La Nuova Sardegna fa un servizio sulle chiacchiere e non sulle carte e Ottana la prende dietro un’altra volta. Si dice tutto, ma non si dice che i sindacati sono convocati per venerdì alle 18 a Nuoro per comunicazioni: si chiude

6 settembre 2012 08:590 commentiViews: 103

Leggete La Nuova Sardegna di oggi. In un servizio tutto letterario a pagina 4 (quale onore! Ma ovviamente la pagina 2 e la pagina 3 sono dedicate alla classe operaia che non si rassegna, secondo la logica salottiera borghese più becera che premia l’operaio che la fa emozionare di più), prevale la lettura dei fatti suggerita da Terna (ma guarda un po’, potenza della pubblicità e della solidarietà tra capitani d’industria) e non dalle carte. Una solenne cantonata sul ruolo svolto dal Sapei e dal Sacoi (cioè una ripetizione della frottola raccontata da Terna e smentita dall”Authority). Neanche una parola sulle bugie di De Vincenti. Neanche una parola sui prezzi praticati sul mercato elettrico secondo gli atti dell’Authority. Titolo fatto sull’equivoco, evidentemente indotto da qualche dirigente ignorante che collabora o dipende da Ottana Polimeri che ha fondato le sue dichiarazioni sull’ultimo incontro del 3 agosto dove Senni aveva promesso, verbalmente e non per isccritto, che Terna avrebbe acquistato l’energia da Ottana Energia, ma lo aveva promesso non per concessione ma per giustizia. Su un aspetto il giornalista è fedele alla realtà: la rassegnazione. Verissimo. Anche perché il Nuorese non reagisce alla sua disperazione con gesti  ecclatanti, non sale su torri, non si svena, non fa queste cose. Il Nuorese non ha una filiera consolidata di rapporti nel mondo della carta stampata in grado di iscrivere la sua crisi nelle prime pagine dei giornali italiani, sempre pronti all’evocazione epica dell’operaismo quando l’operaismo sostiene ed è sostenuto da reticoli politici che vivono sull’operaismo. No, il Nuorese tace. Poi si osserva che le rapine aumentano e che, nel 90% dei casi chi spara e ruba sono giovani del Nuorese. Questo aspetto i giornalisti dei salotti rosa italiani non lo sanno valutare.
Comunque, e ad ogni buon conto, smontiamo una ad una le balle di oggi, riproponendo i documenti utili a comprendere la follia del complotto di Stato che sta uccidendo Ottana.

Cavo Sapei e Sacoi
Chi dice che tutto nasce dall’entrata in funzione del Sapei? Ovviamente Terna nel comunicato del 6 giugno 2012. Il giornalista si beve questa menzogna, dimostrata come tale in una altro mio articolo che qui riprendo sommariamente.
Terna afferma che Ottana Energia è sostanzialmente stata messa fuori mercato dal Sapei, perché il Sapei ha aperto il mercato elettrico sardo e i prezzi di Ottana energia non sarebbero compatibili col dovere di non gravare con prezzi fuori mercato sulla bolletta dei consumatori.
Prima obiezione: per dichiarare che i prezzi fatti da Ottana Energia sono superiori del 50% rispetto a quelli praticati nel mercato occorre citare fonti. Io sono andato all’unica fonte ufficiale, l’Autorità per l’Energia, e più precisamente al Rapporto  annuale dell’Autorità per l’energia elettrica e il Gas al Ministro dello Sviluppo Eonomico in materia di monitoraggio dei mercati elettrici a pronti, a termine e dei servizi di dispacciamento. Anno 2011 consuntivato”. Questo è il link.
L’autorità per l’Energia elettrica si occupa della Sardegna a partire dalla pag. 34.
Cosa dice prima di tutto l’Autorità? Dice che in Sardegna si registra, in controtendenza con l’andamento dei prezzi in diminuzione nel continente e in Sicilia, un incremento dei prezzi di circa il 28%. Ecco il testo: “Nel corso del 2011, il differenziale tra i prezzi a salire RS e i prezzi a scendere RS su MB ha subito una riduzione in Sicilia, mentre è rimasto pressoché stabile nel Continente. La situazione più critica è quella della Sardegna dove, già nel 2010, il livello del differenziale era pari a circa tre volte
quello registrato nelle zone del Continente. Nel corso del 2011 si è inoltre verificato un aumento del suddetto differenziale pari al 28% rispetto all’anno precedente. Ciò ha reso necessaria un’analisi più approfondita del comportamento degli operatori nella predetta zona nel corso degli ultimi due anni”.
Quindi un primo punto fermo: l’Autorità smentisce Terna, perché mentre Terna afferma che dall’entrata in servizio del Sapei la Sardegna ha potuto approvvigionarsi a prezzi più vantaggiosi, l’Autorità afferma che per tutto il 2011 il mercato sardo è rimasto quello che era, in controtendenza rispetto a quello continentale. Ne consegue che il cavo Sapei è ragionevolmente un pretesto. La cosa è confermata da un altro passo del Rapporto (evidentemente Terna pensa che io non sappia leggere):
“Con riferimento al SAPEI, sono in corso approfondimenti per comprendere sia le ragioni della sua tardiva entrata in operatività nel 2011 che le ragioni che ne inibiscono la piena utilizzazione in entrambe le direzioni, oltre che gli eventuali accorgimenti tecnici che sarebbero necessari per conseguire tale obiettivo”. Quindi l’Autorità conferma che Sapei non è pienamente operativo e conferma che la sua incidenza sulle dinamiche di mercato è limitata.
Andiamo adesso a vedere che cosa dice l’Autorità sui prezzi praticati da Ottana Energia.

