La nuova disciplina di agevolazione per i comuni montani e per quelli svantaggiati

28 aprile 2011 11:102 commentiViews: 14

076Per reagire al ricorso del ministro Buio Fitto, abbiamo presentato come Psd’az, il seguente emendamento al collegato sulle agevolazioni per lo sviluppo nei Comuni Montani e nei Comuni svantaggiati:

Dopo il comma 3 è inserito il seguente:
3 bis. L’art. 3 della L.R. 1/2011 è sostituito dal seguente: ”
Art. 3
(Misure a sostegno dei piccoli comuni)

1. La presente disposizione ha lo scopo di promuovere e di sostenere le attività economiche e sociali esercitate nei piccoli comuni. Ai fini della presente disposizione sono considerati piccoli comuni quelli con popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti, compresi in una delle seguenti tipologie:
a) comuni collocati in aree territorialmente dissestate o in zone caratterizzate da situazioni di criticità dal punto di vista ambientale;
b) comuni in cui si registrano evidenti situazioni di marginalità economica o sociale, con particolare riguardo a quelli nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente rispetto all’ultimo censimento;
c) comuni caratterizzati da specifici parametri di disagio insediativo, definiti in base all’indice di vecchiaia, alla percentuale di occupati rispetto alla popolazione residente e all’indice di ruralità;
d) comuni siti in zone, in prevalenza montane o rurali, caratterizzate da difficoltà di comunicazione ed estrema perifericità rispetto ai centri abitati di maggiori dimensioni, ovvero il cui territorio è connotato da particolare ampiezza e dalla frammentazione dei centri abitati;
e) comuni comprendenti frazioni che presentano le caratteristiche di cui alle lettere a), b), c) e d). In questi casi gli interventi previsti fanno riferimento alle predette frazioni.
2. Non sono comunque considerati piccoli comuni quelli con popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti nei quali si registra un’elevata densità di attività economiche e produttive, anche per la vicinanza con importanti aree urbane.
4. Per favorire il riequilibrio anagrafico è concesso alle famiglie residenti in un piccolo comune un contributo per ogni nuova nascita o adozione pari ad euro 1.500 per il primo figlio ed a euro 2.000 per ciascun figlio successivo.
5. Per sostenere il riequilibrio insediativo ed il recupero dei centri abitati, sono concesse le seguenti agevolazioni:
a) un contributo a fondo perduto, fino ad un massimo di euro 30.000 a beneficiario, per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili da destinarsi a prima abitazione in favore di coloro che trasferiscono la propria residenza da un comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti ad un piccolo comune, impegnandosi a non modificarla per un decennio;
b) un contributo a fondo perduto, fino ad un massimo di euro 50.000 a beneficiario, in favore di coloro che avviano o trasferiscono la propria attività artigianale, commerciale o professionale da un comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti ad un piccolo comune che ne sia sprovvisto, impegnandosi a non modificarla per un quinquennio. Il contributo è erogato nel rispetto del regolamento (CE) n. 1998/2006, della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di importanza minore, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. L. 379 del 28 dicembre 2006.
Il mancato rispetto degli impegni assunti comporta l’obbligo per il beneficiario di restituire le somme già corrisposte, maggiorate degli interessi legali, in proporzione al periodo di mancato rispetto del vincolo.
Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, con delibera da adottarsi su proposta dell’Assessore degli enti locali di concerto con l’Assessore del bilancio, definisce l’elenco dei piccoli comuni e le modalità attuative degli interventi, individuando in particolare le tipologie di attività economiche ammesse ai benefici e l’entità dei contributi.
La delibera è trasmessa al Consiglio regionale per il parere delle competenti Commissioni consiliari, da esprimersi entro un mese dalla data di assegnazione decorso il quale se ne prescinde.
Gli oneri derivanti dall’attuazione della presente disposizione, cui si fa fronte nei limiti degli stanziamenti di bilancio, sono valutati in complessivi euro 10.000.000 annui a decorrere dall’anno 2012 in ragione di:
a) Euro 1.000.000 per i contributi previsti nel comma 4;
b) Euro 2.000.000 per i contributi previsti nella lettera a) del comma 5;
c) Euro 7.000.000 per i contributi previsti nella lettera b) del comma 5.

