La nostra mozione verrà discussa. Un grazie alle forze democratiche e al Presidente del Consiglio. Con buona pace delle “Tre S” Silvio-Spissu-Soddu

25 giugno 2010 08:2419 commentiViews: 8

130Ieri le cose sono andate così. Abbiamo chiesto all’Udc, ai Riformatori, a Sinistra e Libertà e all’Italia dei valori la disponibilità a darci le firme tecniche per poter discutere la nostra mozione. Una disponibilità, in sostanza, ad esercitare una sorta di diritto di tribuna sul tema dell’indipendenza e delle riforme (solo un gruppetto della casa di riposo di Sassari Tuttoilpotereamesenomioffendo non hanno capito il nesso tra indipendenza e riforme). Acquisito il consenso, i Riformatori ci hanno chiesto di non presentare subito la mozione, ma di porre la questione della nostra mozione in conferenza dei capigruppo. Così abbiamo fatto. A questo punto è stata brava il Presidente del Consiglio, la quale da tempo perora la necessità di aprire in Aula la sessione dei lavori sulle riforme. Posto che il regolamento impone, una volta iscritta all’ordine del giorno una mozione, di discutere anche le mozioni affini, Claudia Lombardo ha proposto di dedicare una settimana di lavori alle riforme, a partire dalla nostra mozione. Il Pdl, contrario all’indipendenza per definizione, ha però subito accolto la proposta del Presidente. Così, col concorso di tutti, è stata scritta una buona pagina di Consiglio, con buona pace del segretario del Pd, il quale, inebriato dalle vittorie col 17%, pensava e pensa, mal consigliato dagli uomini politici della casa di riposo di cui sopra, non solo di decidere l’ordine del giorno di casa sua, ma anche quello degli altri. Un segretario isolazionista che al congresso sardista era venuto a dire che, invece, di indipendenza si poteva discutere, ma erano i tempi in cui la sconfitta elettorale suggeriva prudenza, almeno quanto oggi la vittoria alle amministrative suggerisce arroganza.

19 Commenti

  • Fate si che la mozione giri fra la gente e venga conosciuta e discussa, fate si che non passi per il solito dibattito consiliare di arie fritte e acque pestate nel mortaio, fate si che se ne parli, superando l’ostracismo mediatico dei quotidiani sa/so/rdi.

  • E adesso che escano allo scoperto tutti coloro che ( sia nel pdl che nel pd) a parole in questi ultimi mesi , si sono dichiarati ” sardisti” e vicini all’indipendenza della nostra Regione. Sono curioso. Ne vedremo delle belle. Complimenti a tutti. Risultato storico.

  • Salvatore C.

    Alla luce delle ultimissime novità ho voluto rileggere con attenzione la mozione sull’indipendenza (nel sito del consiglio regionale, è la n.6).
    Ancora una volta sono rimasto colpito dalla forza che emana dalle affermazioni espresse in modo così sintetico e chiaro: ci sono tutte le premesse per una rivoluzione, nel senso di voler rivoluzionare il rapporto stato regione che finora ha caratterizzato quanto dall’alto ci è stato imposto, direttamente o attraverso i vassalli locali.
    La sua lettura ha l’effetto iniziale di interessare, poi di colpire, poi di stupire, in un crescendo di emozione che alla fine esplode in un entusiasmo irrefrenabile.
    Subito dopo però arriva lo sconforto: riusciranno i nostri eroi a raggiungere la meta, o quanto meno a convincere anche altri, non dico gli altri, a provare a tracciare un percorso per poi percorrerlo insieme?
    Una speranza ce la da il commento di Franco Sabatini, al quale va riconosciuto il merito ed il coraggio di essersi schierato apertamente: avrà la forza di andare avanti contro i suoi compagni di partito e di schieramento?
    Non possiamo che augurarcelo, anche perché leggo nel suo intervento una ferma volontà di battersi per la sua Ogliastra, riprendendo così coscienza e consapevolezza dell’impegno che egli stesso ha preso nei confronti dei suoi elettori.
    Un’ultima considerazione.
    La mozione sull’indipendenza è così bella, così semplice, così chiara che merita di essere porta a conoscenza del popolo sardo: di qui a settembre si dovrebbe organizzare una campagna di informazione capillare in modo che si arrivi al momento della discussione ad avere tutta la Sardegna con gli occhi puntati sui lavori del consiglio regionale.
    Dobbiamo fare come i pescatori, che prima di gettare la lenza preparano la zona con il brumeggio, ed arrivare al giorno fatidico con tutta la Sardegna che trattiene il fiato aspettando le decisioni dell’aula.
    L’informazione di quanto accade in consiglio regionale mi sembra molto importante, soprattutto perché tutti i consiglieri, di qualsiasi gruppo, devono sentire la responsabilità delle loro azioni di fronte ai propri elettori, che potranno giudicarli non alla fine della legislatura, come sempre accade, ma in corso d’opera, davanti ad un problema che è ormai sulla bocca di tutti: non ne possiamo più delle imposizione e delle angherie dello stato e dei suoi enti, eni in prima fila.
    Sempre di più Forza Paris

