La Presidenza della Regione si svegli e lavori sui corridoi trans-europei. Scadenza 20 ottobre

3 ottobre 2011 22:223 commentiViews: 17

sciaHo segnalato a Christian Solinas, il nostro Assessore ai Trasporti la questione che segue, perché credo sia l’unico – avendolo già fatto per l’affaire Tirrenia – in grado di indurre la Presidenza della Regione, competente in materia, ad occuparsi puntualmente e, finalmente, efficacemente di un tema strategico per la Sardegna.
L’Unione europea ha stilato le linee guida per lo sviluppo delle reti TEN-T. Approvate con Co-Decisione n°884/2004 del Consiglio e del Parlamento Europeo, esse individuano i 30 Progetti Prioritari sui quali si sono concentrati i finanziamenti dell’UE mediante fondi di bilancio 2007-2013 Regolamento UE 2236/95 e sue modificazioni, all’interno delle quali erano previste anche le autostrade del mare.
L’argomento per noi importante è quello dei Corridoi trans europei (RETI TEN-T Trans European network – Transport) in quanto nelle “Prospettive finanziarie 2014-2020 – Un bilancio per la strategia 2020”, già sottoposto alla consultazione degli Stati membri (che verrà presumibilmente approvato questo mese di ottobre) molte pagine sono dedicate all’argomento ( aproposito e per inciso: nelle reti del Gas, il Galsi non è mai citato esplicitamente, ma si parla di reti tra il Nord Africa, l’Italia e la Spagna!).
Nelle Prospettive finanziarie – parte II (schede tematiche) da pag. 59, viene indicato l’elenco preliminare dei Corridoi europei della mobilità e dei progetti relativi alla rete principale di trasporto. E’ un tema di grande rilievo che le Regioni stanno monitorando molto da vicino in quanto gli interessi sono enormi. Fornisco, perché se ne abbia coscienza, la mappa dei corridoi, che non ci contemplano, perché c’è di mezzo il mare: eccolo. Ma ecco anche la mappa delle autostrade del mare: non ci contemplano neanche queste. In particolare se ne stanno occupando i siciliani. Perché? Perché il Corridoio 1, che nella cartina voi vedete arrivare fino a Palermo, adesso, nelel tante rimodulazioni, arriva a Napoli e gira verso Bari per poi puntare a Malta. Come a Malta? direte voi. Sì, a Malta, perché per Malta il mare non conta. Per chi volesse approfondire, si può iniziare da questo link. Se ci si chiede come si fa in questi casi a far valere le proprie ragioni, basta guardare il verbale dei siciliani. Se poi vuole saperlo anche il parlamentare europeo, ecco, si fa così.

Nel frattempo, diverse regioni del Nord Italia, come Friuli, Veneto e Emilia Romagna si sono mosse a livello nazionale ed europeo affinchè il corridoio baltico-adriatico prevedesse gli opportuni prolungamenti verso il sistema portuale adriatico agli scali di Trieste, Venezia e Ravenna. Noi siamo fermi, drammaticamente fermi.
Penso che uno degli obiettivi delle Reti TransEuropee TEN-T dovrebbe anche essere quello di assicurare la coesione del territorio regionale e quindi l’accessibilità delle regioni periferiche ed insulari dell’Unione Europea attraverso le connessioni dei Corridoi Plurimodali (strade, autostrade, ferrovie, porti ed aeroporti). Ci interessa? Penso di sì, penso che questo sia l’orizzonte delal continuità territoriale.
Allego un estratto dal DPEF 2010-2013 (pag. 214-216) approvato dal Senato sul nuovo ruolo del Mediterraneo e la rivisitazione delle reti TEN – T. La Sardegna, la più grande isola del Mediterraneo, non è neanche citata. Qualcuno lo ricordi a Napolitano.

