Indennità senza memoria. Esiste una politica della riduzione ben prima dei referendum e non è stata revocata. Adesso l’Ufficio di presidenza procederà a ulteriori tagli

15 giugno 2012 00:1915 commentiViews: 8

giornaliLeggo cose incredibili sulla norma recentemente approvata sulle indennità (a mio avviso non applicabile se non si restituisce il ruolo che compete all’Ufficio di Presidenza secondo il Regolamento – che è norma di rango subcostituzionale e quindi superiore alla legge ordinaria –  e si ripristina il concetto di massimale e non di importo fisso ai valori di riferimento 2003, sia per l’indennità che, soprattutto, per il rimborso spese che non può, logicamente essere determinato retroattivamente né può essere determinato in termini fissi e a prescindere dall’Ufficio di Presidenza). La norma non è applicabile senza un’interpretazione dell’Ufficio di Presidenza che ne superi le criticità. Ma a parte questo e a parte che quando l’Ufficio applicherà il complesso dei tagli (non solo quelli previsti dalla legge, ma anche gli altri predisposti dall’Ufficio), il taglio finale e totale sarà ulteriore rispetto alla retribuzione vigente e in misura a mio avviso superiore ai mille euro, resta il fatto che la norma, con certezza, non determina aumenti rispetto alla retribuzione vigente, che è stata già tagliata. I tagli effettuati, però, vengono dimenticati, oscurati da una stampa che già nel 2011 prese una cantonata sulla Sardegna, non capendo la furbata delle altre regioni. Questo è il Consiglio regionale che nella storia dell’Autonomia ha tagliato più di tutti e la prossima settimana continuerà a farlo. A presente memoria, anche di quotidiani nazionali disinformanti e disinformati,  riporto la comunicazione della Presidenza del 12 luglio 2011:

“Dopo la riduzione del numero dei consiglieri regionali e l’abolizione del vitalizio, il Consiglio regionale taglia le indennità e i finanziamenti ai gruppi con un risparmio annuo di oltre un milione e trecentomila euro”, lo ha dichiarato la Presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo a margine dell’Ufficio di Presidenza che ha deliberato: la riduzione delle indennità di carica per un importo pari a 228.785 euro; il taglio di 11.044 euro all’anno degli emolumenti a favore dei consiglieri residenti entro i 35 km da Cagliari e di 12.844 euro per tutti gli altri per un totale complessivo di 968.148 euro; la riduzione annua di 117.915 euro del contributo ai gruppi consiliari.

“Il Consiglio regionale”, prosegue la Presidente, “va avanti nell’azione intrapresa già da qualche anno, finalizzata ad eliminare gli sprechi ed a contenere le spese. Giova ricordare che, nella legislatura in corso, si è registrato un risparmio di ben 13 milioni di euro, pari al 15,29%, dovuto a un taglio nella dotazione finanziaria del Consiglio voluto dalla stessa Assemblea. Percentuale che sale al 23,81%, per un totale di 22.500.000 euro, se si tiene conto anche del taglio effettuato nella scorsa legislatura”.

“Giova altresì sottolineare”, ha precisato la Presidente, “che non è la prima volta che il Consiglio regionale interviene per ridurre i costi della politica più strettamente legati alle prerogative dei consiglieri, gli interventi odierni si sommano, infatti, al precedente taglio del 10 % delle indennità; all’eliminazione dell’indennità di missione che precedentemente veniva calcolata secondo il seguente schema:


PRESIDENTI UFF. PRES. CONSIGLIERI

In Sardegna
400,31 266,87 200,16

In Continente
560,44 373,62 280,22

All’estero
800,62 533,75 400,31


all’eliminazione dei biglietti viaggio in favore dei consiglieri regionali e dei loro familiari; all’eliminazione delle spese funerarie; alla riduzione dell’indennità di reinserimento dei consiglieri che è stata portata da un massimo di 12 mensilità dell’indennità consiliare, pari a 112.354,92 euro, a un massimo di 5 mensilità, pari a 46.814,55, per ogni quinquennio di legislatura; all’aumento della percentuale di contribuzione richiesta per ottenere il vitalizio (dall’ 8,6% al 15%) che ha consentito l’eliminazione del contributo straordinario di 1000000 di euro a carico del Consiglio per incrementare il fondo ed, infine, alla restrizione dei casi in cui è possibile godere della reversibilità del vitalizio e previsione di una ulteriore contribuzione a carico del consigliere per l’ottenimento della stessa reversibilità”.

