Intanto le altre regioni….

20 dicembre 2010 08:374 commentiViews: 8

055Riporto di seguito il lancio dell’agenzia Ansa sugli accordi delle altre regioni a Statuto speciale col ministro Calderoli e col governo italiano.

ANSA) – ROMA, 17 DIC – Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione territoriale, Raffaele Fitto, ha approvato tre decreti legislativi recanti norme di attuazione di statuti di regioni a statuto speciale: due riguardano il Trentino Alto Adige, e in particolare la Provincia di Bolzano, e uno la Valle d’Aosta. I provvedimenti sono il frutto del lavoro delle Commissioni paritetiche, previste dagli Statuti regionali e formate da rappresentanti del Governo, delle Regioni e delle Province autonome.

Per quanto riguarda il Trentino Alto Adige, il primo decreto legislativo apporta modifiche alla disciplina concernente la riserva di posti, nei concorsi per il reclutamento nelle forze di polizia, per candidati che abbiano adeguata conoscenza della lingua italiana e di quella tedesca, al fine di chiarire che il requisito del bilinguismo deve risultare, per “ciascun livello”, dal possesso del “corrispondente” attestato. Sempre al fine di garantire il rispetto del bilinguismo, si stabilisce che gli uffici e i comandi delle forze di polizia della provincia di Bolzano devono predisporre mezzi tecnici e documentali e adeguate strutture organizzative, ai fini dell’uso di entrambe le lingue. Il secondo decreto legislativo prevede che, per la provincia di Bolzano, ai candidati nei concorsi per il reclutamento nelle forze di polizia, in possesso dell’attestato di conoscenza della lingua italiana e della lingua tedesca, non sia richiesto il requisito di aver svolto il servizio volonta
rio nelle Forze armate, ciò al fine di garantire concretamente la riserva di posti prevista per tali candidati. Quanto alla Valle d’Aosta, il decreto legislativo approvato adegua l’ordinamento finanziario della Regione ai contenuti dell’Accordo per il coordinamento della finanza pubblica tra Stato e Regione Valle d’Aosta recentemente sottoscritto e cui si dà attuazione ai sensi dell’articolo 1, commi 160 e seguenti, della legge di stabilità per il 2011. Si tratta di un altro tassello della fase attuativa del federalismo fiscale che, per la Valle d’Aosta come per le altre regioni ad autonomia speciale, si realizza attraverso l’approvazione delle norme di attuazione previste dai rispettivi Statuti. Relativamente al Trentino Alto Adige, il Consiglio dei ministri ha anche approvato il decreto del Presidente della Repubblica che definisce, previo accordo tra lo Stato e le Province autonome di Trento e di Bolzano, la quota variabile per gli anni dal 2000 al 2005, a carico del bi
lancio dello Stato, da attribuire alle Province. Le somme in questione sono quantificate in cinque annualità di euro 267.119.913,11 ciascuna per la provincia autonoma di Trento e in cinque annualità di euro 145.039.944,00 ciascuna per la provincia autonoma di Bolzano. Questo intervento si inserisce nella fase di adeguamento dei rapporti finanziari con la Regione Trentino Alto Adige ai principi di federalismo fiscale reca e costituisce una prima attuazione del cosiddetto “Accordo di Milano” tra lo Stato e la Regione recepito dalla legge finanziaria per il 2010. Il Consiglio ha avviato l’esame di un altro decreto legislativo concernente il Parco Nazionale dello Stelvio. Il ministro Fitto ha espresso soddisfazione per l’approvazione di questi provvedimenti, sottolineando il buon lavoro svolto dalle Commissioni paritetiche e il pieno accordo tra lo Stato e le Province autonome di Trento e Bolzano per giungere alla determinazione della quota variabile loro spettante. (ANSA).

4 Commenti

  • Renato Orrù or Simonmossa

    Mi scuso sin d’ ora se dico una fesseria, però già nel primo dopoguerra ci si arrovellava sullo Statuto Sardo e non si era voluto copiare quello Siciliano, per poi partorire il famoso “Gattino di Lussu” ; non è possibile pretendere che ciò che è Lecito per le altre regioni a Statuto Speciale sia Lecito anche per la Sardegna? almeno come dotazione minima visto che siamo molti di più, abbiamo un territorio più vasto, siamo un Isola e che anche noi abbiamo più vicino ai nostri confini LA CORSICA (cioè la Francia) che l’ Italia?
    Sul fatto che le altre regioni siano più libere: i parlamentari di quelle regioni non vanno a Roma per dividersi fra fazioni, ma vanno in nome del loro popolo….
    grazie Paolo per le informazioni… facciamo girare

    forza paris

  • Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta insieme fanno a mala pena 1.300.000 abitanti (circa 400.000 meno della Sardegna) sicuramente ben governati ed amministrati alla luce dei risultati che riescono ad ottenere ogni volta che sbandierano la loro identità. Identità che diventa moneta sonante quando viene inserita nei mille rivoli della vita quotidiana, dalle tasse ai tributi locali, dalla benzina alle imposte doganali, dalle scuole ai pubblici concorsi. Non è protezionismo ma poco ci manca. La giustificazione storica è che sono regioni di confine, con equilibri particolari legati a crisi identitarie che vanno compensate con politiche di vantaggio per tenere unità la popolazione locale allo stato. Loro, Trentino e Valle d’Aosta, confinano con stati che continuano a lusingarne le radici comuni e l’orgoglio di appartenenza ad una cultura ed una etnia che di italiano ha ben poco. E con questo si ottengono eccellenti compensazioni che rendono giustizia a queste popolazioni “costrette” ad essere italiane. Noi, purtroppo o per fortuna, confiniamo col mare e non possiamo mettere sul piatto della bilancia una annessione con la Tunisia o con l’Algeria piuttosto che con il Marocco; risulterebbe poco credibile. E poi allo stato italiano, eccettuato per le servitù (e non solo quelle militari) non gliene potrebbe fregar di meno, se non per il venir meno di una comoda Cayenna mediterranea da utilizzare nei periodi di sovraffollamento delle carceri italiane.

  • Manuel Pirino

    Il grande risultato ottenuto dalle Provincie Autonome e dalla regione Valle d’Aosta è il frutto di una politica libera.
    La Sardegna è ancora schiava di Roma, grazie e soprattutto ai politi Sardi servili e traditori!!!

    Caro Paolo, il tempo per la diplomazia del palazzo è scaduto, ed in merito necessità un deliberato del Consiglio Nazionale.

    Nuova strategia, nuova azione, nuovo anno…..!!!

    Un caro abbraccio da Sassari.
    Manuel Pirino

  • Per trattare da pari a pari bisogna essere liberi.
    Il Governatore della Sardegna è un prigioniero.
    Il Partito Sardo D’Azione deve aumentare il tasso di coscienza critica nelle Istituzioni e soprattutto fuori, in mezzo e con i cittadini.

Invia un commento