La Nuova Sardegna e la ricchezza della Sardegna che non deve andare via

27 luglio 2013 18:227 commentiViews: 89

La Nuova Sardegna è un giornale storico della vita democratica sarda. Come tutti i giornali, ha una proprietà formale, e cioè chi ci ha messo i soldi, e una proprietà sostanziale che è data dai suoi lettori, i quali rappresentano il suo vero ‘valore’.
Secondo i dati Audipress La Nuova Sardegna ha 315.000 lettori medi al giorno e 34.000 visitatori del sito web giornalieri. Ha incrementato i suoi lettori del 5% rispetto al 2012. Questo ‘valore’, che è il vero valore della società Editoriale La Nuova Sardegna, non dipende da chi possiede la proprietà formale, ma da quel rapporto politico, culturale e sociale che sempre intercorre tra un giornale storico e la società (il pubblico) a cui si riferisce. Questo ‘valore’ della Nuova è un valore indiscutibilmente sardo, nato e prodotto dalle relazioni culturali della Sardegna. Questo ‘valore’ è storicamente più un prodotto della Redazione (nata e cresciuta in Sardegna) che della Direzione che, nel caso della Nuova, proviene da tempo dall’esterno, come espressione netta della proprietà. Questo ‘valore’ sociale e culturale, genera o non genera ‘valore’ finanziario?
A leggere l’ultima relazione finanziaria del Gruppo L’Espresso pare di sì: ricavi per 29 milioni di euro e rotti, un margine operativo lordo di oltre 7 milioni di euro, un risultato netto di 3,5 milioni di euro (anno 2012). Ne consegue che non si ha a che fare con un’impresa culturale che produce debiti e chiacchiere, ma informazione e utili: il valore culturale genera dunque valore economico.
La Nuova Sardegna è un’azienda sarda di totale proprietà della Finegil della famiglia De Benedetti. Nei giorni scorsi l’Editoriale La Nuova Sardegna, come è noto, è stata incorporata nella Finegil: sede legale a Roma, tasse a Roma. Il valore generato dalla società sarda scomparirà nel calderone dei valori e dei costi prodotti e patiti dalla controllante.
Questa vicenda è emblematica di come la debolezza del sistema Sardegna non è in grado di difendere e trattenere la ricchezza che ancora è in grado di produrre. Se non si reagisce, tutto il sistema economico sardo si trasformerà in un grande centro di raccolta di denaro e di valore trasferito altrove per la nostra incapacità di difendere e trattenere la ricchezza che produciamo.
Come reagire? Primo: difendendo il valore sardo-nazionale del giornale. Guai a far passare un evento di questa portata in modo ordinario e superficiale. Secondo: dicendo alla proprietà che qualora avessero la disponibilità a vendere quote o il controllo della società pur di lasciarla in vita e in Sardegna, ci sarebbero gruppi sardi interessati a questa operazione. Io sono certo che questi gruppi e queste risorse esistono. Terzo: diffondere la consapevolezza che le imprese che producono valore sono parte indisponibile della ricchezza territoriale dei sardi.

7 Commenti

  • Gentile Bardi non ho mai detto che Nonna ISA sta col PD malgrado l´intesa di lunga data con la famiglia Marrocu. Ho solo discusso quanto dato per certo da Silvia/o è cioè che tutta la CONAD, che é una Coop di dettaglianti aderente alla Lega Coop
    per chi non lo sapesse, fosse schierata come un sol uomo con il quinto Moro cotonato il simpatico Prato.

  • Claudio Bardi

    Arrubiu, ma tu lo sai come si chiama il padrone di Conad? Si chiama Orlandi ed è amico di Soru e di Prato, ma ha recitato solo nelle ‘commedie’ di Prato. Nonna ISA è col PD? Sei sicuro? Io no.

  • Gentile Silvio/a lei, con la sicurezza che le deriva dell´Ente giornalista, afferma che la CONAD sta con Prato. La cosa non mi risulta del tutto in quanto ad esempio la CONAD Euralcoop n,1 in Sardegna per fatturato non sta sicuramente con Prato, casomai sta con Soru per il tramite dell’ On. Pietro Cocco. Si documenti prego. E poi, se vogliamo schierare la grande distribuzione organizzata, da che parte starebbe il gruppo Nonna ISA? Suvvia siamo seri il suo ragionamento fila ma non lo appesantisca con dettagli non veritieri.

