La ricchezza della Sardegna: il pozzo nero digitale

22 luglio 2013 07:144 commentiViews: 158

Non dobbiamo inseguire il gossip sulle candidature alla Presidenza della Regione né andare dietro a chi, per dire che non voterebbe me, inventa ideologie un po’ ridicole. Basta non votarmi e ne guadagnano in salute psichiatrica le persone e in carta risparmiata i giornali, costretti in questi giorni a inseguire più politiche coliti spastiche che notizie. Mi pare ci sia un nervosismo in giro che trita tutto, anche i rapporti umani e la memoria. Noi dobbiamo stare alle cose e continuare a ragionare della ricchezza della Sardegna, che è in difficoltà e rischia, diminuendo, di farci arretrare a prima degli anni Ottanta.
La principale questione morale della Sardegna è la dissipazione della sua ricchezza disponibile.
In questi giorni è risultato evidente che in Sardegna c’è un pozzo nero della spesa pubblica in cui bisogna veder chiaro: si chiama Sisar. E bisogna capire chi ha mangiato.
Che qualcuno abbia mangiato è certo.
L’altro giorno il Governo ha stanziato 15 milioni di euro in due anni per il fascicolo sanitario elettronico. 15 milioni di euro in due anni su tutto il territorio italiano. La Sardegna è oggi arrivata a stanziare, di dritto o di rovescio, intorno ai 23 milioni di euro per il Sisar che doveva fare, solo per la Sardegna: gestione risorse umane, gestione protocollo atti e delibere, veterinario, CUP, informativo ospedaliero, territoriale, epidemiologico, cruscotto epidemiologico e direzionale “interfacciato” per azienda e Regione, cartella clinica ambulatoriale. La gara risale al 2006, ma parte dal 2008 (quindi si hanno 20 e passa milioni di euro che viaggiano come residui passivi nella notte dei bilanci per tre anni).
La Corte dei Conti ha indagato e accertato cose gravi ma senza conseguenze.
Dice la Corte nella delibera 25 del dicembre 2012 che il progetto venne elaborato all’interno della Regione con una Direzione generale a tempo determinato poi soppressa e che il progetto non tenne conto della reale situazione delle Asl per cui si è dovuto proceder poi a degli stralci di adeguamento che hanno comportato un incremento di spesa di circa 3 milioni di euro per il prolungamento dei servizi tecnici e gestionali del progetto fino al 31 marzo 2012. La Corte, e nessuno muove un dito, chiede:
“Sulla richiesta dei Magistrati circa le modalità seguite per dette determinazioni, cioè se le modificazioni contrattuali fin qui riferite (qualitative e quantitative, oltreché temporali) siano state debitamente autorizzate, rispondono che le istanze di variazione sono in via prevalente venute dalle Aziende e che sono state oggetto di positiva valutazione da parte della Direzione lavori congiuntamente con il Responsabile del procedimento”.
In sostanza, la Corte chiede se si sia andati a bando, la Regione risponde che si sono organizzati con autorizzazioni della Direzione dei lavori e del Rup. Se lo facesse un funzionario qualunque di qualunque paese della Sardegna, finirebbe nei guai. Qui no.
Fatto è che il Sisar non funziona se non per la spesa farmaceutica e a partire solo dal 2012 ed è costato più dell’intero progetto del fascicolo sanitario dell’Italia intera, isole comprese.
Ma non basta. La Regione sul digitale fa pasticci bestiali e spreca risorse cospicue.
Il Tar ha annullato la gara della formazione degli insegnanti del Progetto Scuola Digitale (il progetto da 100 milioni di euro a sua volta revocato per inseguire le Pillole del Sapere ministeriale oggi sotto inchiesta della magistratura romana dopo l’indagine di Report). Tutto da rifare. Chi aveva vinto la gara? Engineering Sardegna srl. Chi è Engineering: la società responsabile dell’attivazione del Sisar.
Non si buttano i soldi e sulle reti e sul digitale la Sardegna ha buttato e sta buttando soldi. Io e altri, in particolare Roberto Capelli, ci siamo opposti all’implementazione degli stanziamenti chiesti nel biennio 2009-2010, ma in totale solitudine, ma ora che le risorse mancano più di prima, occorre essere ancora più esigenti. A fronte di soldi stanziati devono esistere servizi resi, se non ci sono, bisogna capire dove sono andati i soldi, recuperarli e realizzare i servizi. Nessuna pietra tombale.

4 Commenti

  • La gestione dei processi di informatizzazione e digitalizzazione in Sardegna è stata vergognosa, se si paragonano gli investimenti profusi e i risultati ottenuti.
    Nella gestione della torta (consistente) sono succeduti gruppi editoriali, politici titolari occulti o non occulti di società ad alto e basso livello, che nonostante grandi margini sulle commesse non hanno neanche avuto l’esigenza, almeno etica, se non contrattuale, di fornire prodotti e servizi a regola d’arte.
    Sistemi inutili (es. Portale del turismo giunta Masala 5 Mil. Euro) spesso fantasmi costati milioni di euro, comportamenti dell’Amministrazione Regionale spesso torbidi.

    In altre regioni, con metà degli investimenti hanno realizzato infrastrutture, sistemi e contenuti di grande utilità per Imprese e cittadini.
    Non è solo un problema di responsabilità politica ma anche di scarsa capacità di chi dirige l’organizzazione pubblica, è evidente.
    Sarebbe ora avviare delle azioni di rendiconto rigoroso.

    P.S. i pochi sopravvissuti coraggiosi nel deserto di Ottana pagano la connettività verso internet 10 volte il normale prezzo di mercato.
    Ogni tre aziende, con il risparmio, si remunerebbe un lavoratore full time. Ma queste sono chiacchiere da bar, in Sardegna sono tutti specializzati nella teorizzazione dei massimi sistemi.

  • Indovina indovinello, chi è il presidente della società
    Sardegna.it ovvero del braccio operativo del SISAR e
    di tutte queste belle cose?
    Un esponente del P.S.D’AZ. il valente Geom. Magi Franco,
    compaesano del neocapogruppo On. Solinas..
    http://www.sardegnait.it/chisiamo/organigramma/

  • Beh, la sentenza dice che non bisognava assegnare ad Engineering. La Regione può assegnare al secondo, Ial, ma il terzo potrebbe ricorrere. Infine Engineering potrebbe andare al Consiglio di Stato. Veda Lei……

  • Onorevole permetta una precisazione. Il Tar NON ha annullato la gara della formazione degli insegnanti del Progetto Scuola Digitale. Ha semplicemente rilevato una irregolarità, che la RAS sta sanando:
    http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_38_20130716153854.pdf

    Con molta probabilità la Engineering Sardegna srl rimarrà vincitrice della gara.

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