La legge elettorale e dintorni

26 giugno 2013 07:4413 commentiViews: 20

È stata approvata la leggina elettorale. Faccio un breve elenco degli aspetti positivi e di quelli negativi.
Positivi:
1) mantenimento della rappresentanza elettiva fondata sugli otto collegi;
2) abolizione del listino;
3) obbligo della presenza di genere nelle liste (peraltro prevista dalla Costituzione);
4) riduzione del numero dei consiglieri regionali;

Negativi:
1) assenza di una disciplina vera del conflitto di interessi;
2) assenza di una disciplina vera sull’equilibrio dei poteri;
3) alto tasso di instabilità del governo regionale;
4) assenza della preferenza di genere;
5) premio di maggioranza con seggi sottratti alle minoranze;
6) disciplina contraddittoria degli sbarramenti.

È stato poi approvato l’emendamento che impedisce il ricatto presidenziale delle dimissioni, un mio vecchio pallino. Ossia il Presidente della Regione in carica che si dimettesse sciogliendo il Consiglio, non è immediatamente ricandidabile. Norma ottima, ma che andrebbe collocata in una disciplina complessiva del bilanciamento dei poteri.

Proseguono gli incontri del tavolo del Centrosinistra in vista delle primarie. A quel tavolo ci dicono che possiamo avanzare una candidatura per le primarie ma non ci hanno ancora permesso di inviare una delegazione per trattare sul programma. Chi siamo noi loro lo sanno bene: siamo tutti quelli che vogliono produrre un’innovazione nel sistema politico sardo e creare un grande Partito dei sardi. Ci dicano una volta per tutte se ci vogliono oppure no, con serenità ma anche con chiarezza.

13 Commenti

  • Salcan, io dissento.
    Mi dica: non è possibile dissentire?
    Almeno in un contesto civile qual’è questo sito web ho potuto esprimere la mia posizione.
    Tra l’altro è una posizione del tutto personale e non ho mai avuto reazioni violente e lesive nei confronti di alcuno.
    Io sono sardo e vivo in Sardegna, probabilmente come lei o come le altre persone che hanno scritto.
    Conosco (ovviamente soggettivamente) la situazione della donna sarda e il modus vivendi nei nostri paesi.
    E so bene che esiste un vincolo mentale di chiusura nei confronti della donna che porta il 75% dell’elettorato a non votare per il gentil sesso. Lei dissente dalla mia posizione? Benissimo! Senza accalorarsi tanto scriva e spieghi. Ma senza insultare.
    Che la costituzione italiana e lo statuto della regione Sardegna mi sono perfettamente noti. Nelle loro applicazioni e mancate applicazioni.

  • a leggere alcuni commenti, solitamente dapprima ho delle pulsioni, poi delle reazioni , di rabbia, di indignazione, di consenso, e poi qualche volta commento. e molte volte sono anche logorroico.

    questa volta invece nel leggere la replica di RR sono rimasto INTERDETTO, STUPEFATTO, o come si dice oggi, BASITO.

    l’unica cosa commento che mi sento di fare è quello che spesso viene scritto a commento di vignette umoristiche: SENZA PAROLE !

  • Per Nino, Renato e Rosella:
    basta semplicemente leggere i vostri commenti per comprendere quanto vi sentiate colpevoli e quanto siate immaturi.
    Se fosse nella società sarda un vero rispetto per la donna, la donna stessa spunterebbe candidature ed elezioni.
    Purtroppo le stesse donne sarde, invidiose della comare della porta accanto, si danno la zappa sui piedi NON votandola pur di non vederla salire alla ribalta della politica.
    Non cambio di una virgola il mio modo di vedere le cose: la preferenza di genere ritengo sia un eccesso che trascende le dinamiche della natura.
    Giusto per intenderci: gli insulti sono sempre gratuiti e tutti i tre soggetti in indirizzo insultano senza conoscere realmente il fondamento giuridico della costituzione italiana. Che non puo’ essere fatta rispettare con un altro dettato normativo in quanto ne altererebbe non solo il significato bensì anche l’autorità basilare creando un pericoloso precedente. Meno livore e maggiore dialettica, ma forse proprio il fatto di essere gente del moribondo PSdAz vi fa scrivere e pensare in questo modo: con l’insulto.

