La disinformazione sarda: nessun giornale dà conto delle importanti parole del procuratore Mura. Un regalo per i nostri lettori: la versione integrale della relazione del presidente dell’Antimafia Pisanu

2 luglio 2010 08:0020 commentiViews: 9

098Ieri il procuratore della Repubblica di Cagliari ha svolto una lucidissima relazione in un affollato convegno cagliaritano sulla giustizia: non trovate una parola sui giornali. Che cosa ha detto Mura? Primo: il mercato della droga è fiorentissimo in Sardegna. E’ talmente alta la domanda che l’offerta da parte dei gruppi criminale avviene serenamente in regime di libera concorrenza, senza l’obbligo della difesa armata di territori di competenza. Secondo: c’è una grave emergenza educativa in sardegna: i cittadini hanno una soglia del valore della legalità come fattore organizzativo della società molto basso. Terzo, una cosa importante e grave: fino ad oggi non c’è stata alcuna saldatura tra la criminalità e i reati della pubblica amministrazione. Oggi, però, i settori delle energie rinnovabili, dei rifiuti, e, come al solito, delle costruzioni-urbanistica, garantiscono vantaggi economici tali da essere ritenuti appetibili dalla criminalità. Il rischio di illegalità è aumentato in termini di evoluzione del sistema, cioè di saldatura tra crimine e politica, realizzata sul terreno dei grandi vantaggi economici garantiti dalle politiche incentivate e dai margini di guadagno presenti in alcuni settori economici. La Sardegna è in questo senso vulnerabile, e, dico io, vulnerata. Mi sembrano concetti da meritare la prima pagina. E invece no, i giornali, che fanno la realtà e non la raccontano, se ne fregano dello sforzo di un magistrato di dar conto dei rischi a cui è esposta la Sardegna.
Per continuare nell’opera di informazione, pubblichiamo la relazione integrale del Presidente dell’Antimafia Pisanu: leggetela. Riscrive la storia d’Italia degli ultimi trent’anni. E poi ditemi se ho torto o no a dire che l’Italia va rivoltata come un calzino e rifatta.

20 Commenti

  • Della relazione del dottor mura e del convegno cui ha partecipato ha parlato Il Portico, settimanale della diocesi di Cagliari, poche settimane fa. Magari non nei dettagli, ma ne ha parlato.
    Una caro saluto a Paolo. Buon lavoro.

  • De Candia
    non ho capito o non ti sei spiegato?
    O forse cerchi semplicemente di insultare un interlocutore in quanto sei a corto di argomenti per una uscita infelice?
    Avessi ascoltato i procuratori intervenuti al convegno forse avresti colto ciò che invece ti sfugge.
    Come sempre. Su, da bravo, respira ora.

  • A proposito di disinformazione Le chiedo Onorevole perchè Lei non tratta il caso del Concorso per i 57 dirigenti alla Regione? Ho letto un commento che ha per oggetto proprio il concorso. Mi sarebbe piacere conoscere la sua opinione in merito considerato che il concorso di cui si parla è alla ribalta della cronaca ormai a cadenza quotidiana. La ringrazio anticipatamente soprattutto se vorrà dare al tema importanza da prima pagina

  • Stefano De Candia

    mmc
    non hai capito nulla… ma non ti preoccupare non è grave!

  • Caro De Candia,
    ho letto e capito che non hai compreso l’intimo e stretto legame fra malavita organizzata e molti sardi.
    I sardi lavorano in qualità di agenti locali infiltrati per fare proliferare gli affari poco puliti di tanti continentali, caratterizzati da elevata disponibilità di denaro di dubbia provenienza.
    Questo si frappone fortemente all’obiettivo di indipendenza in quanto, come ben sai, molto e troppo spesso il sardo si vende per un piatto di lenticchie.
    Non si evince, da quanto da te scritto, quale sia la misura in cui la mafia incide sulla qualità della vita in Sardegna.
    In realtà la relazione di Pisanu è una lucida analisi di una attività ramificata ma poco trasparente che, partendo dai finanziamenti della Casmez, ha portato con se persone che lavorano nell’ombra per ostacolare un obiettivo indipendentista in quanto non avrebbero più il filo diretto e con i padrini qualsiasi questi siano.
    Saludos

  • Anche quì la mozione indipendentista del PSD’AZ firmata da Paolo Maninchedda, Sanna, Planetta, Dessì e Solinas: http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Mozione%20Indipendenza%20del%20PSD%27AZ.pdf

  • Non so, ho come la sensazione che sull’affaire Sorgenia molto debba ancora essere detto e portato alla luce. Forse basterebbe rovistare bene i cassetti della Regione….

