Buongiorno, per iniziare “assessore” o “presidente”?
Ba ba, semu cuminzendi a buffunà…
Non mi permetterei mai! Comunque, così, per sciogliere il ghiaccio, ma è vero che lei è il confessore di Solinas?
No, sono l’amante della cognata della cugina della Schlein. Bene va?
Benissimo! Ma Solinas si confessa oppure no?
Ma lo saprà lui! E poi, guardi, io e Solinas abbiamo colloqui meno frequenti di quel che si può immaginare. Lui si basta a se stesso e io rispetto l’undicesimo comandamento.
‘Azz, credente a beru!
No, non “credente”, “prudente”: meno si sa degli altri, più facile è frequentarli.
Sono ammirato per cotanto senno
Comodo, comodo…
Lei ha affermato in un’intervista che la privatizzazione degli aeroporti sardi è l’unica avvenuta in Italia dove il pubblico non incassa, ma mette soldi.
Partiamo con ordine. La privatizzazione riguarda lo scalo di Cagliari, dove la società di gestione Sogaer è controllata dalla Camera di Commercio di Cagliari che detiene il 94,44% delle azioni. La Camera di Commercio è un ente pubblico e, per cedere azioni ai privati, deve procedere con una manifestazione ad evidenza pubblica, esattamente ciò che la società di gestione dell’aeroporto di Catania, la Sac, controllata anch’essa dalla locale Camera di Commercio, sta facendo proprio in queste ore. Così come stabiliscono le norme che dovrebbero valere per tutti, fino a prova del contrario.
Invece in Sardegna?
La fusione riguarda, invece, il tentativo del fondo di investimento privato F2I di unificare la gestione delle due società degli aeroporti del Nord, entrambe controllate dal fondo (Sogeaal-Alghero, 71%, e Geasar-Olbia, 80%), con la società di Cagliari, la Sogaer, contestualmente alla privatizzazione. Ed è qui che incominciano i problemi e le forzature.
Quali sarebbero questi problemi?
La Camera di Commercio di Cagliari, che ha dimostrato di agire in accordo con F2I, per evitare la manifestazione ad evidenza pubblica ha tentato di appellarsi alla cosiddetta “infungibilità”. In sostanza il ragionamento è questo: poiché in Sardegna l’unica società che gestisce aeroporti sarebbe quella degli scali del Nord, non sarebbe necessario fare un bando pubblico ma si potrebbero cedere le azioni direttamente alla società degli aeroporti del Nord.
Guardi, se lei continua a parlare così, io chiamo Gianni Chessa e gli faccio tradurre il suo discorso in linguaggio comune…
Per capire meglio: nel progetto di privatizzazione condotto unilateralmente da F2I, la Camera di Commercio di Cagliari acquisirebbe circa il 40% delle azioni della società degli aeroporti del Nord, pagandole con uno scambio di azioni della Sogaer, la società che gestisce l’aeroporto di Cagliari. In questo modo il fondo F2I, per conquistare Cagliari, non sborserebbe un euro e arriverebbe a controllare tutti e tre gli scali sardi.
Mi sembra una strategia egoistica ma intelligente
Peccato però che l’unificazione delle società di gestione di Alghero e Olbia sia stata sospesa dal Tribunale di Cagliari, dopo il ricorso fatto dalla Giunta Solinas. Dunque in Sardegna non si può dire che esista una sola società che gestisce gli aeroporti e, di conseguenza, cade anche la forzatura dell’infungibilità.
Mi pare di ricordare che il Tribunale di Cagliari si sia pronunciato due volte contro l’unificazione di Sogeaal e Geasar
Nella sostanza, per due volte il Tribunale di Cagliari ha affermato che l’operazione di fusione delle società miste con socio pubblico — lo sono Sogeaal, dove Regione e Sfirs possiedono insieme circa il 29% delle azioni, e Geasar, dove la Regione ha il 2% — non può prescindere dall’avvallo dell’amministrazione pubblica. La Regione, nella passata legislatura, ha votato contro la fusione nelle due distinte assemblee straordinarie dei soci di Sogeaal e Geasar.
L’amministrazione Todde, per tre volte, ha chiesto al Tribunale il rinvio dell’udienza di merito, nonostante già nei pronunciamenti con i quali è stata decretata la sospensiva sulla fusione di Alghero e Olbia fossero contenute le ragioni per cui la Regione ha ragione e F2I, nonostante il suo stuolo di avvocati e consulenti, torto. Sembra un paradosso ma non lo è.
