La mozione sardista su Equitalia

17 novembre 2011 11:495 commentiViews: 17

318Il Consiglio regionale
PREMESSO CHE
– lo Stato Italiano, a differenza degli altri Stati membri dell’Unione Europea, non ha mai inserito la Sardegna tra le regioni insulari del Vecchio Continente, alle quali viene riconosciuto uno svantaggio oggettivo colmabile con politiche di fiscalità di vantaggio;
– la Regione Sardegna è dunque l’unica regione insulare dell’Unione a non godere di fiscalità di vantaggio e ad essersi fatta carico, a valere sulle proprie risorse e non su quelle generali dello Stato italiano, dei costi della continuità territoriale;
– lo Stato italiano ad oggi non ha riconosciuto né versato alla Regione Sardegna 1.600 milioni di euro, dovuti ai sensi dell’art. 8 dello Statuto come compartecipazioni al gettito fiscale prodotto e versato dai cittadini sardi;
– lo Stato italiano trattiene illegittimamente nelle sue casse circa 1 miliardo di euro stanziato dal Cipe per la Sardegna a valere sui fondi Fas, inficiando in tal modo gravemente la principale fonte finanziaria attuativa del comma 4 dell’art. 119 della Costituzione italiana che recita: “Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni”;
– lo Stato italiano si è illegittimamente appropriato delle ‘Risorse liberate’ della Regione Sardegna riferite al settennio di Programmazione comunitaria 2000-2006, pari a circa 1,2 miliardi di euro;
– lo Stato italiano ha determinato la paradossale situazione attuale, nella quale le imprese vincitrici di appalti banditi dagli Enti locali, finanziano questi ultimi con la propria esposizione bancaria, la quale cresce proporzionalmente al programmato ritardo dei pagamenti verso gli Enti locali, attuato dalla Pubblica Amministrazione nei suoi diversi rami in attuazione delle restrizioni previste dal Patto di Stabilità;
– lo Stato italiano è dunque attivamente corresponsabile della crisi economica che affligge la Sardegna;
– la pressione fiscale dello Stato italiano non è compatibile con il diritto dei sardi allo sviluppo, né è commisurato alla realtà del sistema economico isolano;
– lo Stato italiano, nel momento di crisi descritto, ha ulteriormente efficentato la propria capacità di riscossione dei versamenti tributari coattivi in Sardegna, recuperando in un anno ciò che non aveva fatto negli anni precedenti, concorrendo in tal modo a consumare la residua capacità operativa di molte imprese;
CONSTATATO CHE
– Le norme contenute nelle manovre di assestamento estive del Governo Italiano hanno eliminato l’anatocismo generato dal calcolo degli interessi moratori su quanto iscritto a ruolo (già comprensivo di sanzioni e interessi) disponendo che gli interessi moratori si calcolano esclusivamente sul capitale;
– Tuttavia le norme di cui sopra agiscono solo sui carichi a ruolo dal 13 luglio (data di conversione della legge) escludendo quelli iscritti precedentemente a tale data, che sono una parte rilevante del sistema delle imprese sarde in crisi;
– sono in atto diverse iniziative, parlamentari e popolari, per modificare le norme che disciplinano la riscossione coattiva dei tributi non versati volontariamente;
– tali iniziative difficilmente avranno la capacità di incidere immediatamente sul sistema delle imprese sarde;
– la sospensione della riscossione coattiva in ragione della crisi in atto deve evitare come effetto collaterale la correlativa sospensione anche dei pagamenti volontari dei tributi, con evidenti effetti negativi devastanti sul sistema dei servizi e del welfare;
– La società italiana è fortemente caratterizzata dall’acquisizione in proprietà della prima abitazione e che pertanto è urgente disporre una limitazione normativa alla pignorabilità della prima ed unica casa dell’intero nucleo familiare;
– Sempre più frequentemente vengono lamentate infiltrazioni malavitose nelle aste giudiziarie per le vendite immobiliari, nonché l’attività di soggetti che, sfruttando il meccanismo delle aste ottengono immobili o quote di essi per poi riproporne la vendita a prezzi maggiorati ai titolari o comproprietari;
– Il pignoramento dei beni strumentali necessari all’esercizio dell’attività è contraddittorio rispetto all’aspettativa di riscossione da parte degli inadempienti e fortemente lesivo della dignità umana e della libertà d’impresa;
– L’aggio di Equitalia è in larga misura proporzionato al finanziamento della sua attività e ai costi della sua dimensione, la quale, se fatta oggetto di ristrutturazioni, potrebbe ampiamente giustificarne una riduzione;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
1. A attuare una moratoria non onerosa dei crediti regionali iscritti a ruolo. (Si tratta di sanzioni amministrative irrogate dal CFVA, dall’Assessorato agli enti locali per violazioni edilizie, da Assessorati vari per il recupero di contributi (anche comunitari) indebitamente concessi);
2. a favorire una moratoria non onerosa (per periodo temporale da stabilire) dei crediti dei Comuni iscritti in ruoli coattivi;
3. A attivare un fondo per finanziare le rateazioni in corso da parte delle imprese, tendente a raddoppiare il tempo di restituzione: stabilite le fasce di importo sostenibile e la potenzialità dell’impresa, si finanzierebbe fino al 50% della rata mensile, con obbligo di restituzione alla Regione o alla SFIRS della differenza, al termine della rateazione concessa e per altri 72 mesi, al tasso legale di riferimento;
4. Attivazione di un fondo di garanzia atto a garantire la rateazione del debito in cambio della liberazione degli immobili d’impresa ipotecati;
5. Attivazione di un tavolo permanente operativo tra banche, Equitalia e Regione, atto a studiare caso per caso gli interventi possibili per sbloccare i finanziamenti per l’impresa anche in presenza di carichi a ruolo;
6. Ad attivare una rilevazione degli indicatori economici e sociali utili a verificare la vigenza della situazione prevista dall’art.51 dello statuto Speciale della Sardegna;
IMPEGNA IL CONSIGLIO REGIONALE
a predisporre proposte di legge nazionali su:
1) Limitazione dell’espropriabilità della prima abitazione e relativa inalienabilità della stessa;
2) Modifiche al sistema delle aste immobiliari
3) Aggio esattoriale, proroga dei termini di adempimento e ristrutturazione aziendale di Equitalia;
4) Impignorabilità assoluta dei beni strumentali
5) Riallineamento delle nuove modalità di riscossione con la previsione dell’estensione delle nuove norme alle posizioni debitorie non estinte alla data dell’entrata in vigore del D.L. 98/2011.