  • caro Paolo,
    solo l’undici di giugno u.s. il giornale più amato dai sardi (purtroppo) ripeteva queste fantastiche affermazioni del presidente: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/184010

    Ecco perchè io non credo alla data del 7 settembre: sino a quando personaggi simili faranno tali affermazioni urbi et orbi non andremo da nessuna parte, ci stanno solo prendendo per il culo.

    La cosa triste è che sembra piacerci.

  • Forse non è propriamene in argomento, In generale è, comunque, una richiesta in linea con quella fatta nell’articolo affinchè l’Italia sia rivoltata come un calzino e rifatta. L’argomento probabilmente non è così eclattante ma per noi è molto molto importante. E’ un appello di un gruppo di giovani alle prese con un concorso, con la burocrazia e con chi non da spiegazioni e ritiene di poter fare tutto impunemente. Noi non ci stiamo e vogliamo capire, vogliamo spiegazioni, vogliamo che tutto sia in regola e chiaro. Vogliamo che chi vincerà il concorso, i futuri dirigenti, siano selezionati per contibuire al proposito di cui si è detto all’inizio

    Siamo una trentina di amici che ha partecipato al concorso per dirigenti bandito dalla regione sardegna.
    Abbiamo riposto tante speranza in questa opportunità che ci veniva data. Abbiamo tutti passato la preselezione e tutti abbiamo i requisiti previsti dal bando per l’ammissione. Non rientriamo quindi tra coloro che sono stati esclusi, tra i ripescati tra i riammessi con riserva o quant’altro.
    Nella gestione del concorso abbiamo riscontrato tutta una serie di problematiche che a nostro modesto parere potrebbero determinare l’annullamento della prova.
    Abbiamo provato a dilogare con l’amministrazione inviando una prima lettera, firmata, con la quale chiedevamo chiarimenti su fatti e atti specifici. Risultato niente.
    Abbiamo inviato una seconda lettera, sempre sottoscritta, con la quale, in maniera maggiormente dettagliata, cercavamo di evidenziare ancora una volta i problemi che la gestione di questo concorso sta determinando. Sostanzialmente il nostro disappunto si incentra sul fatto che a fronte del dettato del bando, che prevedeva l’ammissione allo scritto di 570 persone, ad oggi a seguito dell’attività posta in essere dall’amministrazione gli ammessi risultano essere 631.
    Non è una questione di non volere partecipare con 631, ma riteniamo che il bando vada rispettato. Di avere acquisito un diritto, passando la preselezione, a concorrere solo con chi ha raggiunto un determinato punteggio.
    Inoltre, siamo assolutamente consapevoli che ammettere allo scritto più persone di quanto dovuto, oltre a fare sorgere dubbi sul fatto che l’amministrazione abbia voluto scorrere pretestuosamente la graduatoria, determini un vizio di tale e tanta gravità che inificierà tutta la prova. E’ infatti facilmente immaginabile che il primo dei candidati che non supera o lo scritto o l’orale impugnerà tutta la procedura, come suo diritto, facendo valere anche tali vizi. Anche in questo caso alla lettera è seguito il silenzio più assoluto.
    Non solo. L’amministrazione non assicura la trasparenza (tanto che di almeno 8 concorrenti ripescati non siamo in grado di conoscere il punteggio che hanno preso nella preselezione), emette graduatorie non firmate e non protocollate. Ammette con riserva coloro che hanno ottenuto un provvedimento giurisdizionale favorevole, mentre ammette senza riserva (consolidando quindi un diritto) coloro che sono stati “ripescati” a seguito delle esclusioni e che, a nostro parere, dopo le riammissioni del TAR andavano esclusi, per mantere il numero di 570 previsto dal bando.
    E’ nostra intenzione difendere i nostri diritti ma spesso è difficile di fronte ad una macchina organizzativa tanto grande e forte e anche prepotente.
    Nessuno ci da spiegazioni nessuno ci informa. Vogliamo fare il concorso, vogliamo che la procedura sia salvata e vada avanti ma vogliamo che ciò avvenga in maniera legittima e trasparente con l’assoluto rispetto del bando sia da parte dei concorrenti sia da parte dell’amministrazione.
    Oramai purtroppo non ci resta che la strada dei ricorsi.
    Per non parlare di altri fatti che attorno a questo concorso stanno venendo a galla in questi giorni.
    Vorremo che qualcuno si interessasse almeno per aiutarci a capire se siamo noi che stiamo sbagliando (e se qualcuno ci dimostra questo siamo prontissimi a fare un passo indietro) o se invece stiamo solo rivendicando il corretto rispetto delle regole. Grazie arrivederci