Paradosso?
La Regione, negli aeroporti, rappresenta gli interessi dei sardi. È paradossale che eviti una pronuncia del Tribunale a suo favore e contro un’operazione che fino ad oggi abbiamo dimostrato essere stata condotta senza il rispetto delle regole, contro gli statuti di Sogeaal e Geasar e a detrimento degli interessi dei sardi.
È per questo che la Giunta Todde pensa direttamente a una holding che controlli tutti e tre gli aeroporti?
Abortito in Tribunale il piano della cosiddetta infungibilità e della fusione degli aeroporti del Nord con l’estromissione della Regione dal capitale sociale della ipotizzata società Aeroporti del Nord, il piano “B” di F2I è la holding unica degli aeroporti.
Con un’aggiunta non irrilevante: per privatizzare paga il pubblico. È la Regione che mette sul piatto altri 30 milioni e il privato, F2I in questo caso, non sborsa un euro. Il contrario di ciò che avviene normalmente nelle privatizzazioni, dove il pubblico cede azioni al privato per ottenere in cambio denaro.
E il pubblico, per cedere le sue quote, deve comunque fare un avviso ad evidenza pubblica, così da garantire trasparenza e legalità. Non può scegliersi il compratore a trattativa privata.
Lei conosce il piano “B” di F2I che sembra quello scelto dalla Giunta Todde per privatizzare e unire le gestioni aeroportuali dell’Isola?
È il segreto di Pulcinella: nella futura holding ci saranno Regione Sardegna, il fondo F2I, le Camere di Commercio e la Fondazione Sardegna. Diranno che la Fondazione non è un ente privato, anche se il suo presidente siede nel consiglio di amministrazione di F2I, e che le Camere di Commercio sono enti pubblici, anche se sia quella di Cagliari sia quella di Sassari, nell’affare degli aeroporti, hanno lavorato in perfetto accordo con F2I e continueranno a farlo finché gli sarà consentito.
La Regione che peso avrà in questa nascente holding?
La Regione non conterà niente nella sostanza. Davanti all’asse F2I–Fondazione–Camere di Commercio, il ruolo della Regione sarà quello di mettere il sigillo simil istituzionale alle iniziative del fondo di investimento privato e di aprire i cordoni della borsa, a cominciare da quelli che riguardano l’ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali.
Ma ci sono i patti parasociali e gli statuti
Quali patti potranno essere duraturi con chi ha condotto un piano di privatizzazione e fusione degli aeroporti che ha preso a sportellate la Regione e che un tribunale ha sospeso perché non erano rispettati gli statuti delle società aeroportuali e non si è tenuto conto della volontà della Regione, formalmente espressa nelle assemblee straordinarie dei soci?
Quanto agli statuti, si cambiano con la maggioranza qualificata e F2I, Fondazione e Camere di Commercio la avranno nella ipotizzata holding.
Quindi addio aeroporti?
Quindi addio alla Regione che incide nelle scelte strategiche degli scali sardi e che esercita, nella sostanza e non solo nella forma, i poteri di controllo e indirizzo. Un colpo mortale per un’isola affamata di collegamenti aerei e di opportunità di sviluppo.
E qui esce la sua anima profetica….
Per la Sardegna gli aeroporti non sono soltanto una pista per far decollare e atterrare gli aerei: sono uno strumento irrinunciabile per far crescere i territori e i comparti vitali del turismo, della cultura, delle produzioni e dell’ospitalità.
La Sardegna, con la Giunta Todde, consegna le chiavi delle sue porte di accesso a un fondo di investimento privato e questo basta per capire il danno che ne deriverà ai sardi.
Perché è convinto che ci saranno danni così gravi?
Perché il fondo di investimento privato, negli aeroporti sardi, ha interesse a fare utili per remunerare con i dividendi il capitale investito dai suoi azionisti. La Regione, invece, negli aeroporti ha un interesse inconciliabile con quello dei privati: far crescere il traffico passeggeri per garantire ai sardi quote crescenti del diritto alla mobilità.
Ma i privati, si sostiene, gestiscono meglio del pubblico.
Se dovesse valere questa regola, in Sardegna dovremmo privatizzare anche i cessi pubblici.
Eh no, eh! Non mi diventi scatologico-castrista!
Mi scusi, è che sono di Sassari. Lei non usa i bagni pubblici?
