La politica e l’eresia

2 agosto 2013 09:3012 commentiViews: 134

di Mario Uras
Oggi scrivo io, così Paolo riposa. Ieri non ero a Oristano, dove in una sala piena del Mariano IV, mi hanno detto che il professore ha dato il meglio di sé, dopo l’ultima settimana in cui in tanti si sono esercitati su di lui al tiro al piccione. Io voglio parlare del tiro al piccione, anche se ieri, mi riferiscono, si sono dette cose importanti rispetto alla Presidenza della Giunta, al rinnovamento, alla questione morale. Ma se vuole, ne parlerà lui.
Intanto, il Psd’az. Lo espellono ma poi inseguono la sua linea politica: lui vota la sfiducia, il Psd’az lo critica, ma poi esce dalla Giunta e dalla maggioranza; lui dice che occorre fare un grande Partito dei sardi, il Psd’az si indigna ma poi si propone come accogliente Partito dei sardi; lui apre al dialogo col Centrosinistra, e il Psd’az lo espelle ma apre al dialogo col Centrosinistra. È come se il Papa scomunicasse un eretico e dopo proclamasse ortodossa la sua dottrina.  Ne consegue che il problema è la persona dell’eretico, non quello che dice e quello che fa e quando le cose diventano personali, non sono più politiche, ma sanno d’astio e di antipatia.
Poi il Pd. Nel Pd sanno benissimo, anche perché ieri Paolo lo ha detto esplicitamente, che il nostro progetto non è un progetto personale legato alla sua candidatura alla Presidenza (che però deve rimanere in campo, lì, ferma, perché sanno che elettoralmente non vale poco). Tutti sanno che dinanzi a nomi nuovi e autorevoli che garantiscano il rinnovamento delle politiche e della classe dirigente (due legislature secche per tutti e senza eccezioni in legge, ieri è stato detto con chiarezza) e che diano spazio alle politiche che proponiamo, noi siamo pronti a stipulare alleanze. Che succederebbe se noi convergessimo su don Cannavera, o su Ganau, o su un giovane che si presentasse autorevolmente sulla scena (non parliamo di Soru, Paolo, che tanto ti odia. Ficcatelo in testa)? Per noi assolutamente nulla, perché Paolo e Franciscu hanno una leadership politica che deriva da quello che sanno, non dal potere che hanno. Il mondo imprenditoriale che ci sta sostenendo ci continuerebbe a vedere con simpatia purché manteniamo il punto della costruzione di nuove politiche fondate su nuovi poteri e nuovi rappresentanti. Ma in casa Centrosinistra le cose cambierebbero molto, perché lo scontro tra conservatori e riformisti si sbilancerebbe a favore di questi ultimi.
Poi c’è la nostra gente, la quale dice: “Sfidiamo contemporaneamente la Destra e la Sinistra. Il vero cambiamento è sfidare i due conservatorismi”. Paolo dice: “Non siamo pronti, serve un periodo di incubazione e a Sinistra ci sono discorsi interessanti sulla sovranità che invece a Destra hanno solo il sapore della strumentalità e dell’incompetenza”. Poi, però, ogni volta che organizziamo, abbiamo troppa gente che partecipa. Poi, però, ogni volta che lui parla accende entusiasmi (per inciso, io non condivido questa sua scelta di non difendersi dagli attacchi volgari. Io avrei denunciato). Qualcosa vorrà pur dire? O no? Questa gente non ne vuole più sentir parlare di Destra e di Sinistra, parla di cose, di problemi, non di posizioni.  Io non sono così convinto che lanciare la sfida non ci convenga. E non sono così convinto, e non sono solo, che non abbia ragione Gigi Marotto che nel suo blog, dicendo e non dicendo, fa capire però che il vero cambiamento si realizza non escludendo la rivolta fuori dello schema bipolare. A mio avviso a Settembre dobbiamo riunirci e parlare, non dare niente per scontato e fare una sorta di congresso. Nel frattempo continuiamo a organizzarci.

12 Commenti

  • Mi permetto di commentare in punta di piedi… penso che la cosa importante per tutta la Sardegna sia non farci la guerra ma portare avanti i nostri ideali siano essi proposti da Mario, Antonio o Paolo! Bisogna secondo me non piu ragionare nell ottica dei vecchi partiti ma guardare oltre: è di questo che hanno bisogno tutti i sardi provenienti da svariate correnti ma uniti per uno scopo.. il bene di tutti.
    L’unione fa la forza ragionate su questo!