  • renato orrù orsimomossa

    … AL RR ( Repubblicano Ridicolo ? ) ..guarda che sei completamente fuori, oltre che guasto … sembri un citofono di Latte Dolce SS ): scrivi che “Il peggiore nemico di una donna è sempre un’altra donna,.. non vuoi ne visto ne sentito … e poi perchè chiedi a NINO cosa fà per le donne ? … basta che ti leggi la storia del PSDAZ per capire che cosa fanno i Sardisti, che non saranno di certo i migliori , ma sono meglio di tutti gli altri. Qualche esempio: da che ci milito IO ( meno di 10 anni ) ho avuto una vice segretaria nazionale, una vice presidente nazionale, segretarie di sezione e di federazione , candidate e nominate … la sezione che ho rimesso su conta maggioranza femminile nel Direttivo oltre la Segretaria, tre Delegate al congresso e una Consigliera Nazionale eletta. Il problema caso mai è : ad averne di competenze! … se ti piace l’ INDIA, trasferisciti.
    … sul Tema: La legge elettorale e dintorni… caro Paolo, non condivido il punto di positività sulla Riduzione del numero dei CR, in quanto genera per buona parte tutte le negatività che hai elencato, oltre al più grave problema di carenza di Rappresentatività e Democrazia, già limata dalla diminuzione dei Consiglieri Comunali e dalle irresponsabili chiusure delle province senza aver prima generato delle soluzioni tecniche operative valide e collaudate: mi pare che si vada verso una oligarchia clientelare.( resto per altro sempre in NON_ACCORDO sulla chiusura delle province: non ho votato i referendum tranne che per l’ ASSEMBLEA COSTITUENTE e non capisco perchè non si sia andati avanti su questo punto che, tra le altre cose dovrà elaborare proprio anche sul riordini degli Enti Locali. Dimenticavo …secondo TE, la riduzione dei CR fara’ emergere, nella prox Consigliatura, più competenze o saranno eletti i soliti meno competenti ?

  • “Il fatto è che gli uomini non dovrebbero mai tentare di dettar legge alle donne. Non sanno mai come farlo e, quando lo fanno, dicono sempre cose particolarmente stupide”.
    Pensiero di un uomo che ha amato le donne…..

    Ecco cosa succede in Commissione Europea Giustizia: uguaglianza di genere http://ec.europa.eu/justice/gender-equality/index_it.htm
    I tempi maturano, occorre perseveranza e tanta pazienza.
    E a proposito di dignità…:
    http://unaparolaalgiorno.it/significato/D/dignita

  • RR nervoso e con la bava alla bocca. Colpito!
    Non sa neanche che la eventuale preferenza di genere non obbligherebbe un bel niente, però pontifica.Una occasione persa….

  • Povero Nino, Lei è di quelli che guarda il dito anzichè ciò che indica, ma non gliene voglio.
    PS: fra le varie manifestazioni di quella che viene considerata “societa’ civile”, esiste anche qualla denominata “la giornata della donna”. Ritengo che questa sia una delle peggiori ed abominevoli iniziative a detrazione della donna, che si deve vedere ricordata come si fa per il cane o per altre “categorie” particolari.
    Vorrei veramente capire cosa fa, Lei, nel suo piccolo e nella quotidianità per la donna.
    Invita la donna alla sezione di partito?
    Vota e fa votare la donna?
    Lei è semplicemente un ipocrita.
    Io preferisco votare chi preferisco senza essere obbligato a scegliere chi mi viene imposto per legge.
    Se per esempio in un contesto ci sono 10 persone che si candidano preferisco votare chi mi convince e non chi sono obbligato a votare.
    Come fra gli uomini non tutti sono graditi, idem dicasi fra le donne, ma se sono obbligato a votare anche una candidata non gradita mi sento preso per i fondelli. Non si puo’ dare pari dignità per decreto.
    La pari dignità si conquista sul campo, come in India, dove le donne occupano ruoli chiave NON PER LEGGE e dove peraltro sono sovente oggetto di azioni violente.

  • Sintanto che la classe politica perseverà nell’auto-tutelarsi, le distanze con l’elettorato aumenteranno, a tal punto che rimarranno i pochi clienti, oramai attaccati come parassiti, a tessere le lodi degli tanti amministratori di se stessi.
    In molti, ancora illusi dalle vecchie abbuffate, sperano di controllarne il funzionamento e tutto l’apparato, continuandolo ad appesantire ed aggrovigliare, a tal punto che, la stessa economia, precipiterà nella più profonda delle crisi, divorando le ultime speranze di raggiungere una terra su cui naufragare.
    Quando una nave è lascita a se stessa in un mare in burrasca, occorre trovare “Capitani Coraggiosi” che affrontino a muso duro chi non è stato in grado di gestire il potere conferitogli, visto che non è in grado neanche di guidare una scialuppa di salvataggio.
    Possibile che non ci siano persone “di peso” per raddrizzare la nave alla deriva?

