La grande irresponsabilità della borghesia politica della Sardegna: riserva più attenzione alle cariche che ai redditi. Con un aggiornamento

8 luglio 2012 08:4117 commentiViews: 15

sl0824Sono stato fuori dalla Sardegna per ragioni familiari. Rientro e, leggendo i giornali, mi sembra di vivere in un paese svagato. Tutti a far di conto sulla sopravvivenza delle province e dei piccoli ospedali, come se ci potessimo permettere per le prime (le province) di ignorare il referendum (e anche il buon gusto e la ragione) e per i secondi di ignorare i conti. Nel frattempo, le domande per il riconoscimento della cassa integrazione e della mobilità sono bloccate da due mesi per una ragione molto semplice: i 32 milioni di copertura per le domande già accolte non sono ancora diventati ‘soldi veri’, cioè ritagliati dal tetto dei pagamenti di quest’anno. Non solo: per dare copertura alle domande in giacenza servono almeno altri 20 milioni di euro.
Nel frattempo, mentre ero fuori a frequentare strutture sanitarie molto più efficienti di quelle sarde (in quelle sarde i medici bravi sono subordinati a stratificate consorterie del ‘non fare’, del ‘protestare’ – una risonanza al cervello a Oristano fatta il martedì viene refertata dopo una settimana; fatta al Bambin Gesù a Roma, dove ogni giorno transitano migliaia di persone, viene fatta al mattino e refertata entro le 18.00), nel frattempo ho fatto le addizioni sui CE (Conti economici) della Asl sarde di metà anno (me le ha procurate un’amica preoccupata dell’andamento della spesa). Qual è il dato? Semplice: la finanziaria 2012 aveva stanziato una somma che copriva il disavanzo 2011 e aggiungeva 80 milioni. Totale: 3,4 miliardi di euro. Fatta la somma dei CE a metà anno, considerando costante il trend di spesa, siamo già fuori dalla somma stanziata di 120 milioni di euro a metà anno. A fine anno il disavanzo (rispetto alla somma stanziata in bilancio) viaggia sui 250 milioni circa. Ci si deve mettere in testa che ogni euro buttato in sanità inefficiente è rubato al welfare e allo sviluppo. E in questa situazione c’è chi si preoccupa di presidenti e assessori provinciali. Assurdo. Vorrei illuminarla meglio. Con la Delibera della Giunta regionale 15/1 del 14.04.2012, precedente il provvedimento sulla spending review, il tetto dei pagamenti sottoposti a Patto di stabilità è stato rideterminato in soli  2,787 miliardi di euro. È bene ricordare che nei documeni preparatori della finanziaria 2012 la Giunta aveva stabilito in 2,5 miliardi circa le spese fisse. Adesso facciamo ulteriori conti. Da 2,7 miliardi di spese sottoposte a patto togliamo i 2,5 miliardi delle spese fisse e rimangono 200 milioni di spese da realizzare. Ma giacché dobbiamo attingere, per casssa, da queste somme per pagare il disavanzo sanitario maturato sia rispetto alal delibera Cipe sia rispetto alla posta iscritta nel Bilancio 2012, è fin troppo evidente che la spesa è tragicamente bloccata e inevitabilmente o si farà un corposo assestamento o si andrà all’indebitamento. Una pura follia.
Lo dico con chiarezza: le province vanno liquidate perché non servono e i piccoli ospedali non possono rimanere ospedali. Questa è una sacrosanta verità, ma viene nascosta da piccoli interessi di parte. In Sardegna servono massimo 6 ospedali di riferimento, mediamente uno ogni 300.000 abitanti; servono presidi di medicina specialistica diffusi sul territorio e funzionanti; servono centri oncologici e riabilitativi diffusi sul territorio; serve un efficiente 118; serve l’elisoccorso (o forse bisogna cominciare a dire che se c’è una regione in cui gli elicotteri sarebebro un ottimo veicolo per il trasporto pubblico locale su alcune rotte, questa è la Sardegna); eppure, queste cose vere sono un tabù per la protesta di pochi che nel caso di una riforma avrebbero lo svantaggio massimo di prendere la macchina e fare non più di 30 km per andare a lavorare.
Si può continuare a ragionare così? No. Bisogna opporsi alla Sardegna della borghesia parassitaria, educata fin da bambina a cercare più una rendita che un reddito. È questo ceto sociale che ha intossicato i partiti sardo-italiani facendo sì che badino più a rivendicare stipendi che a produrre reddito e lavoro. Si può dire, in questa situazione drammatica, che  al primo posto dell’agenda deve essere posta la questione delle province o qualunque altra questione che non abbia un’attinenza immediata con la crisi di reddito che sta uccidendo la società sarda? Lo possono dire solo i parassiti con la pancia piena, quelli che possono ragionare in astratto su come dovrebbe essere lo Stato, la società, la burocrazia ecc., perché nel frattempo lo stesso Stato gli paga lo stipendio, il mutuo, le vacanze, il ristorante. Che schifo! Che schifo la borghesia che addita al popolo le battaglie marginali perché incapace di vedere quelle strutturali che toccherebebro i suoi privilegi; o peggio la borghesia che addita i simboli da impiccare, dando ad intendere che basti impiccare qualcuno per risolvere i problemi che nascono dal privilegio di chi lavora rispetto a chi non lavora e rispetto alle imprese che non hanno il reddito garantito ma devono conquistarlo ogni giorno.