“Il Consiglio Regionale”, ha proseguito la Presidente, “non si è voluto sottrarre alle proprie responsabilità, adottando una politica di severa morigeratezza delle proprie spese per dare un segnale, specialmente in un momento di crisi acuta come questo, della vicinanza dei palazzi della politica al difficile contesto socio economico che li circonda. Un segnale che, ovviamente, assume un rilievo del tutto simbolico, in quanto a nessuno può sfuggire il fatto che i tagli effettuati alla politica possano da soli bastare per risollevare le sorti economiche dell’Isola”.

“Ulteriori tagli”, ha concluso la Presidente, “verranno effettuati a seguito della proposta che, l’apposita commissione istituita dalla Conferenza delle Assemblee Legislative e dalla Conferenza delle Regioni, elaborerà per interventi uniformi in tutti i Consigli regionali, partendo dalle risultanze della commissione (istituita ai sensi del DL98/2011, convertito con modificazioni dalla legge N.111/2011) che ha il compito, entro il 31 dicembre, di rideterminare il trattamento economico onnicomprensivo corrisposto annualmente ai titolari di cariche elettive secondo parametri individuati dallo stesso decreto legge”.

Vi è poi un altro comunicato della Presidenza, ovviamente dimenticato, che smentisce la facilona attribuzione al Consiglio regionale della Sardegna della palma delle retribuzioni più alte e invece svela la facilona furbizia continentale italiana:

Cagliari, 11 luglio 2011 – “I consiglieri regionali della Sardegna non sono i più pagati d’Italia”.

Lo afferma la presidente del Consiglio Claudia Lombardo in riferimento ai dati pubblicati oggi dal Sole 24 ore rilevati dal sito della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali d’Italia.

La presidente precisa che: “Il Consiglio regionale della Sardegna in linea  con la totale assoluta trasparenza che ha caratterizzato sin dall’inizio questa legislatura ha fornito alla Conferenza tutti i dati relativi alle indennità e ai rimborsi percepiti a vario titolo dai consiglieri regionali. Altri, invece,  non lo hanno fatto limitandosi esclusivamente ad indicare i rimborsi di cui alla lettera B dell’articolo 52 del T.U.I.R. (Testo Unico delle imposte sui redditi). Quanto affermato si può facilmente evincere dall’analisi comparata dei dati pubblicati nei siti di ciascun Consiglio regionale”.

15 Commenti

  • Arrubiu: non ho niente da dire, perché è un’interpretazione della norma che non condivido, perché il titolo e il primo comma riguardano esplicitamente l’indennità di carica e soltanto un’intepretazione maliziosa può ritenere le indennità del secondo comma riferibili solo all’indennità di presidenti di commissione o di segretari o di questori. Questa intepretazione adesso è silente perché l’estensore, ben noto, sa che l’Ufficio di presidenza taglierà in modo significativo le indennità. E se non lo dovesse fare per mille motivi (da cui io anticipatamente dissento) io me la taglio ugualmente (l’indennità).

  • Or ora leggo questo articolo. Mi sembra ben documentato. Al di la del sito che lo pubblica cosa puoi dirci? http://www.liberiasinistra.it/art/2012/06/21/stipendi-consiglieri-ecco-i-conti-che-nessuno-vuole-rendere-pubblici_1808

  • Per Arrubiu: guarda, io voglio vedere solo una cosa subito: il taglio. L’ho votato e lo voglio vedere messo in pratica. Punto. Se poi qualcun altro vorrà fare il furbo, io farò una cosa semplice semplice che si vedrà per benino, te lo assicuro.

  • Gentile Paolo,
    sulla faccenda delle indennità a mio parere il difetto sta nel manico.
    La norma approvata non può fare riferimento, per la determinazione del nuovo quantum dell’indennità consiliare, alla misura vigente al 31.12.2003 in quanto allora era vigente la norma abrogata con il referendum. Il riferimento retroattivo, ricordo, è comunque di dubbia legittimità nel caso di una legge regionale e aggiungo troppo comodo.
    Voi legislatori dovete sforzarvi di trovare un parametro, chiaro, trasparente ed intelligibile a tutti, cui fare riferimento.
    Poco o molto che sia quanto prenderete.
    Non va proprio bene una leggina confusa e poco trasparente come quella partorita l’altra notte anche perchè ognuno spara la sua.
    Cosa fare, vuoi un esempio?
    Con la finanziaria del 2008 si è ad.es. si è stabilito che ai presidenti degli enti regionali compete una indennità pari alla retribuzione tabellare e di posizione dei direttori generali della Regione. Va bene?
    Oppure si può pensare ad un meccanismo legato ai dati macroeconomici della Regione come il P.I.L.
    Ajò studiate e non lo dico a te che sei uno dei pochi che si applica con impegno.