  • “La preferenza di genere è un intervento antropico spinto che trascende le dinamiche della natura”. Avete capito? RR ha la professionalità per governare la Sardegna!
    On. Maninchedda se lo annoti, è un elemento trascendentale per la Sua squadra sovranista.
    Certo che il PSD’AZ trema al cospetto di un concionatore siffatto!

  • Sono contrario agli interventi antropici spinti, e la preferenza di genere ritengo sia un eccesso che trascende le dinamiche della natura.
    Il peggiore nemico di una donna è sempre un’altra donna, ed è sicuramente l’indolenza delle donne nei confronti dello stesso genere che porta a tentare di forzare i principi della democrazia e competitività nella politica.
    Maggiore impegno fra le donne anzichè comode scorciatoie.
    Un plauso per l’eliminazione dei listini, che ha visto troppe figure inadeguate assumere ruoli chiave, senza possedere minimi requisiti di professionalità specifica.

  • Evelina Pinna

    Abbiamo mantenuto una legge che snobba il consenso popolare, recluta anziché invitare al voto, con nessun elemento che favorisca il ricambio degli eletti, modificando gli squilibri della rappresentanza. Che dire poi della sfaldatura tra una società composta più da donne che da uomini, senza una rappresentanza-rappresentativa nella massima istituzione. Nuovo impulso alle vecchie macchine politiche radicate sul territorio!
    Il collegio elettorale è considerato dagli analisti dei sistemi elettorali, un aspetto obsoleto del voto popolare. E’ una sorta di recinzione del voto, laddove l’elettore è comunque libero di votare quel candidato, senza considerare che un territorio piccolo (è palese) vale già in partenza una minoranza. Nella maggior parte dei casi, il candidato eletto, senza vincolo di mandato locale, non è rappresentativo della popolazione, ma piuttosto di una manciata di gente, colta nella situazione critica del voto. Io cittadino, devo poter delegare il mio politico di fiducia, come se scegliessi il mio avvocato. Che il voto debba restare sul territorio alquanto stona. Qualcuno si è mai chiesto se anche a questo aspetto sia collegato l’astensionismo?

    Il Partito dei Sardi: rischia di essere un partito con un consenso larghissimo, ostacolato dal duopolio dominante. Occorre lavorare sulla traduzione del consenso in voto effettivo. Oggi non vi è alcun incentivo. C’è una viziatura nel sistema di pluralità dei voti che probabilmente impone delle primarie, regolamentate alla trasparenza, come passaggio preliminare indispensabile. Si dovrebbero mettere in moto degli aggregatori di voto, proporre un pacchetto di riforme di sollievo, politiche specifiche e sostanziali, forse ispirando la gente a un progressismo bipartisan, ed operare un riallineamento costante dei membri di un partito attorno a un asse comune; evitando le pericolose scissioni prima delle elezioni. Una importante fonte di energia sarebbe la capacità del partito di scegliere i propri candidati. Oggi i partiti non hanno più la capacità di dettare le proprie linee d’azione, i candidati eletti funzionano in modo indipendente, tracciando strategie personali, rispondendo a gruppi di pressione e d’interesse, ignorando o respingendo la piattaforma del partito, quando pure esiste. Occorrerebbe passare da una visione leader-partitica della politica a una rivalutazione dei candidati (i singoli fanno il gruppo); oggi si sostengono i partiti perché si sa poco dei candidati. Ieri si ricordava in televisione, che per un lungo periodo, tra gli anni settanta e ottanta, quando forse la politica funzionava di più, non esistevano i leader di partito, ne facevamo a meno.

  • Antonello M

    Ma questa “terza via” ipotizzata anche da qualche esponente di Progres e il segnale di qualcosa che si sta muovendo? Voltiamo lo sguardo, questo PD sardo o Partito Dipendentista che dir si voglia non ci piace. Pare si parli di Primarie tra i non-dipendentisti per eleggere finalmente il nostro Alex Salmond.

  • Antonello M

    Caro Paolo noi sappiamo chi sono i dipendentisti, ma in questo passaggio mi sfugge chi siamo noi. Scusa tutto qst per chiarezza. Diradiamo le nebbie e arrivata l’estate da qualche giorno. Cun amistade, bonu trabaju.

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