“Dall’analisi delle offerte presentate su MB per l’utilizzo della semibanda di riserva secondaria in Sardegna (offerte RS sia a salire che a scendere), si evince come la causa principale del considerevole aumento dei prezzi sia la scarsa competizione. Gli operatori abilitati all’erogazione del servizio di riserva secondaria sono solo tre ( ENEL, EON e Ottana Energia. (…). La situazione diventa ancora più critica nei periodi in cui uno di questi operatori ha la necessità di fermare le suddette unità di produzione per manutenzione o, anche solo, di renderle indisponibili al servizio di riserva secondaria per altri motivi. In particolare, nel corso del 2011 il livello della concorrenzialità nel mercato è stato particolarmente basso nei periodi in cui le unità di produzione Taloro e Porto Scuso 1 e 2 (ENEL) sono state poste in manutenzione (Aprile-Settembre Porto Scuso 1,Gennaio-Ottobre Porto Scuso 2 e Gennaio-Novembre Taloro). Ad aggravare ulteriormente la situazione è stata la costante indisponibilità di Sulcis (ENEL) al servizio di riserva secondaria.
Come si evince dalla Figura 11, i prezzi delle offerte accettate a salire presentate da Ottana Energia sono allineati ai prezzi delle offerte accettate presentate da EON per tutto il 2010 e quasi tutto 2011. Solo nelle ultime settimane del 2011 e nel primo mese del 2012 i prezzi delle offerte a salire presentate da Ottana Energia e accettate si riducono considerevolmente discostandosi da quelli di EON”.

Quindi, l’Autorità in primo luogo rileva che in Sardegna i tre produttori per un lungo periodo hanno fatto lo stesso prezzo; poi dice che E.On ha fatto lo stesso prezzo di Ottana; infine dice che Ottana Energia ha abbassato i prezzi rispetto a E.On. Che dice Terna rispetto a questa sconfessione per tabulas? Mi denuncia? Terna ha premiato, dichiarandola essenziale, l’azienda col maggior costo, secondo l’Autorità dell’Energia.  Ma l’Autorità per l’Energia forse spiega anche il perché di questo trattamento. Leggete quanto segue:

“Sotto il profilo della concorrenza, per effetto dell’incremento delle immissioni degli impianti fotovoltaici e del loro caratteristico profilo, si è coerentemente assistito a una concentrazione della pivotalità (potere di mercato unilaterale) dei principali operatori sul fabbisogno di potenza rispetto al fabbisogno di energia e nelle ore pre-serali rispetto alle restanti ore. Geograficamente la situazione delle Isole appare migliorata per due differenti motivi: in Sardegna a causa dell’entrata in piena operatività del SAPEI che ha ridotto significativamente la pivotalità dei due principali operatori dell’isola (ENEL ed EON)”. Ancora e a prescindere dalle rinnovabili: “L’incremento della capacità di interconnessione fra la Sardegna e il Continente ha ridimensionato in misura rilevante il potere di mercato unilaterale detenuto da EON e da ENEL in Sardegna”.