  • Salvatore C.

    @ Conchitostu: la mozione sull’indipendenza è scaricabile dal sito del consiglio regionale http://consiglio.regione.sardegna.it/ nella lista a sinistra cliccare su mozioni e ci sono tutte, la nostra è la numero 6.
    è bellissima ed emozionante, ne udiremo delle belle
    FORZA PARIS

  • Perfetta l’analisi di Stefano De Candia. C’è però da dire che se in Sardegna l’autonomia non ha funzionato come avrebbe dovuto (vedi le altre regioni autonome) è perchè alcuni (troppi!) nostri politici sardi hanno preferito stare agganciati, per opportunismo, ai politici di riferimento romani (non è certo il caso dell’on. Maninchedda). Spero siano capaci di camminare da soli, o meglio, siano capaci di interpretare il nostro malessere e di risolvere i problemi più urgenti. Altrimenti cadremo dalla padella alla brace! Forza Paolo, proviamoci almeno.

  • Stefano De Candia

    per mmc
    ho detto esattamente che a me interessa di mafia ecc solo fino a quando incide sulla qualità di vita dei sardi…
    quindi esattamente quello che stai dicendo tu, ma nulla cambia sul succo del discorso e cioè mi interessa che noi facciamo di tutto per contrastare il riciclaggio ecc ma non mi frega nulla di altro che non riguarda la mia terra perchè chi oggi denuncia queste cose era a conoscienza delle stesse cose anche prima e non ha fatto molto, se non nulla!, per cambiare l’ordine delle cose…
    non mi rivolgo ai magistrati ovviamente ma a tutta la classe politica che ha governato l’Italia negli ultini 50 anni.
    quindi caro mmc ti invito a leggere con maggiore attenzione la prossima volto perchè non può certo sfuggirmi il fatto che le mafie non si facciano certo fermare dal mare ma altrettanto non dovrebbe sfuggirti che chi parla di sconfiggerle sono le stesse persone che governano il paese Italia da tempi immemori…

  • Conchitostu

    Scusate se esco fuori tema, perchè non è possibile scaricare
    “la mozione sull’indipendenza”?

  • Sulla relazione di Pisanu e per rispondere a De Candia.
    A noi frega, eccome, della mafia e della sua tentacolare attività.
    Il riciclaggio dei soldi sporchi può avvenire tanquillamente in “Sardegna Regione” o in “Sardegna Stato”.
    Pisanu ha scritto:
    “(…) Cosa Nostra ha forse rinunziato all’idea di confrontarsi da pari a pari con lo Stato, ma non ha certo rinunziato alla politica.
    Al contrario, con l’espandersi del suo potere economico ha sentito sempre più il bisogno di proteggere i suoi affari e i suoi uomini. Specialmente con gli strumenti della politica comunale, regionale, nazionale ed europea.”

