In risposta all’assessore Paci: piccolo è chi piccolo si sente

27 maggio 2017 10:351 commentoViews: 897

di Franciscu Sedda
Leggo che l’Assessore Paci ritiene che senza riforme in Italia la Sardegna non possa ripartire.
Un po’ come dire che se l’Italia si butta in un fosso allora la Sardegna è costretta ad andarle appresso!
La verità è che le riforme dell’Italia per la Sardegna si chiamano accantonamenti dei nostri soldi, impugnazioni delle nostre leggi, misconoscenza della nostra insularità, arroganza attraverso enti di Stato, sovrintendenti, prefetti.
La verità è che noi dobbiamo ora più che mai fare a meno dell’Italia, facendo riforme nazionali nostre, sarde, per non vanificare quel po’ di lavoro faticosamente fatto dal nostro Governo in questi anni.
Questa è la verità: piccolo è chi piccolo si sente. Perduto è chi si vuole perdente.
Non è questo il destino dei sardi.

1 Commento

  • Giovanni Lubino

    Concordo pienamente e mi permetto di aggiungere che qualunque riforma possa pervenire dall’Italia sarà sempre una riforma inadeguata ai problemi della Sardegna.Ci si ostina a non capire che l’insularita è una condizione molto specifica che non può essere risolta utilizzando schemi applicabili in realtà completamente diverse.
    Si pensi solo ai trasporti gestiti con una logica a tutela dello spreco e privilegio italico ( Alitalia-Tirrenia ANAS etc) ;al mercato ridotto al lumicino a seguito della massiccia occupazione straniera che spesso utilizza il sistema del dumping per uccidere qualsivoglia forma di reazione da parte del sistema produttivo sardo.
    Ci sarebbero tanti altri motivi di carattere socio culturale per concludere che l’unica via attraverso la quale sarà possibile impostare il riscatto e la crescita del popolo sardo è la riconquista della sovranità.
    Dobbiamo insistere , sensibilizzare, spiegare dimostrare sopratutto con i fatti la validità del progetto.
    Abbiamo gli uomini e la cultura per poterlo fare. Fortza tottus umpare.

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