5 Commenti

  • renato orrù orsimonmossa

    buonasera a Tutti
    non sono un economista ma faccio una piccola considerazione : da una parte c’ è lo stato che ci deve da anni somme che non riesco nemmeno a scrivere, dall’ altra ci siamo noi vessati da un fisco che non tiene conto dell’ ambito in cui operiamo.(… noi che dichiariamo tutto ma che dobbiamo decidere se vivere o pagare lo stato ) . Ora si potrebbe istituire un ufficio delle Entrate della Sardegna che compensi in automatico questo dare e avere in modo da non dover pagare due volte ?
    Per essere chiari possiamo utilizzare i debiti che lo stato italiano ha nei nostri confronti per compensare i nostri debiti ? chiaramente chi a già pagato potrà portarsi le proprie quote di competenza a credito !!!
    E’ fantaeconomia ???
    forza paris
    R

  • cosimo mazzette

    Non sarebbe male chiedere anche gli interessi e la rivalutazione monetaria del capitale, da destinare ai comuni virtuosi per somme “Utilizzazione in termini di cassa, di fondi a specifica destinazione, per pagamento di spese urgenti/anticipazioni di cassa” che alcuni Enti si accollano, prelevando fondi dal proprio bilancio, per far fronte al ritardato pagamento da parte della Regione delle spettanze dovute alle imprese a seguito delle restrizioni previste dal Patto di Stabilità

  • Antonio Satta Tola

    E’ un buon inizio!

  • Bella mozione; ragionata, ben scritta, senza piagnistei. Sarebbe opportuno che includesse anche l’integrazione proposta sopra da P. Carta, ma resta il fatto che, secondo me ovviamente, è forse la migliore risposta finora vista su questo problema.

  • Avrei aggiunto:
    compensabilità di qualsiasi credito vantato dal contribuente, senza limitazioni, con i debiti che lo stesso ha verso lo stato, enti ed istituzioni, iscritti a ruolo o meno. Non aggiungo nulla se dico che: Oggi quando un ente di diritto pubblico “chiede” è il peggiore dei creditori; quando “deve” è il peggiore dei pagatori.
    Forza Paris

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