2 Commenti

  • mario marras

    Gentile Redazione,a proposito delle agevolazioni che la Regione Sardegna ha stanziato o stanziera’ per il recupero dei piccoli centri abitativi e il riequilibrio insediativo,gradirei conoscere i termini e i modi per poter chiedere le agevolazioni alla regione.Io mi sono trasferito da CaGLIARI a xxxxxxxxx e vorrei ristrutturare la mia casa.Cordiali saluti

  • Ogliastrina

    On.le Paolo, perchè non mettere prima il mordacchio a Equitalia che sta facendo terra bruciata in ogni luogo? Le invio una richiesta diretta a Equitalia che descrive quanto sta accadendo. La prego non sia indifferente!
    Egregio
    Amministratore Delegato
    Equitalia
    Via Piandanna 10 E
    S A S S A R I

    Spett.le Equitalia SPA
    Via Marconi 76
    L A N U S E I
    Al Signor Ministro Economia e Finanze
    Via XX Settembre 97
    00187 R O M A

    p.c. Garante del Contribuente
    Via Bacaredda n. 27
    CAGLIARI

    p.c. Autorità per la tutela dei dati Personali
    Piazza Monte Citorio 121
    00186 R O M A

    p.c Al Prefetto di Nuoro
    Via Deffenu
    Nuoro

    Egregio,
    in nome e per conto della società xxxxxxxx oltre che dei soci le scrivo, con il cuore colmo di amarezza e rammarico, per descrivere il rapporto con la società da lei amministrata ed evidenziare le conseguenze negative derivatene dalle improvvide decisioni assunte nei confronti della Società xxxxxxxxxx e dei soci. La collaborazione tra il contribuente ed Equitalia, più volte auspicata dalle norme in vigore, anche attraverso una semplice telefonata o equipollente informazione avrebbe consentito, senza aggravio di spese, il pagamento di quanto dovuto con una scansione temporale in linea con i flussi di cassa attivi che l’azienda produce. A tal proposito ritengo doveroso il richiamo allo “ Statuto del contribuente “ e in particolare all’art. 6 “ diritto alla conoscenza degli atti e alla trasparenza “ che pur non prevedendo la preventiva informazione dell’intenzione di procedere alla iscrizione di ipoteca, non esclude la possibilità per Equitalia di attivarsi presso il contribuente con modalità meno cruente per ottenere il pagamento delle cartelle esattoriali. Mi si potrà obiettare che una simile preventiva informazione poteva determinare un immediata vendita del cespite in modo da evitarne il vincolo. Tale obiezione si scontra con il fatto che l’immobile di proprietà dell’ xxxxxxxxx Snc risultava già oggetto di vincolo ipotecario di primo grado a favore del Banco xxxxxxxxxxx, a seguito di contrazione mutuo presso lo stesso Istituto, e quindi difficilmente distraibile al fine di evitare un eventuale vincolo da parte di Equitalia. Stante la presenza di un precedente vincolo ipotecario di primo grado a garanzia del mutuo contratto, non si capisce l’urgenza di apporre ulteriore vincolo che, nel sistema bancario appare come una “ pregiudizievole “e, di fatto, impedisce l’accesso al credito e quasi sempre anche la revoca o la diminuzione delle linee di credito in essere. La stessa “ Carta del contribuente “ dell’Ocse prevede che le autorità fiscali debbano trattare il contribuente con cortesia e attenzione sicuramente non ravvisabili nella vicenda oggetto della presente. Ritengo che il classico “ Buon senso “ avrebbe potuto sortire gli stessi obiettivi senza esporre lo scrivente ad una segnalazione negativa nel circuito delle centrali rischi.

