Il voto inutile, l’ora d’aria e le zecche elettorali del B&B Monti

15 gennaio 2013 09:1820 commentiViews: 29

Eugenio Scalfari, bontà sua, il cerimoniere del capitalismo italiano autocertificantesi ‘il migliore’, sconsolato osservava qualche giorno fa che il programma di Bersani non è poi così dissimile da quello di Monti. Già, ma guarda un po’! Il problema è che il programma del Pd ha grossi punti di contatto anche con quello del Cavaliere, ma a questo ci dedicheremo nei prossimi giorni. Per il momento un’osservazione: sia Bersani, che Monti che Berlusconi dovranno rispettare il vincolo costituzionale dell’equilibrio di bilancio e il fiscal compact. Oggi Bersani, per l’appunto,  sul Washington Post rassicura i mercati. Ciò significa che sia Monti che Bersani (che Berlusconi se mai gli toccasse di governare) dovranno fare in primavera una manovra correttiva tra i 30 e i 40 miliardi di euro. Tasse? No, e che scherziamo? Probabilmente tagli. Monti farebbe tagli lineari affidandoli a Bondi. Bersani, probabilmente, farebbe tagli semilineari (alla democristiana) e possibilmente li spalmerebbe in dieci anni contabilizzandoli subito (il meccanismo truffaldino e inutile è già stato sperimentato in Sardegna), Berlusconi farebbe i tagli delle tre carte: toglierebbe l’Imu e creerebbe la nuova tassa Intuculu solo a carico di celibi casti, nubili vergini, vedove e vedovi fuori corso sessuale, con uno 0,5% da devolvere a Putin e Erdogan (gli amici del gas) per la corrispondente diminuzione della tariffa energetica dell’Italia. Vendola non è né per l’equilibrio di bilancio né per il fiscal compact e tanto meno è per questi obiettivi Ingroia, se mai qualcuno lo volesse utilizzare come stampella. Per cui abbiamo una certezza: il voto chiesto agli elettori italiani sarà utilizzato dai parlamentari eletti nei partitoni per scopi diversi da quelli per cui viene chiesto. Dal voto utile si passa dunque alla programmata inutilità della volontà dell’elettore. Il voto utile genera l’elettore inutile.
Il voto utile è dunque utilissimo per continuare a delegare al comando una minoranza di specialisti della manipolazione pubblica, capaci di creare per se stessi sosfisticati alibi morali e culturali che giusitifichino il loro vero obiettivo: comandare le masse. La vera similarità tra Bersani, Monti e Berlusconi, è la vocazione al comando, poi uno la giustifica con Papa Giovanni, l’altro con  Lutero e l’altro ancora col Diritto naturale degli ormoni a decidere se essere sadici (stando sopra con Putin e Erdogan) o masochisti (stando sotto) , ma la vocazione è la stessa ed è quella che aveva descritto Machiavelli e che aveva cercato di svelare Gramsci, pagando lo sforzo sulla propria pelle, quando scrisse la celebre lettera dell’ottobre del 1926 al Comitato Centrale del Partito Comunista russo che svelava come lo scontro nel potere e sul potere nel Comitato centrale era la sola e la vera causa – tutt’altro che morale, culturale o ideologica – della crisi del movimento rivoluzionario a cui lui aveva dedicato la sua vita.
Il diritto di voto non è l’ora d’aria concessa ai cittadini ogni cinque anni per decidere chi dei contendenti farà il direttore del carcere. Un anarchico americano di cui non ricordo il nome perché disse tante stupidaggini, disse però una cosa giusta: un servo non cessa di esserlo perché gli si concede di scegliere il suo padrone. Il voto utile è il voto carcerario; il voto dato fuori dal perimetro dei partitoni è il voto della libertà ragionata, della politica come ragionamento critico, della centralità dell’individuo, dei suoi diritti e della sua libertà come parametro per valutare la qualità di una proposta di governo. Il voto dato al Psd’az non è un voto dato a un partito perfetto e senza contraddizioni, ma sicuramente è un voto utile per i sardi e per la Sardegna.
In questo contesto, stanno facendo nei nostri paesi la loro prima comparsa le zecche elettorali. Diconsi zecche elettorali coloro che, privi di consenso sociale, politico e personale, intendono lucrare sul risultato elettorale procurato per loro dal B&B Monti (Bersani Berlusconi Monti). Mettiamo il caso del signor Uomo di Panza del comune di Siamtuttifessi. Alle ultime elezioni comunali ha preso 100 voti su 9000 votanti e non è stato eletto (oppure ha preso 40 voti su 30.000 votanti, ne conosco uno con queste percentuali). Oggi sta con una delle B, non importa quale. La sua B spera di ottenere al suo paese il 30% dei voti. Uomo di Panza si candida a rappresentare nel potere locale quel 30%. Ecco le zecche elettorali: B&B Monti procura l’emorragia, Uomo di panza si attacca e sugge. Morale della favola: B&B Monti è solo una gerarchia di potere che tradisce la fiducia degli elettori, genera il dominio di una minoranza e produce a cascata le piccole gerarchie di potere locale.
Disinfestiamo i nostri paesi.   Votiamo Psd’az.