No, ho più vocazione per i privati, sono un liberal-democratico, tendo a non gravare su nessuno per i miei bisogni. Comunque, usciamo dai vespasiani…
Sì, sì, è meglio, sono luoghi imperiali e antidemocratici….
Quanto sono costati alla Regione gli aeroporti che oggi vengono ceduti ai privati?
Senza contare i milioni per le infrastrutture, nel corso del mio mandato da assessore ho fatto stampare i mandati di pagamento effettuati dalla Regione in favore di Sogeaal, Geasar e Sogaer: ammontano a oltre 120 milioni negli ultimi dieci anni, per le ragioni più disparate.
Mi chiedo quale assessore potrà firmare a cuor leggero uno stanziamento per acquistare un macchinario, rifare gli accessi o ammodernare un parcheggio quando gli aeroporti saranno in mano a uno dei più grandi fondi di investimento privati.
Ma perché la preoccupa tanto il fondo di investimento privato?
Ho più volte affermato che F2I gestisce gli aeroporti molto bene, ma non può essere il padrone delle società di gestione di tutti gli aeroporti della Sardegna. Per le ragioni che ho indicato prima e perché, in un’isola, il ruolo pubblico in una infrastruttura strategica come un aeroporto è imprescindibile per garantire trasparenza, il diritto alla mobilità dei sardi e anche un corretto sviluppo turistico.
Sul diritto alla mobilità il concetto è chiaro, sul turismo invece…
Faccio un esempio. Se tra i soci del fondo privato che gestisce l’aeroporto ci fosse un investitore del comparto immobiliare turistico, magari uno dei leader mondiali del settore, lei è sicuro che il tipo di turisti che si fanno arrivare sugli aerei in un dato aeroporto non possa essere funzionale alle strategie di quell’investitore invece che agli interessi di quel territorio o della Regione?
Allora, o parla chiaro o chiamo Gianni Chessa…
Se io faccio atterrare un aereo che trasporta turisti a bassa capacità di spesa, gli hotel attorno a quell’aeroporto potrebbero essere pieni con un costo per il pernotto, ipotizziamo, di 100 euro. Quegli hotel, se dovessi andare ad acquistarli, avrebbero un prezzo di mercato condizionato dal coefficiente di riempimento e dai ricavi.
Se io decido di acquistare quegli hotel e, dopo averli acquistati, faccio atterrare un aereo che trasporta turisti ad alta capacità di spesa, quello stesso hotel potrebbe essere pieno con un costo per il pernotto di 150 euro. Il valore di quell’hotel aumenta? Ovvio che sì.
Si è svolto tutto nel rispetto delle regole? Certo che sì. Chi trae vantaggio da tali dinamiche: la Sardegna o il nuovo proprietario dell’hotel? La risposta è evidente.
Se dovesse scommettere sulla holding che vuole F2I e piace alla Todde, quanto punterebbe?
Uscirei dal centro scommesse per andare a puntare sul rispetto delle regole, su chi le fa applicare e sulla politica.
Ma lei parla di regole e milita nel partito che ha stravolto le regole del suo congresso a Sassari!
Ha ragione, pagina pietosa.
Cosa vuol dire sulla politica?
Che se è vero che dare il controllo di tutti gli aeroporti ai privati è un processo irreversibile, è altrettanto vero che la Regione, con un cambio politico, potrebbe trovare gli strumenti per ridimensionare il controllo privato sugli scali sardi.
Parla di cambio politico ma la trasversalità politica sembra essere ben presente nell’operazione degli aeroporti.
La politica della salvaguardia dei diritti della Regione, intesa come istituzione a tutela dei diritti dei sardi, è chiaro da che parte sta. Ma è vero che esiste una trasversalità partitica e, oserei dire, anche di gruppi personali che agiscono all’interno dei partiti di destra come di sinistra. È un fenomeno che sui trasporti è ben presente in Sardegna e che riguarda cielo e mare, aeroporti e porti.
Ha mai pensato: “chi me l’ha fatto fare a mettermi contro chi vuole gli aeroporti privati”?
Non in questi termini. Confesso però di aver agito fino ai tribunali quando mi sono accorto che il progetto di privatizzazione e fusione degli aeroporti era stato confezionato sotterraneamente da tempo e che sarebbe bastato girarmi dall’altra parte perché tutto si realizzasse, nonostante fossero evidenti gli svantaggi per la Regione e per i sardi, insieme al mancato rispetto degli statuti delle società di gestione e alla marginalizzazione del ruolo della Regione.