  • Francesco Sanfilippo

    È fondamentale proporre un modello alternativo al sistema Italia, far capire alla gente che si può star bene con un sistema “sano”…. sarà dura uscire da certe logiche ma non è impossibile!

  • Gli interventi dei magistrati, seppur brevi, erano carichi di contenuti.
    Preoccupanti.
    Mi ha colpito in particolar modo apprendere per bocca di un magistrato quale sia il vulnus dell’applicazione della pena, cogliere lo sconforto per lo svuotamento della funzione effettiva e il disarmante utilizzo del patteggiamento.
    Mura è stato chiaro nell’indicare l’evoluzione dell’attività criminale e nel palesare una sempre maggiore assuefazione della gente comune all’attività illecita di organismi di qualsiasi tipo.
    Chiarissimo il Liguori mentre Fiordalisi mi pare non abbia voluto calcare la mano sull’indolenza delle genti nei confronti dello Stato italiano (in realtà visto più come una entità distante, rapace e senza vera autorità che come opportunità positiva).
    Il tutto confermato dall’apprezzabile intervento del Sindaco di Bortigiadas, che con la metafora ha fotografato la situazione oggettiva vissuta e percepita ordinariamente in Sardegna.
    La faziosità, estremamente fuori luogo e improduttiva dell’intervento di un paio di persone ha fatto deviare per un po di tempo il tema cruciale che è assolutamente collettivo e politicamente bipartisan.
    Ringrazio Paolo per la segnalazione del convegno e lo invito a voler continuare con iniziative simili.

  • Stefano De Candia

    Ci si stupisce di cosa?
    del fatto che in Italia il malaffare è connaturato con la vita quotidiana fino al midollo della cosiddetta nazione italiana?
    Ma scusate un minuto…
    chiunque viva in alcune zone d’Italia, direi in moltissime zone anche quelle meno ricorrenti come Milano ad esempio, sà benissimo che esiste in generale un fortissimo legame tra mafie di vario genere e potere politico in generale a qualsiasi livello, è palese che persino i bambini sanno come vanno le cose in quei luoghi… caso strano solo le istituzioni faticano a capire cosa succede.
    E’ forse difficile sapere che senza la collusione politica la mafia, la camorra e l’andrangheta avrebbero vita molto meno facile?
    Pensate che ai tempi del fascismo la mafia in Sicilia fosse quasi scomparsa per caso ooèpure forse c’era stata una presa di posizione ben chiara del dittatore che non tollerava che nel suo territorio qualcuno contasse più di lui?
    mandò l’esercito e fece vedere di essere più forte punto e basta.
    è un èò barbaro come metodo ma è l’unico efficace, non si può combattere il cancro con l’aspirina!
    Molti oggi scoprono l’acqua calda ma quando succedevano i fatti che oggi denunciano dov’erano loro e i loro padrini di allora?
    Io non sò se i vertici dello stato italiano abbiano fattivamente partecipato alle stragi e a tanti altri abomini ma sono sicuro che di sicuro col loro comportamento sono stati quantomeno conmplici del malaffare e del proliferare di esso.
    Il problema è che a me della Sicilia, della mafia ecc per ora mi interessa solo ed esclusivamente nella misura in cui incide sulla qualità della vita in Sardegna del resto non me ne frega un fico secco, chi è causa del suo mal pianga se stesso e siccome i cittadini di quei posti accettano senza combattere tutto, votando sempre le stesse persone ecc ad esempio…, dico che se la sbuccino da soli.
    Noi abbiamo altri problemi e non mi sembra intelligente dedicarsi a fatti come questi distogliendo le nostre energie dal nostro vero obiettivo che è quello di fare di tutto per far capire alla gente che ci conviene essere indipendenti e non italiani, che la soluzione per le migliorare le condizioni di vita della nostra gente è uscire dalla dipendenza dello stato italiano e diventare stato indipendente in Europa e l’area mediterranea.
    FORTZA PARIS