  • Il mio pensiero rimane sul fatto che bisognerebbe far prendere coscenza a tutti i sardi nelle citta e in tutte le piazze delle reali condizioni di crisi in cui la sardegna versa e che lo stato italiano ci impone illudendoci in una rinascita che per noi purtroppo sara destinata a peggiorare. Fare prendere coscenza alle persone che si ricordano di noi solo al momento delle elezioni con false promesse o per le loro vacanze estive a discapito nostro che siamo schiavi nelle coste e schiavi delle loro leggi non fate di certo per il popolo ma per i loro sporchi interessi. ma quello che mi amareggia di piu e il fatto che noi e tutti i nostri figli emigriamo e continueremo ad emigrare col groppo in gola alla ricerca di un futuro migliore che la nostra amata isola nn ci potra mai dare non per colpa nostra ma per i sardi come noi che ci governano facendo i loro e gli interessi dello stato italiano e non di certo dei sardi. Per concludere spero che prima o poi le cose cambino perche cosi non si puo piu andare avanti..

  • Bene oggi questa notizia mi ha ridato fiducia e il pensiero su quali potranno essere gli sviluppi della discussione in aula, mi mette in fermento e incomincio a vedere la positività della nostra funzione in Regione. Immagino che effetto potrà avere e quali ripercussioni sia a livello locale che a livello nazionale.

    Mi è dispiaciuto che il segretario del PD faccia il bullo per la vittoria di Pirro che ha avuto nelle Amministrative passate, perchè non mi pare giusto che una persona nella sua posizione possa mettere l’out out su questioni che interessano il popolo sardo intimando a un partito politico di uscire dalla maggioranza se vuole che si parli di un problema che tocca tutti noi, è stato ed è un subdolo ricatto, andato male, ma il tentativo c’è stato.

    La politica oggi non è in grado di dare risposte,e noi abbiamo bisogno di risposte e possono arrivare solo se diventiamo uno Stato e decidiamo come e quando impostare il nostro futuro.
    Sarà certamente faticoso e difficile, ma non più di quanto non lo sia ora.
    Oggi non siamo in grado neanche di spendere per lo sviluppo, non siamo in grado di intervenire nei settori primari come l’agricoltura e l’artigianato e l’industria, perchè non possiamo prescindere dalle leggi e dalle indicazioni precise e puntuali che l’Italia ci pone.
    Andiamo avanti, e stiamo uniti è il momento che i sardi focalizzino l’attenzione su questa possibilità che il momento storico e politico ci pone.

  • Ma dai, come si poteva credere che il segretario del PD, partito a noi da sempre ostile, pur presentandosi con l’aria della persona nuova, della persona che finalmente capiva quale potesse essere l’unica strada per il riscatto della Sardegna, potesse fare chissa’ quali aperture.
    Anche lui come tutti glia altri politici dei partiti italiani, sono telecomandati, e’ percio’ cosa fanno? Ubbidiscono!

  • Caro Paolo ero e sono convinta (come sarda) che credere in te e nel Partito Sardo ne sia valsa la pena. Ti ho visto a volte stremato nelle lunghe lotte che sino ad ora hai e avete portato avanti senza mai perdervi d’animo! Sei un insegnante di vita un GRAZIE è poco per esprimere ciò che mi ha suscitato questa notizia. Continuerò sempre a credere negli ideali che porti avanti ed aiutarvi sempre in questa dura lotta. Avrete sempre il mio sostegno nella speranza che serva finalmente a far vivere noi giovani in un’isola finalmente felice e dove il lavoro non sia più un problema.
    Fortza paris