Quindi, se c’è un effetto certo dell’entrata in funzione del cavo Sapei, questo è la riduzione della pivotalità per E.On e Enel. Che ha fatto Terna? Di fatto ha protetto  E.On dichiarando i suoi impianti “essenziali” , E.On che, in quanto produttore di energia rinnovabile col campo fotovoltaico autorizzato a Porto Torres, aveva perso i vantaggi che aveva a sistema sardo chiuso.
Perché questo cordone sanitario intorno a E.On?
Occorre fare un po’ di cronistoria.
Terna afferma che le sue scelte sono determinate dall’entrata in servizio del cavo Sapei,  nel marzo del 2011. Se fosse interamente vero ciò che dice Terna, gli effetti dell’entrata in servizio del Sapei, così apparentemente dannosi per Ottana, avrebbero dovuto manifestarsi quasi subito; invece, per più di un anno Sapei non produce effetti sulla gestione dei servizi di dispacciamento. Allora, occorre verificare che cosa è accaduto in quell’anno e che cosa è accaduto prima.
Prima è accaduto quanto segue:
1) Soru firma con Endesa il 10 gennaio  2007 un Accordo di Programma per il sito di Porto Torres che prevede la costruzione del quinto gruppo a carbone e un investimento di 500 milioni di euro;
2) il 3 febbraio 2007 E.On conquista Endesa;
3) il 26 aprile 2010 E.On ottiene l’Autorizzazione Integrata Ambientale che prevede che i gruppi 1 e 2 continuino a operare in deroga in vista della costruzione del 5 gruppo a carbone;
4) Il 4 agosto 2010 la Regione Sardegna firma un accordo con E.On per la realizzazione di un campo fotovoltaico a Porto Torres su una superficie di 100 ettari. È un errore clamoroso. E.On incassa l’accordo senza dare alcuna garanzia sulla relizzazione del 5 gruppo a  carbone. Non a caso inizia subito i lavori per il campo del fotovoltaico, ma non quelli per il 5 gruppo a carbone;
5)  Nel marzo 2011 entra in funzione il cavo Sapei: fino a quel momento l’unico impianto dichiarato essenziale è quello Enel di Portoscuso. La Saras è ugualmente fuori mercato perché ha la convenzione CIP6;
6) Nel gennaio 2012 E.On ottiene dal Ministero la proroga di 18 mesi per la realizzazione del quinto gruppo; si tenga conto che secondo l’Accordo di programma E.On avrebbe dovuto realizzare il quinto gruppo a marzo 2012. Ma la proroga non è sufficiente a tenere in funzione i gruppi 1 e 2 se non fino allo scadere della stessa. L’unico modo per non realizzare il quinto gruppo e mantenere in funzione gli impianti 1 e 2 è che li si dichiari ‘essenziali’;
7) arriva la complicazione: il Gruppo Indorama – Clivati il 6 febbraio 2012 presenta un’offerta di acquisto per la centrale di Fiumesanto. L’offerta apre una possibilità concreta di realizzazione del 5 gruppo che invece, nelle strategie di E.On, doveva rimanere impossibile da realizzarsi; il 2 aprile E.On rifiuta l’offerta perchè ha le spalle coperte da Terna come si può leggere nel successivo punto 8;
8) all’inizio di aprile Terna dichiara essenziali gli impianti di Fiumesanto, cosa che significa che acquista l’energia elettrica da E.On senza comunicare a che prezzo e comunque fuori mercato;
9) l’11 aprile il ministro Passera riceve E.ON;
10) Terna cessa di fornirsi da Ottana Energia; l’offerta Indorama – Clivati viene duramente punita;
11) il 25 aprile del 2012 E.On, con le spalle coperte dalla dichiarazione di essenzialità dei suoi impianti, dichiara la sua indisponibilità a realizzare il 5 gruppo per le mutate condizioni del mercato elettrico, legate non all’entrata in vigore del cavo Sapei, ma all’aumento della produzione delle rinnovabili, cioè anche in virtù dei campi fotovoltaici autorizzati dalla Regione Sardegna a patto che E.On realizzasse gli invetimenti sul 5 gruppo.
Tutto ciò che è accaduto è una banale coincidenza? Terna ha agito indipendentemente dalle strategie di E.On.? Direi di no.

Sul prezzo praticato da Ottana Energia
Il giornalista della Nuova scrive: “Per fare un esempio, si parla di cifre che negli scorsi anni hanno raggiunto i 300 euro a megawatt. Ora l’offerta di Ottana Energia è attorno a 195 euro, ma Terna segue il borsino del mercato, dove oggi riuscirebbe a strappare un costo attorno ai 130 euro”. Sbagliato, clamorosamente sbagliato. Andate su questo sito; cliccate su Valori del mercato dei servizi di dispacciamento del 29.08.2012. Si aprirà un foglio di Excel; cliccate sulla linguetta in basso Pmed Up, leggerete in questo modo il prezzo medio  per la Sardegna praticato da Terna per l’acquisto di energia nell’Isola: siamo a valori sopra il 390 euro a megawatt. Ho chiamato Ottana Energia e ho chiesto loro quale offerta avevano fatto: più o meno intorno a 195 euro. Quindi Terna non vuole acquistare da Ottana Energia al punto da comprare le stesse cose al doppio del valore. Da chi? Ovviamente siamo in Sardegna e non in Puglia; in Sardegna chi ha il potere di far domande e di esigere le risposte non le fa ai grandi gruppi. Ma è chiaro: Terna vuole fare chiudere Ottana.
La disinformazione che terna o chiper lei sta mettendo in atto, nasce dalal furbata di nascondere che la sardegna, come dice l’Authority, è ancora un sistema non aperto ed è un sistema dove l’energia viene prodotta non con il gas per cui costa di più. Ma nelel offerte, terna compra da chi la offre al prezzo più alto.