17 Commenti

  • “Se la Corte, se la Corte, facciano loro”, vedi che vacilli, trasudi nervosismo ed il granito è stato soppiantato dalla paglia. Focu de canna! Se l’88% (magari!) vuole la sovranità fiscale (è però l’88% di 50.000 universitari) quale migliore opportunità per puntare dritti alla modifica dell’art. 9, ma dico di più: riscrivere lo Statuto? Perchè “le dinamiche e la materia per quelle procedure” (che linguaggio oscuro!) sono una battaglia persa. Però si può dire che sei un po’ confuso? Spero di non urtare la tua suscettibilità!
    Ti do una informazione che ti chiederò poi di contraccambiare. Faccio parte di quelli il cui impegno per liberare la Sardegna data da lontano e ci possiamo permettere di non pendere dalle labbra dei neo-pseudo indipendentisti. Resistiamo e resisterò.
    Per completare il gioco del “do ut des” (tanto non lo viene a sapere neanche Stellina): informaci se il fiocco a Soru lo hai appuntato.

  • Caro Nino, non mi tiro mai indietro sulle discussioni, tranne quando, come fai tu, bluffendo rilanci a poker e non ne hai le carte, nè la personalità. Se tu fai parte di quella schiera rinuciataria che ci ha portato alla situazione attuale è un tuo problema, non mio. Io posso dire dire di conoscere qualcosina di quello che mi permetto di asserire, tu no, chiaro, senza girarci attorno, e non ne hai manco quella punta di azzardo che dovrebbe esserci in chiuque debba difendere e migliorare il proprio status. Detto questo, per l’ennesima volta, ti ripeto che ci sono già i precendenti, basta prendersi ciò che ci spetta, che sia la Corte a dire che ai sardi, a tutti i firmatari e tutti coloro che recentemente si sono esperessi nel sondaggio universitario con l’88% che ha dichiarato di avere quella aspirazione della sovranità fiscale, che sia la Corte a dire che non ci riconoscono ciò che hanno riconosciuto a pari soggetti, siciliani e friulani. Se fai parte di quella schiera è un tuo problema, io sono di quelli che dicono che è un nostro diritto e lo vogliono esercitare, poi facciano loro, ma non credo proprio. Quindi evita battutacce da cabaret, non mi interessano, ho avuto a che fare con gente molto più tosta de te che alla fine si sono schierati e hanno dato il loro supporto professionale alla stesura della proposta di legge, ma almeno erano competenti in materia e non dicevano stromberie. Chiudo qui, e non perchè non mi vada, ma proprio perchè sei una di quelle teste che non serve lavare. Staimi beni

  • La Corte Costituzionale filo-governativa com’è (vatti a vedere la composizione ed i loro dante causa)avrà difficoltà a rispedire al mittente “la procedura” e le sue dinamiche (politichese puro). Ed allora? Se poi Giuliu e Stellina ci convincono (anzi li manderei a sostenere la causa dinanzi alla Corte) che i giudici Costituzionali debbono dire solo SI perchè il NO non è nel novero delle possibilità, beh innalzeremo loro un monumento. Giuliu e Stellina però che fanno? A corto di argomenti si rifugiano nell’insolenza gratuita.Intimoriscono? Manco un po’.

  • Ci ho provato, Lo so che lavare la testa da un somaro non serve per farlo ragionare. Dopo il tentativo lo si abbandona alla sua piena ignoranza, che è pure enorme.