Il fatto che il progetto di F2I vada avanti è una sua sconfitta?
Assolutamente no. Io ho fatto quello che un sardista deve fare, soprattutto quando ha l’onore di stare al governo della Regione: difendere i diritti dei sardi e lavorare per la Sardegna.
Ma come fa Lei a parlare di sardismo guardando all’interpretazione che ne dà Solinas?
E Lei, anziché farci sentire tutti degli ignoranti inconcludenti al suo cospetto, perché non riprende le redini del sardismo in Sardegna, la smette di fare il monaco in ritiro spirituale e guida la riscossa? In molti stanno aspettando una sua convocazione.
Io sono stato espulso dal Psd’az, perseguitato dal Soru cattivo (quello buono è mio amico), odiato dal Pd e spiato per quattro anni dalla magistratura. I sardisti, mentre cercavo di rimanere in vita al centro dell’arena, applaudivano sugli spalti. Ricorda?
Io non ho mai applaudito. Comunque, torniamo a noi… Sul piano politico oggi gli sconfitti sono quei partiti di sinistra che avvallano un progetto che va a vantaggio di uno dei più grandi fondi di investimento privato (anche se è un braccio armato di Cassa Depositi e Prestiti) e contro gli interessi del pubblico, cioè dei sardi e della Regione. I loro elettori non li capiranno e lo dimostreranno.
E gli elettori dei Cinque Stelle invece saranno contenti?
L’elettorato dei Cinque Stelle originari penso provi una certa dose di disgusto. Quelli che votano i Cinque Stelle di oggi, invece, staranno già pensando a quale poltrona occupare. Alla fine, in questa vicenda degli aeroporti ci sono tutti i paradossi della politica e dell’economia sarda, quelli che ci fanno dire che la Sardegna appare sempre più come una colonia.
La saluto. E si tagli la barba!

A prescindere che in questa conversazione abbiamo 2 sign. Paolo, io mi identifico con il primo commento, e credo che il professore abbia perfettamente ragione anzi aggiungo è un riassunto che chi poco segue la politica riesce ad associarlo ai fatti. Quindi mi dissoccio
dal commento del signor Paolo del 13 Marzo 2026 alle 08:59.
È proprio vero che i limiti non esistono.
E anche le facce di cartone.
Il buon Presidente del PSdAz sta cercando di respirare con il boccaglio e al contempo prendere le distanze dal grande amico di un tempo. La base PSdAz ha condannato sia Segretario che Presidente e ha chiesto a quest’ultimo di fare un passo indietro e convincere il Segretario a convocare il Congresso Nazionale rimettendo il mandato (dicembre 2025). Ha chiesto inoltre di confermare la piena adesione statutaria degli organi dirigenziali, ottenendo un silenzio tombale. Quando le sezioni hanno inviato ciascuna almeno € 200 (10 tesserati per ogni sezione, ma bon si sa più quante sezioni esistono ad oggi) non ha avuto nemmeno il buon senso di dare conferma dell’avvenuto rinnovo dei tesseramenti o inviare un riscontro virtuale. Ora cercano un paladino da immolare al fine di rifare grande il Partito. Per poi fotterlo nuovamente.
…caro Prof Maninchedda Paolo …solo la pazienza di rispondere a tutti i Paoli che passano …anziché cravarcelo a Cuneo….
Deus ti la paghet ….
Ottima illustrazione della situazione! Siamo alle solite; soldi buttati a gogò e, tutto a occhi chiusi, tanto paga pantalone! Stadio di Cagliari, regata velica di Cagliari e,tra tante altre situazioni, giusto per non farsi mancare nulla un’altra svalangata di sprechi per la fusione testé illustrata degli aeroporti a carico dei contribuenti. È uno stillicidio continuo purtroppo! Gentile professore, ha ragione Antonio Moro, quando deciderà di abbandonare il suo ritiro spirituale, penso che troverà tanti ad accoglierlo e a sostenerlo! Grazie per l’ospitalità! Ad maiora!
Operazione incomprensibile: chi possiede una ditta in grande salute non la cede a un altro per diventare socio di minoranza. Se hai meno del 50,01%, decidono gli altri.
Antonio Moro ha dimostrato di avere la schiena dritta, si vede che a quelli di F2i non andava bene, visto che gli fecero recapitare una lettera dai loro avvocati per diffidarlo quando parlò della fusione degli aeroporti.