  • Come prima cosa un ringraziamento tecnico a coloro che hanno offerto le firme tecniche. Forse però dietro il fatto “tecnico” c’è qualcosa di più.I “tecnici”, dirimpettai, staranno maturando la convinzione che le due categorie bipolariste a tutto pensano tranne che ad un confronto serio sul futuro della Sardegna? Che l’obiettivo dei due satrapi è quello di fare prigionieri per poter spadroneggiare in lungo e in largo? Beh, coltiviamo la speranza.
    E’ un successo sardista frutto di determinazione, del progetto politico che gli altri non hanno, conseguenza del positivo risultato elettorale del partito in occasione della tornata elettorale del 30 e 31 maggio scorsi.E, tranne ad Oristano e in Gallura, il Partito Sardo è all’opposizione in tutte le altre Provine.Meglio, dico io,così non viene assalito dalla sindrome di Stoccolma. Governa la Regione ma continui a tenerli a “fune curza”.Le tre “S” sassaresi di Casa Serena se ne sono accorte (eccome!); stanno però stendendo un cordone sanitario nell’intento (vano) di evitare il contagio.Gattopardesco il segretario plurimarche di Sant’Antioco e forse più pericoloso.
    Il dialogo fruttuoso è quello con i cittadini non con gli oligarchi. E comunque un grande lavoro di informazione da parte del PSD’AZ è assolutamente necessario.

  • Enea Dessì

    Adesso ci siamo, ci stavo perdendo le speranze. Mi limito a consigliare di fare tutto il possibile perchè la mozione giri soprattutto tra i consiglieri comunali di tutta la Sardegna evitando che sia catalogata quale mozione del PSd’Az. E’ una mozione voluta da cinque consiglieri sardi che ci hanno creduto fin dall’inizio ed è una mozione fatta per i sardi. E’ un capitolo che entrerà nella storia della Sardegna e deve diventare storia dei sardi e non di sardi di destra o di sinistra. I contrari, lo sappiamo, sono da ambo le parti, l’importante è sapere che tra i sardi è matura l’idea e la voglia per iniziare questo grande cambiamento. Congratulazioni, buon lavoro e, mi raccomando, nessuna pregiudiziale per coloro che vogliono collaborare, destri o sinistri che dicono di essere: L’indipendenza non ha colori ha solo bisogno di progetto, di volontà, di intelligenza e di grande determinazione.

  • Stefano De Candia

    Direi che finalmente le acque si stanno muovendo e si stà notando come in realtà esistano 2 schiaramenti sui temi di interesse generale che non sono il cdx e il csx ma il pd e pdl da una parte e il resto del mondo dall’altra!
    Non è certo un caso che la mozione sia stata firmata da idv, riformatori, udc, sel ecc e che la Lombardo l’abbia perorata proprio ora e non prima.
    Ragionateci un attimo… la Lomabardo e Delogu vengono messi fortemente in discussione dal Berlusca che manda Comincioli, La Russa e Verdini sostengono una parte ma poi, richiamati all’ordine, tacciono sulla risposta del luogotenente del premier e il tutto in un momento storico in cui il pdl sardo vive una scissione di fatto tra scissionisti e integralisti… e un’altra non meno forte tra finiani, Aritzu è stato il consigliere più votato è finiano e Delogu è un ex AN…, e berluschini
    Ora, dopo mesi e mesi che la nostra proposta giace nei cassetti della Lombardo, la presidentessa del consiglio trova il tempo e la maniera di farla discutere e si trovano perfino le firme e sempre caso strano la parte del csx che non è pd è concorde nel sostenerla…
    Siccome non sono nato ieri e di politica un minimo ne capisco faccio alcune osservazioni di carattere programmatico…
    Prima. mai come adesso è il momento di non essere immobilisti e di cambiare marcia e persone alla guida del partito perchè solo così si riuscirà a cavalcare il momento, forse irripetibile, in cui i 2 principali partiti sono vulnerabili, chè chè ne dica Silvo Lai con i suoi proclami…, e sono non solo lacerati internamente, Sabatini docet, ma anche isolati rispetto ai loro alleati storici.
    Seconda. non facciamoci fregare e non barattiamo nulla per la discussione che si farà sull’indipendenza in quanto a non è certo il consiglio regionale che decide di indipendenza e inoltre sappiamo bene che molti di quelli che hanno firmato per la discussione della mozione mai la voterebbero… quindi calma e gesso, come diceva qualcuno, e pensiamo a far passare in primis le nostre battaglie storiche come la costituente, la battaglia sulla lingua, una presa di posizione seria e concreta sulle servitù militari ecc tutte cose che già oggi hanno importanza per la Sardegna e che sono preludio della sovranità che è a sua volta preludio dell’indipendenza.
    Da ultimo mi permetto di sottolineare come in questo momento abbiamo il dovere di portare la nostra idea di Sardegna tra la gente e non solo in consiglio regionale in quanto la gente comune ha chiaramente fatto capire che nelle istituzioni non ha più fiducia e lo ha dimostrato con un tasso di assentismo enorme frutto di un malumore diffiso e profondo, quindi bene la discussione in consiglio ma meglio il coinvolgimento della gente attraverso la spiegazione del nostro progetto con incontri pubblici e con studi reali su cui ragionare e far ragionare.
    Mi scuserete se non faccio l’entusiasta e cerco di fare il realista ma non abbiamo nessun bisogno di entusiasmarci per tuuto, abbiamo invece bisogno di gente che si impegna per la Sardegna e per il suo futuro e questo può avvenire solo se la gente è consapevole e rema da un’unica parte non a parole ma con i fatti.
    Portiamo il pdl e il pd all’autodistruzione e vedrete che si libereranno tanti spazi di dialogo e trattativa profittevoli per i sardi e non solo e sempre per i soliti sardi!
    A Sabatini chiedo come mai di queste aperture non se ne era saputo mai nulla prima… non sarà un nostro prossimo compagno di partito?
    io me lo auguro e spero che si porti dietro anche qualche altro collega del suo partito e magari anche qualche altro del pdl così in consiglio regionale potremo creare una terza forza capace di far cambiare l’ordine stabilito….
    FORTZA PARIS