  • Leggere Nino che ne ha sempre una per tutti e Giuliu che umilmente addirittura gli risponde non ha prezzo. Cambio blog…

  • Non sto facendo demagogia conosco le questioni e sarei ben lieto che ci fossero i fantomatici 6 ospedali se ben distribuiti nel teritorio e fossero capaci di soddisfare le esigenze di tutta la popolazione,anche di quella residente nelle aree marginali e periferiche (cosa che attualmente con ben più di 6 i nostri ospedali non riescono a fare) .Fatteli ex novo o ampliateli se necessario (è questo il compito di politici: decidere non tergiversare) e poi chiudiamo i piccoli ospedali (in questo caso troveresti la mia più completa disponibilità ad appoggiare una iniziativa simile). Non il contrario poichè anche se a scartamento ridotto questi ultimi servono anche come sfogo per i reparti superaffollati(e non parlo solo di reparti chirurgici ma in particolare per reparti di medicina internistica) degli ospedali maggiori con continui trasferimenti dal grande al piccolo per mancanza di posti letto (Sorgono per Nuoro,Ghilarza per oristano,Muravera per cagliari ecc). Sono pienamente d’accordo che i piccoli ospedali non offrano tutto quello che il grande potrebbe offrire(ed uso il condizionale e non a sproposito!) ed anzi spesso recarsi nei piccoli ospedali potrebbe essere una perdita di tempo ma sai è a dir poco brutto vedere una persona con grave crisi respiratoria (storia vera)che si presenta nel PS di un piccolo ospedale che non può essere ricoverato nel piccolo ospedale stesso perchè pieno di degenti trasferiti dal grande ospedale e non può essere ricoverato nel grande perchè a sua volta pieno e riuscire a trovare un posto letto in un piccolo ospedale a più di 1 ora di ambulanza. Se non si comincia dalla coda ma dalla testa saremmo tutti d’accordo sulle tue proposte ma il governo di cui siamo succubi ha deciso che si cominci dalla coda gia da settembre con la sua revisione della spesa ed inostri governanti non credo abbiano le palle per cominciare dalla testa .in questo mio sfogo non c’è nessuna acrimonia verso la tua persona, credimi,ma solo una solenne incazzatura per questo sistema che continua a danneggiare i più deboli

  • “La procedura è nuova e la Corte Costituzionale deve dire se è valida”. O Giuliu ma dove vivi, da dove vieni? Passeggi ammirando le dune di sabbia bianchissima delle spiagge di Teulada e pensi alla Corte come ad un aquilone che vola sulla Sardegna carico di doni? Suvvia! Ti sfugge, o non conosci, il filo conduttore della giurisprudenza costituzionale. Sei troppo naif per i miei gusti. Rileggiti il passaggio sul costo della riscossione che certo non chiedo ad altri di pagare, dico altro. Per chi sa leggere!
    Perchè ti spaventa la battaglia per la riscrittura non tanto dell’art. 9 ma dell’intero Statuto? La sovranità passa da lì.Insisto : a Soru avete chiesto di appuntarsi il fiocco?
    Giuliu, alias Pierino, eccolo:” sono stato io 5 anni fa a dare la…” Keres impare babbu a futtere? Su contu non torrat.