Il silenzio sulle bugie di stato Non c’è traccia nel servizio della Nuova delle bugie di Stato del sottosegretario de Vincenti. Perché? Le ripropongo. Risulta dai documenti che il sottosegretario De Vincenti abbia mentito nella risposta data all’interrogazione presentata (è la quarta in ordine di scorrimento) dal senatore Cabras su E.On a Porto Torres.

Prima bugia   Cominciamo dalla bugia più clamorosa. Alla fine della sua risposta, il mitico De Vincenti scrive: “In ordine al quesito sull’esistenza di un interesse di altri gruppi industriali alla realizzazione dell’iniziativa autorizzata alla E.On produzione SpA, non si hanno evidenze o notizie in tal senso. Tanto meno il comportamento attuale della E.On sembra richiedere un intervento del Ministero per promuovere il subentro di altre aziende nella centrale di Fiume Santo”.
Eccolo qui il Governo nazionale italiano, pronto a negare l’evidenza per accondiscendere ad una visione di parte, in questo caso di E.On. Ad ogni buon conto, ecco qui il pdf, con cui, il 2 aprile del 2012 E.On comunicava il rifiuto dell’offerta, avanzata a Monaco il 9 marzo da Paolo Clivati, per Ottana Energia, e da Aloke Lohia per Indorama. L’incontro per l’offerta era stato organizzato dallo Studio Ambrosetti di Milano. Ne hanno parlato i gironali per mesi. Perché il Ministero fa finta di nulla? Perché ignora l’offerta presentata, nonostante sia ormai di dominio pubblico? La risposta è tutta nei paragrafi precedenti, orientati a giustificare la frenata di E.On sugli investimenti.

Da notare come, poi, il Ministero si mostri indulgente verso E. On, laddove scrive di non ritenere opportuno sollecitare E.On a mantenere gli impegni, tra cui le bonifiche, perché il mantenimento degli impegni richiederebbe un forte apporto di capitali privati in un momento difficile, e quindi meglio, secondo il Ministero, non sollecitare E.On a fare alcunché. Ovviamente il Ministero fa finta di ignorare che il 26 aprile 2010 ha ottenuto un’Autorizzazione Integrata Ambientale nella quale la deroga ai gruppi 1 e 2 è condizionata alla realizzazione del 5 gruppo; ovviamente fa finta di ignorare che la povera E. On a cui bisogna dare tempo, il 4 agosto 2010 ha firmato con la Regione un Accordo di Programma per la realizzazione di un campo fotovoltaico di 100 ettari. Ovviamente il Ministero fa finta di non vedere che E. On i soldi li ha ma li spende per il sole, non per il 5 gruppo. Ma il Ministero si bea del fatto che E. On ha presentato i progetti per la bonifica dei siti. Intanto aver presentato i progetti significa poco se si continua a produrre con i gruppi 1 e 2; inoltre aver iniziato una procedura e rimbalzare da un ministero (Ambiente) all’altro (Mise) è una tattica nota per guadagnare tempo (si tengono aperte più istruttorie e non se ne conclude una).

Seconda bugia   Ma detto tutto questo, ecco l’altra clamorosa bugia: De Vincenti proclama che l’entrata in servizio del Sapei ha calmierato i prezzi dell’energia in Sardegna. Balle!. Ho già dimostrato che è una solennissima bugia (vedi sopra sul primo punto).
Dall’intervento di Giorgio Oppi in Aula, risulta che De Vincenti ha anche ignorato in tutti questi mesi l’offerta Glencore. Se una rondine non fa primavera, due rondini fanno estate. Questo sottosegretario con amnesie, poche conoscenze, dichiarazione mancanti, offerte dimenticate, non è mai stato attaccato per la sua incapacità dalla stampa. Né alcuno si è preoccupato di indagare quali siano i suoi rapporti in Sardegna, chi lo informa e di che cosa parlano. Ma resta un fatto: in America un sottosegretario di Stato che fa errori così gravi fa le valigie in un batter d’occhio; in Italia, no. In Italia c’è la pastasciutta e la confessione cattolica da molti intesa come lavatrice morale e non come grande e paziente misericordia di Dio.

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