Non altrettanto hanno fatto con Madame Todde, e chi lo sa perché? Magari preferiscono il suo operato.
Non è difficile immaginare che gli elettori, e non solo quelli dei pentastellati originali, provano tutti un grande disgusto nel vedere cosa stanno facendo con gli aeroporti.
Non comprendo però Antonio Moro quando dice che la privatizzazione degli aeroporti è irreversibile, per stroncare la fusione bisognerebbe avere politici capaci che agiscano negli interessi dei sardi, non di affaristi privati.
La Todde è una politica capace? Sta facendo gli interessi dei Sardi? Basta leggere i fatti puntualmente narrati dal Prof. Maninchedda per farsi una idea.
Quel che è sicuro, e che il Sardo non ha interesse a vedere un’opera pubblica ceduta a un privato, che farà da ora in poi gli interessi propri. Grazie, Ale!
se il Tribunale boccia il progetto della fusione degli aeroporti ma la giunta ha fatto il contratto con F2i chi paga l’eventuale indennizzo ?? la presidente Todde pare che delle sentenze se ne freghi altamente forse sa che tanto nessuno interviene
Come sempre la Todde non fa altro che creare un poltronificio grillino, c’è solo da chiedersi chi sarà il RomboMaverickdiTodde designato.
La storia della scatoletta di tonno continua…
Egregio Paolo, se il tuo quoziente intellettivo non ti consente di capire che anziché prendere in giro Gianni, l’ho apprezzato perché si fa capire dalla gente; mi è dunque chiaro il perché ti riesca difficile comprendere che io non ho alcuna nostalgia di alcunché, né sono mai entrato da alcuna finestra, sempre dalle porte. Essere tonti è una grande fortuna, consente di dire stupidaggini senza risponderne.
Professore buongiorno,
Aldilà dello stupro fatto delle leggi e delle sentenze dei tribunali, i nomi e cognomi di chi ha orchestrato questa operazione ( e di tante altre correlate e no a questa) sono noti a tutti, come e’ chiara la motivazione della giravolta dell’attuale giunta regionale sul tema ( se mantenessero l’indirizzo della giunta precedente andrebbero a casa in 10 minuti).
Per quanto riguarda poi la presunta migliore capacità del privato per la gestione degli aeroporto, per averne conferma o meno basterebbe che il management della Sogaer venisse scelto in base alle capacità professionali e non all’appartenenza a consorterie politiche come avviene da anni.
La fusione poi non porterà nessun vantaggio industriale trattandosi, i tre aeroporti, di strutture con vocazioni completamente diverse l’una dall’altra per cui questa operazione va chiamata con il suo none “affari nostri”
Buona giornata
Io ritengo che questa operazione abbia non solo scheletri nell’armadio ma anche non morti di fame fino a quando siedono in Giunta e Consiglio e fino a quando dura l’incarico consulenziale.
Buongiorno Paolo, quest’intervista forse sta facendo preoccupare qualcuno….per esempio da qualche minuto il buon Guerrini richiama il tuo nefasto ruolo di “guru” del partito dei sardi devastato dai fulmini dei PM, come elemento interpretativo del ritorno in politica di Soru.
Mahhh
Hai poco da pigliare x culo Chessa. Lui ha i voti, tu ci stai provando da anni a rientrare dalla finestra e i risultati li conosciamo. Datti pace
Za fit tempus de una informatzione crara a propósitu de custa chistione de sos aeroportos de Sardigna!
Gràtzias a Maninchedda e a Moro!
Ma sos àteros “Moros” inue che sunt e ite sunt faghindhe? Nachi fint bàtoro! O sunt diventados “quattro gatti” aproendhados a “crocchette”?
E chie l’at inventada (o iscoberta, cioè “senza coberta”) cust’Alessandra Magnamagna a «orgoglio» mascru de fémina? No at a èssere su “inzenieri” de Saidha diventadu de ‘politico’ “stratega”, cioè tega bìcia, chentza ranu, mih!, “filantropo” de àteru “filu” e filada?
Ma sempre filendhe est, custu cristianu?! Za est abberu chi b’at sardos chi filant trobeas, pro trobeire sos àinos chi no si fuant e sos meres restent chentz’àinos…
Buongiorno professore, temo che anche questa operazione abbia diversi scheletri nell’ armadio. E’ una mia impressione o non si riesce a legiferare senza problemi in questa giunta.