  • Complimenti Giusy! E quindi il fatto che finalmente si stia capendo che il taglio delle indennità è il più consistente mai realizzato e il fatto che tutti stiano riconoscendo che è inevitabile rimediare all’errore della legge che è in contrasto col regolamento per il ruolo dell’Ufficio di Presidenza, per te non significa nulla? Non solo: per l’estensore del commento, io, che mi faccio un mazzo così, sono sullo stesso piano di chi fa molte assenze? Hai visto come è finita in Grecia? Vanno a governare i vecchi partiti clientelari perché ritenuti meno pericolosi dei neonazisti. Con questa superficialità, con questo disprezzo generalizzato porterete i neo-fascisti al governo. Teneteveli. Io farò resistenza, come sto facendo anche oggi, contro i prepotenti, i qualunquisti, gli ignoranti e i furbacchioni. La Nuova aveva pubblicato un commento di un certo Marko Masal che inneggiava a far saltare per aria (letteralmente, affidando il compito a qualche anarchico) i consiglieri regionali. Poi l’ha tolto, dopo ore. Tenetevi La Nuova e il suo radicalismo che non tollera la comprensione neanche delle notizie. Io sto da un’altra parte.

  • Ecco gli onorevoli onesti…
    http://leggerisullaterra.progeturepublica.net/2012/06/16/meglio-soli/

    Quelli che percepiscono uno stipendio sudato e lavorato ogni sacrosanto giorno

  • Per Peppino: è successo che se si legge la norma in italiano, il taglio è di 3000 euro lordi, cioè un taglio consistente. Se invece ci si mette a far casino, non si capisce un granché. Ovviamente il rpoblema nasce da un primo comma scritto col sedere. A Selargius non so che cosa sia successo. Chi sbaglia, paga

  • Per il giornalista inc…..: Lei sbraita, accusa ma non si mette direttamente in gioco, sul serio e con lo strumento del suo mestiere, la carta stampata. Butta il sasso e nasconde la mano, come si addice ai codardi, più che ai temerari. Ho la sensazione che Lei, parli sotto mentite spoglie. Ma la manda qualcuno? Mi dica. Continua a non farsi riconoscere, e allora mi vorrà scusare se, non le credo quando dice che ha stima per l’On. Maninchedda, ha proprio dei modi barbari per dimostrarlo. Dia l’esempio, sia Lei Uomo di Balentìa, abbia il coraggio di presentarsi, si accetti, difronte “all’altro”, per quello che realmente è; invece di aggiungere legna a tutta questa bagarre, faccia un passo da giornalista onesto e parli con il consigliere se realmente ha stima di lui, per cercare di trovare una linea percorribile. Ma lei ha la volontà di voler contribuire a risolvere i problemi di cui dice di essere al corrente o ci vuole solo sguazzare, da giornalista rampante. Con questo Suo inc…… ha solo dato dimostrazione del fatto che se il mondo gira male è anche perché esistono persone come Lei.

  • Non ho capito gran chè.

    Ma ci puoi spiegare cosa in realta avete votato?
    senza prenderci per i fondelli.
    La verita …poi ognuno farà le sue conclusioni.

    A proposito di verità : cosa è sucesso a Selargius dove pare che alcuni scrutatori o rappresentanti di lista abbiano votato2 volte.?

  • Per il giornalista:
    Cazzo c’entra il fatto di essere barbaricino e al contempo combattivo?
    Semmai il Maninchedda è semplicemente un uomo sardo con la schiena dritta.
    Un uomo vero ed onesto.
    Punto e basta.
    Ricordati che i coglioni li hanno TUTTI i sardi.

  • Giornalista incazzato

    Egregio Angelo,
    io stimo il tuo caro consigliere più di quel che sembra, ma continuo a dire che non ha capito che questa battaglia non è nel merito. Vuoi un esempio? Ti cito di seguito i primi due commi della legge, poi te li commento.
    “1. A decorrere dal 26 maggio 2012, ai fini della riduzione e razionalizzazione delle spese per il funzionamento degli organi istituzionali, ai consiglieri regionali competono, ai sensi dell’articolo 26 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna), le indennità ed i rimborsi di spese in vigore al 31 dicembre 2003.