20 Commenti

  • Non ci si fa’ mancare proprio nulla con queste candidature. Abbiamo il cabarettista che ci rappresenta, il re del suino sardo, l’ex Assessore regionale al nulla, (perche nulla ha fatto) il boss del petrolchimico di Porto Torres e udite udite!, pure un pezzo di Monarchia… Il Capellone, pure lui ex assessore alle disgrazie lo conosciamo gia’
    Che Brutta Fine ha fatto questo Partito!!
    Onorevole Grazie per non essersi Candidato con questi.
    Giovanni P. Mi dispiace ma io stavolta a votare non ci vado..

  • Giovanni Piras

    Per Disperato: guarda che il partito è alla disperazione, non se ne può più, ma dove vogliamo andare, se nessuno ci prende in considerazione finchè il partito rimarrà ostaggio di una persona. Come diceva il tizio, credo fosse di Sorso: o sa reste a mie o sa reste a cantos; comunque voterò sardista fossi l’unico voto in Sardegna. Forza Paris

  • Ecco i nomi dei candidati al Senato:

    Giacomo Sanna, Andrea Prato, Mario Angelo Giovanni Carta, Gilda Cermelli Usai, Giorgio Murino, Luciano Pablo, Antonio Falconi, Bonifacio Cuccu.

    Alla Camera:

    Massimo Cugusi, Elisabeth Rijo, Camilla Orlandi, Flavio Cabitza, Marco Antonio Piras, Roberto Francesco Tola, Antonello Palmas, Giuseppe Mesina, Giovanni Moro, Giovanni Aramu, Silvio Tanda, Benito Urgu, Antonio Cardin, Alessandro Mamusa, William Manca Di Vallermosa, Roberto Pasqualino Vittorio Trova.

    No comment!!!!

  • quinto moro

    Mettere candidato solo Maninchedda no, eh? Invece siamo alle solite candidature che evidentemente non ci hanno ancora insegnato nulla.Basta ricordare la fine infausta del presidente nelle precedenti tornate elettorali(buon ultima “la batosta” clamorosa in casa sua alle comunali).Peccato, poteva essere l’inizio di quel lungo cammino del “nuovo” che a parole tutti auspichiamo ma che nei fatti non applichiamo.E comunque, per quello che vale, questo è il mio pensiero, ancora una volta scomodo (vero Giacomo?)e “il partito all’unanimità” ha fatto le scelte giuste. Auguri e fortza paris (si fa per dire).

  • Se andro’ a votare, votero’ PSdAz, ma se non vedro’ due veri e meritevoli Sardi – con la loro storia Sarda – come capilista, non mi rechero’ nemmeno al seggio.

  • per Piras: in che senso solo mettendo i due compari si potra rimediare? forse che sono in grado, grazie al consenso personale, di tirare la volata al partito?

  • Giovanni Piras

    Sarebbe stato davvero opportuno aprire un dibattito sulla partecipazione o meno a questa campagna elettorale che sicuramente ci vedrà soccombere, che sicuramente avrà effetti negativi anche alle prossime elezioni regionali. Comunque si potrà rimediare in parte, mettendo capilista alla camera e al senato il presidente e il segretario nazionale.

  • Giovanni Piras

    Non ho capito chi ha proposto la candidatura del capellone, per me è davvero inopportuna, per non dire altro.

  • Io voterò PSd’Az senza se e senza ma. . . Più che un voto utile dovremo cercare di convincere la gente ad esprimere un voto di RESPONSABILITÀ . Il contesto politico è buono (secondo il mio punto di vista) per noi, gli altri sono sempre gli stessi e hanno FALLITTO!! …non si può discutere l’alleanza con Prato, ma si può discutere dei candidati sardi presenti nei partiti italiani che fino a due giorni fa sostenevano il governo Monti, non certo un governo vicino al popolo sardo.

  • Vabbè, comunque l’ennesimo italiano (Prato è nato a Cosenza) che viene a salvare i poveri pastoracci sardi…
    Ma vi rendete conto del fatto che ormai in Sardegna stanno arrivando tanti italiani, che vi si trasferiscono e colonizzano?
    Prato, in fin dei conti, è un colonizzatore…, il classico tipino che avete portato anche a Macomer dicendo che bisogna accettare gente da fuori che ci viene a dire com dobbiamo comportarci…
    E’ dura, molto dura…
    Ma oltre Prato c’è qualche altro nome?
    Magari sardo con la sua storia sarda?

  • Colpo Grosso

    Io vorrei poter votare Psd’Az, ma sono un fuorisede e su questa categoria vige una sorta di democrazia sospesa.
    Se fossero le regionali, probabilmente compirei lo sforzo (non solo economico) ma per questa farsa…

  • Non censuro un beneamato c..o. Non temo l’evidenza delle cose. Cerco di condurre una vita onesta.