  • in merito a quello scritto di Silvia,sul possibile accordo tra Lei e Soru, mi trova molto favorevole e mi creda saremo davvero in tanti; sarebbe un vero shock per la nomenclatura politica sarda.
    Potrebbe realmente coagulare molto energie nuove,di ogni settore della vita civile sarda.
    Dunque,ci sorprenda onorevole,lo faccia,fatelo per la Sardegna.
    Cordiali saluti

  • il post di Silvia rappresenta bene quel che secondo me pensa un buon numero di elettori sardi, quegli elettori non omologati al pd ma certamente di tendenza progressista, quelli in cerca di una prospettiva completamente nuova, che hanno seguito attentamente l’ultimo decennio di politica sarda, riconoscendo in soru e maninchedda le personalità in grado di portare forti elementi di novità o addirittura il rivoluzionamento del vecchio schema del bipartitismo destra/sinistra.
    sfortunatamente la capacità “politica” è uno degli elementi che costituiscono la personalità individuale, che nel caso dei due sopra citati è una personalità molto forte e decisa.
    quando gli alri elementi di queste personalità entrano, a causa degli eventi, in conflitto, sorgono i problemi. e poi c’è il discorso del conflitto di interessi…
    ha ragione silvia, un duo maninchedda – soru, con un programma improntato al “muso duro” con lo stato padrone ed alla ricerca dell’autodeterminaizone, farebbe strage di cuori, non solo nel centro sinistra.
    ma ho paura che tutto il sistema descritto nel post medesimo, unito ai gruppi che fanno capo alla carta stamapata, non lo consentirebbe mai.

  • Egregia/o Silvia, ho presentato tutta la documentazione sulla denuncia dei redditi degli anni 2010, 2011, 2012. Per il resto, evidentemente Lei conosce meglio di me alcune persone di cui io ho stima.

  • Professore, sono un giornalista della Nuova che si firma con un altro nome. La ringrazio per il post. Lei è l’unico in questi giorni che si occupa di questa tragica vicenda e, come al solito, lo fa molto bene. Sarà per questo suo far bene che il direttore dell’Unione oggi non cita Lei tra i possibili candidati alla Presidenza e cita la Murgia e Cannavera come outsider. Oppure non la cita per il fatto che Lei ha dichiarato la sua volontà di dialogare con il Centrosinistra, mentre gli altri da una parte lo vorrebbero sfidare (Murgia) dall’altra accetterebbero solo di comandarlo per diritto (Cannavera). La competenza e la capacità di lottare in Sardegna non sono apprezzate. Lei, professore, suscita invidia, se lo ficchi in testa. Badi anche ai suoi ex compagni di viaggio: il sindaco di Dorgali riporta su Facebook un richiamo della Lombardo in Aula per la presentazione della sua dichiarazione dei redditi (insieme a tanti altri consiglieri) e ne fa una questione di mancanza di trasparenza. Siccome immagino che si tratti di un avviso di deposito della documentazione frainteso come una sanzione, Lei deve capire da questi indizi che deve aspettarsi di tutto, professore, e valutare se non sia il caso di mandarli al diavolo, di sfidare Destra e Sinistra. La attaccheranno su ciò per cui Lei dà fastidio: la questione morale. Sono tutti marci, professore, mi creda. Conosco da tempo il ceto politico sardo: i più sono marci, magnaccioni, avidi, imbroglioni, insopportabili. Io la seguo dal 1996: gli stessi che non volevano cambiare nulla allora le sbarreranno la strada oggi. Sono gli stessi, un’alleanza tra ex Dc e ex PCi, il peggio della conservazione sarda che oggi si è stretto intorno a una signora. Lei oggi deve sfidarli perché ha una carta nelle sue mani: ha consenso, può essere la sorpresa. L’unico suo alleato naturale è Soru e loro lo sanno. Per questo temono un accordo e comunque pensano di compensare i consensi mancanti da una vostra evventuale alleanza con l’accordo con Psd’az e Udc, cioè col pezzo mancante della conservazione sarda. Lei e Soru dovete sfidarli, dovete fare fino in fondo la battaglia per il cambiamento che avete frenato nel 2004. Lei ha con sé il mondo dell’impresa sarda ( a parte Conad che è con Prato)chiami a raccolta, chiamate a raccolta e date battaglia. Tra la folla, ci sarò anch’io. Non mi firmo per la situazione del giornale ma le manderò una mail per dirle chi sono. Stia attento a Cabras: è vero che ha considerazione per Lei, risulta anche a me, ma a mio avviso dialoga con Lei solo per una ragione: vuole vincere le elezioni senza Oppi e Giacomo Sanna e quindi capisce che solo Lei può portare un valore aggiunto al Centrosinistra esangue. Un ragionamento solo tattico: per il resto Lei e lui non avete niente in comune. Anche Cabras capisce che se Lei e Soru vi muoveste in modo coordinato sarebbero veramente problemi per il gotha della conservazione. Insomma: tutti stanno giocando sull’incomunicabilità tra Lei e Soru, se ne renda conto. Come pure stia attento al duo Arru-Soro: non la amano, professore, sono di un altro pianeta, più comodo e cinico del suo. Mi scusi, magari censurerà il mio sfogo, ma io ho la mia età e ho pensato di dirle queste cose per ricambiarla della sua difesa per il mio giornale: verità per verità.

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