    2. Conseguentemente, l’indennità di carica è ridotta nella misura del 30 per cento, la diaria è ridotta nella misura del 20 per cento”.

    Delle persone normali capiscono che l’indennità di carica del secondo comma è l’indennità consiliare del primo comma, giacché il ‘conseguentemente’ diversamente non avrebbe senso. Cosa fa l’Unione oggi? Dice, ben consigliata da chi all’interno del Consiglio dà queste notizie per incasinare di più, dice che l’indennità di carica è solo quella di chi ha una carica di questore o di presidente di commissione o altro. Una puttanata colossale. Perché? Perché lo scopo è un altro: sputtanare, sputtanare, sputtanare. È evidente che ha ragione il tuo amico quando dice che è l’Ufficio di Presidenza che deve interpretare correttamente e in diminuzione la legge appena approvata, ma non accadrà per contrasti politici. In questo quadro l’unica cosa che il tuo amico non deve fare è mettere la sua faccia in questo casino. Per il resto: Arbau pensa di capitanare la protesta e di tradurla in voti; la Lombardo pensa di guadagnare voti mostrando che solo lei è in grado di mettere ordine; Cappellacci fra un po’ dirà che il Consiglio è un pollaio; Giampaolo Diana dirà che lui non c’entra; i Riformatori di giorno si stracceranno le vesti e di notte lavoreranno a ripristinare le indennità più alte; Oppi prenderà a calci in culo Biancareddu e chiederà a Steri di mettere le cose a posto; Steri si esaurirà e si dimetterà dal Consiglio; Pitea cercherà di farne arrestare un paio; l’Idv cercherà di dire che aveva pèroposto 500 euro lorde di indennità per tutti i consiglieri….Hai capito? Hai capito che il merito non c’entra?

  • Quinto moro

    Al giornalista incazzato: “meglio stare zitti dando l’impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio.” (Confucio)

  • Caro giornalista incazzato, ma perchè pensi che un consigliere abbia più responsabilità di un giornalista incazzato? perchè non scrivi TU di tutte le cose che fai presumere di conoscere?

    Mi sembra che Paolo tutto gli si possa dire tranne che non combatta, non studi, non si spacchi la testa a far capire le cose, non tiri fuori ogni santo giorno una denuncia circostanziata e puntigliosa.
    ma non è lui il giornalista, non è solo lui che deve informare la gente.
    Raccontaci tu della casta dei giornali, raccontaci tu di Arbau, vagli a chiedere tu se quando farà il consigliere regionale si accontenterà del rimborso benzina Ollolai – Cagliari e poi andrà lo stesso dai clienti del suo studio di avvocato a farsi pagare le cause che non ha perorato, raccontaci tu di Camarda, delle consulenze, procurati tu il 730 di Peretti e faccelo conoscere, fai tu il cattivo della situazione.
    troppo facile far pesare agli altri quel che non riescono a fare, delegare a Maninchedda quel che è storto anche per te, dicci tu quello che sei riuscito a fare, così incazzato come sei
    Il problema non è perdonare, non è il buonismo; il problema è che le denunce servono a creare consapevolezza e coinvolgimento, perché il cambiamento non lo produce Paolo Maninchedda in solitudine, ma la gente più consapevole che incazzata.

  • Quando si incomincia a togliere qualche tappo (Maninchedda ci tenta) qualcosa trasuda, poco ma è già qualcosa. Il giornalista incazzato necessita di un ermeneuta a tal punto da chiudere “e vada affanculo se non mi capisce”. Caro giornalista, che ha ancora il coraggio di incazzarsi, sputi la gazzosa, abbandoni il faeddare in suspos, se vuole, come vuole, far emergere la fogna a cielo aperto. Perchè non è sufficiente che vi capiate Lei e Maninchedda. E l’indennità dei consiglieri regionali mi pare, al cospetto, una minchiata. Perchè, mi ripeto,non è il quantum pagato che interessa ma il quantum ricevuto. E l’indignazione nasce proprio dal secondo quantum.
    Questo clima da incazzo, che spero diventi marea montante ora dopo ora, verosimilmente sollecita impegno, passione, voglia di voltare pagina. Proviamoci ora, subito, se no quando?