  • Tonino Bussu

    Molto interessante la relazione di Pisanu.
    Per molti aspetti è però per addetti ai lavori in quanto presuppone una conoscenza approfondita dei fatti di mafia, dei processi, delle dichiarazioni dei pentiti, del coinvolgimento dei servizi segreti deviati( ma chi sono? Ancora segreti ai più nomi e cognomi),dei funzionari corrotti che tradiscono lo Stato(Chi? Quando?Come?Dove?) dei politici coinvolti(ma quanti? Come si chiamano? A quale partito appartengono?).
    Emergono i rapporti tra uomini politici e mafia, si accenna a trattative, ma non si precisa molto, forse si pensa che tutti quelli che leggono, sappiano i precedenti.
    Esclude il coinvolgimento istituzionale dei Governi nelle trattative con la mafia, a parte pezzi dello Stato deviati, ma, alla fine, sembra un romanzo interrotto che ti delude perchè,l’ultima pagina non svela i segreti e gli inquietanti interrogativi dell’attualità politica e non cancella i sospetti su un possibile coinvolgimento di esponenti politici sospettati di rapporti con le forze mafiose.
    Di sicuro il presidente Pisanu ha strumenti, documentazione e poteri per dare un contributo ancor più approfondito e chiarificatore per la storia della criminalità in Italia in questi ultimi vent’anni e che spero possa fare in una auspicata pubblicazione molto più ampia dal punto di vista documentale e con più incisive e ragionate valutazioni politiche.
    Nella relazione, di cui dobbiamo ringraziare Paolo per avercela resa pubblica(come ne saremo venuti a conoscenza altrimenti?Bel problema quello dell’informazione!), il presidente Pisanu accenna agli archivi storici e nota che i documenti che posseggono sull’argomento in questione sono già di per sè filtrati. Pertanto è difficile conoscere la verità storica da parte dei contemporanei, mentre sarà necessario aspettare decenni per avere queste carte oggi secretate e solo i posteri avranno una visione più chiara con tutti i tasselli del complicato e intrecciato mosaico.
    Si ripete, a secoli di distanza, la condizione dei personaggi danteschi che nell’oltretomba conoscono la storia passata, ma non quella presente.
    Altrettanto dovrebbe succedere a noi?
    Ma vi sembra giusto che questo accada in un mondo in cui l’informazione attraversa il pianeta alla velocità quasi della luce?
    Ma ci sarà almeno la speranza di conoscere la verità politica, se quella storica dell’attualità ci è impedita?
    Credo che su queste tematiche dovremo organizzare incontri che partendo dall’analisi dell’informazione dei quotidiani(che oscurano determinate tematiche.Mi piacerebbe conoscere, per es., la relazione di Mura)si affrontino argomenti storici e politici di attualità con strumenti moderni che ci permettano di contribuire in modo consapvole e corretto alla elevazione culturale del nostro popolo attraverso la conoscenza e lo studio serio e rigoroso delle varie realtà sociali, economiche e politiche di oggi.
    Tonino Bussu

  • Se ne strafotta dell’Italia e pensiamo a fare la Sardegna

  • A.Gregorini

    Paolo
    i giornali oggi non riportano nulla perché Mauro Mura ha parlato alle otto di sera, troppo tardi per qualsiasi giornale.

    Ero presente e due cose vorrei dirle:
    1. Ottimi gli interventi dei magistrati.
    2. Pessimi gli altri: tesi a politicizzare un tema che va ben al di là degli schemi Dx o Sx.
    3. Giorgio Melis dice che l’accordo di programma Sorgenia Regione per il solare termico di Macchiareddu é un’opportunità che si sta perdendo. Dimentica di dire che in esso esiste un vulnus di conflitto di interesse e di cointeressenza fra politica (Soru) e finanza per certi versi analogo a quelli della Lombardo per S.G. Suergiu o di Cappellacci (ammesso che sia) con Carboni. E con questo non voglio assolutamente paragonare né Soru alla Lombardo (altri livelli mentali) né, tantomeno, De Benedetti a Carboni e Verdini.
    4. Il punto é che legalità fa rima con obbiettività e il PROCESSO é il percorso verso la trasparenza. CASA C’ENTRA CON DESTRA E SINISTRA.

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