  • Scusa Nino, senza offesa perché non vuole esserlo, ma non conosci le dinamiche e la materia per quelle procedure che dovranno essere fatte. Le tappe ci sono, e non una. Trattenere anche il riscosso, “per il momento”, è risolvibile anche solo ricorrendo ai precedenti, come il DL che ha consentito al Friuli di avere un c/c intestato presso la tesoreria dello stato intestato a se : http://www.gazzettaufficiale.it/gurifulcrum/dispatcher?service=1&datagu=2007-08-29&task=dettaglio&numgu=200&redaz=007G0152&tmstp=1188457824974
    testo in vigore dal: 13-9-2007
    I precedenti, per pari soggetto in un sistema costituzionale come quello italiano, sono molto importanti e vincolanti, quindi ti ho risposto.
    Dici che sarà lo stato a ricorre alla Corte Costituzionale? Questa è la prova che non conosci le dinamiche delle procedure. Te lo semplifico: Qualsiasi variazione nelle procedure di applicazioni del contenuto dello statuto necessita di una sorta di accettazione di validità della procedura, necessita di una sentenza e questa la emette la Corte costituzionale, ovvero sancisce la costituzionalità della procedura. Questa deve essere emessa perché non esiste, è dall’inizio che riscuote lo stato per noi, quindi la procedura è nuova e la Corte deve solamente dire se è costituzionalmente valida. Non c’entra nulla il governo, non passerà assolutamente li, ma solo e direttamente alla Corte, che non potrà negarla se in fase di verifica si migliorano o correggono le parti che devono essere migliorate nelle parti in cui necessita. Ti ricordo che la stessa Sicilia ha avuto lo stesso riconoscimento, solo che a loro non interessava tanto la governabilità delle proprie entrate ma solo la quantità, per questo dal ’65 non hanno mai attuato il reale incasso in propri c/c dei loro proventi, ma questa è altra storia. Poi dici che dovremo pagarci le spese sulle riscossioni. Mi chiedo cosa vuoi allora? Vuoi o no il primo passo verso quella sovranità? E per quale motivo allora dovrebbero essere gli altri a pagare una tua spesa? Siamo alle solite, l’indipendenza si ma che dipenda dal pantalone altrui! Comunque tranquillizzati, varrà la pena quella spesa quando conteggeremo nel modo corretto le nostre entrate. E siamo alle solite quando si asseriscono delle cose senza sapere di cosa si parla. Modificare l’art 9 in questo momento sarebbe la cosa peggiore che si possa fare, rallenterebbe di anni l’applicazione di quello che è a tutti gli effetti il punto più importante economicamente per la nostra società, smetterla di lasciare agli altri i nostri soldi che finiscono come sono finiti in tutti questi anni. Come vedi questi “puntum dolens” sono solo dentro i tuoi limiti, non sono assolutamente dati di fatto, tutt’altro. In finale, se proprio vogliamo parlare della scoperta del ferro, posso dirti di essere stato io 5 anni fa a dare la prima lettura di quell’articolo in quella maniera, ad oggi solo alcuni politici, in privato ovviamente, mi hanno ammesso che lo sapevano ma che per non volersi far carico della responsabilità della riscossione hanno lasciato perdere, e la cosa è molto triste. Se tu lo sapevi e non hai fatto nulla ti aggiungi alla loro triste condizione mentale. Cun rispettu
    Giuliu

  • Egregio Mario, forse ti sfugge che a Oristano il problema non è stato l’esame ma il referto. Secondo te è normale che per un referto ci si impieghi più di una settimana? Su Roma e Oristano: demagogia per demagogia, e quanti sono gli abitanti di Roma rispetto ai radiologi del reparto? E, sempre demagogia per demagogia, com’è che le liste d’attesa in Sardegna sono lunghe dappertutto, non solo nelle città? Peraltro confermi che i piccoli ospedali si giustificano con la chirurgia dei piccoli interventi, ma credi davvero che per fare piccoli interventi servano gli ospedali? All’estero non è così: si può fare ottima sanità con presidi sanitari efficienti che non sono piccoli ospedali, dove è possibile fare tutta la specialistica, tutta la chirurgia day hospital o giù di lì, ecc. ecc. . E poi: i reparti sono aperti non per i primari ma per i cittadini. Tu da chi vorresti essere operato, da un chirurgo che fa 60 interventi all’anno o da uno che ne fa 250? Dove vorresti che partorisse tua moglie, in un ospedale da 4 parti al mese o in uno dove ne nascono 60 al mese? Quanto alla dislocazione degli ospedali, io non sarò mai dell’avviso che siano tutti a Cagliari o a Sassari; sei tu che lo deduci impunemente. Io so cgìhe devobno essere 6 e non di più. Come pure per l’elisoccorso: mai detto che debba essere o a Cagliari o a Sassari, tutt’altro. Peraltro ho detto che il sistema elicotteristico in Sardegna potrebbe essere utilizzato anche per il Tpl; ne risparmieremmo in termini di costi. Continua pure all’infinito con la tua demagogia deformante: non mi convinci.

  • Art. 9 1° comma (quello che interessa):” La Regione può affidare agli organi dello Stato l’accertamento e la riscossione dei propri tributi”. Ergo può accertarli e riscuoterli in proprio. E fin qui nulla quaestio. Non dice però che il riscosso viene trattenuto in loco ad eccezione delle quote dovute allo Stato.Perchè questo è il puntum dolens.
    Operando la forzatura, e di primo acchito la cosa mi solletica, non ho dubbi che lo Stato faccia ricorso alla Corte Costituzione e l’obiettivo non si raggiunge. Di più, ci pagheremmo noi i costi relativi alla struttura per la riscossione. Si prosciuga vieppiù il pozzo e la sete aumenta anzichè diminuire.
    Se forzare dobbiamo, forziamo per la modifica dell’art. 9 nel senso a noi favorevole; ma allora mi domando anche perchè non mobilitare i cittadini per la riscrittura dell’intero Statuto?
    A proposito di scottature basta e avanza l’ultima in ordine di tempo che riguarda il novellato art. 8. Ci paghiamo già sanità, trasporti locali, continuità territoriale a fronte di un incremento delle entrate pari a ZERO. E questo grazie a Soru con il quale un certo feeling lo avete. A proposito glielo avete chiesto di appuntarsi il fiocco?