  • giornalista incazzato

    Egregio professore,
    con tutto il rispetto, Lei non capisce una cipolla di informazione. Non solo: la sua formazione cristiana (demo-cristiana per i suoi avversari) la porta a non capire che ci sono lotte politiche fondate sul merito e lotte politiche fondate sul nulla, ma rese credibili da un calcolo politico.
    Primo punto: è verissimo che questo è il Consiglio regionale che ha tagliato i costi della politica più di tutti gli altri. Ma ai Cubeddu dei Rossomori, agli Arbau della Base, bocciati dall’elettorato, la bugia che voi siete dei forchettoni serve per tentarsela di nuovo e riprovare a salire al potere. Lei sbaglia a non dire chiaro che si tratta di potere punto e basta. Ma perché non fa pubblicare le carte del Bin Taloro? Perché non riprende quella vicenda? Perché non ricorda quanti del comitato referendario vivono di consulenze regionali (uno almeno ne ha tante, anche con il vostro assessore a cui è stato imposto dal Presidente Cappellazzi). Tutte queste cose servirebbero a svelare che le indennità non c’entrano niente, che è solo politica. Come è solo politica la scelta dei Riformatori di fare i riformisti di giorno e i governativi di notte. Perché Steri non dice ai microfoni ciò che diceva ieri al bar del Consiglio su chi più di altri ha sollecitato la norma adesso contestata?
    Secondo punto: lei ha ragione di spiegare che la norma sembra equivoca perché si è frainteso il massimale col fisso e perché nessun rimborso spese è valido ieri per oggi, ma di questi dettagli, importanti ma difficili, non frega un cazzo a nessuno. È più facile dire che un politico è un forchettone che non dire che ha fatto il suo dovere.
    Terzo punto: Lei non sa essere cattivo. Quando Camarda La attaccò per Tuvixeddu, Lei iniziò a reagire, fece un accesso agli atti che, un mio collega suo amico mi dice essere stato efficace e eloquente sulla mancanza delle carte in regola per avanzare critiche insinuanti, e poi che fa? Se le tiene nel cassetto. O combatte o perdona, professore. Questo buonismo dei miei coglioni la danneggia.
    Quarto punto: Lei ce l’ha con l’Unione Sarda perché Zuncheddu ha pensato (male) di danneggiarla. Ma adesso chi vive di qualunquismo venduto a giumelle, come il sangue del suo Cristo secondo il suo Michelangelo (Le sto dando un indizio per riconoscermi) è la sua amata Nuova Sardegna, quella dove Lei ogni tanto scrive. L’altro giorno Lei ha fatto una partaccia a quel poveraccio dell’Ansa, che Le vuole bene, perché Lei considera i giornalisti politici superficiali e pigri (ricordo in sala stampa un suo scontro con MIchele Maxia, perché Lei si era rifiutato di illustrare un documento e aveva detto che si mettessero a leggerlo, una volta tanto..). Quel ragazzo ha la testa più sul collo del direttore e del vicedirettore della Nuova, che pubblicano tutto e il contrario di tutto, che seguono la discarica del web (che non gli porta una sola copia venduta) ma ignorano il pubblico tradizionale del giornale. Quel ragazzo è l’unico che abbia raccontato dello squilibrio di informazione e di competenza tra Lei e il Comitato referendario, quando Lei li ha ricevuti. E’ l’unico che ha raccontato di come Lei, con garbo, abbia svelato al salottino dei referendari che non erano informati su nulla, che decidevano e giudicavano sulle chiacchiere da bar. Quel ragazzo ha tentato di raccontarlo (viene pagato 5 euro a lancio) ma l’Ansa è l’Ansa. Oggi il suo amico Peretti La prende e La lascia da coglione, mica spiega che è dall’errore da Lei denunciato che nascono i fraintendimenti: non gliene frega un cazzo, a Peretti, dell’errore. Per Peretti siete dei coglioni. E Lei se lo fa dire senza incazzarsi.
    Quinto punto e poi la lascio: ma perché non racconta la vera casta dei giornali. Si riprenda l’inchiesta di Capelli sulla pubblicità istituzionale e guardi quanti soldi sottratti alle spese per l’occupazione sono andate all’Unione e alla Nuova; chieda i contratti dei giornalisti Nuova, che sono pro quota pagati con la fiscalità della Regione Sardegna; chieda quanto spende la Regione per l’Ansa e per l’Agi. Chieda e combatta, cazzo. Questo buonismo, questa rinuncia monastica dei miei coglioni Le fa male. Lei non doveva crescere in parrocchia come ricorda spesso: la parte migliore di Lei non è quella educata, ma quella barbaricina, che combatte, che si contrappone, che offre un’alternativa. E vada affanculo se non mi capisce.

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