Iva ai comuni, Emilia e Toscana al top. Compartecipazione oltre i 60 euro pro capite anche per la Lombardia, solo 35 in Calabria

20 maggio 2011 22:284 commentiViews: 6

352Ecco un interessante articolo del Sole 24 ore sugli effetti del federalismo municipale nella distribuzione delle compartecipazioni Iva ai Comuni. Ovviamente il Sole dice che tutto si aggiusterà col fondo perequativo che però è tutto da definire. Buona lettura, soprattutto a quelli che ancora sperano in Tremonti.

di Marca Mobili Gianni Trovati

Ai sindaci dell’Emilia Romagna finiranno 67 euro tondi per abitante, ai toscani ne vanno 66 e 65 meno pochi spiccioli saranno assegnati ai Comuni di Lombardia e Lazio; le doti più leggere sono invece quelle riservate ai Comuni di Basilicata, Campania e Calabria, che si fermano a 35 euro prò capite. Sono i numeri 2011 della  compartecipazione comunale all’Iva prevista dal decreto sul Fisco municipale, che la Commissione paritetica per l’attuazione della riforma ha finito di elaborare svelando così un dato essenziale per la costruzione dei bilanci preventivi di quest’anno. Il metodo, nell’assenza di strumenti più puntuali, è basato sulla distribuzione pro capite dell’Iva prodotta dai consumi di ogni regione, indicata dal quadro Vt delle dichiarazioni. In pratica, quindi, in ogni regione tutti i Comuni finiscono per avere la stessa
quota di Iva, moltiplicata per il numero di abitanti.
La compartecipazione è quella introdotta dal decreto attuativo sul Fisco dei Comuni, che gira ai sindaci una quota di Iva pari alla dote che sarebbe stata assicurata dalla compartecipazione del 2% all’Irpef, prevista dalle versioni precedenti del decreto. Questo collegamento all’Irpef spiega la dinamica prevista per l’Iva comunale, che nel 2011 si attesta a2.889 milioni ma l’anno prossimo dovrebbe crescere del 4,67 per cento, arrivando a 3.024 milioni. Le risorse destinate a ogni sindaco cresceranno
in proporzione. Il riferimento al quadro Vt attenua le distanze territoriali registrate nelle tabelle tradizionali del dipartimento delle Finanze, ma non cambia la geografia complessiva dell’imposta che premia decisamente il Centro-No rd. Un p o’ a so rp resa, la Lombardia cede la posizione di testa a Emilia Romagna e Toscana, ma si tratta di pochi spiccioli e con l’eccezione (attesa) del Lazio, la distinzione Nord-Sud è netta: la Calabria conferma la propria posizione di coda, con una compartecipazione che porta nei Comuni il 51,9% delle risorse che invece garantisce ai sindaci emiliani. Queste differenze, ovviamente, non rimarranno tali, perché saranno attenuate dall’intervento del fondo sperimentale di riequìlibrio, una partita ancora tutta da definire. Dal 2012, poi, la tabella di marcia prevede anche il primo ingresso in campo dei “fabbisogni standard” (i Comuni stanno elaborando i dati sui costi della macchina burocratica e della Polizia municipale), chiamati a offrire una nuova bussola nella distribuzione delle risorse.
Più complicato, almeno per il momento, superare il riferimento regionale per arrivare ai meccanismi più “raffinati” previsti dal decreto, secondo un disegno che dovrebbe attribuire a ogni Comune una quot a dell’Iva effettivamente nata sul proprio territorio. «Nel 2013 – sottolinea però Luca Antonini, presidente della commissione – la nuova distribuzione dell’Iva si estenderà alle Regioni e riguarderà quasi la metà del gettito complessivo dell’imposta. Lo stesso decreto sul Fisco regionale prevede
meccanismi puntuali di assegnazione in base alle diverse tipologie di compravendite, che potranno essere utilizzati anche in relazione ai Comuni». Il tutto, però, senza entrare troppo nel dettaglio, per evitare sperequazioni che per esempio assegnino un fiume di Iva a piccoli Comuni che hanno la fortuna di ospitare un centro commerciale su cui gravitano iconsumatori di tutta la provincia.

