La campagna di stampa dei festaioli del project di Nuoro. Il Titanic non ha insegnato niente

22 maggio 2011 10:033 commentiViews: 31

121Da qualche settimana la Nuova Sardegna dà conto di nuovi e mirabili documenti che certificherebbero la bontà del project, con copiose dichiarazioni dell’ex manager Mulas e citazioni dell’avvocato Mocci. Grazie a Dio il giudizio sugli atti non si fa in piazza e io continuerò nelle sedi opportune a contestare l’utilità e la convenienza del project di Nuoro. Il mio intento, sia chiaro, è tentare di evitare che Nuoro finisca come altre regioni d’Italia, per esempio come il Veneto. Proprio al Veneto il settimanale L’Espresso, evidentemente poco letto a Nuoro, ha dedicato un’inchiesta la settimana scorsa, mirata sulla sanità. Che diceva? Diceva che il Veneto dell’epoca Galan ha una sanità sfasciata nei servizi e nelle finanze dai project. Leggetelo e magari fatelo leggere a Nuoro. È patetico osservare che Nuoro, che non produce un euro di Pil e fa morire le sue imprese perché non se ne occupa, insegue con una minoranza di massimo dieci persone, la realizzazione a tutti i costi di un project che è chiaramente svantaggioso non nell’idea che lo ha generato ma nelle sue modalità attuative. Peraltro, la delibera della Giunta Soru con cui venne smontato il project di Cagliari e poi rimodulato, riletta oggi sembra anticipare, nelle motivazioni, la sentenza recente del Tar sul project di Nuoro. Solo che la Giunta precedente non volle applicare lo stesso criterio a Nuoro. Leggetevi gli atti, magari potreste ricavarne la giusta impressione che non sono prevenuto, ma solo preoccupato di tanto sperpero e dell’incredibile subordinazione a un’impresa privata a cui andrà incontro la città di Nuoro attraverso la Asl.
Comunque, chiarisco il mio scopo: io sono convinto che in Sardegna si sprechino risorse e non si produca efficienza. Il project di Nuoro è un episodio di questa grossolana tendenza a non capire che stiamo attraversando una crisi drammatica che non consente errori. Io mi assumo la responsabilità di ciò che dico. I festaioli del project si assumano la loro, a futura memoria, ma si ricordino sempre che gli iceberg sociali, quelli fatti di bisogni e difficoltà, sono più terribili degli iceberg naturali.

3 Commenti

  • Angelo Piras

    Una sola riflessione: il project financing dell’asl di Nuoro costerà complessivamente 700 milioni di euro, se tutte le ASL sarde dovessero utilizzare la finanza di progetto per finanziare i propri progetti (strutturali, tecnologici ecc.) si arriverebbe ad un impegno finanziario complessivo di circa 7000 milioni (sette miliardi) di euro, cioè il costo che la regione sarda impiega per finanziare due anni e più dell’intera sanità regionale.
    I trasferimenti dello stato per la sanità sarda dell’anno in corso sono pari a 2.871.398.100 euro (Accordo Conferenza Stato Regioni 20 Aprile 2011), ma di fatto sempre nel 2011 si prevede di spendere una somma pari a 3.300 milioni di euro.La regione sarda per pagare la sanità deve intervenire dal proprio bilancio con oltre 400 milioni per ogni anno di esercizio.
    Ricordiamo, come bene ha scritto chi mi ha preceduto che il project copre solo alcuni progetti e non il costo complessivo della gestione aziendale.
    Eppure le esperienze fallimentari non mancano, ricordava Paolo il Veneto ma vi è anche la situazione ancor più drammatica nel Lazio.
    Ma tutto ciò è compatibile con la situazione economica che stiamo vivendo in questo periodo?