3 Commenti

  • Una interessante analisi sulle rotte euro mediterranee e il ruolo che la Sardegna potrebbe ritaglirsi, ebbi modo di leggerla nel documento integrativo al piano operativo triennale 2007-2009 dell’autorità portuale di cagliari, capitolo 2, che mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione:
    http://www.porto.cagliari.it/images/pot/POT_integrazione_2007-2009.pdf

    In particolare riporto un passaggio relativo al corridoio dei due mari rotterdam-genova, pag. 31

    […]
    In questo secondo scenario Nord – Sud da Rotterdam a Genova, visto anche alla luce di quanto esposto al punto precedente per il corridoio VI del Mediterraneo, la Sardegna può giocare a pieno il ruolo di piattaforma logistica. Ciò per la sua centralità nel Mediterraneo che, attraverso il collegamento ferroviario dei due porti di Cagliari e Porto Torres e delle rispettive zone industriali, può offrire le condizioni più idonee per la prosecuzione dell’Asse dei Due Mari stessi
    fino alla costa sud del Mediterraneo. Ciò consentirebbe, quindi, di realizzare un nuovo asse funzionale Nord- Sud che porrebbe in collegamento il Nord Europa con l’Africa ed il Mediterraneo, asse nel quale la Sardegna, e Cagliari in particolare, avrebbe un ruolo centrale e baricentrico.
    Questo schema operativo consentirebbe di perseguire due importanti risultati:

    – collegare il corridoio dei due mari con la sponda sud del Mediterraneo attraverso l’hub RORO
    di Cagliari. Questo schema determinerebbe sostanzialmente la riduzione dei tempi di attesa delle merci in uscita da Genova verso le destinazioni del Mediterraneo per la capacità più elevata di disporre di entità di carichi tali da poter distribuire su navi – blocco,
    caratteristica questa del “sistema corridoio” nel suo complesso;

    – riqualificare l’area industriale a ridosso del porto di Porto Torres, con l’avvio della bonifica per lotti funzionali e l’insediamento di aziende del settore logistico. La consistente disponibilità di aree nella zona industriale di Porto Torres potrebbe costituire un ulteriore polmone operativo per Genova che versa in penuria di superfici.

    Alla luce di quanto esposto sembrerebbe del tutto ragionevole pensare ad un asse ferroviario Cagliari – Porto Torres per lo smistamento dei carichi verso Nord ( alto Tirreno) e verso la costa sud del Mediterraneo.
    Questo quadro potrebbe essere completato dall’integrazione del corridoio dei due mari con un aeroporto hub-merci. Ciò in considerazione del fatto che in alcuni settori merceologici la
    logistica di distribuzione richiede oggi un approvvigionamento delle merci con modalità miste ed integrate fra sistemi aerei e marittimi, quale innovativa politica di marketing.[…]
    http://img31.imageshack.us/img31/5418/piattaforma.jpg

  • Ciao Paolo, ti invidio perchè non ti arrendi. Io sono sempre più convinto che i sardi non hanno capito niente. Ma che cosa vuoi discutere di corridoi transeuropei con chi crede che il futuro energetico sia la centrale a bocca di miniera della carbosulcis? (quant’ è che costa la Carbosulcis alla regione? 60 milioni di euro/anno?). Ma che cosa vuoi discutere con chi pensa che una possibile leva di sviluppo siano i campi da golf? Ma che cosa vuoi discutere con chi crede che la soluzione dei problemi della sua esistenza economica sia su postixeddu accozzau? A me che penso che il più produttivo di tutti sia l’investimento nelle università, nella ricerca e sviluppo, nella produzione di brevetti, quando ho a che fare con certi modi di usare il cervello nel secondo millenio mi cascano le braccia. Trovo molto più stimolante lavorare per la nuova Libia che per la Sardegna così decadente e così depauperata nello spirito e nell’intraprendenza. Tutti vogliono su postixeddu anche a 600 euro al mese, ma che vergogna è mai questa? Un abbraccio Enea

  • Con calma, professor Maninchedda. Aspetti che il Presidente Cappellacci rientri dal lungo viaggio in Scandinavia, dove staziona con collaboratore/trice da una settimana. A costi ben superiori all’annunciata indennità cui rinuncerebbe. Allora si occuperà delle Reti. Dopo aver verificato la sicura impennata del Pil sardo conseguente alla missione vichinga. Sicuramente. Quasi certamente. Forse. Chissà. Se Dio vorrà. Magari. Boh.

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