La delibera della Giunta municipale di Nuoro di assegnazione della piscina a Uno, con graziosa elargizione anche dei soldi per la manutenzione, è un capolavoro del Diritto, una rivisitazione del Codice Barbaricino, nel senso dello spezzatino del Diritto a favore del Favore. Però, nell’indecenza giuridica, ha un che di comico cui mi voglio dedicare in più puntate.
È la prima delibera che mi è capitato di leggere che dice, più o meno: “Do i miei impianti a Uno, che non ha una società per gestirli, ma la farà, ne sono sicuro, e siccome non ha i soldi per metterla a posto, prometto di dargli i soldi appena li iscriverò nel bilancio”.
In ragione di questa struttura logicissisma, ad ascoltare la deprimente (per lunghe interruzioni, per microfoni non funzionanti, per interventi e interruzioni da assemblea studentesca, per ritualismi e smancerie istituzionali svolti senza convinzione) ultima seduta del Consiglio Comunale di Nuoro, la delibera è stata definita dagli Uffici “di indirizzo”, nel senso credo che la Giunta avrebbe detto agli uffici: “Posto che la vostra istruttoria mi dice che avete individuato un beneficiario senza società, con una proposta più vantaggiosa di quella presentata da un’altra società e posto che siete voi a dirmi che Uno è il migliore, mi avete così convinto che vi ordino di dare a Uno anche 20.000 euro per la manutenzione della piscina. Trovate voi i soldi e poi li iscriviamo a Bilancio”.
Quindi, nel Nuovo Codice Barbaricino prima si fa una manifestazione di interesse senza dire che si metteranno soldi per le manutenzioni, poi, individuato il vincitore, siccome il vincitore è molto convincente sebbene senza società, gli si danno dei bei soldi di cui il perdente che ha partecipato alla gara non sapeva nulla. Ma siccome i soldi non sono a bilancio, glieli si promette, per metterli poi nella variazione di Bilancio. E chi meglio della Giunta municipale nuorese! Evviva Sant’Antonio! Questo sì che è un bell’amministrare. Prima si sceglie il beneficiario, poi si cercano i soldi.
Un metodo rivoluzionario: non il bilancio che autorizza la spesa, ma la spesa che aspetta il bilancio.
Celestino Tabasso racconta, in un suo gustosissimo libretto, la storia di Attila.
Attila era un impeccabile signore sassarese: misurato nei modi, sobrio nelle parole, vigile come una sentinella e composto come un notaio. Aveva però un’avversione quasi fisica per le conversazioni inconcludenti e per i professionisti della chiacchiera. Così, quando riteneva che il discorso avesse superato la soglia della tollerabilità, lo chiudeva invariabilmente con una formula tanto rapida quanto definitiva: «A ti la leare in culu».
I sassaresi, che sono popolo spiritoso, irriverente e magnificamente cionfraiolo, decisero di vendicarsi della sua brutalità con l’arma più raffinata che conoscono: l’ironia. Presero le prime sillabe della celebre espressione e lo ribattezzarono Attila. E Attila rimase per sempre.
Ogni città, prima o poi, ha bisogno di un Attila. Non di un maleducato, ma di qualcuno che sappia interrompere il flusso incessante delle fandonie amministrative, delle parole gonfie, delle spiegazioni improbabili e delle verità stiracchiate. Uno che, quando il racconto diventa troppo fantasioso e la realtà troppo maltrattata, trovi il modo di chiudere la conversazione.
Ecco: Nuoro avrebbe bisogno di un Attila.

Ecco una delibera che nel vigore dei Co.Ci.Co, dopo una richiesta di chiarimenti in merito ai “mezzi certi per far fronte alla spesa” e ai motivi del ricorso alla “trattativa privata”….non avrebbe toccato terra, per usare una terminologia tecnica. Ora si va al TAR.
Farcana, la buona amministrazione richiede trasparenza e programmazione.