  • Gianni Maestrale

    Ritengo abbia ragione il professore: chi non conosce da vicino le vicende locali non può capire.
    Ritengo quindi che gli interventi debbano essere orientati verso la politica “nobile” messa in campo e sulla diffusione del progetto.
    In un angolo di Gallura ci si sta muovendo in questo senso, cercando di creare le premesse per organizzare,quando sarà individuato e concordato il momento giusto, un incontro pubblico per illustrare il nuovo, entusiasmante, progetto del grande Partito dei Sardi.

  • No, Antonio, il tono è sempre lo stesso.

  • Casula Antonio Macomer

    Finalmente il tono è cambiato, così si può ragionare ,anche se non la penso assolutamente come te.
    Ricambio la stima.

  • Mario Uras

    Carissimo Antonio, non capisco perché prendi queste posizioni immotivate. Non ti hanno mica detto di non scrivere più. Ti hanno detto che chi legge non riesce a capire perché non sa. Io rispetto la tua posizione, la esprimi, come tuo stile, senza se e senza ma; per questo ai miei occhi è ancora più importante.
    Su Macomer da tempo sostengo che male abbia fatto l’ex sindaco a non presentarsi alle primarie proposte e in un primo momento accolte pure da lui. Sono sicuro che le avrebbe vinte e che il partito oggi sarebbe ancora più forte e coeso di quello che è.
    La mia piccola lotta la faccio e continuo a farla all’interno del Partito, almeno sino a quando non cacciano pure me, magari senza neanche una raccomandata.
    Su qualche altro blog qualche Genio che sputa veleno ha già scritto che devo andarmene, ma sai, caro Antonio, una delle cose che ho imparato dalla mia amicizia ventennale con Paolo è di lasciar perdere. Cosa molto difficile per il mio carattere, ma in questo periodo la pratico assai.
    Una frase che mi viene sempre in mente dice: “ Bi hada prus tempus chi non sartizza””
    La mia lotta interna come ti dicevo la faccio, e la faccio spesso in solitaria, come quella volta che dissi per telefono a tanti amici sardisti delegati che a mio avviso bisognava boicottare il congresso, bisognava far si che la federazione nuorese, con un’azione di coraggio, rinunciasse, come atto politico a presentarsi al congresso. Un congresso già deciso.
    Quello era il momento in cui iniziò questo declino inesorabile.
    Per il resto, io saluto e continuo a salutare tutti come sempre, la politica è una cosa e le cose personali sono altra cosa.
    Con Stima
    Mario Uras

  • Casula Antonio Macomer

    Finiti i miei interventi in questo blog. grazie per l’ospitalità di questi anni e mi scuso se vi ho offeso.
    Scusa Mario ma sei tu che evidentemente non sei informato su certe cose e non mi riferivo a Paolo, che non vedo da mesi.
    Se il clima è questo e secondo te è meglio far a meno di certe amicizie così sia, ma è vergognoso.
    Grazie di tutto

  • Chiederei a Antonio e Mario di chiuderla qui. Antonio, il mio blog è un luogo di discussione politica pubblica. Se hai cose da chiedermi non proprio di rilevanza politica, conosci il mio numero di telefono e chiamami, ma usa questo spazio, se credi, in altri termini. Chi legge i tuoi interventi non conosce le vicende locali e non capisce ciò che tu dai per presupposto. Finitela qui. Grazie.