4 Commenti

  • Marco M. Cocco

    Mi si permetta di esprimermi divagando sull’argomento acqua.
    È evidente che a molti non sia nota una peculiarità relativa al concetto di acqua che può essere identificata nella Proprietà Intellettuale. Si tratta (non la faccio troppo lunga) di quell’insieme di fattori conoscitivi, esperienziali e pratici che ha maturato chi lavora nel settore della gestione e dei controlli della stessa.
    Infatti, al di la dei grandi numeri per la massa (stoccaggi, approvvigionamenti ecc.) esiste un background di poche ma qualificate persone che sa comprendere dove prendere l’acqua, come trattarla, come vettoriarla e come tutelarla. Queste persone (tecnici) non vengono mai prese in considerazione (dalle aziende e tanto meno dai politici) essendo una forza debole ma indispensabile e le stesse non hanno la possibilità di manifestare al cittadino la propria missione finalizzata al raggiungimento del benessere pubblico.
    Abbanoa: il trattamento riservato ai tecnici di processo è a dir poco scandaloso. Il tutto con l’evidente beneplacito sia delle organizzazioni sindacali che delle forze politiche.
    Si è parlato di CFVA.
    Vi rendete conto che nel Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale non ci sono competenze concernenti la qualità delle acque superficiali e di quelle sotterranee?
    Gli Agenti non solo non hanno a disposizione un laboratorio di analisi (ARPAS interviene su chiamata ma i tempi sono sempre lunghi), quindi questi sono impossibilitati a comprendere e valutare la qualità della risorsa che dovrebbero proteggere senza quindi conoscerla!
    È inammissibile che ci sia una situazione del genere, il che lascia intendere l’assoluto vuoto di comprensione per l’elemento che costituisce dal 75 (neonato) al 50 % (anziano) del peso corporeo di un essere umano.
    Ringrazio l’amministratore del sito per l’ospitalità.

  • Mario Pudhu

    In custu Blogg che lezo cosas de sustàntzia e Maninchedda faghet bene meda e tenet méritu a las fàghere ischire (cosa chi a donzi modu no bastat mai), ma sa responsabbilidade est de totugantos, ca donzunu la tenet pro sas cosas chi faghet e fintzas pro sas chi no faghet. E mi ufrat prus pagu sos prummones sa miséria de sos sardos chi «imperterriti» s’imbriagant de birra (e tambene si fit a birra ebbia, coment’e chi sas imbriagheras de TV e s’isàsinu de informatzione distrativa no fetat efetu!); dolet e faghet arrennegare meda de prus su chi faghet osservare Nino, chi faedhat de totu sa «classe dirigente», chentza fàghere medas medas distintziones: sos políticos sardos de ite si sunt sempre imbriagados e si sighint a imbriagare? Ca si goi sunt issos, pessade sos malevadados chi no ischint a ue corpare sa conca a fortza de si la corpare e irmelonare puru donzi borta! E no faedhemus de sos chi parimus ischidados.

  • Mi sono indignato nella lettura del Sole 24 ore, l’On. Maninchedda mette nuovamente sale nella ferita ma l’amarezza, forse più tosta, è che percepisco di non essere in grande compagni) parlo di numeri perchè in politica i numeri contano). Una società rassegnata, anestetizzata che attende che qualcosa accada. Questo il blocco da rimuovere e la responsabilità è tutta della classe dirigente che fa finta di niente per conservare il proprio privilegio.
    Che fare? Chi ha a cuore le sorti del popolo Sardo deve rimboccarsi le maniche.Immagino la risposta di Tremonti difronte alle rituali proteste: arrangiatevi! Prendiamone atto.

    P.S. Ho cercato sudore di Forestale e mi dicono che costa moltissimo perchè l’offerta è data da piccole stille. Quando vi sarà un’offerta abbondante Andreani potrà aprire bocca, al momento abbia la decenza di stare zitto. Se ne contano 7000 di forestali …. Reprimo l’indignazione.

  • Enzo Desole

    Non mi scandalizza il federalismo fiscale che parte dal principio che ciò che un territorio paga di tributi a quel territorio quei tributi devono ritornare. Mi scandalizza la non curanza con cui il governo non affronta il problema dei territori più deboli in evidente difficoltà. Non si vede una norma, un DL, una indicazione di massima (anzi si parla di fiscalità di vantaggio per Milano). Io la vedo pesante e spero di sbagliarmi: la Sardegna subirà un ulteriore taglio dei redditi delle famiglie del 18/20% e un incremento della disoccupazione giovanile di altri 3/4 punti. Però mi dico: vuoi che questa volta non si sveglino i sardi o imperterriti continueranno a mandar giù quantità industriali di birra Ichnusa per ingannare il tempo e la CIG?

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