione del 22 ottobre, 4 e 27/28 novembre 2008Ufficio del commissario delegato per l’emergenza ambientale relativamente alle aree minerarie del sulcis-iglesiente e del guspinese della regione
    Autorità di bacino regionale della sardegna
    Consiglio regionale dell’economia e del lavoro
    Osservatorio regionale sulle povertà

  • Sono sempre molto convinto che alla politica competono funzioni di indirizzo e non di gestione. Se il potere è feroce per sua natura per quale motivo gli si affida un altro e ulteriore strumento tale da rafforzare la sua ferocia?

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