  • Non entro nel merito del disappunto, legittimo, di Marco Sanna.
    Vorrei però sottolineare che la politica non è una linea retta, non è il rispetto di un comando, non è una cena di gala, non è arte per sole educande. Il metro in base al quale una azione viene politicamente valutata efficace o meno è il risultato. Dal che ne consegue che in politica vale la massima “il fine giustifica i mezzi”. E come in tutte le vicende umane, figuriamoci in politica, le fottiture sono sempre dietro l’angolo. Obiettivo: prenderne una in meno degli avversari.

  • Prato bello, Prato bello, bello come il latte di capra francese imbottigliato in Sardegna e, magari, percepito come sardo DOC.
    Bello come l’assessore che si vanta di una legge, la L.R. n.1/2010 sulla filiera corta, che non ha fatto, anzi, ha ostacolato.
    Prato così bello che diventa il fiduciario di Cappellazzi per Sardegna Co2, salvo poi inventarsi nuovi mori e Onorevoli Sciuponi, incidentalmente, forse perché non si è messo d’accordo sul prezzo dell’ingaggio. Mi fermo qui per carità di patria.
    Censura pure il commento, ma se lo pubblichi la gente si ricorderà
    di chi vi state mettendo in casa.
    C…i vostri!

  • Evelina Pinna

    Il voto inutile è un disturbo ossessivo compulsivo. La Sardegna alla fin fine è una società culturalmente collettivista: prigionieri della non libertà di voto, ci sentiamo comunque liberi. Pur rimanendo iposocializzati, ipotrofici rispetto a cambiamenti che richiederebbero rivoluzioni ideologiche prima che civili. Durante la cavalcata alle urne il chiodo che sporge viene immediatamente martellato. Il voto utile e outsider è un concetto che viene subito negato. Quando si va ad elezioni è l’opinione pubblica prevalente ad essere onnipotente. Le prese multimediali dei partiti maggiori amano fare sondaggi pubblici e scrivere a caratteri giganteschi chi è in testa e quale partito si prevede che vincerà. L’aspetto più assurdo è che i sondaggi danno per vincente una parte politica anche in base all’attribuzione dei voti degli indecisi, perchè questo crea ondeggiamenti nell’opinione pubblica.

    Le opinioni della gente sono troppo facilmente influenzate dal sentirsi dire ciò che “tutti gli altri” pensano o sentono. Anche chi mostra sentimenti molto forti sui temi caldi delle elezioni, ha spesso idee e progetti di cambiamento in bianco e nero, ed gli viene più istintivo cercare ciò che gli altri pensano piuttosto che indagare e decidere per se stesso attraverso un voto libero e responsabile. Sentire ‘chi vincerà le elezioni’ è più avvincente ed ha una influenza assolutamente più forte rispetto alla propria libertà di voto. Quante volte ci chiediamo se chi è candidato è all’altezza di svolgere il ruolo e portare avanti il programma presentato (sempre che esista)? Mai. La polarizzazione verso il sondaggio elettorale provoca una sindrome attentiva, una compulsione a quel voto, alla stessa stregua di un’assuefazione collettiva o una seduta ipnotica. Per il voto responsabile si dovrebbe combattere una battaglia di percezione per far riemergere la coscienza dell’elettore psichicamente sano.

  • Marco, avrai le tue ragioni, ma posso chiederti di non strumentalizzare tutto? Grazie. Io sono stato l’unico ad oppormi all’accordo con Prato.

  • Marco Sanna

    Vota Sardo perche sei sardo

    Vota Sardista perche ti rappresenta

    VOTA PRATO CHE COSI AL POSTO DI FOTTERTI MONTI E BERLUSCA TI FOTTE LUI.

    MEGLIO ESSERE FOTTUTI DA UN SARDO MORO CHE DA BERLUSCA..

    BONU PROE BOS SIADA!!

  • Celibe e casto(non per mia scelta),amante delle disinfestazioni.

  • Cogliere l’attimo fuggente.
    Questo è lo spirito di competizione che anima la battaglia per questa gente senza dignità che vuole andare a Roma per esserci, per propri e sporchi interessi personali.
    Se questa gente non fosse inviata a Roma dai sardi, avrebbe tutto il diritto di comportarsi come vuole, ma purtroppo non è così: decine di persone che per il proprio bieco egoismo portano la Sardegna ad affondare, in quanto portano con se le sole proprie istanze personali.
    L’unica via d’uscita consiste in una consapevolezza del fatto che soli all’interno d’Europa è meglio che vedersi mediati in ogni azione da una pessima ed ingombrante politica italiana.
    Ma questo, forse, è un concetto che il cittadino sardo non vuole capire, avendo mutuato e radicato la disinvoltura dell’Italietta migliore.

  • Assisteremo, come sempre, alla calata di imbonitori di ogni risma accompagnati dai valvassini sardi. Ribelliamoci!
    A FORA S’ERBA FURISTERA. VOTA SARDO E SARDISTA.

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