La riapertura della piscina di Farcana è un obiettivo che condividiamo tutti. Nessuno può mettere in discussione il valore sociale, sportivo e aggregativo che questa struttura rappresenta per Nuoro e per l’intero territorio.
Proprio per questo, però, ritengo che la gestione di un bene pubblico così importante meritasse un percorso diverso, fondato su una gara ad evidenza pubblica capace di offrire le massime garanzie di trasparenza, imparzialità e tutela dell’interesse collettivo.
La questione non riguarda le persone. Non riguarda chi ha presentato una proposta né chi potrebbe essere chiamato a gestire l’impianto. La questione riguarda il metodo.
Quando una pubblica amministrazione affida la gestione di un bene pubblico, soprattutto se destinato a produrre utilità economiche e sociali per molti anni, il suo compito non è soltanto individuare un soggetto disponibile a gestirlo nell’immediato. Il suo compito è verificare quale progetto sia realmente il più vantaggioso per la comunità e quale sia in grado di garantire nel tempo equilibrio economico, qualità dei servizi e sostenibilità gestionale.
Una procedura competitiva avrebbe consentito di definire preventivamente criteri oggettivi di valutazione, di confrontare diversi progetti imprenditoriali, di verificare la solidità economica dei partecipanti, di valutare investimenti, manutenzioni, tariffe e benefici per i cittadini.
Soprattutto avrebbe consentito al Comune di avere maggiori certezze sul futuro della struttura.
L’esperienza insegna che il vero problema non è inaugurare un servizio o riaprire un impianto. Il vero problema è garantirne la continuità negli anni senza che le difficoltà gestionali o finanziarie finiscano per ricadere sulle casse pubbliche e quindi sui cittadini.
Per questa ragione avrei ritenuto più opportuno predisporre una gara pubblica accompagnata da un serio piano economico-finanziario e da un progetto di valorizzazione di lungo periodo, anche attraverso una concessione pluriennale che consentisse agli operatori di programmare investimenti e di assumersi pienamente il rischio imprenditoriale.
Una città cresce quando programma, non quando rincorre le emergenze. La politica ha il dovere di guardare oltre la prossima stagione estiva e di costruire condizioni stabili affinché i beni pubblici siano valorizzati nel tempo.
La trasparenza, la concorrenza e la programmazione non sono ostacoli all’azione amministrativa. Sono gli strumenti attraverso cui si tutela l’interesse generale e si rafforza la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Per questo motivo continuo a ritenere che una gara ad evidenza pubblica sarebbe stata la scelta più prudente, più trasparente e più vantaggiosa per il Comune di Nuoro e per l’intera collettività.
Salvatore Daga
Ex Assessore al Bilancio del Comune di Nuoro
Prof il grande movimento evidentemente si sente sicuro la meraviglia è il PD che è accomodante, dove si può trovare il libretto di Tabasso
Sempre più vergognosi e incapaci, ai nuoresi sta benissimo quello che sta accadendo, non impareranno mai dagli sbagli fatti finora, l’importante è che sia tutto tinto di rosso, non che le persone siano all’altezza della situazione. Dilettanti allo sbaraglio vi fa un baffo!
Attila…leare democraticamente…
Ingegnoso affidamento ,nemmeno il sig. La Qualunque sarebbe arrivato a tanto .
Tutto regolare ? ma qualche magistrato inquirente non si sveglia ? La corte dei conti ??
In caso di indisponibilità di Attila, a pochi km da Sassari dimora sua cugina Lea, Diminutivo di Leatila.
Ecco un altro grillino sistemato, sbaglio?
Buongiorno , ma il segretario comunale? Mi dicono molto attivo in comune in provincia e nell’ agro.
Molto improbabile che siano stati gli uffici a individuare il beneficiario, e la Giunta si sia adeguata.
Molto, molto improbabile.
Fantascienza.
In un unica parola: Vergognoso!!!