  • Ottima iniziativa. Il PSD’AZ deve alzare la voce anche su questa situazione uscita a galla nelle ultime ore: Disastro ambientale a La Maddalena: http://www.sanatzione.eu/2010/06/disastro-ambientale-a-la-maddalena/

  • confronto libero e senza pregiudiziali.

  • Dr. Campidanesu

    Stimato prof Maninchedda,
    posso chiederle chiarimenti su questo passaggio?
    “di non presentare subito la mozione, ma di porre la questione della nostra mozione in conferenza dei capigruppo”.

    seconda cosa: “Posto che il regolamento impone, una volta iscritta all’ordine del giorno una mozione, di discutere anche le mozioni affini, Claudia Lombardo ha proposto di dedicare una settimana di lavori alle riforme,a partire dalla nostra mozione.”

    vuole intendere che la questione indipendenza è in realtà clausola accessoria della mozione Riforme?

    spero di poter avere chiarimenti distinti.
    complimenti per il suo impegno multilivello.

  • Domanda: all’ interno del pacchetto delle riforme istituzionale c’è anche quella riguardante l’ Assemblea Costituente?

  • Caro Paolo,
    si può essere presenti nell’aula del Consiglio Regionale in tanti modi. Quando si discuterà di riforme istituzionali io ci sarò, ci sarò da Sardo e anche da Ogliastrino, terra che più di altre in Sardegna ha subito angherie, prepotenze e ingiustizie.
    Ci sarò per dare il mio contributo, lo farò con impegno e con la massima attenzione.
    Di fronte ad uno stato che scippa i fondi FAS alle regioni in ritardo di sviluppo, impone il patto di stabilità bloccando di fatto la spesa, pensa ad un federalismo fiscale al solo fine di vessare le Regioni più deboli, credo che tutti noi siamo chiamati a reagire.
    Di fronte ad una burocrazia regionale incapace di svolgere il proprio ruolo, capace solo di bloccare l’attuazione di programmi ad essa non congeniali; quando siamo di fronte ad un sistema, ad un’intera classe dirigente incapace di reagire alle peggiori angherie, credo che tutti noi siamo chiamati a reagire.
    Io ci sarò in aula, sarò attento, sarò indignato per quello che ci succede attorno.
    La massima Assemblea della Sardegna discuta, si confronti, ricerchi soluzioni condivise, individui i percorsi più idonei e anche più veloci per una grande riforma istituzionale per una riscrittura del nostro Statuto.
    La Sardegna vive momenti difficilissimi, le nostre famiglie, le nostre comunità soffrono, hanno perso la speranza di conoscere tempi migliori.
    Ecco perché questo dibattito deve svolgersi lontano sia dalle polemiche di un recente passato che dalle attuali ed evidenti insufficienze. Esistono motivazioni più alte delle diatribe di parte, più alte dei rispettivi gruppi di appartenenza, oggi è necessario costruire le basi per una Nuova Sardegna, per un nuovo Statuto, che sia capace di ridare speranza ai sardi e alla Sardegna

  • Sono felice che anche in Consiglio regionale si riprenda a discutere di indipendenza.
    paolo