    La segnalazione nella banca dati, alla voce “ atti pubblici “, dell’ ipoteca iscritta da Equitalia , ha conseguentemente ingenerato negli operatori economici una valutazione negativa della società e dei soci. Di conseguenza la società xxxxxx e i soci sono stati richiamati dal personale del proprio istituto bancario. L’ipoteca iscritta e pubblicizzata nel circuito banche dati ha indotto Gli Istituti di Credito a ritenere la società e i soci quali soggetti in difficoltà e potenzialmente insolventi, al punto da aver rischiato la revoca dei fidi e favor creditizio e comunque a subire la diminuzione delle linee di credito in essere. Quanto avvenuto ha provocato seri e gravi danni al buon nome, immagine e onore dello società e dei soci oltre ad averne irrimediabilmente danneggiato e pregiudicato l’immagine nel mondo finanziario e turistico.
    Appare evidente che in una simile situazione ne risulta pregiudicata la capacità di far fronte al pagamento delle cartelle esattoriali inevase.
    L’azione esercitata da Equitalia tesa a tutelare i crediti vantati, legittima, anche se non condivisa, ha di fatto contribuito a limitare la necessaria liquidità e impedito la normale attività della Società esponendola alla situazione oggettivamente difficile in cui si ritrova. Conseguentemente risultano diminuite le capacità di far fronte alle esposizioni in Equitalia e la continuazione dell’attività.
    Si rischia in concreto la cessazione dell’attività con tutte le conseguenze che ne derivano. Solo la grande capacità e volontà dei soci e l’impegno profuso consentirà comunque il rientro graduale della esposizione.

    Alla luce della ferma, dichiarata ed esplicita volontà di far fronte a tutti gli impegni assunti, si comunica che si sta provvedendo alla dismissione di un appartamento di proprietà dei soci per far fronte all’intera esposizione della società e parte importante delle esposizioni dei soci. Si comunica inoltre che dalla stagione prossima ventura si provvederà al pagamento parziale delle cartelle esattoriali attraverso i flussi di cassa che verranno generati.

    Al fine di non pregiudicare la posizione in Centrale rischi, Eurisc Crif, Ctc, si chiede cortesemente di non aggravare la situazione con ulteriori atti e di voler togliere il fermo dall’automezzo strumentale all’attività, apposto in data 10.11.2010 e di quello apposto recentemente sull’automezzo del socio xxxxxxxxxxx , per consentirne l’utilizzo. I fermi apposti sugli automezzi di cui sopra, impediscono la regolare continuità dell’attività con conseguente ulteriore difficoltà nella generazione di redditi da destinare al pagamento delle cartelle esattoriali inevase. Di fatto si è entrati in un circuito perverso! La crisi in essere comporta difficoltà, dalla diminuzione del reddito ne scaturiscono irregolarità nei pagamenti, si subiscono atti esecutivi che comportano ulteriori negatività nel sistema del credito e, soprattutto, si lavora in assenza di serenità con conseguenze nefaste… Una spirale infernale che le chiedo di fermare prima dell’ovvia chiusura dell’attività.

    Ulteriori atti esecutivi da parte di Equitalia comporterebbero un aggravamento della situazione e magari la completa chiusura dell’attività con gravissime conseguenze in termini sociali ed economici. Uno strappo del tessuto economico dell’Ogliastra, perdita di posti di lavoro, assenza di reddito e conseguenze danno per lo Stato in termini di mancato introito delle relative imposte, difficoltà nel ricupero delle esposizioni, passaggio a sofferenze delle esposizioni bancarie e quant’altro è possibile immaginare.
    Di seguito si precisa e comunica la proposta per il graduale pagamento delle cartelle esattoriali in capo all’xxxxxxxx snc e dei soci xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx:

    -Vendita appartamento di cui al Foglio x mapp. Xxx Sub. x di circa mq 100 del valore commerciale di euro 180.000,00 da destinare al pagamento integrale della esposizione in capo alla Snc xxxxxx e in parti eguali al pagamento di parte delle esposizioni dei soci.

    – Pagamento delle esposizioni residue in capo ai soci con quota dei redditi derivanti dall’attività caratteristica della società. Ovviamente non potendo destinare la totalità dei redditi a tal fine, si ritiene di poter completare il totale rientro delle esposizioni nell’arco di circa 4- 5 anni con pagamenti da effettuarsi alla fine della stagione turistica e non su base mensile. Un rientro con rateizzazione mensile non è, infatti, proponibile per il semplice motivo che durante i mesi invernali la snc non può disporre di continuità dei flussi attivi stante la chiusura invernale dell’attività.

    Alla luce di quanto sopra evidenziato, si chiede e si augura un rapporto improntato alla cortesia e disponibilità; ciò per evitare il serio rischio di subire ulteriori mortificazioni, discriminazioni e danni personali e patrimoniali oltre quelli già provocati.

    Certa dell’accoglimento della presente domanda colgo l’occasione per inviare i più distinti saluti.

Invia un commento