  • Antonello Podda

    In questo libero luogo di discussione si parla spesso di sanità; alcune affermazioni le condivido, altre no, ma mi sembra importante che ci sia un luogo in cui si possa discutere; perchè il problema è che intorno ai piccoli e grandi problemi che affliggono la nostra regione, non si discute ma ci si schiera. C’è il capo, il pseudoesperto, l’amminisratore del momento che dice la propria opionione e poi il gioco è solo lo schieramento pro o contro quell’opinione, trascurando che spesso la realtà è più complessa di quel che sembra. ho fatto questa premessa perchè – nel merito del project financing dell’asl di Nuoro – sembrerebbe che se si è a favore si sta con Franco Mulas e Renato Soru, se si è contro si parteggia per Maninchedda. E il merito ? quando è che si comincerà a discutere del merito ? Perchè di per sè, il project financing, come altrisistemi di quel tipo, o come i contratti di global service, sono strumenti neutri, possono evolvere bene o male a seconda dell’utilizzatore. Se assumiamo, com’è naturale, che ogni impresa privata cercherà di fare il massimo profitto possibile, è obbligatorio che la parte pubblica debba cercare di stipulare il contratto per la gestione dei servizi pubblici con la massima precisione possibile, senza lasciare al privato margini di discrezionalità in cui ci si può inserire per far lievitare i costi. questo è vero per un contratto di breve – media durata (2-5 anni), immaginate quanta importanza può avere quando la durata del contratto è 27 anni.
    Credo quindi che il nocciolo della questione del project financing dell’asl di Nuoro sia stata e sia tutt’ora la scarsa chiarezza che, ovviamente, porta a divergenze interpretative e conseguenti contenziosi, specie se la posta in palio sono tanti, tanti, tanti soldi.
    Mi sembra dunque non solo meritoria ma addirittura dovuta una riflessione intorno a quanto è avvenuto, per comprendere quanto non è andato bene e, se possibile, rettificarlo.E’ infatti inutile che si parli di necessità di risparmi della spesa sanitaria quando si da il via libera a questo genere di progetti.
    L’esecuzione del project financing dell’Asl di Nuoro, se eseguito come da contratto, porterà con assoluta certezza un aumento vertiginoso dei costi senza avere in cambio un correlativo aumento dei servizi, nè in termini di quantità, nè di qualità. A questo s’aggiunga che il personale incaricato dei servizi per conto della ditta aggiudicataria del project financing guadagna meno di prima mentre alla ASL costa di più; un paradosso apparentemente inspiegabile se si trascura di leggere le carte contrattuali e di comprendere il meccanismo “infernale” che consegna al privato la decisione sulle modalità di gestione dei servizi, sui contratti da applicare, sulle condizioni dei subappalti.
    Ci si potrebbe chiedere allora: perchè il contratto è stato stipulato? Io credo per la volontà di liberarsi di una serie di incombenze periodiche sul piano gestionale e quindi avere un unico interlocutore per la gestione di tanti servizi, avendo in più una certa liquidità per mettere in cantiere opere che altrimenti avrebbero dovuto attendere molto tempo. Questa almeno appare l’unica giustificazione plausibile, ce ne sono poi altre, meno nobili, sulle quali però il compito di investigare spetta ad altri, se avranno volontà. Il Consiglio Regionale avrebbe, a mio parere, il compito di fare chiarezza su quanto avviene nelle Aziende Sanitarie, ma non credo che accadrà.
    Centrodestra e Centrosinistra in questo sono assolutamente identici nei comportamenti. Nominano i direttori generali di fiducia e poi attendono i frutti dell’investimento politico. cosa si potrebbe fare per invertire la tendenza ? Cito solo alcuni esempi:
    1) bloccare immediatamente lo scandalo del personale attinto dalle società di lavoro interinale (fonte di assurdo clientelismo e ingiustificato aumento della spesa del personale nonchè di inefficienza)
    2) bandire concorsi a livello regionale evitando il proliferare di decine di concorsi identici cui peraltro partecipano sempre le stesse persone
    3) fare un’unica gara regionale per la fornitura di materiali e presidi sanitari di uso comune che oggi costano un prezzo diverso per ogni azienda sanitaria
    4) rivoluzionare il sistema delle farmacie ospedaliere passando al farmaco monodose
    5) obbligare tutte le aziende ad applicare norme di contabilità pubblica che prevedono l’impegno di spesa su risorse certe, in modo da evitare la costituzione del passivo da ripianare
    6) rimodulare la ripartizione dei fondi regionali in base all’effettivo bacino d’utenza della ASL, riducendo quindi la mobilità interna, fonte di enormi spese e disagi;

    L’elenco potrebbe continuare ma l’intervento è già troppo lungo. Le risorse finanziarie a disposizione delle ASL sono più che sufficienti per farle funzionare bene ed aumentarne i servizi, il problema è queste spese non sono gestite bene, che l’indirizzo politico è spesso in realtà una risposta ad esigenze del partito di riferimento.
    Prima ancora che manager capaci, occorrerebbero uomini liberi alla guida delle aziende, persone in grado di dire SI ai deboli e NO ai forti, e sinceramente in giro non se ne vedono tante

  • Piero Atzori

    Apprezzo molto il coraggio e la determinazione di Maninchedda in questa battaglia. I festaioli del project che imperversavano a Nuoro e che premono per riprendere a imperversare è necessario denunciarli pubblicamente. Vanno perseguiti anche a termini di legge. Vanno scoperti soprattutto quelli che agiscono nell’ombra, massoni, che utilizzano la Nuova Sardegna per convincere chi ha l’anello al naso della bontà del project. Il fatto è, mi pare, che sarà difficile rimettere mano a tale accordo, un vero cappio al collo, senza rischio di infiniti iter giudiziari.

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