La democrazia e le segreterie di partito. Oggi La Nuova e Brigaglia danno una lezione di saggezza

25 luglio 2013 06:401 commentoViews: 18

Nelle rubrica delle lettere curata dal prof. Manlio Brigaglia sulla Nuova Sardegna oggi leggiamo quanto segue:

“Devo ammettere che purtroppo sono un elettore del Pd. Dico purtroppo per le tante stupidaggini che il Pd si prodiga a fare a livello nazionale e, più recentemente, a livello regionale. Hanno fatto le regole, “le comiche” per le primarie regionali. Davvero ridicole, e predisposte solo perché possa partecipare chi fa parte del nucleo centrale del partito o di quelli che grazie al partito stanno già nelle istituzioni. Il sistema sarebbe questo: tu che vuoi essere candidato alle primarie devi esprimere il tuo interesse alla candidatura. Loro ti danno i moduli per la raccolta delle firme, e dopo tu devi correre in tempi molto proibitivi a raccattare minimo 5000 firme, oltre tutto divise nelle varie province, per poter presentare la tua candidatura. Neanche nel Burundi! C’è gente come il Presidente Deriu che corre per questo obiettivo da chissà quanto tempo. Ma non sarebbe meglio se si promuovesse la libera partecipazione di tutte le persone che pensano di avere idee serie e costruttive per questa terra? Io, per esempio, sarei contento della partecipazione di Maninchedda alle primarie. Sarebbe un elemento nuovo e forse molto positivo. Ma la cosa più giusta sarebbe se i candidati fossero molti, sicché la scelta potesse cadere sul programma che dovessero presentare. Come minimo non si dirà che i candidati presentati all’elettorato sono solo il frutto delle imposizioni dei partiti. Il Pd ha un’ ottima occasione per uscire dai giochi di sagrestia. Basta aprire la libera e democraticissima partecipazione alle primarie.
Luigi Balia Sassari

Risponde il prof. Brigaglia:

Sante parole. Non tanto per la prima affermazione (quante stupidaggini sta facendo il Pd!) né per la seconda (regole fatte perché alle elezioni possa presentarsi soltanto il nucleo centrale del partito), quanto per la richiesta, così bene ragionata a contrariis (come si fa a trovare 5000 firme in una regione che ha una delle densità più basse d’Italia e una popolazione grande quanto un quartiere di Roma?), di lasciare la partecipazione alla primarie democraticamente aperte a tutti i cittadini. Saranno gli altri cittadini a scegliere come gli pare. È il contrario esatto di quella selezione fatta direttamente dai capi partito nel chiuso delle loro oscure botteghe e quella pessima invenzione che fu in Sardegna il listino del presidente. Apriamo le porte a tutto il popolo, e beato il lettore Balia, che ha già un nome in mente.

 

1 Commento

  • “… per difendere la specialità della Sardegna che i parrucconi (miei colleghi) dell’Università di Sassari e di Cagliari vogliono liquidare, nel nome del presidenzialismo”. Paolo Maninchedda (7 marzo 2008,dal sito di Sardegna e Libertà). Un uomo di cultura, intelligente, schietto, che non esita mai a dire ciò che pensa apertamente, anche a costo di farsi non poche inimicizie. Ecco di cosa c’è bisogno: di chiarezza, e soprattutto di aria fresca. Che il maestrale inizi a soffiare sulla Sardegna!

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