  • No, non si può continuare a ragionare così.
    La lotta di classe è sempre esistita nelle società fondate sull’Avere (io sono ciò che ho); quanto esposto nel post dal blogger è l’esempio lampante di questo assioma. Coloro che sono più potenti e, più forti, si assicurano una posizione privilegiata per se stessi e per ristrette oligarchie, o attraverso la subdola persuasione o se necessario anche con la forza. Viviamo quindi una realtà che, individua queste azioni, in quella che, in maniera generica e che fa di ogni erba un fascio, viene riconosciuta ne “ La Casta”. Del resto, una società senza classi e comunque permeata dal senso dell’Avere, non sarebbe comunque auspicabile. La soluzione sta nella solidarietà e nella condivisione, delle risorse materiali e immateriali, della ricchezza, di un’idea, di un movimento politico o religioso, della gioia e persino del dolore. Se consideriamo quindi la prassi dell’Essere, che prevede il beneficio comune della cosa, escludendo la bramosia del possesso, si raggiungerebbe il bene comune e diffuso, tra le diverse classi sociali, con assenza di conflitto. Dunque il cambiamento deve avvenire prima di tutto nell’Essere Umano attraverso una presa di coscienza. E ora scomodo Eric From da Avere o Essere: “Il Cristo è stato un eroe dell’Essere, del dare, del condividere, qualità che esercitavano una profonda attrazione sui poveri dell’impero romano, ma anche su alcuni ricchi che si sentivano soffocati dal loro stesso egoismo. E questa credenza nell’eroe dell’amore cattivò centinaia di migliaia di seguaci………. Quando non divennero essi stessi martiri. (…..) Per l’eroe pagano, il valore di un uomo andava ricercato nella capacità di cui dava prova di conquistare e detenere il potere (…..). L’Iliade omerica è una descrizione…. (….) Le caratteristiche del martire sono l’essere, il dare, il condividere; le caratteristiche dell’eroe, l’avere, lo sfruttare, l’opprimere”.

  • e vero ma quanti sono i radiologi nell’ospedale romano e quanti ad oristano?.A roma in un ospedale si ricoverava per una dermatite atopica e si usciva con un chek -up completo con rnm total body compresa ed il commento era :a roma si che la sanità funziona non in sardegna dove non sanno neanche cos’e la RNM (commento da me sentito e non da un a persona ignorante ma da persona con importanti cariche pubbliche(poveri noi)Chiudendo i pochi reparti rimasti nei piccoli ospedali e con i reparti dei grandi ospedali sovraffollati la gente che necessita di un ricovero dove la mandi?.non tutti devono subire grossi interventi e se hai bisogno di un intervento banale conosci la lista d’attesa nei cosidetti grossi ospedali d’eccellenza sardi? (anche due anni).L’elisoccorso con due basi ,spreco di cui nessuno parla ma al contrario chi ne parla se ne fa un vanto,(vabbe che deve studiare come del resto a detto ma non credo passi l’esame) perche non una al centro con due elicotteri?.Due centrali 118(altro spreco sottaciuto con la ricorrente notizia di aprirne addiritura una terza a nuoro):ne basterebbe una.Posso continuare all’infinito senza fare demagogia.

  • Nino, alias Nino, hai sbagliato, non sono Pierino, non ho scoperto l’acqua calda ma al contrario, sto avvisando che quell’acqua è fredda, si può bere. Dopo una scottatura si ha paura anche di quella fredda ma si rischia di morire di sete. Lo sapevi? bene, me ne felicito. Saludi

  • Giuliu (alias Pierino): il ferro è stato già scoperto.

  • Certo Adriano, ma il problema oggi è simile al gioco della torre: o il tempo medio di percorrenza o i sussidi per i cassintegrato e i lavoratori in mobilità…………

  • Concordo, ma il piano di riassetto delle strutture sanitarie dovrebbe (e quì c’è una nota dolente) tenere conto del tempo medio di percorrenza del cittadino da casa sua fino alla struttura. Mi riferisco al sistema infrastrutturale Sardo, dove per arrivare al presidio ospedaliero più vicino serve più tempo che fare Olbia-Fiumicino in aereo…

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