Imprese e garanzie

20 gennaio 2012 07:511 commentoViews: 7

277Con l’ultima manovra finanziaria dello Stato di fine 2011 è stato rifinanziato per 400 milioni il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI. I coefficienti minimi patrimoniali del Fondo sono stati modificati per cui la mole di finanziamenti coperti da questa garanzia sarà di 20-25 miliardi. Destinatarie di queste garanzie sono tutte le Pmi italiane che rispondono alla definizione di impresa piccola o media della Comunità Europea (attivo inferiore ai 43 milioni o fatturato inferiore ai 50 milioni e 250 dipendenti).
La garanzia concessa dal Fondo per le PMI ha come garante di ultima istanza lo Stato italiano e ciò permette alle banche di annullare integralmente (almeno sul piano formale) il rischio legato alla percentuale di finanziamento garantita dal fondo (che può arrivare fino all’80%). Di conseguenza si riduce drasticamente l’ammontare di denaro che una banca deve accantonare per concedere un finanziamento.
L’azienda che riesce ad ottenere questa garanzia avrà quindi possibilità  maggiori di ottenere l’accesso al credito e di averlo a condizioni economiche migliori grazie a un miglioramento del rating. Sul fronte dei costi, la garanzia diretta risulta molto vantaggiosa: è gratuita per le imprese delle regioni meridionali, per l’impresa femminile e altre categorie, arriva a un massimo dell’1% dell’importo del finanziamento per le imprese di medie dimensioni delle altre regioni.
In un momento di tensione finanziaria e di difficoltà nel reperimento finanziario, questo strumento ha permesso nei primi 10 mesi del 2011 di attivare finanziamenti per oltre 7,3 miliardi di euro, garantiti per 3,9 miliardi. Nel 2011 inoltre il Fondo si è affermato come garante di ultima istanza per i Confidi 106 e 107: gli stessi consorzi oramai prima di concedere la garanzia ai propri associati verificano la possibilità di controgarantirsi con la garanzia del Fondo Centrale.
Per accedere a questa garanzia è necessario rispettare determinati requisiti, e visto il sempre maggior ricorso alla contro garanzia presso lo stesso Fondo da parte dei Confidi, il rispetto di tali requisiti sta diventando di fatto necessario anche per accedere alle garanzie dei consorzi 106 e 107.
La particolarità rispetto alla garanzia del Consorzio fidi è che la richiesta deve essere veicolata direttamente dalla Banca, che si occupa di gestire tutta la richiesta di rilascio della garanzia.
Per facilitare il lavoro delle banche, occorre ricordare sempre alle filiali la possibilità di avere la garanzia MCC, soprattutto sulle pratiche che vengono presentate tramite il PMI Tutoring ( che in sardegna mi pare facccia solo la Cdo). La valutazione dell’impresa rispetto all’accesso alle garanzie avviene su questi argomenti: Fatturato penultimo esercizio; Risultato netto penultimo esercizio; Fatturato ultimo esercizio; Risultato netto ultimo esercizio; Mezzi propri (Patrimonio netto – Crediti per vers. dovuti; Totale passivo; Ultimo bilancio approvato; Utile (perdita) sul fatturato penultimo esercizio; Utile (perdita) sul fatturato ultimo esercizio; Variazione fatturato; Patrimonializzazione.

1 Commento

  • Parlare di difficoltà di accedere al credito mi pare essere un argomento obsoleto, penso, semmai, di poter sintetizzare il problema con questi argomenti: “Fatturato penultimo esercizio; Risultato netto penultimo esercizio; Fatturato ultimo esercizio; Risultato netto ultimo esercizio; Mezzi propri (Patrimonio netto – Crediti per vers. dovuti; Totale passivo; Ultimo bilancio approvato; Utile (perdita) sul fatturato penultimo esercizio; Utile (perdita) sul fatturato ultimo esercizio; Variazione fatturato; Patrimonializzazione”, che una volta presentati alla banca determinano la rottura totale tra soggetto finanziatore e azienda.
    La realtà è che la domanda sul nostro territorio si è esaurita, l’offerta è poco conveniente.
    I costi per l’azienda sono troppo alti e per questo motivo delocalizziamo oltre confine.
    Oggi un finanziamento serve per eliminare le passività dell’azienda ma scordiamoci che con questi soldi ci possa asse uno startup in assenza di domanda.
    La spinta deve essere data in una situazione agevolata per quanto riguarda tassazione diretta e indiretta.
    Esempio Tossilo: ottima idea con un futuro drammatico ricco di aziende indebitate causa costi.
    Dobbiamo preparare le figure professionali sul nostro territorio, dobbiamo creare strutture attrezzate che svolgano questa funzione didattica e in questo modo riusciremo a non disperdere i finanziamenti.
    Saluti
    Giorgio

Invia un commento