  • Mario Uras

    Antonio, prima di tutto non invertiamo le parti: io fino ad oggi non ho sentito Paolo dire una sola parola contro il Psd’az; viceversa dentro il Psd’az fioccano gli insulti e le aggressioni verbali. A chi ti riferisci quando parli di saluto negato? A Paolo? Secondo me fa male a salutarli ancora alcuni perché le parole che hanno pronunciato in queste settimane hanno svelato la falsità dell’amicizia di prima. Fai le stesse domande a altri, ma qui, se sono rivolte a Paolo, mi sembrano indirizzate alla persona sbagliata.
    Quanto alle battaglie interne, anche qui, Antonio, non invertire le parti. A Macomer tu ti sei schierato apertamente contro la lista dove erano candidati il segretario provinciale del Psd’az, il segretario cittadino del Psd’az, due assessori uscenti del Psd’az e altri iscritti, con la sezione che, mi dicono, si era pronunciata anche con un voto formale sia sulla candidatura di alcuni suoi iscritti sia, ovviamente, sulla candidatura alle primarie del segretario provinciale. Tu, ai sensi dell’articolo per cui è stato espulso Paolo, saresti dovuto essere espulso, invece nessuno ha contestato la tua libera scelta di non combattere all’interno della sezione ma all’esterno.
    Ti devo ricordare io che Paolo è stato espulso e non se ne è andato? Non è una cosa di poco conto: il Partito poteva includere la prospettiva del Partito dei Sardi nelle sue strategie di crescita; non lo ha voluto fare.
    Ti devo ricordare io la scelta fallimentare di andare con Prato? Ti devo ricordare io il congresso inconcludente sulla politica e conclusivo sul potere a cui Paolo non ha voluto partecipare pur di non spaccare?
    Cosa volete fare chi? Qui ognuno fa per sé. Io non rispondo di altri.
    Né io, né lui abbiamo lasciato chicchessia; semplicemente da ormai quasi vent’anni cerchiamo di fare ciò che stiamo tentando di fare oggi. Tu non lo sai, ma Paolo parlava di partito dei sardi già nel 1996. Come vedi siamo coerenti e coraggiosi. Rimani pure sardista per sempre, ma chiediti anche se sei nel giusto o se sei paralizzato.

  • Casula Antonio Macomer

    La scorsa settimana un mio intervento (che seguiva una grossa provocazione) è stato fortemente criticato. Oggi se mi sara’ consentito vorrei chiedere all’amico Mario Uras le stesse cose che ho chiesto la settimana scorsa:
    1) Tutte queste lotte, queste battaglie, non si potevano fare all’interno del psd’AZ?

    2) Perche’ sino a pochi giorni fa’ si era all’interno del psd’AZ ed ora improvvisamente siamo tutti nemici, a tal punto che qualcuno questi giorni sta negando anche il saluto?

    3) Ma mi fai sapere, visto il rispetto che nutro nei tuoi confronti, che cosa volete fare?siete ancora dentro il PSD,AZ o no?

    4) Fammi il favore, di a qualcuno che anche se si hanno diverse idee politiche, gli amici dovrebbero rimanere amici. Dovrebbe essere normale, ma per qualcuno a Macomer pare non sia cosi’. E questo è veramente grave.

    La mia non vuole essere una provocazione, ribadisco ancora una volta che se qualcuno crede in qualcosa,deve lottare dalla’interno, altrimenti non e’ concepibile (secondo la mia concezione di politica) che si abbandoni ogni tanto la forza politica di appartenenza per approdare da un’altra parte o per costituirrneuna nuova.
    Non so se verra’ pubblicato questo questo mio pensiero, ma sono sicuro pero’ che anche questa volta dara’ fastidio.

    Saluto calorosamente te Mario, da un piccolo sardista (per sempre) di Macomer.

  • Fortunato Ladu

    Lucido sintetico e preciso,qualcuno può anche non essere d’accordo ma se ne deve fare una ragione. ps la forza di un uomo si vede anche dallo staff

  • Ecco On. Maninchedda dia retta all’ottimo consiglio manco tanto velato del suo amico Uras: lasciate perdere il csx italiano e contribuite a creare una proposta alternativa lanciando le primarie dell’indipendentismo. Gli unici discorsi di sovranità interessanti nel csx (come nel cdx) sono legati alla demagogia elettorale e ormai le prove in questo senso abbondano. Tanto son sicuro che se lei dovesse entrare in maggioranza o in giunta col csx dopo un anno sarebbe già in rottura (come ha già fatto due volte e non senza motivo).

  • Non credo stia riposando, in ogni caso Paolo ha “lasciato” il suo blog in ottime mani.Bellissima analisi:chiara quanto efficace.
    Sono orgoglioso di aver partecipato all’incontro del 20 luglio a Losa, aver assistito e continuare ad assistere ad un battesimo del nuovo partito così “rumoroso”.
    Mi piace vedere “troppa gente” che partecipa agli incontri e Paolo che accende entusiasmi.
    Sono più che convinto che questo sia solo l’inizio di un cambiamento, grande quanto inarrestabile, e che per questo faccia paura a molti.
    Ci vediamo a settembre.

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