  • Giancarlo Mameli

    Ricordo bene l’intervento di Silvio Lai al congresso.
    Le sue parole, avevano suggerito il mio successivo intervento come segretario cittadino, al loro congresso di Iglesias.
    Un’auspicio che si potesse riprendere dalla periferia un confronto serio sui temi Sardisti come comune denominatore per un programma amministrativo locale.
    Devo dire con sincerità che persino la segreteria cittadina del PD risultava ben disposta a questo confronto, mentre le segreterie dei vari partiti che compongono la coalizione di sinistra: SEL, IV, persino la nebulosa neonata sigla ApI, enunciarono il principio, di recente enunciato dal segretario regionale del PD, in risposta all’invito di sottoscrivere l’approvazione della discussione sulla Mozione Sardista:”nessun dialogo con chi amministra con il centro-destra”.
    Devo pensare che si ha ragione quando si dice che probabilmente il Silvietto del PD è mal consigliato,difatti, oggi sulla Nuova Sardegna, appare un’intervista ad Antonello Cabras, dove spiega che non accettare un confronto con i Sardisti su questi temi, è un’errore politico.
    Conoscendo da tempo la lungimiranza politica dell’On. Cabras, almeno pari a quella dell’On. Paolo Maninchedda, auspico che persone di elevata struttura intellettuale quali sono loro, possano trovare il modo di interagire per raggiungere il primo vero obiettivo politico dei Sardi:delineare un’azione politica in favore dei Sardi scevri da qualsiasi condizionamento dettato dalle segreterie romane.
    Fortza Paris.

  • Federico Castori

    Complimenti!
    Un lavoro faticoso, costante, ma che premia.
    Dietro questo passaggio c’è molto di più: c’è il far capire quanto siano logori i concetti destra e sinistra (politica intendo); c’è l’insegnare ai corvi interni che a lavorar sodo si suda e sudando talvolta si puzza ma si ottengono risultati; c’è un’apertura, se interpreto bene, di Antonello Cabras, che noi conosciamo bene, che analizza la vittoria elettorale in maniera diametralmente opposta al suo segretario capendo che è il momento di aprire una fase di dialogo e non di chiusura; e, non ultimo, c’è un partito sardo che è vivo, è forte e incide profondamente nella società sarda. Nuovamente complimenti!

  • Tonino Bussu

    La decisione del Consiglio Regionale di discutere della mozione sardista sull’indipendenza all’interno di una apposita sessione dedicata alle riforme, è una risposta diretta, positiva e matura alle istanze sardiste che con costanza e serietà vengono proposte all’interno delle istituzioni, ma è anche una risposta indiretta e negativa per quelle forze politiche che mettono pregiudiziali antistoriche e non sanno distinguere il momento costituente dalle contingenti maggioranze di governo.

    Pur dopo quella scomposta e supponente risposta di qualche giorno fa, che brucia ancora, credo che anche all’interno del Pd vi sia un dibattito aperto sulle riforme istituzionali e spero che,superato l’orgasmo delle vittorie elettorali dovute più agli astensionisti che alla bontà dei loro programmi e scelte politiche, tornino a ragionare in modo più approfondito sulla mozione sardista e sulle riforme istituzionali dello Stato.

    Pertanto direi che sia necessario tenere aperto il dialogo con tutte le forze politiche, PD compreso, anche alla luce delle dichiarazioni odierne sulla stampa di qualche autorevole suo esponente,perchè si convincano che la mozione sardista sull’indipendenza farà da apripista per mettere in dscussione l’attuale assetto istituzionale dello Stato e si propone di arrivare a quella grande riforma istituzionale che ha i suoi fondamenti sul federalismo.

    Molti si riempiono la bocca di federalismo, ma quando si tratta di passare dale parole ai fatti ci si infrange nel muro ancora solido del centralismo governativo in forza del quale è sufficiente sbandierare la crisi economica per cancellare qualunque ideale federalista, anzi anche autonomista.
    E anche le specialità regionali vengono sacrificate sull’altare del risanamento economico di uno Stato che, per i suoi errori e le sue politiche di malgoverno,punisce le periferie.
    La contraddittorietà delle forze politiche sarde, tranne quelle nazionalitarie, è che mentre da una parte si lamentano per gli attacchi del Governo alle autonomie speciali, per la riproposizione del Parco del Gennargentu, per le sentenze della Corte Costituzionale che danno allo Stato il potere di scegliere i siti delle centrali nucleari, infischiandosene del parere delle Regioni,dall’altra le nostre succursali romane hanno ancora dubbi, perplessità e remore per la creazione della Nazione Sarda che avrebbe davvero effettivi poteri statuali su energia nucleare, parchi e scelte finanziarie.
    Lacrime di coccodrillo!
    E’ ora di dare la sveglia al di là delle attuali maggioranze e con il consenso popolare.
    Tonino Bussu

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